Chaves ha vinto la diciannovesima tappa del Giro d’Italia, Carapaz ancora in Maglia Rosa

IL RITORNO DI CHAVES

Il corridore colombiano Esteban Chaves (Mitchelton – Scott) ha vinto davanti ai compagni di fuga Andrea Vendrame (Androni Giocattoli – Sidermec) e Amaro Antunes (CCC Team). Carapaz resta il leader della Classifica Generale.


Partito in fuga, Chaves batte i compagni di giornata sulle rampe di San Martino di Castrozza. Superman Lopez partecipa alla festa colombiana con un attacco in solitaria dal gruppo dei migliori, ma l’ecuadoriano Richard Carapaz difende saldamente la Maglia Rosa.

San Martino di Castrozza, 31 maggio 2019 – Il colombiano Esteban Chaves (Mitchelton – Scott) ha vinto la sua terza tappa al Giro d’Italia, prima vittoria da quando gli era stata diagnosticata la mononucleosi dopo la Corsa Rosa dello scorso anno. Lo ha fatto in grande stile battendo dopo una serie di attacchi i compagni di fuga di giornata sull’ascesa verso San Martino di Castrozza. Nonostante uno sfortunato incidente meccanico in un momento cruciale, il corridore locale Andrea Vendrame (Androni Giocattoli – Sidermec) è arrivato secondo ed il portoghese Amaro Antunes (Team CCC) si è classificato terzo. Un altro colombiano ha animato il finale quando “Superman” Lopez (Astana Pro Team) ha attaccato il gruppo dei favoriti in Generale guadagnando 44 secondi. Il leader della corsa Richard Carapaz (Movistar Team) ha risposto con serenità a un’accelerazione di Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) in attesa dell’ultima durissima tappa di montagna con l’arrivo a Croce d’Aune-Monte Avena.

LE PILLOLE STATISTICHE

  • Terza tappa per Esteban Chaves dopo la Tappa 14 a Corvara nel 2016 e la sesta tappa sull’Etna nel 2018. È l’unico colombiano ad aver vinto tappe in tre diversi Giro d’Italia.
  • 80esima vittoria in un grande giro per i colombiani (29 al Giro, 19 al Tour, 32 alla Vuelta). Il primo è stato Martin Emilio “Cochise” Rodriguez nella 15esima tappa del Giro a Forte dei Marmi (sul mare, non in montagna).
  • Sesta Maglia Rosa per Richard Carapaz in questo Giro, così come Valerio Conti (Primoz Roglic ne aveva indossate cinque e Jan Polanc due).

DATI MONITORATI OGGI
I dati forniti da Velon raccontano la tappa attraverso dati dispositivi per il monitoraggio in tempo reale. I dati sono disponibili a questo link.

RISULTATO FINALE
1 – Esteban Chaves (Mitchelton – Scott) – 151 km in 4h01’31”, media 37,512 km/h
2 – Andrea Vendrame (Androni Giocattoli – Sidermec) a 10″
3 – Amaro Antunes (CCC Team) a 12″

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da EnelRichard Carapaz (Movistar Team)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da SegafredoPascal Ackermann (Bora – Hansgrohe)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca MediolanumGiulio Ciccone (Trek – Segafredo)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da EurospinMiguel Angel Lopez (Astana Pro Team)

CLASSIFICA GENERALE
1 – Richard Carapaz (Movistar Team)
2 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a 1’54”
3 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 2’16”
4 – Mikel Landa (Movistar Team) a 3’03”
5 – Bauke Mollema (Trek – Segafredo) a 5’07”

CONFERENZA STAMPA
Il vincitore di tappa Esteban Chaves ha dichiarato: “Da quando sono arrivato secondo al Giro 2016, non ho avuto solo problemi fisici… Molte altre cose sono successe nella mia vita. La cosa più importante è che non ho mai mollato. Oggi è un sollievo. L’ultima salita è un riassunto dei miei anni difficili e un riassunto della vita: ho attaccato molte volte e ho creduto in me stesso per arrivare vincitore al traguardo”.

La Maglia Rosa Richard Carapaz ha dichiarato: “Penserò a Verona il giorno in cui saremo a Verona. L’attacco di oggi di Miguel Angel Lopez era previsto, ma Mikel Landa è ora totalmente al mio servizio. Me l’ha detto di persona. Non sono stressato nel difendere la Maglia Rosa. Sono fiducioso anche perché sento il grande affetto di tutto il mio paese”.

LA TAPPA DI DOMANI
Tappa 20 – Feltre-Croce d’Aune – Monte Avena 194 km – dislivello 5.500 m
Tappone dolomitico con cinque salite lunghe concatenate da brevi tratti più o meno pianeggianti. Partenza da Feltre e breve tratto di avvicinamento alle montagne che cominciano a Arsiè con la salita di Cima Campo di 18 km che con la sua discesa porta a Castel Tesino e Scurelle. Da quest’ultima inizia la salita al Passo Manghen che tra falsopiano iniziale e salita vera e propria conta 24 km e quasi 2.000 m di dislivello.

La picchiata seguente porta a Molina di Fiemme e quindi attraverso Cavalese, Tesero e Predazzo al Passo Rolle. Si tratta della salita meno dura lunga comunque oltre 20 km che precede l’ascesa finale di Croce d’Aune – Monte Avena. L’ultimo tratto, composto da una concatenazione di due salite successive è lungo quasi 20 km. Per prima la salita del Croce d’Aune che negli ultimi 6 km presenta quasi costantemente pendenze sopra il 10% con tratti fino al 16%. Dopo il Croce d’Aune breve discesa e ultimi 7 km ancora in netta salita.

Ultimi km
Ultimi 7 km tutti in ascesa con pendenza media del 7,4% e massime attorno al 10%. La strada sale per lunghi tornanti fino ai 150 m dall’arrivo dove si svolta nettamente a sinistra e si entra nel rettilineo di arrivo finale largo 5 m pianeggiante su asfalto.

COPERTURA TV
I palinsesti della Tappa 20 del Giro d’Italia sono disponibili a questo link.

