ArtePadova ritorna dal 15 al 18 novembre 2019 e festeggia le 30 edizioni

ArtePadova ritorna dal 15 al 18 novembre 2019 e festeggia le 30 edizioni

Anche quest’anno i Padiglioni 1, 7 e 8 di Padova Fiere saranno animati dalla 30ª edizione di ArtePadova, una tra le più longeve manifestazioni nel mondo dell’Arte in Italia, che avrà luogo dal 15 al 18 novembre 2019.

Quattro giorni all’insegna dell’arte, con oltre 15.000 opere in mostra su 28.000 mq di superficie, la partecipazione di oltre 300 espositori e una media di 26.000 visitatori per anno, in uno dei distretti fieristici più produttivi d’Europa dalla forte risonanza nazionale e internazionale.

ArtePadova si caratterizza per riuscire a coniugare il mercato dell’arte moderna e contemporanea presentando ogni anno un’ampia rosa di artisti selezionati fra le migliori firme italiane e straniere, in un valzer di correnti artistiche che vanno dal Futurismo all’Informale, dall’Arte Zero alla Pop Art sino all’Arte Concettuale e all’Arte Povera. Anche quest’anno la kermesse permetterà un’ampia varietà di scelta per tutti i visitatori.

Per i collezionisti che vogliono puntare sui cavalli vincenti, la mostra presenterà una selezione di grandi interpreti dell’arte italiana del ‘900, come Lucio Fontana, Mario Sironi, Achille Perilli, Arnaldo Pomodoro, Piero Manzoni, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Emilio Isgrò, Agostino Bonalumi, Carla Accardi, Tano Festa, Franco Angeli, Michelangelo Pistoletto e il fenomeno Alighiero Boetti, per citarne solo alcuni.

Per chi invece è interessato al cosiddetto “oceano blu” del mercato, la kermesse proporrà artisti dalle quotazioni sempre più in ascesa fra cui Paolo Cotani, Beatrice Gallori e Tino Stefanoni.

ArtePadova già in passato si è infatti distinta per saper intercettare le nuove tendenze del mercato, ad esempio lanciando il gruppo d’avanguardia giapponese Gutai, di cui anche quest’anno si potranno ammirare opere selezionate, ma anche promuovendo i Maestri dell’Estroflessione come Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Giuseppe Amadio e Turi Simeti, i cui lavori saranno anch’essi presenti in questa imminente edizione.

Non solo firme nazionali ma anche internazionali, come quella di Nobuyoshi Araki, considerato il più spregiudicato e osannato fotografo contemporaneo giapponese.

ArtePadova non è solo un importante palcoscenico per artisti affermati o che si stanno affermando, ma anche per talenti emergenti che saranno presenti nella sezione Contemporary Art Talent Show, riservata a gallerie, associazioni, artisti indipendenti e collettivi che presentino opere d’arte dal costo inferiore ai 5000 euro, arricchita quest’anno dal Premio C.A.T. e dalla 3^ edizione del Premio Mediolanum, confermando ancora una volta il primato di ArtePadova nella promozione del domani dell’arte.

Una rassegna arricchita da eventi collaterali, un vivace calendario di incontri, conferenze e performance dal vivo, attesa ogni anno da un numero considerevole di operatori, visitatori, investitori e collezionisti provenienti da ogni angolo d’Italia ed Europa che porterà questa edizione ad essere oltre che terreno di scambio anche terreno di semina e fermentazione di idee, progetti, conoscenze, abitudini consolidate e nuove rivolte al prodotto artistico.

Per visitare ArtePadova è possibile scaricare il BIGLIETTO RIDOTTO SPECIALE A 1€ compilando il form all’indirizzo: http://www.artepadova.com/biglietto-ridotto/

DATE:

15-18 novembre 2019

PREVIEW AD INVITI

giovedì 14 novembre dalle ore 18.00

ORARI

da venerdì 15 a domenica 17 novembre dalle 10.00 alle 20.00

lunedì 18 novembre dalle 10.00 alle 13.00

SETTORI
Arte Moderna e Contemporanea; Contemporary Art Talent Show; librerie ed editoria d’arte

DOVE

Quartiere Fieristico di Padova PAD. 1,7, 8

INGRESSI

Via Niccolò Tommaseo ACCESSI AI PAD. 7 e 1

Via Rismondo, Gate L Park Nord ACCESSO PAD. 8

TITOLI D’INGRESSO

Biglietto intero: € 10,00

Biglietto ridotto: € 4,00

Riservato a gruppi (minimo 10 persone), Forze dell’Ordine, persone over 65, agli studenti universitari (gli interessati dovranno presentarsi alla biglietteria muniti di documento per l’accertamento dell’appartenenza ad una delle categorie di utenza dianzi individuate e di un documento di riconoscimento personale), ai diversamente abili (l’accompagnatore ha diritto all’ingresso omaggio), ai ragazzi dagli 11 ai 17 anni.

