Da Mozart a Piazzolla: quando la grande musica è solidarietà

Giovedì 6 giugno 2019 alle ore 20.30, il Piccolo Regio Puccini di Torino ospita la quinta tappa del progetto “Da Kabul a Camerino – In viaggio con Rita Cucé”

La pianista Rita Cucè e il Quartetto del Teatro Regio di Torino, con la partecipazione straordinaria del violinista Alessandro Quarta, protagonisti di un concerto beneficoper la ricostruzione dell’Istituto Nelio Biondi di Camerino distrutto dal sisma 2016 A Torino la grande musica diventa solidarietà: giovedì 6 giugno alle ore 20.30, il Piccolo Regio Puccini di Torino ospita “Da Mozart a Piazzolla”, un concerto benefico che vede protagonisti la pianista Rita Cucè e il Quartetto del Teatro Regio di Torino, con la partecipazione straordinaria del violinista Alessandro QuartaUn viaggio pieno di note che partendo dal Concerto per pianoforte n. 14 in mi bemolle maggiore, K. 449 di Wolfgang Amadeus Mozart, maestro che trova in Rita Cucè una delle sue interpreti più sensibili, arriverà fino alle atmosfere del tango di Astor Piazzolla con Alessandro Quarta che proporrà brani del compositore argentino quali Chau Paris, Oblivion, La Muerte del Angel, Jeanne y Paul, Fracanapa, LibertangoQuesta di Torino è la quinta tappa del progetto “Da Kabul a Camerino – In viaggio con Rita Cucé finalizzato alla raccolta di fondi per la ricostruzione dell’Istituto Nelio Biondi di Camerino, distrutto dal sisma del 2016. Il progetto ideato e promosso dell’associazione UnAltroPremio-Festiv’Art2.0, in accordo con il Comune di Camerino, nasce dall’esperienza maturata dalla pianista Rita Cucè, nel programmaAfghanistan back to the music” voluto nel 2005 da Marco Bragherodell’Associazione Peacewaves International Network che ebbe tra i suoi sostenitori il Teatro Regio di Torino. Naturale che in questa occasione, l’Associazione Peacewaves International Network abbiasaputo coinvolgere partner come il Consiglio Regionale, la Fondazione CRT e il Teatro Regio di Torino.

Comune capofila del progetto “Da Kabul a Camerino è Arezzo “Città della Musica” e sostenitori sono i comuni di Bolsena e Ascoli Piceno e la Fondazione Festival Puccini di Torre del Lago.

Dopo Torino il concerto “Da Mozart a Piazzolla”, verrà offerto alla città di Camerino in un appuntamento che avrà luogo il prossimo 10 giugno nell’aula magna del Polo Liceale della città marchigiana. Media partner è CLASSICA HD.

Informazioni: Biglietteria: tel 011 8815241; Teatro Regio – p.zza Castello 215

Ingresso 20 euro – Ridotto 15 euro

Online www.vivaticket.it

L’incasso sarà devoluto al progetto “Da Kabul a Camerino” per la ricostruzione dell’Istituto Musicale Nelio Biondi

 

GLI ARTISTI IN SCENA A TORINO

ALESSANDRO QUARTA

Acclamato dalla CNN nel 2013 come “Musical Genius”. Successo Strepitoso per il brano “Dorian Gray” che Alessandro ha composto, arrangiato ed eseguito live in Prima Mondiale con “Roberto Bolle” con cui si è esibito concludendo la scaletta del tour Roberto Bolle & Friends 2018 in Arena di Verona, Caracalla a Roma, Teatro Carlo Felice di Genova, Pala De Andrè a Ravenna e Piazza SS Annunziata a Firenze. Premiato nel 2018 a Montecitorio come “Miglior Eccellenza Italiana nel Mondo” per la Musica. L’1 gennaio 2019 per lo show su RaiUno “Danza con Me” di Roberto Bolle si è esibito davanti a 5 milioni di telespettatori. Indimenticabile la sua apertura del Concerto del Primo Maggio a Roma in diretta Rai nel 2015 per violino solo. Violinista, Polistrumentista e Compositore, ha partecipato a scritture di musica inedita per film della Walt Disney e RaiCinema e attualmente è impegnato alla scrittura delle musiche per 4 film internazionali.