Foto Credit: LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi

 




PROGETTO FOCUS/Sala Bergamas d’Isonzo – Gradisca d’Isonzo (go)

 finale sabato 8 giugno, 

La danza contemporanea torna a Gradisca d’Isonzo per ilProgettoFocus a conclusione della stagione teatrale 18/19 e sarà protagonista alla Sala Bergamas dal 3 all’8 giugno. Sarà l’ultima settimana di residenza (le prime cinque svoltesi a Udine) per i 14 allievi che hanno partecipato al Corso di Alta Formazione 2019,percorso di ricerca sulla danza contemporanea ideato da Arearea. Dopo 5 intense settimane di studio con coach per il perfezionamento della tecnica e con maestri ospiti per conoscere linguaggi e stili diversi, durante la settimana conclusiva a Gradisca i giovani danzatori lavoreranno autonomamente per realizzare, in gruppo o in assolo, una personale idea coreografica. I 14 danzatori sono: Bonato Ester, D’Argenio Laura, Dardi Diana, Ferrara Irene, Furlani Morgana, Margherita Angelica, Martinelli Gioia, Nardi Francesca, Nardo Gloria,  Palmeri Daniele, Rizzo Andrea, Soravito Nicol, Valentini Carolina Alessandra, Zamaro Sebastian.

Le creazioni saranno presentate sabato 8 giugno, alle 21, presso la Sala Bergamas di Gradisca d’Isonzo. La serata, dal titolo FOCUS/FORM-ART, è organizzata da ArtistiAssociati in collaborazione con Ente Regionale Teatrale del FVG. Biglietteria aperta dalle ore 20.

Il corso di Alta Formazione, curato dalla Compagnia Arearea e rivolto a giovani danzatori dai 18 ai 26 anni, snoda un programma di studio intenso tra Udine e Gradisca d’Isonzo, e punta l’attenzione sulla danza nel suo aspetto tecnico, teatrale, performativo e poetico.

I maestri che hanno curato il percorso di studio partito a gennaio sono artisti di palcoscenico che si distinguono, tra gli altri, per chiarezza linguistica e riconosciute esperienze pedagogiche in Italia e all’estero e, non ultimo, per una spiccata fiducia in una “danza danzata” e generosa:
Stefano Mazzotta (Compagnia Zerogrammi), Silvia Bertoncelli (Compagnia Naturalis Labor), Manfredi Perego (Compagnia TIR danza), Fabrizio Favale (Compagnia le Supplici), Simona Bucci (Compagnia Simona Bucci). Sono stati supportati nel lavoro di coaching per il perfezionamento della tecnica da Luca CampanellaDavide SportelliGiselda RanieriRoberto CocconiMarta BevilacquaValentina SagginLuca Zampar.

 




Umanesimo Industriale. Antologia di pensieri, parole, immagini e innovazioni.

Umanesimo Industriale. Antologia di pensieri, parole, immagini e innovazioni.

In uscita del volume, prevista a giugno per Mondadori, a cura della Fondazione Pirelli, raccogliamo la presentazione di Arrigo Castellani : La Rivista ha procurato e procura in continuazione un coro di consensi e di apprezzamenti. Qualche volta mette a dura prova la nostra calma, ma in realtà – non lo dite a nessuno – ci diverte, come ci diverte tutto il nostro lavoro che è molto vario e ci pone in contatto con artisti, scrittori, architetti, giornalisti: tutta gente almeno singolare, a volte un pò strana, sempre piuttosto interessante.” Si apre con questa frase di Arrigo Castellani, a lungo a capo dell’ufficio Pubblicità Pirelli e direttore della Rivista Pirelli, il volume «Umanesimo industriale. Antologia di pensieri, parole, immagini  e innovazioni», disponibile in libreria dal mese di giugno. Il libro, curato dalla Fondazione Pirelli ed edito da Mondadori, documenta l’esperienza di «Pirelli. Rivista d’informazione e di tecnica», pubblicata fra il 1948 e il 1972.a Rivista ha procurato e procura in continuazione un coro di consensi e di apprezzamenti. Qualche volta mette a dura prova la nostra calma, ma in realtà – non lo dite a nessuno – ci diverte, come ci diverte tutto il nostro lavoro che è molto vario e ci pone in contatto con artisti, scrittori, architetti, giornalisti: tutta gente almeno singolare, a volte un pò strana, sempre piuttosto interessante.” Si apre con questa frase di Arrigo Castellani, a lungo a capo dell’ufficio Pubblicità Pirelli e direttore della Rivista Pirelli, il volume «Umanesimo industriale. Antologia di pensieri, parole, immagini  e innovazioni», disponibile in libreria dal mese di giugno. Il libro, curato dalla Fondazione Pirelli ed edito da Mondadori, documenta l’esperienza di «Pirelli. Rivista d’informazione e di tecnica», pubblicata fra il 1948 e il 1972.e’ un’antologia che raccoglie il meglio dei testi pubblicati dalla Rivista Pirelli tra il 1948 e il 1972. Ci sono tutti i grandi, Dino Buzzati, Camilla Cederna, Gillo Dorfles, Umberto Eco, Carlo Emilio Gadda, Eugenio Montale, Umberto Saba, Leonardo Sciascia, Salvatore Quasimodo, Giuseppe Ungaretti e Umberto Veronesi. A impreziosire le pagine della Rivista splendidi reportage di maestri della fotografia come Arno Hammacher, Pepi Merisio, Ugo Mulas, Federico Patellani, Fulvio Roiter, Enzo Sellerio e illustrazioni firmate da artisti come Renato Guttuso, Riccardo Manzi o Alessandro Mendini.




giovedì 6 giugno  – ore 21:00 – Teatro Miela ABRACADABRA incantesimi di Mario Mieli [studio #3]

di e con Irene Serini

luci e suono Caterina Simonelli

organizzazione e produzione Maurizio Guagnetti

 

Giovedì 6 giugno alle ore 21 al teatro Miela  ABRACADABRA incantesimi di Mario Mieli [studio #3] spettacolo organizzato da Bonawentura  nell’ambito del FVG Pride.

