A Valvasone Arzene lunedì 5 agosto il concerto evento: Atom Heart Mother ( dei Pink Floyd ) a cura dell’Accademia Musicale Naonis

Atom Heart Mother, il quinto LP in studio dei Pink Floyd, quello che in copertina ritraeva una mucca, veniva pubblicato nell’ottobre del 1970.

ph Dario Furlan

A distanza di quasi cinquant’anni l’Accademia Musicale Naonis ha pensato di riproporne l’esecuzione integrale.
Oltre all’Orchestra dell’Accademia Musicale Naonis, sul palco saliranno i Pink Size, tribute band dei Pink Floyd, e il coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste.
La direzione artistica del progetto è affidata al maestro Marco Bianchi che ha curato anche arrangiamenti e adattamenti; la supervisione è firmata dal maestro Valter Sivilotti, direttore artistico dell’Accademia Naonis, mentre la direzione musicale è del maestro Alberto Pollesel.

Faranno da preludio, alla esecuzione della Suite Atom Heart Mother, delle brevi composizioni realizzate da giovani compositori friulani: Marco Bianchi, Jody Bortoluzzi, Geremy Seravalle.

La storia dell’Accademia Musicale Naonis testimonia un costante impegno nel proporre variegati programmi di musica dal vivo all’insegna della originalità e della accuratezza delle esecuzioni e questo omaggio ai Pink Floyd esprime in toto il concetto. Il progetto è frutto di un approfondito studio delle partiture ed è dedicato alla contaminazione fra rock, pop, musica sinfonica e composizioni inedite.
La punta di diamante del concerto è rappresentata, in  un’impresa unica nel suo genere, dall’esecuzione integrale della celebre suite dei Pink Floyd, uno dei gruppi rock più amati di tutti i tempi, Atom Heart Mother, le cui parti orchestrali furono scritte dal giovane compositore sperimentale Ron Geesin.

ph Dario Furlan

Grazie al talento di Ron Geesin,  Atom Heart Mother ha in sé tutti gli elementi musicali e culturali per rappresentare un preciso instante dell’arte popolare della fine degli anni Sessanta. Racchiude in se musica per film, musica concreta, registrazioni di atti quotidiani, musica per azioni sceniche, ballate post-Woodstock, tracce di Beatles, e molto ha ricevuto dalle influenze musicali dei secoli precedenti.

È un percorso in cui l’originalità si manifesta nel proporre proprie produzioni con arrangiamenti inediti rielaborati e presentati al pubblico in forme nuove e piene di spunti legati alla contemporaneità.
Uno fra i più grandi successi della band inglese viene eseguito con decimino di ottoni, un violoncello solista, la band elettronica PINK SIZE e il Coro FVG diretto dal maestro Cristiano Dall’Oste.

La direzione artistica è affidata al maestro Marco Bianchi, che cura anche gli arrangiamenti e gli adattamenti. La supervisione è del maestro Valter Sivilotti, direttore artistico dell’Accademia Naonis, mentre la direzione musicale è del maestro Alberto Pollesel.

Biglietto ingresso: € 10,00
Biglietti in prevendita su VivaTicket e presso l’Ufficio Turistico di Valvasone, aperto dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 (giovedì pomeriggio chiuso).

  • Località: Valvasone Arzene;
  • Luogo: Piazza Castello
  • Tipologia: Musica;
  • Data: Lunedì 5 Agosto 2019
  • Orario: 21:30
  • Consigliato per: Tutti
  • http://www.valvasonearzene.it/

In caso di maltempo, lo spettacolo si terrà nella struttura polivalente di via Pasolini.




NEI SUONI DEI LUOGHI – La rassegna internazionale di musica eterritorio fa tappa ad Aquileia con la violinista Anais Drago

ANAIS DRAGO

Solo Project, Violino e Loop Station

Giovedì 1 agosto_ore 21.00

AQUILEIA (Ud) – Piazza Capitolo

Ingresso libero

Il calendario completo del festival è consultabile su www.neisuonideiluoghi.it

Aquileia, città patrimonio mondiale dell’umanità Unesco, si prepara a ospitare un nuovo appuntamento del festival internazionale di musica e territorio Nei Suoni dei Luoghi. Giovedì 1° agosto alle 21.00, nello splendido contesto di Piazza Capitolo, a salire sul palcoscenico sarà Anais Drago, violinista di grande talento, originale e avanguardistica, già vincitrice del contest Amadeus Factory. L’artista presenterà al pubblico il suo Solo Project, nel quale, al suo violino, affianca il live electronics, per creare performance assolutamente sorprendenti. Il concerto, a ingresso libero, si inserisce nel calendario della 21° edizione di Nei Suoni dei Luoghi, organizzato da Associazione Progetto Musica, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, con il sostegno di Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli. In caso di pioggia l’evento si terrà nella Sala Romana, sempre in Piazza Libertà ad Aquileia. Per consultare il calendario completo di Nei Suoni dei Luoghi visitare il sito www.neisuonideiluoghi.it .

Anais Drago

Anais Drago è un’artista che col violino e il live electronics può fare qualsiasi cosa. Giovane, talentuosa e creativa, studia, esperimenta ed improvvisa per la creazione di composizioni e atmosfere sonore di grande suggestione. Dopo la vittoria del contest Amadeus Factory dell’omonima rivista, l’eclettica musicista ha così creato Anais Drago_Solo Project per violino solo. Un progetto che vede l’utilizzo del violino in forma insolita, con l’ausilio di processori e loop station per la composizione di partiture estemporanee, nate riadattando brani di estrazione jazzistica a dialogo con sue composizioni.

In occasione del concerto tornano anche le visite guidate di Nei Suoni dei Luoghi. Alle 18.45 l’archeologa Costanza Brancolini accompagnerà i visitatori in un affascinante percorso con partenza da Piazza Capitolo, sosta al Mausoleo sulla via Iulia Augusta e arrivo al Sepolcreto, una delle aree funerarie di epoca romana meglio conservate in Italia: cinque recinti funerari appartenuti ad altrettante facoltose famiglie aquileiesi ci faranno scoprire le credenze religiose e i riti diffusi all’epoca. Il ritrovo è davanti alla Basilica, la partecipazione gratuita.