Alessandro è cresciuto con i più grandi direttori al mondo ricoprendo ruoli come Violino di Spalla di fronte a nomi del calibro di L. Maazel, E. Inbal, C. Dutoit, M. Rostropovich, M.W. Chung, G. Pretre, Z. Metha, effettuando tournèe come spalla in Europa, America, Cina, Giappone, Medio Oriente, suonando nelle più prestigiose sale del mondo.

Violinista, arrangiatore e solista con nomi quali Solisti dei Berliner Philharmoniker, Carlos Santana, Lucio Dalla, Mark Knopfler, Boy George, Dionne Warwick, Lionel Richie, Celine Dion, Liza Minnelli, Joe Cocker, Lenny Kravitz, Jovanotti, Amy Stewart e molti altri.

Adesso collabora in progetti internazionali insieme a Dee Dee Bridgewater, Mike Stern, James Taylor, Toquinho, Sarah Jane Morris, Gino Vannelli, Regina Carter, Pablo Ziegler.

Nel 2018 presenta il suo ultimo album (già candidato Grammy) come tributo ad Astor Piazzolla: “Alessandro Quarta plays Astor Piazzolla”.

Suona un Giovanni Battista Guadagnini del 1761 ed un Alessandro Gagliano 1723.

RITA CUCE’

Nata ad Albenga, inizia lo studio del pianoforte all’età di 5 anni. Successivamente studia al Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze e presso il Conservatorio di Perugia.

Si perfeziona con Carlo Grante e Fabio Bidini. In qualità di solista si è esibita in Italia e all’estero con importanti orchestre e maestri, come “Gli Archi della Scala” e il Maestro Donato Renzetti, e di recente la National Chamber Orchestra di Yeravan.

Ha effettuato registrazioni televisive e radiofoniche. Il 7 Novembre 2005 è stata la prima donna occidentale, dopo 22 anni di guerra, a tenere un Recital a Kabul per l’inaugurazione della “Victoria Music School”, di cui è stata Direttrice Artistica e Vising Professor (pianoforte).

Dal 2010 al 2015 viene nominata dalla Regione Toscana a ricoprire l’incarico come Membro dell’Esecutivo della Fondazione Orchestra Regionale Toscana (ORT). Da settembre 2018 responsabile produzioni musicali della Fondazione Guido d Arezzo.

Oltre che docente di pianoforte al Liceo Musicale di Arezzo, da gennaio 2018 è incaricata dalla Scuola di Musica di Fiesole per l’insegnamento di “Pratica pianistica” nel Triennio Universitario presso la Casa della Musica di Arezzo.

IL QUARTETTO D’ ARCHI DEL TEATRO REGIO DI TORINO

Nasce nel 2007 dalla volontà delle quattro prime parti, Stefano Vagnarelli Marco Polidori Alessandro Cipolletta e Relja lukic, che dopo anni di comune attività in seno all’orchestra del Teatro Regio di Torino e della Filarmonica del Teatro Regio di Torino, decidono d’approfondire il legame musicale, con attività cameristica. Stefano Vagnarelli, Primo Violino Nato a Torino nel 1964, ha studiato al Conservatorio della sua città; perfezionamento all’Accademia “L. Perosi” in Biella, con Corrado Romano. Membro dell’Orchestra sinfonica della RAI di Torino dal 1983 al 1986, attualmente è Primo Violino di Spalla dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino.

Marco Polidori, Secondo Violino Ha studiato al Conservatorio “G. Verdi” di Torino, perfezionamento con il maestro Corrado Romano al Conservatorio Superiore di Ginevra. Vincitore dei concorsi per Professore d’orchestra al Teatro Comunale di Bologna, Orchestra Haydn di Bolzano, Teatro e Orchestra della Rai di Torino, attualmente ricopre il ruolo di spalla dei secondi violini al Teatro Regio di Torino

Alessandro Cipolletta, Viola  Diplomato in violino nel 1998 presso il Conservatorio di Torino, si è poi diplomato in viola nel 2001 sotto la guida del maestro Davide Zaltron. Si è perfezionato all’Accademia “Walter Stauffer” di Cremona con il Maestro Bruno Giuranna. Dal 2003, dopo aver vinto il Concorso, ricopre il ruolo di Seconda Viola presso l’orchestra del Teatro Regio di Torino.