Una corsa dentro a un cerchio magico per rievocare lo spirito di Mario Mieli: filosofo, poeta e attore morto suicida all’età di trent’anni nella primavera del ’83. Un personaggio scomodo dimenticato in Italia, quasi rimosso, ma studiato nelle università di Francia, Germania e Stati Uniti per i suoi scritti che anticipano di quarant’anni gli studi sul gender.

Irene Serini recupera la formula del teatro antico che vede il pubblico seduto in cerchio, un palco delimitato dai corpi, una scenografia umana che amplifica le emozioni e l’energia del teatro. Quasi una seduta spiritica, per rievocare le  domande che più dividono la società contemporanea in tema di sessualità e identità di genere. Con Abracadabra va in scena il pensiero rivoluzionario di Mario Mieli che ha indagato il difficile rapporto con la femminilità propria di ogni essere umano, con l’identità di genere, e con il desiderio represso.
La peculiarità dell’indagine di Mieli su un’identità in movimento, costringe lo spettacolo ad una trasformazione continua anche in scena, e a continui cambi di prospettiva, per questo la forma dello studio risulta la più congeniale per toccare di volta in volta luoghi di pensiero e intimità diversi, e in maniera diversa.
Per capire la densità di questa esistenza Irene Serini si è fatta carico di un lavoro di ricostruzione storica incontrando amici, famigliari, colleghi di Mario, ricercando i testi non editi che hanno segnato il suo percorso di pensatore e personaggio fuori da ogni schema o schieramento.
L’attuale risultato di questa ricerca è un monologo che vede come protagonista un folle lucido dall’indefinita identità sessuale, un mattatore interpretato da Irene Serini. Uno spettacolo che non celebra e non assolve gli elementi eccentrici di questa vita, ma trascina il pubblico dentro ai lucidi deliri degli incantesimi di  Mario Mieli.

 




Trieste presentata Boramata 2019 dal 7 al 9 giugno Quinta Edizione

Presentazione

TRIESTE- Ritornano le follie di vento nella città della bora: dal 7 al 9 giugno in programma la V edizione di Boramata, una grande festa all’aria aperta nel centro della città, tra piazza Ponterosso e piazza Unità. La manifestazione curata da Rino Lombardi (Associazione Museo della Bora), ideatore del programma, con l’organizzazione della Prandicom di Federico Prandi, di anno in anno porta un momento di leggerezza in pieno centro città mettendo insieme memoria e creatività, per celebrare la cosa più triestina che c’è. Una festa per i triestini, e non solo. Tra gli appuntamenti di sempre non mancheranno le ormai celeri girandole in piazza, quest’anno ben 400, icone dell’evento e gioia degli Instagramers. I colori di quest’anno saranno ispirati alle bandiere delle quattro squadre che si affronteranno a Trieste per i campionati europei di calcio Under 21. Un bel modo di anticipare questa grande festa dello sport. Le girandole saranno ancora di più, più che raddoppiate, per non deludere chi vuole portarsele a casa e per fare aumentare il valore della donazione finale in beneficenza, con l’appuntamento ormai consolidato dell’asta pubblica delle girandole a fine manifestazione. Anche quest’anno il main partner è AcegasApsAmga che sostiene l’iniziativa fin dalla prima edizione. Nello stand di piazza Ponterosso l’azienda multiservizi inviterà i triestini a consumare l’acqua del rubinetto e, dopo la compilazione di un semplice test, donerà una pratica borraccia per evitare di utilizzare bottigliette di plastica usa e getta. Di fronte allo stand di AcegasApsAmga sarà anche posizionato un erogatore d’acqua di rete con 10 rubinetti. Ulteriore appuntamento fisso della manifestazione è quello con gli aquilonisti. A gentile richiesta quest’anno si esibiranno per due giorni consecutivi. Arrivano dalla Val di Fiemme, recentemente hanno partecipato al festival di Cervia e proporranno il loro colorato spettacolo in piazza Unità venerdì 7, dalle 11.30 e sabato 8, dalle 11. Speriamo in venti favorevoli per ammirare il gufo, la piovra e altre creazioni volanti. Tra le novità di questa edizione in piazza Ponterosso l’ospite tecnologico d’onoresarà il Boramat, il simulatore di ventorealizzato dagli appassionati makers del FabLab dell’Ictp di Miramare. Dopo il successo della recente Trieste Mini Maker Faire, ecco una nuova occasione per divertirsi col vento, scegliendo tra bora chiara, bora scura e borino. Quest’anno gli organizzatori di Boramata sono orgogliosi di avere ottenuto il “bollino di Esof” Trieste Capitale della ricerca scientifica 2020. Insieme agli approfondimenti scientifici, alla mostra “Laboratorio Venti”, in corso al Palazzo Costanzi fino al 12 giugno prossimo dove si celebrano i vent’anni dell’Associazione Museo della Bora, ad arricchire l’offerta di Boramata 2019 saranno tanti momenti di scienza nel corso della tre-giorni di festa del vento.  Ad aprire la manifestazione nel pomeriggio di giovedì 6 giugno, un appuntamento che porta il Carso in città: dalle 18.30 inaugurazione con la presentazione in anteprima del nuovo video promozionale dedicato ai tour “Carso in bici” curata dal GAL Carso. La mattinata di venerdì 7 sarà dedicata alle attività laboratoriali con il laboratorio di aquiloni e il laboratorio sul vento dedicato alle scuole in collaborazione con l’Immaginario Scientifico. Dalle11.30 spettacolo di aquiloni in piazza Unità  L’attualissimo tema del “climate change” sarà trattato nel pomeriggio venerdì nell’incontro organizzato in collaborazione con Miramare Area Marina Protetta del WWF dal titolo “Il mare, la bora, il clima che cambia”, in programma alla Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (ore 17.00) con la partecipazione di esperti dell’Area Marina Protetta, dell’OGS e di altre istituzioni scientifiche del territorio. Nella seconda parte del pomeriggio di venerdì (alle 18.45), appuntamento speciale con un’animazione ispirata dalla bora a cura di “Oltre quella sedia”: quest’anno il ricavato della vendita delle girandole sarà destinato proprio a questa associazione molto attiva sul fronte della disabilità. 9Sulle tracce della bora è, invece, la nuova iniziativa turistica: dalle 19.00 sarà possibile fare due passi tra refoli, curiosità e indizi della presenza del vento a Trieste, tra Ponterosso, le rive, il Molo Audace, passando per Piazza Unità, Piazza della Borsa. Ad accompagnare il gruppo la guida naturalistica Sabina Viezzoli. La passeggiata su prenotazione sarà replicata alle 10.00 di domenica 9 giugno. Ricca di eventi la giornata di sabato a partire ancora dal grande spettacolo con gli aquiloni in piazza (piazza Unità dalle 11.00). Spicca nel programma del pomeriggio (ore18.40) l’incontro con lo scrittore Mario Ferraguti, autore de “La ballata del vento” (Ediciclo Edizioni) uno dei più poetici libri di vento pubblicati in questi ultimi anni. La serata di sabato si concluderà con la presentazione di “Legno e vento” il CD fresco di stampa della chitarrista Paola Selva, la cui carriera è iniziata per colpa del vento. E ne va orgogliosa! Sarà lei a raccontarci perché. Sono previste nella giornata eventi in collaborazione con Trieste HopTour, la Guida della Bora, e inviti speciali al Bloomsday joyciano e a Barbacan produce. Così anche questa volta Boramata metterà in circolo le idee in una gioiosa festa en plein air. Gran finale domenica 9 giugno: dopo la passeggiata “Sulle tracce della bora”, dalle 11.00 in piazza Ponterosso sarà il momento dell’asta pubblica delle girandole condotta dall’attrice Marcela Serli.