Una passeggiata ad Aquileia rappresenta uno scenografico viaggio nel tempo: popolata da genti venete in età protostorica, la colonia fu fondata dai Romani nel 181 a.C., in origine come postazione militare durante la fase di romanizzazione dell’Italia settentrionale. Iscritta dal 1998 nella lista Unesco del Patrimonio dell’Umanità, essa offre al visitatore uno spaccato completo della vita quotidiana di una delle più importanti città dell’Impero, divenuta in seguito un rilevante centro di irradiazione del Cristianesimo.




TEATRO COMUNALE DI CORMONS Svelata la stagione artistica 2019|20 dal direttore artistico Walter Mramor

I protagonisti: Incontrada, Guerritore, Bassi, Zeno, D’Abbraccio, Lillo & Greg, Pistoia-Triestino

Svelata dal direttore artistico di Artisti Associati Walter Mramor la nuova Stagione del Teatro Comunale di Cormòns, caratterizzata dalla qualità e dalla varietà delle proposte, in cui trovano spazio ben otto Prime Regionali e una

Lo Schiaccianocy

Prima Nazionaletre serate internazionali e vede protagonisti interpreti d’eccezione e grandi maestri della regia.

Dodici gli appuntamenti tra prosa, musica e danza ai quali si affianca un ricco programma dedicato alle nuove generazioni con matinée per le scuole, rappresentazioni pomeridiane e laboratori tematici.

Il cartellone, che propone un interessante percorso sul Novecento, vede anche il debutto in Anteprima della nuova produzione di Artisti Associati con protagonista d’eccezione Vanessa Incontrada.

La Stagione si aprirà il 30 ottobre con la prima regionale di ‘Non si uccidono così anche i cavalli?’, uno spaccato dell’America degli Anni Trenta sconvolta dalla Grande Depressione, con Giuseppe Zeno e Sara Valerio a guidare una colorata folta compagnia di ballerini-attori, il 12 novembre un’altra prima regionale con ‘Un tram che si chiama desiderio’ in un’intensa interpretazione di Mariangela d’Abbraccio e Giulio Corso protagonisti del capolavoro di Tennessee Williams che alza il velo su una società moralista e oppressiva; prima regionale, il 30 novembre,  anche per la festosa operetta ‘Il Pipistrello’ musicata dal re del valzer Johann Strauss, proposta dalla Compagnia Corrado Abbati. Gospel travolgente da Chicago, il 13 dicembre, in prima regionale, con Dexter Walker & Zion Movement impegnati in un fitto tour europeo; il 18 dicembre siamo pronti a rivivere, con Ettore Bassi, la storia appassionante del prof. Keating e degli studenti della pellicola cult ‘L’attimo fuggente’ che a 30 anni dall’uscita cinematografica continua ad ispirare i giovani di tutto il mondo; il classico natalizio per eccellenza ‘Lo Schiaccianoci’ è interpretato dal prestigioso Russian Classical Ballet in prima regionale il 10 gennaio 2020; tornerà a calcale il palco di Cormons Monica Guerritore, ne ‘L’anima buona di Sezuan’ di Brecht, una coproduzione de La Contrada e ABC Teatro, con un testo che declina il tema universale del rapporto fra morale e società (16 gennaio). Prima nazionale, il 31 gennaio, per l’allestimento di ‘Jezabel’ dal romanzo di Irène Némirovsky che vedrà Elena Ghiaurov interpretare la bella e tragica figura di questa donna accusata dell’omicidio dell’amante. A

Lillo e Greg

febbraio spazio al buonumore con due serate imperdibili: il 13, l’umorismo colto e sagace di Lillo e Greg, spogliato di ogni orpello narrativo, in ‘Gagmen – I fantastici Sketch’ in prima regionale. E, il 27, un classico della comicità qual è ‘Il rompiballe’ del francese Veber, con Paolo Triestino e Nicola Pistoia anch’esso in prima regionale. A chiudere la prosa, in prima regionale il 14 marzo, ‘Scusa sono in riunione ti posso richiamare?’, un ritratto generazionale e insieme una commedia degli equivoci firmata da Gabriele Pignotta. Protagonista un’interprete riconosciuta per la sua bravura, simpatia e bellezza come Vanessa Incontrada, nuovo ‘acquisto’ della famiglia Artisti Associati. Chiusura di sipario il 20 marzo con i losangelini Bodytraffic, una delle compagnie americane di danza contemporanea più apprezzate, che propone un repertorio accattivante firmato dai migliori coreografi della scena mondiale.

La campagna abbonamenti prenderà il via sabato 14 settembre con le conferme (www.artistiassociatigorizia.it).

Alla conferenza erano presenti il sindaco Roberto Felcaro, l’assessore alla cultura Martina Borraccia e il rappresentante della Fondazione CaRiGo Giulio Valentini.

 




A MONFALCONE NASCE GEOgrafie festival, CULTURA, dal 2 al 6 ottobre.

MONFALCONE – È conto alla rovescia per la prima edizione di GEOgrafie Festival. Scrivere la terra, leggere la terra, la nuova proposta culturale ideata dalComune di Monfalcone e condivisa con la Fondazione Pordenonelegge. Un progetto che nasce dall’ascolto dei cittadini, una cinque giorni, dal 2 al 6 ottobre, legati alla cultura del libro e alla conoscenza della città per la promozione del territorio. Monfalcone aprirà il suo cuore storico, la piazza, il teatro e le sale più prestigiose alle parole dei libri e ai loro autori, ai piccoli editori, ai librai, alle scuole e alle associazioni più attive.    «Questa iniziativa – sottolinea il Sindaco di Monfalcone Anna