Relja Lukic, Violoncello Nato a Belgrado, si è diplomato presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano con il maestro R. Filippini Nel 1999 vince il concorso per Primo Violoncello nell’Orchestra del Teatro Regio di Torino, posizione che occupa attualmente.

 

DAL CORRISPONDENTE

 




CARAPAZ HA VINTO LA TAPPA 14 DEL GIRO D’ITALIA ED È LA NUOVA MAGLIA ROSA

CARAPAZ HA VINTO LA TAPPA 14 DEL GIRO D’ITALIA ED È LA NUOVA MAGLIA ROSA
Il corridore ecuadoriano ha vinto in solitaria davanti a Yates e Nibali.


Courmayeur, 25 maggio 2019 – Il corridore ecuadoriano Richard Carapaz (Movistar Team) ha vinto la quattordicesima tappa del centoduesimo Giro d’Italia, da Saint-Vincent a Courmayeur (Skyway Monte Bianco) di 131 km ed è la nuova Maglia Rosa. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Simon Yates (Mitchelton – Scott) e Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida).

RISULTATO FINALE
1 – Richard Carapaz (Movistar Team) – 131 km in 4h02’23”, media 32,427 km/h
2 – Simon Yates (Mitchelton – Scott) a 1’32”
3 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a 1’54”

CLASSIFICA GENERALE
1 – Richard Carapaz (Movistar Team)
2 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 7″
3 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a 1’47”

Il vincitore di tappa e nuova Maglia Rosa Richard Carapaz, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Abbiamo corso seguendo una strategia ben pianificata insieme al team. Sapevamo che io e Mikel Landa eravamo in buona forma e dovevamo cercare di cogliere il momento giusto per attaccare. Ho fatto tutto come previsto. È difficile credere che adesso sia in Maglia Rosa, la prima per il mio Paese. Era un sogno, ho lavorato tanto per questo.“.

 
 

   
 

 


Courmayeur, 25 maggio 2019 – In considerazione del perdurare delle avverse condizioni meteorologiche, nonostante il grande lavoro svolto dalle amministrazioni delle province di Sondrio e Brescia, che hanno messo a disposizione squadre di uomini impegnati giorno e notte per liberare le strade, e alle quali rivolgiamo un sentito ringraziamento, la Direzione di Organizzazione comunica che, per salvaguardare la sicurezza dei corridori, la tappa 16 Lovere-Ponte di Legno avrà un nuovo percorso.
Località di partenza e di arrivo rimangono invariate. La tappa avrà una lunghezza di 194 km. La Cima Coppi sarà disputata sul Passo Manghen, durante la tappa 20.




Elezioni europee o farsa italiana?