CONCERTI, PREMI, INCONTRI DI APPROFONDIMENTO E LIBRI TUTTO QUESTO È FOLKEST 2019

Oltre 50 appuntamenti distribuiti tra giugno, luglio e agosto per un’estate Folkest che festeggia i suoi 41 anni a tutta musica (ma non solo). Il festival  – presentato oggi nelle sede della Fondazione Friuli in via Manin, Udine e alla quale hanno presenziato Stefano Mazzolini, Consigliere Regione FVG, Luciano Nonis, Direttore della Fondazione Friuli, Michele Zuliani, Assessore del Comune di Spilimbergo, Tatiana Pais Becher, Sindaco del Comune di Auronzo di Cadore, Maria Santoro del CRAF di Spilimbergo – si svolgerà attraverso 22 comuni del Friuli Venezia Giulia tra cui Sauris, Duino, Tramonti di Sopra, Pulfero, Romans d’Isonzo, Travesio, con alcuni significativi appuntamenti a Gorizia, Spilimbergo, Udine, la vicina Capodistria e, novità di quest’anno, Auronzo di Cadore. 

Folkest gode degli importanti riconoscimenti e patrocini dell’UNESCO, del Ministero per gli Affari

Andreda DelFavero

Esteri della Repubblica Italiana, del Mibact – Ministero delle Belle arti e della Cultura della Repubblica Italiana, del Ministero della Cultura della Repubblica di Slovenia, della Presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli,  dell’ARLeF, del Comune di Spilimbergo, del Comune di Udine, del Comune di Capodistria.

Gli artisti che animeranno i numerosi palchi di Folkest – evento che dalla sua fondazione ha posto l’attenzione alle musiche delle diverse etnie e culture – dal 20 giugno al 22 luglio provengono da tutto il mondo: Scozia, Serbia, Slovenia, Irlanda, Ungheria, Colombia, Austria, Repubblica Ceca, Argentina, Polonia, Bielorussia, Croazia, Bosnia, Inghilterra, Canada e Italia.

Tra gli ospiti di questa edizione, programmata dal direttore artistico Andrea Del Favero, il duo Shel Shapiro – Maurizio Vandelli nel ‘Love and Peace Tour’ (Udine, 9 luglio), l’intramontabile formazione della PFM (Capodistria, 20 luglio) impegnata nel ‘TVB-The very best tour’ (ingresso gratuito) e la cantautrice canadese Loreena McKennitt, star internazionale della musica folk che si esibirà il 22 luglio nel piazzale del castello di Udine.

«Dopo aver già annunciato i grandi nomi di questa edizione, che sono un po’ la nostra ciliegina sulla torta – spiega il direttore artistico Andrea Del Favero – è importante spiegare che Folkest è una realtà molto ricca che dal locale arriva al globale e viceversa. Come portiamo il grande nome nelle varie località così a seguire in quella stessa realtà suona anche il gruppo locale, mescolando gli elementi “esterni” con quelli della nostra regione e delle realtà coinvolte a cui si aggiungono gli incontri formativi “parole e musica”  ai quali gli stessi artisti potranno aderire. Un progetto corale che propone musica, formazione, giovani talenti e grandi nomi».

Tra gli eventi importanti del festival la consegna del Premio alla Carriera che a partire dal 1996 Folkest ha assegnato, in ogni singola edizione, a chi abbia lasciato – nel corso della propria carriera artistica – un segno indelebile nella musica e nella società e che negli anni è stato attribuito, a partire da Ian Anderson dei Jethro Tull, ad artisti di grande calibro come Vecchioni, Noa, Branduardi, Ruggiero e Cristicchi. Quest’anno il premio sarà conferito a Nada l’8 luglio a Spilimbergo.