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Maria Cisint – rientra nella strategia del Comune di sviluppare grandi eventi culturali legandoli al nostro territorio, alle sue radici e alle sue peculiarità, offrendo un’opportunità di conoscenza e di divertimento con la presenza di divulgatori, giornalisti e scrittori di grande qualificazione. Con GeoGrafie Monfalcone vuole creare un’occasione di rilievo nazionale per esplorare un campo ricco di potenzialità e di interesse nel quale si intrecciano le vicende che hanno plasmato la nostra identità con le riflessioni sui cambiamenti epocali che abbiamo di fronte. Per questo abbiamo inteso avviare una collaborazione con una fondazione che ha una consolidata esperienza culturale, Pordenonelegge per dar corpo a questo evento. L’evento vede la condivisione e la partecipazione attiva tra il Comune di Monfalcone e Fincantieri, partner economico e di fattibilità».    «Siamo onorati – ha evidenziato il Presidente della Fondazione Pordenonelegge Giovanni Pavan – che il Comune di Monfalcone abbia scelto di appoggiarsi a noi per integrare il loro “Books in the city” che già stavano realizzando con successo. Aprire al tema delle GEOgrafie ci è subito piaciuto molto proprio perché come “agenzia culturale” siamo sempre alla ricerca di nuove geografie sia territoriali che letterarie».

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«Al centro del progetto – spiega Gian Mario Villalta, che ha curato il cartellone in sinergia con Alberto Garlini e Valentina Gasparet – è l’idea di creare un libero luogo di incontro, che unisca al valore della cultura l’esperienza della festosa condivisione di un tempo dedicato al piacere di conoscere e di intessere relazioni. Monfalcone è fulcro di meravigliose diversità geografiche: una collocazione decisamente speciale nella geografia europea e adriatica, punto di raccordo fra il profilo sabbioso delle lagune e la dorsale rocciosa che prosegue fino all’area balcanica. Alle spalle, il Carso ricco di storia recente e di vicende geologiche millenarie. L’orizzonte si alterna, a seconda di dove volge lo sguardo, vero una lontana corona di monti o verso un mare che sconfina nella luce».

«Proprio per questo – sottolinea Villalta – il dialogo, la partecipazione, la possibilità di guardarsi in faccia sono un buon punto di partenza per non perdere l’abitudine. E il Festival, dal 2 al 6 ottobre, avrà due anime: una che incontra la lettura ad alta voce; un’altra che accoglie alcuni dei più interessanti libri attuali dalla viva voce dei loro autori. Due anime che percorrono diverse vie comuni e saggiano interni confini con il

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titolo GEOgrafie, al plurale: quasi un tema libero, con il solo vincolo dell’attenzione ai luoghi e alla loro posizione sulla faccia della terra, si parli di economia, d’identità e di tradizioni. GEOgrafie vuole infatti circoscrivere il luogo dell’incontro con i libri e con il loro autori, lo spazio per il confronto, il piacere di un tempo da condividere».

Monfalcone, protagonista culturale e della cantieristica, tratterà il tema geografie in senso stretto, sul piano della teoria, con uno dei massimi conoscitori della sua storia, Franco Farinelli, ma anche, con Valerio Massimo Manfredi, della geografia delle tradizioni che uniscono l’Italia; di come la mappa di una città diventi geografia del proprio corpo, con Mauro Covacich, e di quali colori si tinge la mappa del futuro con

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Ferruccio de Bortoli; si parlerà del confine tra la città e la selvatichezza, con Luigi Nacci e di come la selva può insegnare a costruire macchine speciali, con Barbara Mazzolai; si parlerà ai ragazzi, agli studenti, agli sportivi, agli appassionati di cibo, a chi è attento alla salute e alla pienezza del vivere, con Eliana LiottaAldo CazzulloBeatrice MasiniAndrea Maggi e molti altri scienziati, scrittori, poeti, viaggiatori presenti durante le cinque giornate dedicate al festival.

 

 

Enrico Liotti




CANOVA – Il viaggio a Carrara dall’1 agosto 2019 al 10 giugno 2020, CARMI – Museo Carrara e Michelangelo a Villa Fabbricotti

Dall’1 agosto 2019 al 10 giugno 2020, CARMI – Museo Carrara e Michelangelo a Villa Fabbricotti presenta CANOVA – Il viaggio a Carrara, mostra a cura di Mario Guderzo, Direttore della Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno (Treviso) con il contributo di un comitato scientifico di respiro internazionale.

La mostra, ideata e prodotta da Cose Belle d’Italia Media Entertainment in esclusiva e in collaborazione con il Museo CARMI, indaga il rapporto tra Antonio Canova (1757-1822) e Carrara, la capitale internazionale del marmo, mettendo in dialogo cinque preziosi gessi originali e documenti conservati presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara, che vanta una ricca gipsoteca e che quest’anno celebra i 250 anni della sua fondazione, con uno spettacolare percorso multimediale dedicato all’esplorazione dell’intera vicenda canoviana, narrata al pubblico dalla voce di Adriano Giannini con le musiche del violoncellista Giovanni Sollima.

Ad arricchire il percorso, all’interno del ricco universo creativo dell’artista, un corpo di lettere dell’Archivio di Stato di Massa, nonché un contratto, finora sconosciuto, del 1783 tra il conte Del Medico Staffetti e Antonio Canova (Collezione Andrea Sarteschi, Sarzana) per l’acquisto dei blocchi di marmo necessari per la realizzazione del “Monumento funebre di Clemente XIV”.

La mostra si sviluppa nella splendida cornice del Museo CARMI – inaugurato lo scorso 2 giugno 2018 nell’ottocentesca Villa Fabbricotti, circondata dal Parco della Padula, sede di una collezione di opere di scultura ambientale – attraverso sei ambienti di forte impatto emozionale, in cui preziose opere come la “Maddalena giacente”, uno degli ultimi gessi canoviani da poco restaurato dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, sono inserite nell’allestimento multimediale per evidenziare e tradurre il significato di uno dei più appassionanti processi creativi della storia della scultura europea.

Di sala in sala diversi linguaggi si incontrano, dunque, in una narrazione unica che condurrà il pubblico in un sorprendente viaggio nella mente di Canova, testimoniato ora con la scultura, ora con documenti e coinvolgenti narrazione filmiche, offrendo un’esperienza culturale di grande rigore scientifico.