Ma possibile che con tutti i tragici problemi che assillano gli italiani, una chermesse come la tornata elettorale per le europee, in arrivo non chiarisca niente se non la voglia di rimanere in un governo allo sfascio. In un periodo in cui la gente non riesce più ad arrivare a fine mese, in un Italia senza lavoro e con lo spettro di un rating internazionale ribassato. In un Italia dove la sanità costa sempre di più;  dove i giovani vivono di precariato e vengono definiti “la parte peggiore del paese” si pensi a tirare avanti alla men peggio e già annunciare che alle prossime elezioni si andrà senza il socio attuale se non rispetterà il contratto o appoggerà la conservazione delle poltrone conquistate. Mi sembra di assistere alle solite disquisizioni del gatto e la volpe di collodiana memoria. In un paese alla fame si pensa a chiedere leggi speciali per gli immigrati, o leggi per la legittima difesa o redditi pubblici(da fame) sempre al fine che chi ha il potere pensi al popolo come ai burattini da conquistare con grandi boutade e sceneggiate che di buon governo e di politica hanno poco o ben nulla. E che ministeri: quelli economici, quelli che la le lega aveva sempre imputato a “Roma Ladrona” ora sono suo monopolio o dei soci casti e puri loro comprimari. Forse finalmente anche la Lega Nord ha capito che per “rubare bene” deve aver almeno la dislocazione dei ministeri chiave dell’economia nelle proprie mani. Ma possibile che il popolo leghista si lasci infinocchiare così? Possibile che l’unica espressione del malcontento di quindici o dieci anni fa si lasci imbrogliare così dai suoi rappresentanti? O meglio dall’unico fantoccio che li rappresenta, in quanto attorno ai sui gilè e alle sue performance ci sono solo comparse e nessun attore in grado di interpretare un ruolo propositivo o innovativo per questo povero paese alla deriva? E questi leghisti che si proclamano “puri” che si battezzavano nel fiume Po in una allegoria semiotica di  appartenenza ad una razza eletta, ed oggi vedono il loro capo con il rosario o la Bibbia in mano appellarsi alla Madonna per il buon esito delle votazioni, e si lascino infinocchiare così dai loro rappresentanti.  I vari capetti  ormai hanno necessità di poltrona più dei “ladroni romani” ormai sono talmente coesi con il sistema che pur di sopravvivere chiedono le cose più insulse e più folkloristiche pur di essere sempre in vista. E il lavoro, e la precarietà dei nostri giovani, e la fame del 13% delle famiglie italiane in odore di povertà? E la sanità sempre più costosa, gli studenti sempre più tartassati, e la scuola privata sempre più ricca? Ma dico siamo rincretiniti tutti, o siamo diventati tutti ” caporali” come ricordava Totò in un suo famoso film: ” Ma siamo uomini o caporali?” Ho purtroppo l’impressione che non siamo più ne uomini ne caporali ma come diceva Sciascia siamo diventati un popolo di “quaquaraqua” poveri noi. Anzi poveri i nostri figli e le generazioni che ci seguiranno. Dopo anni in cui ci hanno detto che la precarietà era un’opportunità per l’economia. Dopo che ci hanno detto che i giovani debbano essere sostenuti dalle famiglie e dai genitori fino alla loro sistemazione definitiva. Dopo che li hanno insultati e chiamati “bamboccioni” ora finalmente li chiamano l’Italia peggiore. Ma chi ci ha portato a questo livello, se non gli stessi governanti che oggi con proposte folkloristiche e con l’appoggio incondizionato al finto premier e ai due vice premier (veri padroni) che ci stanno spingendo oltre l’orlo del precipizio continuando a gestire l’Italia come un proprio gioco del “Monopoli” dove ognuno cerca di essere sempre più furbo e è più ricco senza minimamente pensare di rappresentare chi lo ha eletto, ma sperando di mungere ancora per tanto la mucca al cui seno è attaccato.  Spero che i nostri giovani si rendano conto di essere stati usati e presi in giro da oltre un trentennio e che trovino la forza morale ed intellettuale di capovolgere questo sistema con le buone o con le cattive, e che soprattutto vadano a votare anche per confermare a me che sono io rimasto indietro alle nuove esigenze della società.

Enrico Liotti

 




Ultimo giorno per ‘Terminal’: ancora musica, teatro e circo in piazza Venerio

In programma le corse di Audiobus e molti spettacoli testimoni di diverse espressioni artistiche

Spettacoli, musica, teatro, circo, danza anche il 26 maggio, in piazza Venerio (alla ex-chiesa di San Francesco in caso di maltempo), a Udine, con ‘Terminal – Festival dell’arte in strada’. Molti artisti internazionali animeranno, ancora per una giornata, la manifestazione (che aderisce alla giornata mondiale del gioco promossa dal Comune di Udine-Ludoteca) nata da un’idea di Circo all’inCirca e Zeroidee, con la consulenza artistica di Roberto Magro e sostenuta da Regione Friuli Venezia Giulia, assessorato alla Cultura del Comune di Udine, MiBACT, PromoturismoFvg e Fondazione Friuli.

Ultimo giorno per ‘Terminal’:

ancora musica, teatro e circo in piazza Venerio

Ultimo giorno per ‘Terminal’:

ancora musica, teatro e circo in piazza Venerio.