Portare la cultura dove c’è la gente, è stata fin dall’inizio l’idea fondante di Folkest, un festival multicolore nato grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e al fondamentale sostegno della Fondazione Friuli, a cui si affiancano i comuni e le organizzazioni locali delle varie località toccate e le cui scelte artistiche da anni hanno reso noto questo evento in tutta Europa confermandolo quale palcoscenico ideale per rivelare nuovi talenti all’occhio del pubblico europeo. Da qualche anno e in particolare in questa edizione, Folkest si rivolge ai giovani, essendo, tra l’altro, formato soprattutto da giovani: nella squadra organizzativa del festival, tolti alcuni storici protagonisti, la compagine vanta probabilmente la più bassa età media tra i vari festival regionali, a dispetto di un alto livello professionale messo in campo. Folkest promuove, inoltre, i giovani artisti italiani anche attraverso il Premio Folkest – Alberto Cesa e la circolazione dei nuovi artisti,  oltre a contribuire alla loro formazione professionale di  livello europeo,  attraverso la collaborazione con Soma Festival (Irlanda), Colours of Ostrava e Ostrava Crossroads (Repubblica Ceca), Budapest Ritmo (Ungheria), Katowice festival (Polonia) e molti altri. Il Premio Alberto Cesa è pensato per valorizzare tutta quella musica che, al di là dell’essere classificata come folk, folk-rock, etnico, etno-jazz, world, new acoustic, minimalista, chitarristico, canzone d’autore, cantastorie, artista di strada (con prevalente attività musicale) sappia dare voce a una o più radici culturali di qualsiasi parte del mondo. La serata di presentazione dei quattro gruppi finalisti provenienti da Campania, Piemonte ed Emilia Romagna si terrà il 5 luglio a Spilimbergo in Piazza Duomo. Da quest’anno ogni gruppo si cimenterà in un brano della tradizione friulana. Le selezioni continueranno nei due giorni successivi sul palco di Torre Orientale, per poi concludersi nella serata finale di lunedì 8 luglio sul palco di piazza Duomo, dove avrà luogo la premiazione. 

Il festival inoltre, rivela una particolare attenzione al sociale attraverso la collaborazione con la Cooperativa Itaca, la più grossa realtà regionale per numero di addetti e presenza sul territorio in quest’ambito. Ogni anno i ragazzi che fanno parte del laboratorio musicale curato dalla cooperativa stessa con il progetto “Capitano tutte a noi” (gruppo musicale nato nel 2013 a Pordenone e attualmente formato da sei componenti), propongono due concerti che quest’anno si terranno venerdì 28 giugno a Fiumicello Villa Vicentina e martedì 2 luglio a Madrisio di Fagagna. 

Tra le novità 2019 c’è che Folkest approda in Cadore, con tre appuntamenti ad Auronzo. Il 3 luglio suoneranno gli Hoodman Blind (Scozia), giovane trio che trae ispirazione da brani musicali della Finlandia e della Svezia alternati a brani della tradizione irlandese (data prevista anche il 4 luglio a Colle di Pinzano al Tagliamento); il 10 agosto sarà la volta di una serata dedicata alla musica delle comunità delle aree ladine e friulane con i Na Fuoia, La sedon salvadie, Grop Tradizionâl Furlan e Carantan; il 25 agosto Alberto Grollo e Five Strings Quintet con “Sinfonia delle Dolomiti”, una lunga suite nata da suggestioni di matrice classica, ma che sfociano verso altri stili musicali in un viaggio immaginario  attraverso boschi, vette, cenge, rifugi, paesi, un tributo allo splendore delle montagne in occasione, tra l’altro,  delle celebrazioni del decennale della nomina delle Dolomiti a patrimonio dell’UNESCO.

Folkest come di consueto,  si sposta per tre serate a Capodistria – grazie all’AIAS Capodistria, alla CAN e al Comune di Capodistria –  a partire dal concerto dei MEF (Istria/Slovenia),  il 16 luglio a Palazzo Gravisi-Buttorai, sede della Comunità Italiana. A seguire suoneranno il 19 luglio in Piazza Carpaccio,  gli Irdorath (Bielorussia), gruppo che propone una musica senza confini di generi, con influenze varie, dove l’idea del fantasy è stato il punto di partenza   sviluppato  strumentalmente da due cornamuse. Il duo si è poi allargato alla formazione attuale che vede: violino, batteria, strumenti a corda, ghironda, tastiere, flauti e didgeridoo.  Il 20 luglio, infine,  gli attesissimi PFM (Italia), ingresso gratuito.

Ad aprire il programma di Folkest il 20 giugno ad Arzene – suoneranno poi anche il 21 giugno a San Giovanni d’Antro (Pulfero) e il 22 giugno a Redona (Tramonti di Sopra) – saranno i Baile, una giovane band scozzese dell’area di Glasgow che ha incentrato il proprio progetto musicale sul suono delle scottish border pipes e dei flauti in un continuo dialogo con chitarra e bodhran. Dopo aver colpito fortemente il pubblico con la loro esibizione del 2017 al Celtic Connections Festival Club, sono seguiti la pubblicazione del loro primo EP su Claytara Records e alcuni tour in Scozia, Olanda, Italia e Svizzera.

In programma il 21 giugno a Duino Aurisina (Trieste) nel cortile del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico la formazione serbo italiana Ajde Zora, una carovana musicale per esplorare i Balcani, attraverso danze frenetiche e ballate struggenti delle popolazioni gitane con sei musicisti e la cantante serba Milica Polignano. Con lei nasce l’idea di estendere il repertorio tradizionale balcanico affiancandovi movimentati e malinconici pezzi della tradizione rom dell’Est Europa e riarrangiando musiche tradizionali .

Sabato 22 giugno a Toppo di Travesio e il 23 giugno a Sauris sarà la volta dei Noreia Fusion, gruppo sloveno che dopo un periodo dedicato alla musica irlandese e bretone, ha  creato  un unico formidabile mix tra la musica celtica e le tradizioni della loro terra d’origine.

A Romans d’Isonzo il 25 giugno arrivano i noti musicisti triestini della Maxmaber Orkestar, con la loro proposta di un viaggio attraverso la tradizione popolare dell’Europa orientale e del Mediterraneo: klezmer, vecchie canzoni italiane e jugoslave, valzer e mazurke, musica rom, sevdalinke bosniache, danze dalla Serbia e dalla Macedonia si intrecciano in un sound allegro e malinconico allo stesso tempo insieme a brani originali, cantati in dialetto triestino. Il gruppo si sposterà poi a Fiume Veneto il 28 giugno.