Dopo un’introduzione sulla “Vita e opere di Antonio Canova”, il percorso della mostra, in fitto dialogo tra materiale e immateriale, si apre con le Grazie per raccontare la genesi del processo creativo del Canova; si sofferma su un’intera sala dedicata a uno dei massimi capolavori dello scultore, “Paolina Borghese”; prosegue con le suggestive installazioni dedicate al rapporto tra “Canova e la danza”, poi con un approfondimento su “Canova. Il viaggio a Carrara e l’Accademia di Belle Arti”, un racconto nel racconto, volto a celebrare l’incontro tra il primo ambasciatore della bellezza italiana nel mondo e la capitale del marmo; per concludere la visita con l’immaginifica fiaba di “Amore e Psiche”. In questa sala, l’ultimo dei cinque modelli in gesso di proprietà dell’Accademia, lo splendido “Venere e Adone”, accomiata il pubblico dalla mostra.

CANOVA – Il viaggio a Carrara, termina qui, ma idealmente continua con la visita alla città e all’Accademia di Belle Arti dove sono custoditi altri modelli canoviani.

Venere Italica, Antonio Canova, Calco in gesso, 1804-1812, Accademia di Belle Arti di Carrara ┬® Michele Ambrogi

CANOVA – Il viaggio a Carrara è il terzo progetto espositivo ideato e prodotto da Cose Belle d’Italia Media Entertainment, dopo “Magister Canova”, Scuola Grande della Misericordia di Venezia (2018) e “C+”, le due isole immersive che hanno accompagnato la mostra “Canova e l’Antico” al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con CARMI – Museo Carrara e Michelangelo e l’Accademia di Belle Arti di Carrara, su iniziativa e grazie all’Assessorato alla Cultura del Comune di Carrara.

CANOVA – Il viaggio a Carrara ha il Patrocinio di MIBAC, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana Provincia di Massa Carrara, Accademia di Belle Arti di Carrara.

TESTI ISTITUZIONALI

«Dopo l’apertura del Carmi, a giugno dello scorso anno, l’inaugurazione della mostra “Canova. Il Viaggio a Carrara” rappresenta un nuovo fondamentale tassello nel progetto di valorizzazione culturale e quindi turistica della città di Carrara che sta portando avanti la nostra amministrazione. Si tratta in entrambi i casi di iniziative di richiamo nazionale, all’altezza di una città conosciuta in tutto il mondo per il suo marmo e la sua arte. L’allestimento della mostra proprio presso la sede del museo, consegnato alla città lo scorso anno con una ristrutturazione che ha permesso di riaprire le porte di una villa chiusa per decenni, è una conferma dell’investimento fatto su questo sito espositivo. Di più, è un modo per ribadire quanto la nostra amministrazione creda nelle potenzialità e nel valore di questo museo. Siamo convinti che grazie alla mostra dedicata a Canova arriveranno a Carrara visitatori da tutta Italia che potranno così apprezzare la bellezza del Carmi e di tutta la nostra città. Ancora una volta, il nome di Carrara tornerà a riecheggiare nel paese grazie ai nomi dei maestri che hanno trasformato in arte il nostro marmo: un anno fa è accaduto con Michelangelo, questa volta succederà grazie a Canova. È ispirandoci a questi grandi dell’arte che porteremo avanti la rinascita sociale e culturale della nostra città, passo dopo passo».

FRANCESCO DE PASQUALE | Sindaco – Comune di Carrara

«CANOVA – Il viaggio a Carrara, mostra a cura di Mario Guderzo, direttore della Gypsotheca e Museo di Antonio Canova a Possagno, contribuisce a riscoprire e affermare la centralità di Carrara in occasione delle celebrazioni per i 250 anni dalla fondazione della sua Accademia di Belle Arti. Senza soluzione di continuità le sculture in gesso di Antonio Canova, in prestito dalla gipsoteca dell’Accademia di Carrara, dialogano con ricostruzioni video attraverso cui si entra nell’universo creativo canoviano fino ai dettagli minuti della lavorazione; poi le lettere e i contratti originali, fonti per ricostruire una storia che ci appartiene. Il video non si sostituisce mai alla fruizione dell’opera, ma anzi agisce come nuovo approfondimento e avvicinamento alla stessa. La narrazione audio, che è in cuffia e quindi fruibile – volendo – in un secondo momento, dopo aver dato esclusivo appagamento alla visione, completa l’immersione in modo scientifico, ma col ritmo sempre coinvolgente e raffinato del racconto.

Un contratto inedito, infine, rappresenta uno dei vanti assoluti di questo percorso espositivo con cui si puntano i riflettori sul legame di Canova con Carrara e la famiglia Del Medico».

FEDERICA FORTI | Assessore alla Cultura e Turismo – Comune di Carrara

«Sono felice di inaugurare la mia direzione del Museo Carmi con una mostra concepita con il criterio innovativo di “esposizione integrata”, un criterio che associa gli originali presentati, in questo caso i gessi di Antonio Canova, a un percorso multimediale, che ne permetterà l’osservazione con l’occhio rivelatore della tecnologia a servizio dell’arte.

Da storico d’arte, sono dunque fiero di aver contribuito all’evoluzione del progetto ideato da Cose Belle d’Italia Media Entertainment, che dopo il percorso immersivo realizzato per il MANN di Napoli in occasione della mostra Canova e l’Antico, firma ora in collaborazione con il Museo Carmi un nuovo progetto espressamente studiato attorno alle opere e i documenti custoditi dall’Accademia di Belle Arti di Carrara».