SURREALISMOFra gli spettacoli in programma anche ‘John Launi’, della compagnia ChargeMaximale de Rupture (Italia, Spagna, Cile e Francia), in programma alle 19. «Si tratta di cinque ragazzi che stanno ultimando gli studi al Centre National des Arts du Cirque di Parigi, una delle più prestigiose scuole superiori di circo in Europa– ha spiegato Divide Perissutti di Circo all’inCirca -. A Udine ci faranno vedere il progetto-tesi con cui, tra qualche settimana si laureeranno. Non significa che la performance sarà meno interessante delle altre, anzi. Sarà una delle compagnie presenti con le più alte abilità acrobatiche: danza aerea su corda, ruota di cyr, palo cinese e una drammaturgia costruita sul corpo e sui movimenti in scena». Il nome che hanno scelto per la loro neo-formazione, che tradotto in italiano significa ‘Carico Massimo di Rottura’, è un concetto fisico che hanno imparato durante le lezioni sulla sicurezza condotte al centro d’arte circense in cui studiano. «Sono molto giovani, il più ‘vecchio’ ha 27 anni», ha ricordato Perissutti che ha sottolineato come «questo conferma la volontà del Circo all’inCirca (a sua volta una scuola) di sviluppare e diffondere l’arte circense a partire dagli istituti di formazione specializzati». L’obiettivo di Terminal, infatti, è quello di «offrire alla città di Udine un punto di vista artistico fresco, giovane e contemporaneamente regalare agli artisti in via di formazione un’occasione di confronto con un pubblico friulano oramai capace di una certa visione critica della performance. È molto bello, per me, scoprire, quando visito i centri di creazione europei, che a distanza di qualche anno, giovani artisti che si sono esibiti a Terminal, oramai divenuti professionisti internazionali, ricordano Udine come la loro prima esperienza professionale; ricordano ancora i nomi delle piazze e delle persone che hanno incontrato. Anche questo in fondo significa sviluppare e diffondere l’arte del circo contemporaneo in Friuli e la bellezza di Udine in Europa».

IL PROGRAMMA DEL 26 MAGGIO Domenica si aprirà si aprirà al mattino con le molte corse di Audiobus (tutte partono da piazza Venerio; posti limitati, massimo 35 persone per ogni corsa, iscrizione online su terminal-festival.com), per proseguire nel pomeriggio (alle 16) con un nuovo talk sulle ‘Geografie dello spazio condiviso’, realizzato da Terminal 19, con la partecipazione di Francesca Cogni (Milano, Berlino) e Paul Schweizer (Kollektiv Orangotango, Berlino). Saranno analizzati gli approcci narrativo-creativi come chiave per raccontare pratiche di partecipazione alla città e di relazione all’altro. Alle 18 replica di ‘Saut’ di Collectif BigBinôme. Gli artisti moduleranno lo spazio grazie all’unico elemento che compone la scenografia, i costumi, gli accessori: i secchi, apparati instabili e fragili, quindi elementi dirompenti. Alle 19, come anticipato, sarà la volta di ‘John Launi’ della compagnia Charge Maximale de Rupture; quindi alle 20.30 andrà di nuovo in scena ‘InBox’ di Soralino. L’appuntamento conclusivo di Terminal 19 è in programma alle 21.30, sempre in piazza Venerio con Sleeping Tree (bassista dei Mellow Mood) un dj set di musica reggae-dub.

SPAZIO URBANO DA VIVERE – Arte e spazio pubblico, grazie a Terminal, si contamineranno, il dialogo fra le diverse espressioni che vanno dal circo contemporaneo alle arti visive, dall’arte urbana fino a quella performativa, consentirà di percorrere strade inedite, anche grazie alle performance itineranti di Audiobus Quest’anno Terminal, ideato da Circo all’inCirca e Puntozero, ha ricevuto il sostegno della Regione Fvg, dell’assessorato alla Cultura del Comune di Udine, del MiBACT, di PromoturismoFVG e della Fondazione Friuli. Per la realizzazione della tre giorni hanno collaborano Ars Motus, Associazione Brocante, Associazione Arearea, Associazione Tra le Nuvole, Associació Valenciana de Circ, Cirqueon , Associazione A+AUD, Cas’Aupa, Dissonanze, SAF, Wallonie-Bruxelles International, Bluenergy, Intersezioni.

Informazioni e programma dettagliato su: www.terminal-festival.com | Facebook |

In caso di maltempo le attività si svolgeranno alla ex-chiesa di San Francesco. Eventuali variazioni verranno comunicate sui social e all’infopoint.