Il 26 giugno a Vergnacco (Reana) sarà la volta del Random Quartet, quartetto d’archi originale e versatile che spazia dalle canzoni pop, e brani folk fino alla musica rock e metal, mentre giovedì 27 a Cassacco, il 29 giugno a Flaibano e il 30 giugno ad Aquileia degli irlandesi TwoTime Polka, un’esplosiva miscela di cajun, bluegrass, rock’n’roll, sestetto dove spicca l’indiavolato mandolino di Ray Barron che ha più volte scalato le classifiche irlandesi delle radio e vinto il Best Musical Act. Sempre il 27 giugno a Papariano (Fiumicello Villa Vicentina) dopo i Capitano tutte a noi (concerto della Cooperativa Itaca che si terrà anche a Madrisio di Fagagna il 2 luglio) sarà l’occasione per ascoltare gli ungheresi Drakula Twins duo composto da János Hasur, l’eclettico violinista, che fu per anni nella Teather Orchestar di Moni Ovadia, e Mihály Huszár, anche lui nei Vizöntő, che finì per suonare basso e contrabbasso in un tour europeo con Angelo Branduardi.

Il 28 giugno a Cercivento, il 29 giugno ad Artegna e a San Giorgio della Richinvelda il 30 giugno, arrivano i Sonas, formazione dell’Irlanda del Nord, costituita da alcuni tra i più interessanti giovani talenti dell’Ulster, vincitori di diversi concorsi e di un All Ireland Young Championship. Sempre il 28 giugno a Tricesimo gli italo colombiani Mestison che proporranno brani caratteristici della costa caraibica colombiana, riarrangiati in chiave moderna e con influenze reggae e funky, usando la lingua spagnola e indigena di San Basilio de Palenque. 

Il mese di luglio si aprirà lunedì 1 con il concerto a Gorizia dei Donauwellenreiter, gruppo austriaco la cui musica è contaminata da elementi jazzistici e moderni e dagli echi di musiche e delle culture danubiane; spicca la voce e il violino di Maria Crafonara   – insieme  a Thomas Castañeda, pianoforte, Jörg Mikula alla batteria e Lukas Lauermann al violoncello – che spazia dalla musica di Mozart ai canti tradizionali ladini della sua terra. I primi tre album li hanno posti all’attenzione di un pubblico specializzato in tutt’Europa, fino al successo  del recente album tributo al grande Gianmaria Testa, artista di culto nei Paesi di lingua germanica.

Il 2 luglio a Fagagna e il 3 luglio ad Auronzo di Cadore come già annunciato suoneranno gli Hoodman Blind,  mentre il 3 luglio a Dignano e il 4 luglio a Prato Carnico il Lewis McLaughlin Trio; lui giovane folksinger e pluristrumentista di Leith(Edinburgo), cresciuto a diretto contatto con le tradizioni musicali scozzesi, risente dell’influenza di John Martyn, Bon Iver, Tom Waits e Dylan.  Dal vivo le sue chitarre si mescolano con le fisarmoniche e il violino di Ewen White e Alastair Hambrey in una entusiasmante miscela di brani tradizioni alternate a nuove canzoni e composizioni.

Folkest non è solo musica ma anche libri, cinema e incontri di approfondimento denominati “Parole e Musica” che si terranno a Spilimbergo a partire dal 6 luglio e incentrati sui diritti degli artisti con l’avv. Emanuela Teodora Russo (Nuovo Imaie); approfondimenti sul ruolo degli agenti di spettacolo e le reti europee impegnate nella distribuzione di musica con Daniel Spizzo e Sabina Schebrack, ma anche sulla storia culturale della canzone italiana, con Maurizio Bettelli Jacopo Tomatis, a cui va il nuovoPremio Letterario Folkest Parole e Musica 2019Cultural Heritage Project al Laboratorio Elettra – Luce di sincrotrone e antichi violini, incontro con Franco Zanini e Daniela Picoi; uno su Fabrizio De André raccontato da amici e colleghi, con Enzo Gentile e Giulio Casale, e sugli strumenti e le orchestrine della musica popolare in Friuli con Andrea Del Favero e Angelo Floramo. Si proseguirà con un focus su Ribelli e ostinati – I suoni del ’68, con Felice Liperi e Maurizio Bettelli. Tra gli incontri anche A un metro dal palco. Autobiografia di un promoter con Vincenzo Spera (Assomusica) e Nicola Angeli (Folk Bulletin) e la proiezione del film RADICI, il viaggio meraviglioso di Lomax e Carpitella, di Luigi Monardo Faccini, da un’idea di Marina Piperno, prodotto dall’Istituto Luce Cinecittà, con la collaborazione preziosa dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, distribuito dall’Istituto LUCE Cinecittà.

Tra gli eventi a Spilimbergo il 6 luglio in Piazza Duomo dopo il concerto dei Bluegrass Stuff, sarà la volta del progetto musicale Tomat Band, nato da un’idea di Davide De LuciaFlavio PaludettiAndrea Del Favero Cristian Cecchetto come omaggio alla figura del cantante e musicista inglese Sir Elton John.

Collaborazioni a Spilimbergo e collaborazioni con le TV

Oltre al rapporto ormai consolidato con l’Amministrazione comunale di Spilimbergo, Folkest ha trovato da alcuni anni un partner significativo per portare avanti nuovi progetti comuni, nell’Associazione Gottardo Tomat, con la quale si proporrà per il terzo anno, una produzione originale dedicata ad un grande artista internazionale. Con Spilimbergomusica, associazione impegnata nel campo dell’aggregazione giovanile inizia invece, da quest’anno una collaborazione di qualità che vedrà i soci dell’associazione stessa affiancare Folkest nella gestione degli incontri di approfondimento culturale e nell’accoglienza degli artisti presenti al festival.