La Fiaba di Amore e Psiche, Installation View ┬® Francesca Bottazzin

MARCO CIAMPOLINI | Direttore scientifico CARMI – Museo Carrara e Michelangelo

«La nostra partecipazione attiva a questo articolato progetto espositivo è, ancora una volta, la conferma della ricchezza del patrimonio artistico e di sapere dell’Accademia di Belle Arti di Carrara: non solo per la ricca collezione dei gessi canoviani e per le competenze dei docenti che sono coinvolti nelle iniziative del Comune, ma, soprattutto, per il contributo culturale che una fucina di idee come l’Accademia fornisce quotidianamente alla definizione di un indirizzo culturale per la città. La scelta di non restare chiusi tra le mura del Palazzo Cybo-Malaspina è il nostro apporto concreto verso una città che necessita di occasioni di conoscenza qualificate e che riconosce nella nostra istituzione, dopo 250 anni, ancora un elemento identitario molto forte. La sezione della mostra dedicata al rapporto tra Canova e Carrara, nella quale sono esposti capolavori delle nostre collezioni, prende avvio dalla nomina dello scultore di Possagno a “Accademico Onorario” della nostra Accademia che si contraddistinse, precocemente, nel costruire una rete di relazioni con gli artisti più famosi dell’epoca con lo scopo di dare rilevanza alla città e al suo marmo. Ancora oggi, rivendichiamo con orgoglio quest’ attitudine e, nel solco di una tradizione così prestigiosa, abbiamo insignito dello stesso titolo onorifico dato al Canova due grandi artisti del nostro tempo: Maurizio Cattelan e Jeff Koons».

LUCIANO MASSARI | Direttore – Accademia di Belle Arti di Carrara

Comitato Scientifico CANOVA – Il viaggio a Carrara

«Per Cose Belle d’Italia Media Entertainment CANOVA Il viaggio a Carrara è una nuova sfida. Con il brand Magister, dal 2017, abbiamo ideato e internazionalizzato progetti espostivi di ampio respiro con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale italiano grazie al supporto delle nuove tecnologie. La prestigiosa collaborazione con il Museo Carmi di Carrara rappresenta un’evoluzione del format, ponendo per la prima volta in dialogo opere, documenti e installazioni filmiche. Il risultato è una nuova narrazione, ancora più coinvolgente, che permette al pubblico, in un emozionante percorso tra tangibile e intangibile, di conoscere gli episodi più salienti dell’intera vicenda canoviana con un focus dedicato all’importante legame con Carrara. Ringrazio, dunque, Federica Forti, Assessore alla Cultura e Turismo – Comune di Carrara, e Marco Ciampolini, Direttore scientifico CARMI – Museo Carrara e Michelangelo, per aver fortemente creduto nel progetto che abbiamo realizzato con la curatela scientifica di Mario Guderzo, Direttore della Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno (Treviso). E, con loro, tutte le istituzioni e i musei che hanno collaborato al progetto, mettendo a disposizione opere e preziosi documenti, allestiti in mostra o restituiti al pubblico con inedite riprese di forte impatto emozionale».

RENATO SAPORITO | CEO Cose Belle d’Italia Media Entertainment

Supervisore creativo CANOVA – Il viaggio a Carrara

SCHEDA TECNICA

SEDE
CARMI. Museo Carrara e Michelangelo.

Villa Fabbricotti, Parco Padula, Via Sorgnano 42, 54033 Carrara, (MS)

DATE
1 agosto 2019 – 10 giugno 2020

ORARI

01 Agosto 2019 – 14 settembre 2019
1– 10 giugno 2020

Martedì / Domenica: 11.00 – 19.00

Giovedì (Agosto 2019): 11.00 – 23.00

15 settembre 2019 – 31 maggio 2020

Martedì e Mercoledì 9.30 – 12.30

Giovedì/ Domenica: 9.30 – 12.30 e 15.00 – 17.00

INGRESSO

Intero €5

Ridotto €3

  • Visitatori dai 65 anni di età
  • Utenti CTT Nord
  • Comitive composte da oltre 10 persone

Cumulativo intero €10

(comprende l’ingresso al CARMI, al Museo Civico del Marmo e al Centro Arti Plastiche)

Cumulativo ridotto €6

(comprende l’ingresso al CARMI, al Museo Civico del Marmo e al Centro Arti Plastiche)

Ingresso gratuito

  • Studenti residenti (di istituti di ogni ordine e grado, compresi Atenei)
  • Accompagnatori di comitive
  • Membri ICOM
  • Guide turistiche (previo patentino)
  • Giornalisti (previo accredito ufficio stampa)
  • Per tutti i visitatori la prima domenica di ogni mese

CONTATTI PER IL PUBBLICO

Tel. +39 3351047450

museo.carmi@comune.carrara.ms.it

Infopoint Stadio +39 0585 844136

WEBSITE
www.musei.carrara.ms.it

www.magister.art




LA MOSTRA “RAZZISMO IN CATTEDRA” ALLA RISIERA DI SAN SABBA FINO A META’ SETTEMBRE

Si potrà visitare fino alla prima metà di settembre la mostra “Razzismo in cattedra. Il Liceo Petrarca di Trieste e le leggi razziali del 1938”, nella Sala delle Commemorazioni del Civico Museo Risiera di San Sabba (via Giovanni Palatucci 5, Trieste).

Il progetto era partito all’interno del liceo dalla ricerca dei nomi degli studenti e dei professori ebrei espulsi dal Petrarca in seguito alla promulgazione delle leggi razziali del 1938 – leggi che il 18 settembre erano state annunciate da Mussolini proprio a Trieste dal palazzo municipale – con lo scopo di ricostruire, attraverso i riferimenti dei materiali archivistici, il loro percorso di vita dal 1938 al 1945. Un’iniziativa nata nell’ambito di un progetto di alternanza scuola-lavoro, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Trieste – Dipartimento di studi umanistici, del Museo della Comunità ebraica di Trieste “Carlo e Vera Wagner” e dell’Archivio di Stato.

Dopo le polemiche con il Comune di Trieste, co-organizzatore dell’evento, per il poster ritenuto dai toni eccessivi (la prima pagina de Il Piccolo, datata 3 settembre 1938, che titolava “Completa eliminazione dalla scuola fascista degli insegnanti e degli alunni ebrei”, abbinata a una foto in bianco e nero di tre ragazze sorridenti all’uscita della scuola), la mostra era stata allestita lo scorso 4 ottobre al Civico Museo Sartorio, dove in pochi giorni aveva registrato più di 6.500 visitatori. In seguito è stata ospitata al Memoriale della Shoah a Milano, attirando più di 2.000 visitatori e dal 15 aprile è ritornata a Trieste, presso la Risiera di San Sabba, uno dei quattro Polizeihaflager esistenti in Italia, l’unico a essere provvisto di forno crematorio.