Biglietto ridotto speciale: € 1,00

Riservato ai soci AICS, ASI, CENTRO ZIP, CRAL, CSEN, DLF, NOI, Touring Club, Università Popolare di Padova. Gli interessati dovranno presentarsi alla biglietteria muniti di documento per l’accertamento dell’appartenenza ad una delle categorie di utenza dianzi individuate e di un documento di riconoscimento personale.

Ingresso gratuito:

Riservato ai possessori di Carta Feltrinelli e a un loro accompagnatore; ragazzi fino a 10 anni compresi, e tutte le scolaresche, compresi gli accompagnatori, previa richiesta alla Segreteria Organizzativa via mail o fax.

NB: Nel quartiere è consentito l’ingresso agli animali di piccola taglia al guinzaglio e di media e grande taglia al guinzaglio con la museruola.




DOMANI 4 GIU. Ultimo appuntamento con “LA MACCHINA DEL TEMPO”: FONDAZIONE IL LAZZARETTO, Milano

Martedì 4 giugno h 21.00

Guido Ballo poesie di Francesco e Marina Ballo | Risa di Francesco Ballo

La vecchiaia, il tempo, la memoria.

Una rassegna cinematografica per avvicinarsi al tema della

prossima edizione di Peste!, 

il festival annuale della Fondazione in programma il prossimo novembre.  

       A cura di Luca Mosso, direttore di Filmmaker Festival

Ingresso libero

Gli autori dei film saranno presenti in sala

 

Fondazione Il Lazzaretto
Via Lazzaretto 15, Milano
www.illazzaretto.com

Ultima serata alla Fondazione Il Lazzaretto di Milano con “La Macchina del Tempo”: la rassegna cinematografica – a cura di Luca Mosso, direttore di Filmmaker Festival – che rientra all’interno di Virus!, il programma promosso dalla Fondazione Il Lazzaretto nel quale il pubblico è invitato a contribuire alla creazione dei contenuti del festival Peste! previsto a novembre e dedicato quest’anno alla vecchiaia. Il tema è uno stimolo per interrogarsi su tempo, memoria individuale e collettiva, confronto tra generazioni e trasformazioni dei corpi.

 

Martedì 4 giugno alle ore 21.00, l’ultimo appuntamento della rassegna sarà con Guido Ballo poesie di Francesco e Marina Ballo (2004 – 11 min) e Risa di Francesco Ballo (2007 -17 min). Dei genitori importa la voce, quella che si impara a riconoscere prima ancora di vedere, e Francesco Ballo, autore di film spesso muti, riempie di parole i film che dedica ai genitori. Parole poetiche scandite con un sorriso ironico sulle labbra quelle di Guido Ballo poesie, quasi un ironico sberleffo alla morte, e ricordi precisi nelle testimonianze pacate di Risa che racconta il tennis, la resistenza, l’incontro con il marito Guido.

L’ingresso è libero e gli autori saranno presenti in sala.

 

Obiettivo della rassegna è quello di interrogarsi sull’effetto del tempo che da sempre domina il campo delle definizioni di cinema. Il passaggio dei secondi, delle ore, degli anni trova infatti espressioni magnifiche sullo schermo e i film da sempre documentano e testimoniano lo scorrere del tempo.

 

La selezione dei titoli in calendario ha voluto privilegiare lavori che esprimono domande chiare, chiedendo al cinema quello che meglio sa fare: documentare, testimoniare, immaginare. Piuttosto che classici consolidati, il pubblico avrà infatti la possibilità di vedere lavori estremamente personali, sostenuti da motivazioni solide e da salda cognizione teorica. Tre film – Non lo so ancora di Fabiana Sargentini (2012), Comandante di Enrico Maisto (2014), Guido Ballo poesie di Francesco e Marina Ballo (2004), Risa di Francesco Ballo (2007) – che si pongono, ciascuno a proprio personalissimo modo, il problema del tempo.

Risa di Francesco Ballo (2007)

Il giovane regista Enrico Maisto interroga il passato con la furia febbrile di chi ne ha bisogno per trovare il proprio posto nel mondo, Francesco e Marina Ballo raccolgono la materia viva delle testimonianze dei genitori per garantirne l’affettuosa permanenza nel tempo e Fabiana Sargentini usa la finzione per consegnare l’implicito della vita a un tempo e uno spazio altri, dove valgono le leggi del cinema e anche un desiderio neppure espresso trova la sua forma compiuta.