Sempre quest’anno, e grazie al suo direttore Luca Giuliani, è iniziata anche la collaborazione con il CRAF, la più importante realtà regionale nel campo della fotografia come testimonia la presenza musicale di Folkest alle giornate delle premiazioni spilimberghesi del CRAF il 29 giugno, dove saranno presenti numerosi fotografi che potranno riprendere gli eventi musicali da diverse angolature. Il CRAF «è lieto di annunciare la collaborazione con Folkest – ha dichiarato Luca Giuliani del CRAF – in occasione dell’apertura della 33esima edizione del Festival Friuli Venezia Giulia Fotografia. Abbiamo scelto di aprire la nostra rassegna alle contaminazioni musicali di un festival storico almeno quanto il nostro Centro. Uniamo sinergicamente le forze per dare alla città di Spilimbergo nuove opportunità culturali e turistiche». Il 29 giugno ore 19.30 in Corso Roma – Torre Orientale il CRAF e Folkest pruomuoveranno assieme per la prima volta due ore di intrattenimento musicale con LUNE TROUBLANTE: «L’appuntamento si intitola Swing ‘n Dream ed è ispirato al tema della mostra “Mapa de suenos latinoamericanos” che il CRAF ospita a Palazzo Tadea dal 29 giugno al 18 agosto – sottolinea – si tratta del progetto fotografico di Martìn Weber, artista argentino, cui consegneremo il prestigioso International Award of Photography». Musica e fotografia rappresentano assieme al mosaico i fiori all’occhiello della città di Spilimbergo sui quali l’amministrazione dimostra particolare attenzione: «Questa prima collaborazione tra CRAF e Folkest è particolarmente importante – commenta il presidente del CRAF e sindaco di Spilimbergo Enrico Sarcinelli – significa valorizzare il nostro patrimonio culturale attraverso la condivisione di conoscenze ed esperienze diverse».




A Napoli Parata zombie – sabato 8 giugno ore 16

abato 8 giugno, dalle ore 16, si terrà, per la prima volta nel Sud Italia, la Parata Zombie che invaderà Napoli con partenza da via Toledo. Iniziative simili fino ad ora si sono svolte a Lucca, Bologna, Varese, Torino, oltre che in Cile, Brasile, Australia, Messico e Singapore. Ogni volta tanti giovani entusiasti del genere horror e del mondo dei Morti Viventi si sono lasciati coinvolgere, camminando per strada travestiti da zombie. In Italia meridionale sarà organizzata per la prima volta dalla Cooperativa Mestieri del Palco, in collaborazione con la Compagnia CRASC, che nei suoi 41 anni di attività si è contraddistinta per le sue produzioni originali e creative. Sempre sulla scia di tale filosofia, Mestieri del Palco e CRASC stanno pensando ad una nuova manifestazione speciale che funge da anteprima al Napoli Horror Festival.

Come dichiara Beatrice Baino, da cui è nata l’idea della parata: «Immaginate Napoli invasa dagli zombie. Immaginate tanti Morti Viventi a bere il caffè a piazza Trieste e Trento, a fare shopping alla Galleria Umberto I e nella metropolitana di piazza Dante. Fantasia horror? No, realtà! Tutto questo accadrà con un evento unico a Napoli».

La partecipazione alla parata è libera e gratuita. Per partecipare, basta leggere il regolamento e compilare la liberatoria da inviare a info@napolihorrorfestival.it

È possibile scaricare il regolamento e la liberatoria da questo link:

https://drive.google.com/drive/folders/1hNUTN-W1IUrA6hKatEi07h1rIqm8ncB4?usp=sharing

La parata zombie diventerà il teaser della prima edizione del Napoli Horror Festival, che si terrà dal 13 al 15 settembre all’Ex Area Nato di Bagnoli, che si sta trasformando in uno spazio per eventi culturali e non solo. L’appuntamento per chi vuol partecipare alla parata è alle ore 15:30 alla Galleria Umberto I da cui si partirà.

Per coloro che hanno usufruito della promozione del Comicon 2019, è indispensabile inviare numero di telefono, foto del ticket e liberatoria firmata entro e non oltre il 31 maggio a info@napolihorrorfestival.it Verrete ricontattati per l’appuntamento.

#napolihorrorfestival

Per info: 351 010 0102

CHI SIAMO

MESTIERI DEL PALCO Società Cooperativa senza scopo di lucro.

La Cooperativa nasce nel 2014 come progetto di promozione dell’improvvisazione teatrale in Italia e dall’esigenza di fornire servizi e consulenza agli artisti e alle compagnie con lo slogan: solo il bello dello spettacolo, sollevando quindi gli artisti dalle incombenze burocratiche.

In soli cinque anni di attività produce e distribuisce spettacoli ed organizza rassegne, collaborando con diverse strutture già presenti sul territorio regionale e nazionale.

Riconosciuta e sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ai sensi DD 27/07/2017 – progetti speciali e dalla Regione Campania ai sensi della LR 6/2007, è promotore del Progetto Zeta – dai valore al tuo lavoro, che crea sinergia fra le strutture che si occupano di arti sceniche e cultura ma che, per mancanza di requisiti strutturali, economici e formali non riescono agevolmente ad accedere individualmente ai finanziamenti pubblici e privati destinati al settore di appartenenza. Il Progetto Zeta mette insieme le progettualità singole di queste realtà creando economie e opportunità di lavoro.

BEATRICE BAINO

A gennaio 2019 Beatrice Baino ha festeggiato 25 anni di carriera. Un percorso lungo e articolato che nasce da una grande passione per le arti performative, si forma all’interno della cooperativa CRASC di cui cura la direziona artistica dal 2007 e si sviluppa a tutto tondo con il confronto con moltissime realtà del panorama culturale campano.

Specializzatasi in eventi multidisciplinari organizza e gestisce manifestazioni di diverso genere.