L’allestimento è stato realizzato grazie alla disponibilità di Maurizio Lorber, responsabile del Civico Museo della Risiera e alla collaborazione del Liceo Artistico Enrico e Umberto Nordio. Nella mostra si possono vedere documenti originali provenienti dagli archivi del Liceo Petrarca e della Comunità ebraica, da archivi privati e dall’Archivio di Stato. Foto, diplomi, pagelle e un video, prodotto dagli studenti sulla posa delle pietre d’inciampo e sulle leggi razziali.

Per questo lavoro i ragazzi del Petrarca hanno ricevuto la Targa speciale del San Giusto d’oro 2018, assegnata dall’Assostampa Fvg.

Ingresso gratuito. Orari: da lunedì a domenica, 9-19. I visitatori sono ammessi entro le ore 18.30.




Incontri con l’autore e con il vino 2019.domani Mario Giordano

LIGNANO PINETA – Prosegue l’estate d’autore a Lignano, palcoscenico privilegiato per conoscere da vicino gli scrittori di cui si assaporano le pagine sotto l’ombrellone.

Giovedì 1 agosto alle 18.30 al Palapineta nel Parco del Mare agli “Incontri con l’autore e con il vino”, protagonista Mario Giordano che presenta “L’Italia non è più italiana. Così i nuovi predoni ci stanno rubando il nostro Paese” (Mondadori).

Dalla setta americana che si compra il castello medioevale ai cinesi che si prendono le vigne del grignolino, dai fondi internazionali che acquistano e spesso spogliano le nostre migliori aziende allo scippo della nostra grande tradizione alimentare: viaggio in un Paese che è sempre meno nostro. Neppure la mafia è più italiana: quella nigeriana sta prendendo il sopravvento nella gestione di spaccio e prostituzione, ma si fanno largo anche quella albanese, georgiana, sudamericana. Intanto dilagano le Chinatown, spesso fuori controllo, mentre gli arabi diventano padroni, in modo più o meno dichiarato, di interi pezzi di Penisola. E gli italiani? Dai pensionati ai giovani cervelli, sono costretti a emigrare.

In abbinamento all’incontro con Mario Giordano, l’Azienda Agricola Pontoni Flaviodi Buttrio offrirà il suo Pinot Grigio Dop Friuli Colli Orientali 2018. Un vino bianco secco, di buona gradazione e di acidità media elegante di corpo, di colore giallo paglierino con leggeri riflessi ramati. Il profumo è delicato floreale da giovane con un profilo nitido di mela, pera e di frutta esotica in particolare banana e ananas. È corposo e persistente in bocca con sentori di frutta secca con note calde e fruttate.

Incontri con l’autore e con il vino 2019. A Lignano Pineta, ogni giovedì fino al 5 settembre, ore 18.30 Palapineta nel Parco del Mare.

Ingresso libero, info: http://www.lignanonelterzomillennio.it




49ma edizione Siena Jazz 1 e 3 agosto Piazza Jacopo della Quercia

Giovedì 1 e sabato 3 agosto, alle ore 21.30 ad ingresso gratuito, proseguono i concertisti che affiancano la 49ma edizione dei seminari internazionali di Siena Jazz

Tornano i “Siena Jazz Masters”: due concerti unici in Piazza Jacopo della Quercia

Due serate con formazioni strepitose che vedono protagonisti i maestri di Siena Jazz

 Due appuntamenti da non perdere quelli del 1 e 3 agosto quando a Siena, nella magia di Piazza Jacopo della Quercia, tornano ad esibirsi i “Siena Jazz Masters” in concerti unici, pensati solo per il calendario senese.

Con una formula originale che da anni rende esclusivo il cartellone di Siena Jazz, i grandi maestri che danno vita ai seminari si esibiranno in formazioni estemporanee: si comincia DOMANI giovedì 1 agosto in Piazza Jacopo della Quercia quando alle ore 21.30, Diana Torto (voce), Ben Wendel (sassofoni), Kenny Werner (pianoforte), Furio Di Castri (contrabbasso) e Fabrizio Sferra (batteria) sarnno i protagonisti di un primo set che poi lascerà il palco a Jen Shyu (voce), Giovanni Falzone (tromba), Achille Succi (clarinetti, sax alto), Matt Mitchell (pianoforte), Linda Oh (contrabbasso), Fabrizio Sferra (batteria).

Sempre Piazza Jacopo della Quercia accoglie il concerto di sabato 3 agosto: in apertura la formazione con Donny McCaslin (sax tenore), Nir Felder (chitarra), Linda Oh (contrabbasso), Henry Cole (batteria), cui seguirà il set che vede protagonisti AmbroseAkinmusire (tromba), Ben Wendel (sassofoni), Lage Lund (chitarra), Joe Sanders(contrabbasso), Henry Cole (batteria).

Venerdì 2 agosto invece, nella Chiesa di Sant’Agostino alle ore 21.30 CHIGIANA MEETS SIENA JAZZ: torna l’appuntamento che nasce dalla felice collaborazione tra Siena Jazz e l’Accademia Musicale Chigiana. Potremo ascoltare le musiche prestigiose di due grandi ed eclettici autori, il chitarrista Frank Zappa e il contrabbassista Charles Mingus; grandi composizioni che rappresenteranno il filo conduttore del concerto che – con la partecipazione straordinaria di David Krakauer, Giuseppe Ettorre e Giovanni Falzone – riunisce sul palco la Siena Jazz University Orchestra, la Chigiana Percussion Ensemble, e l’Orchestra dei Conservatori della Toscana. Dirigono: Roberto Spadoni, Antonio Caggiano, Tonino Battista. 

LE JAM SESSION IN CONTRADA

Dal 4 al 5 agosto si svolgeranno le Jam Session in Contrada che ogni sera porteranno a scoprire il cuore più intimo della città, con la partecipazione estemporanea di docenti e studenti dei corsi che si esibiranno nei suggestivi giardini di alcune delle società delle storiche contrade senesi.

Si svolgono sempre in Contrada il 6 e 7 agosto i “Concerti finali” a conclusione di ciascuna delle due settimane dei corsi. Saranno attivati due palchi che “suoneranno” in contemporanea, e che vedranno esibirsi tutti e 64 i gruppi di musica di insieme nati nel corso dei seminari 2019 e diretti ciascuno dal proprio docente che suonerà come leader della formazione, regalando una vera festa della musica.

E sono numeri importanti quelli dell’edizione 2019: in programma 64 laboratori musicali per oltre 100 ore complessive di attività didattiche, che portano alla formazione delle 64 classi di musica d’insieme. La città intera vivrà una vera e propria “invasione” musicale che grazie all’arrivo di 34 docenti internazionali tra i migliori musicisti del mondo e 120allievi (il massimo di posti disponibili) provenienti da 14 diverse nazioni.

I seminari saranno accompagnati da un cartellone di 14 spettacoli tutti ad ingresso libero che si svolgeranno in luoghi inediti e suggestivi e che vedranno esibirsi star internazionali e ben 103 gruppi musicali di allievi e docenti. Gli studenti sono provenienti da tutti e cinque i continenti e in particolare oltre all’Italia sono presenti le seguenti nazioni: Argentina, Australia, Austria, Canada, Gran Bretagna, Francia, Olanda, Svezia, Svizzera, Turchia, Cina, Israele e USA.




Blue Notte: un finale delle grandi occasioni con i Quintorigo / Venerdì 2 agosto, Azienda Agricola Castello di Rubbia (Savogna d’Isonzo)

Venerdì 2 agosto i QUINTORIGO a Savogna d’Isonzo, nella Cantina dell’Azienda Agricola Castello di Rubbia, chiudono Blue Notte 2019.
ore 19 Visita guidata alla Cantina (ingresso libero)
ore 21.30 Inizio concerto (ingresso 15 euro)

Il Festival Blue Notte chiude in grande, con una band d’eccezione, ospitata in una cornice tanto desueta quanto significativa e suggestiva, come la Cantina (scavata nella roccia) dell’Azienda Agricola Castello di Rubbia a Savogna d’Isonzo. Sono i Quintorigo gli ospiti della grande serata di venerdì 2 agosto, con inizio alle 21.30anticipata alle 19 da una visita guidata gratuita alla Cantina (a cura della titolare Natasa Cernic) e da degustazioni dei pregiati vini del luogo  (e della cena per chi volesse attendere il concerto nella bellissima location).

I Quintorigo (Valentino Bianchi – sax, Gionata Costa – violoncello, Andrea Costa – violino, Stefano Ricci – contrabbasso, Alessio Velliscig – voce, Gianluca Nanni – batteria) sono davvero difficili da “incasellare” in qualsiasi definizione di genere. Sarebbe riduttivo catalogarli come gruppo jazz, tante sono le contaminazioni nella loro musica, dalla classica al rock, dal blues al funky. Il risultato è, da sempre, una ricetta originale dagli ingredienti equilibrati e dal gusto sorprendente.

I Quintorigo nascono verso la metà degli anni ’90, maturando le tecniche di arrangiamento jazz applicate al rock d’autore ed esibendosi come inconsueta cover-band nei club dell’Emilia-Romagna. Le prime “illustri vittime” delle loro insolite rielaborazioni sono, per citarne alcune, Beatles, Hendrix, Deep Purple, Nirvana, ma anche Area, Battiato; e poi Mozart, Rossini, ma anche Davis, Hancock. Lo studio negli anni matura, e la loro esigenza di comporre propri brani si concretizza. Arrivano ben presto le prime conferme: 1° posto ad Arezzo Wave ’98, premio della critica e per il miglior arrangiamento a Sanremo ’99, premio Tenco, lo stesso anno, come miglior opera prima, miglior arrangiamento a Sanremo 2001, fino ad arrivare ai riconoscimenti dell’ultimo lavoro: premio come miglior formazione dell’anno 2008, conferito da Top Jazz.
Hanno all’attivo decine di tournée, migliaia di concerti tra i quali la partecipazione al Primo maggio a Roma, al Premio Tenco, al Premio Ciampi, Umbria Jazz, Premio Recanati, Alterfesta di Cisternino, Mittelfest di Cividale… Sterminato l’elenco delle collaborazioni, tra le quali quelle con Carmen Consoli, Ivano Fossati, Maria Pia De Vito, Roberto Gatto, Enrico Rava e Antonello Salis.

A Savogna d’Isonzo per Blue Notte Gorizia Festival presentano il loro ultimo lavoro discografico “Opposites”: vale a dire opposizione, giust-apposizione, contrapposizione di fenomeni artistici lontani nel tempo e nello spazio. Quanto dista Duke Ellington da David Bowie? Qual è la strada più breve fra Ornette Coleman e i Rage Against the Machine? Spesso, cercano di dimostrare i Quintorigo, le distanze non sono poi così grandi e di conseguenza le opposizioni sono solo apparenti. “Opposites”: la dichiarazione di intenti è chiara già dal titolo e se gli opposti, in questo album, ci sono eccome, è anche vero che la musica è un universo molto più facile da percorrere di quello siderale, dove non servono astronavi o ponti di Einstein-Rosen per una gita “sensoriale” molto appagante!

La particolarità del concerto è valorizzata dalla location, la magnifica cantina dell’Azienda Agricola/Vitivinicola Castello di Rubbia, che sorge accanto alle più vive testimonianze carsiche del primo conflitto mondiale. In occasione del concerto, alle 19 (a titolo gratuito), sarà possibile visitare la cantina in tutti i suoi locali sotto la guida di Natasa Cernic, titolare dell’Azienda Agricola, che racconterà la storia della cantina, scavata nella roccia tra i bunker e a pochi metri dalle Cannoniere della Prima Guerra Mondiale. Sarà inoltre possibile degustare i vini del luogo e godere della cena all’interno della Cantina stessa in attesa del concerto.