Sottoscrivendo un mini-abbonamento per la Nazionale U21 i tifosi friulani otterranno uno sconto per il prossimo Campionato di Serie A

Udine, 30 maggio 2019 – La presenza a Udine del comitato organizzatore dell’Europeo UEFA Under 21 – in
questi giorni erano in città il presidente Alessandro Costacurta e il project leader Andrea Stefani – ha
portato a un accordo fra la Figc e l’Udinese in vista del torneo che si giocherà per la prima volta in Italia dal
16 al 30 giugno. Un modo per festeggiare i 25 anni di permanenza in Serie A del club friulano e per
celebrare l’estate di grande calcio alle porte. Udine infatti ospiterà non soltanto tre partite del girone, con i
campioni in carica della Germania che saranno di casa al Friuli, ma anche la finale dell’Europeo, domenica
30 giugno. Tutti i tifosi dell’Udinese che acquisteranno, o lo hanno già fatto, il mini abbonamento per le tre
gare dell’Europeo in programma allo stadio Friuli si vedranno infatti scontare l’abbonamento alle partite
interne dell’Udinese del campionato di Serie A 2019/2020, rispettivamente di 8€ nelle curve e di 13€ in tutti
gli altri settori. Lo sconto non sarà cumulabile con altre offerte in corso di validità.
Per poter beneficiare della promozione, oltre all’acquisto del mini abbonamento sarà necessario il suo
utilizzo in tutte e tre le gare del girone in programma allo stadio Friuli: Germania-Danimarca del 17 giugno,
Danimarca-Austria del 20 giugno e Austria-Germania del 23 giugno.
Alessandro Costacurta, presidente del comitato organizzatore di Euro UEFA Under 21, si aspetta una
grande risposta dal pubblico friulano:
“Questo accordo è un premio alla passione dei tifosi dell’Udinese, che possono festeggiare i 25 anni di
permanenza in Serie A della loro squadra continuando a frequentare lo stadio in occasione dell’Europeo. È
uno dei top event della UEFA, che non a caso come slogan della manifestazione ha scelto: “Stars of today,
superstars of tomorrow. Gli appassionati avranno modo di vedere in campo il meglio del calcio europeo, e
Udine è stata premiata anche con l’assegnazione della finale. Ci fa piacere fare un regalo, grazie alla
collaborazione con il club bianconero, agli abbonati dell’Udinese, che avranno di fatto la possibilità di
assistere gratuitamente alle partite dell’Europeo in programma nella loro città”.
Commenta così l’intesa raggiunta il Direttore Generale dell’Udinese Franco Collavino:
“Ospitare un evento di questa importanza è un risultato che ci riempie di orgoglio e sono certo che sia un
sentimento condiviso da tutti i nostri tifosi e da tutta la città. Dopo aver ospitato ormai diverse volte la
Nazionale maggiore, ora tagliamo un nuovo importante traguardo in questo percorso che abbiamo
intrapreso tra i primi per rinnovare il nostro stadio e renderlo uno dei più moderni e accoglienti d’Italia.
Ringrazio la FIGC per la grande considerazione che ha sempre dimostrato per la nostra realtà, questa bella
iniziativa che abbiamo concordato premia il lavoro svolto ma soprattutto la passione che i tifosi udinesi
hanno sempre manifestato per la Nazionale e per il grande calcio, una passione che siamo certi scalderà gli
spalti anche dell’Europeo Under 21″.
Si ricorda che i biglietti sono in vendita al link uefaeurounder21.vivaticket.it, in tutti i punti vendita del
circuito Vivaticket e da martedì 4 giugno anche presso il Macron Store della Dacia Arena. I prezzi vanno dai
3 euro per le curve ridotte per gli Under 21 agli 8 euro per un rettilineo intero. Son inoltre previsti sconti
dedicati ai gruppi che si iscrivono al sito tifiamoeuropa.eu.




ATTIVITA’ SETTIMANALI ALLA BIBLIOTECA CIVICA “NEGRONI”- NOVARA

Proseguono le attività settimanali organizzate alla Biblioteca civica Negroni.

Alle 16.45 del 5 giugno, in sala Genocchio, incontro sul dialetto Il Novarese, parliamoNe ParliamoLo.

L8 giugno, alle 16, in sala Genocchio, incontro Leggendo e colorando. La lettura come stimolo alla creatività con Emanuela Fortuna, iniziativa per adulti nellambito del progetto Nati per leggere. La prenotazione è obbligatoria.




TEATRO FATTO DI NIENTE 14^ edizione | UDINE, 4 giugno 2019

Quattordici anni di Teatro fatto di niente. Lo storico progetto dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, che anche quest’anno ha coinvolto l’intera scuola primaria Friz, approderà martedì 4 giugno (ore 17.00) sul palcoscenico dell’Auditorium Zanon di Udine per presentare nello spettacolo finale dal titolo “Poesie d’insieme” il percorso di un intero anno. Curato quest’anno dall’attrice Serena Di BlasioTeatro fatto di niente è realizzato con il sostegno e la collaborazione del Comune di Udine e dell’Istituto comprensivo VInell’ambito del più ampio programma di attività “Teatro di gran classe 2018/19. La poesia è stata al centro del percorso di quest’anno. Lasciando libera la propria creatività e giocando con il suono, il ritmo e il significato della parola poetica, i bambini hanno elaborato, insieme alla curatrice Serena Di Blasio, delle brevi azioni teatrali per raccontarsi attraverso voci, parole in coro, gesti e movimenti. Il percorso di laboratorio è stato quest’anno arricchito dalla partecipazione di Michalengelo Frola della compagnia ligure Scena Madre, che con i bambini ha lavorato sull’imprescindibile dimensione collettiva del fare teatro.  Tra i progetti di punta dell’Ente Regionale Teatrale nonché importante risorsa formativa per le scuole di Udine, Teatro fatto di niente è un laboratorio annuale che mette al centro il bambino sia nella sua dimensione individuale sia all’interno di quella peculiare comunità che è la classe. Il progetto ha scelto la semplicità come poetica, proponendo ai bambini un contesto per mettersi in gioco che privilegia gli aspetti formativi, simbolici ed evocativi del Teatro.

Per maggiori informazioni visitare i siti www.ertfvg.it e www.blogteatroescuola.it.