Info concertiwww.bluenottegorizia.com – segreteriacontea@consorzioilmosaico.org




Ambiente e cambiamenti climatici al Festival della Mente (30 agosto – 1 settembre)

Cambiamenti climatici e ambiente: quale futuro per il nostro pianeta? Se ne parla alla XVI edizione del Festival della Mente (Sarzana, 30 agosto-1 settembre 2019)

Telmo Pievani

ome sarebbe la Terra senza la nostra pervasiva presenza? Deforestazione, urbanizzazione selvaggia, inquinamento e sfruttamento indiscriminato delle risorse non si fermano perché sono alimentati dai nostri attuali modelli di sviluppo e di consumo. È un comportamento davvero poco sapiens … Su questo rifletterà il filosofo della scienza Telmo Pievani al Festival della Mente venerdì 30 agosto alle ore 19 al Canale Lunense.

Telmo Pievani è ordinario di Filosofia delle scienze biologiche presso l’Università degli Studi di Padova. È presidente della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica e membro del direttivo dell’Istituto Italiano di Antropologia. A fine agosto uscirà per Contrasto La terra dopo di noi (con Frans Lanting).

David Monacchi

reare un’arca immateriale che custodisca i suoni del mondo per le generazioni future e un’arca tecnologica – la Sonosfera – dove farne esperienza con il suono 3D, significa salvaguardare la pluralità degli ecosistemi accrescendo, in questo modo, la coscienza ecologica pubblica. Frammenti di estinzione è il progetto polifonico che David Monacchi porterà al Festival della Mente sabato 31 agosto alle ore 9.45 al cinema Moderno. All’interno dell’evento, anche la proiezione del pluripremiato film di Monacchi Dusk Chorus.

David Monacchi (Urbino, 1970) è un artista interdisciplinare, compositore e ingegnere del suono. Conduce una ricerca sul patrimonio dei suoni delle foreste primarie equatoriali. Di recente, è stato invitato alla Conferenza ONU sulla biodiversità COP-14. È inoltre membro fondatore della International Society of Ecoacoustics.

Antonello Provenzale

ome sta cambiando il clima della Terra? E quale tipo di clima ci aspettiamo nel futuro? Antonello Provenzale al Festival della Mente, nell’incontro in programma sabato 31 agosto alle ore 12.15 in Piazza Matteotti, parlerà dei grandi cambiamenti ambientali e climatici e di come sia l’uomo ad influenzarli profondamente.

Antonello Provenzale è direttore dell’Istituto di Geoscienze e georisorse del CNR. Coordina il progetto europeo H2020 Ecopotential, dedicato all’uso di dati di campo e satellitari per caratterizzare i cambiamenti negli ecosistemi naturali, e il progetto PON LifeWatch, dedicato alla creazione di laboratori virtuali per la ricerca sull’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi.

Alberto Giuliani accompagnerà il pubblico del Festival della Mente in un viaggio futuristico A

Alberto Giuliani

lla ricerca dell’immortalità, domenica 1 settembre alle ore 11.45 al cinema Moderno. Dagli astronauti della NASA che simulano la vita su Marte alla ricerca genomica in Cina, passando per i laboratori di crioconservazione umana e di clonazione, si incontreranno i padri della robotica umanoide e i guardiani dei ghiacci. Sarà un viaggio pieno di domande.

Unica certezza: l’essere umano già sogna di vivere una vita eterna.

Alberto Giuliani, scrittore, fotografo e regista, è autore del libro Gli immortali (Il Saggiatore, 2019). Realizza documentari e campagne digital per il mondo corporate. Ha insegnato storytelling e self-branding in scuole di fotografia e cinema tra Milano e Roma.

Quale paesaggio per il futuro dell’Italia e del mondo è l’incontro che Mauro Agnoletti terrà al Festival della Mente domenica 1 settembre alle ore 12 al Canale Lunense. Conciliare un modello di sostenibilità che assicuri il mantenimento dell’ecosistema terrestre con i ritmi del progresso economico, sociale e ambientale è necessario per far fronte a tendenze come lo spopolamento delle aree rurali, i problemi di inquinamento e riscaldamento climatico, la scarsa quantità e qualità delle risorse alimentari. C’è bisogno di una nuova visione, e in questo senso l’Italia può giocare un ruolo importante, proponendo la propria cultura in materia di qualità dei prodotti agroalimentari e del patrimonio paesaggistico e ambientale.

Mauro Agnoletti

 

Mauro Agnoletti è presidente dell’Osservatorio del Paesaggio della Regione Toscana, coordinatore scientifico del Registro dei paesaggi rurali nell’ambito delle politiche per lo sviluppo rurale presso il Ministero dell’Agricoltura e presidente del comitato scientifico del Programma Mondiale della FAO sul patrimonio agricolo. Ha collaborato con UNESCO, World Bank, Consiglio d’Europa e Convenzione per la Diversità Biologica.

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ualche decina di anni fa la plastica era dominante nel nostro modo di vivere e di

Marco Ortenzi

consumare. Oggi siamo tutti preoccupati per i

Marco Parolini

problemi ambientali legati alla sua produzione, al suo utilizzo e al suo smaltimento. Ma le tanto pubblicizzate bioplastiche possono rappresentare realmente una valida soluzione per il futuro di tutti noi? Il chimico Marco Ortenzi e il biologo Marco Parolini, ospiti del Festival della Mente, cercheranno di darvi risposta nell’incontro Tutta la verità su plastica e bioplastica (forse) domenica 1 settembre alle ore 14.45 al cinema Moderno.

Marco Ortenzi è specializzato nella sintesi e nello sviluppo di nuovi materiali a base di polimeri. Collabora come ricercatore con il Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Milano, e con aziende studiando materiali e processi innovativi che possano trovare applicazione in diversi settori industriali.

Marco Parolini è ricercatore in Ecologia presso il Dipartimento di Scienze e politiche ambientali dell’Università degli Studi di Milano. La sua attività di studio si sviluppa prevalentemente in ambito ecotossicologico.