Prenotazioni AUDIOBUS: https://www.terminal-festival.com/audiobus-prenotazioni/




Monica Morini a Gonzaga (MN) ospite di Letture d’Autore

La cofondatrice del Teatro dell’Orsa sarà protagonista della rassegna organizzata dalla Biblioteca F. Messora. «Tre scrittori ci consiglieranno le proprie letture»: questo il concept di Letture d’Autore, rassegna organizzata dalla Biblioteca F. Messora di Gonzaga, a pochi chilometri da Mantova, nell’ambito della quale Monica Morini, cofondatrice del Teatro dell’Orsa, sarà ospite martedì 28 maggio alle ore 21. «Quattro sono le direzioni per la felicità diceva Cristina Campo: il rito, il mito e la fiaba, il linguaggio e il paesaggio» riflette Monica Morini «Dentro questa geografia  cammineremo insieme, sfogliando le pagine dei libri che mi hanno aperto felicità». Attrice, autrice e regista, Monica Morini conduce da anni un percorso di ricerca sul teatro di narrazione. Formatrice e direttrice artistica di Reggionarra, nel 2015 è finalista al Premio Andersen con il libro A Ritrovar le Storie. È di recente uscito il suo ultimo libro per Edizioni Corsare Qui ci sono le altalene.

L’appuntamento, a ingresso libero e con posti limitati, si svolgerà nel chiostro della Biblioteca. In caso di maltempo l’evento avrà luogo all’interno.

Per info: Biblioteca F. Messora, viale Fiera Millenaria 64, Gonzaga (MN), tel 0376 58147, mail biblioteca@comune.gonzaga.mn.it.

 




“MIGLIOR ALBUM GIOVANI 2018” PER IL NUOVO LAVORO DEL DUO BOTTASSO

Biserta e altre storie riceve l’importante riconoscimento al “Premio Nazionale Città di Loano per la Musica tradizionale italiana”

“Tutto è cominciato con un organetto diatonico e un violino, e con musiche da ballo delle valli occitane. Da allora, i fratelli Bottasso sono diventati grandi: hanno studiato, suonato con musicisti di tutto il mondo, imparato tradizioni nuove, esteso in profondità il suono dei loro strumenti con l’elettronica. Fino ad approdare a Biserta, insieme al sound designer Simone Sims Longo. Se è questa la musica folk di domani, non vediamo l’ora che sia domani.”. Con queste parole la Giuria del “Premio Nazionale Città di Loano per la Musica tradizionale italiana” ha assegnato a Biserta e altre storie del Duo Bottasso & Simone Sims Longo il premio Miglior Album Giovani 2018, destinato al disco pubblicato nel 2018 da artisti under35 che maggiormente abbia convinto le decine di giurati e critici coinvolti nelle votazioni.
Il secondo lavoro del Duo Bottasso, uscito per l’etichetta Visage Music, segue a distanza di quattro anni il precedente Crescendo, ed è impreziosito dalla collaborazione con Simone Sims Longo. L’insolito team, un duo folk accanto ad un musicista elettronico e sound designer, si incontra nell’ambito del documentario “Biserta. Storia a spirale” (Cosenude Media Projects, 2018), per il quale ha curato la composizione delle musiche ed il suono. Il comune intento di uscire dalla propria comfort zone ha permesso ai tre artisti di raggiungere una terra di nessuno a metà tra suoni folk e digitali, per raccontare con le loro composizioni non solo le storie dei protagonisti del documentario ma anche le contraddizioni della Tunisia contemporanea e la dolcezza della città di Biserta. Ospiti dell’album sono l’iraniano Reza Mirjalali con il suo suggestivo tar ed il Kinder-und
Jugendchor der Theater Chemnitz, coro di voci bianche diretto da Pietro Numico. Un disco che apre ad una riflessione sulla fratellanza: non più quella personale del Duo che aveva caratterizzato il precedente Crescendo, ma quella che, non solo in Tunisia, sembra oggi essere solo un lontano ricordo.Il Duo Bottasso, Simone all’organetto diatonico e Nicolò al violino e alla tromba, lavora principalmente nel campo della world-music ed è sempre alla ricerca di una mediazione fra
la loro origine di musicisti folk e l’interesse per l’improvvisazione e la musica contemporanea. L’incontro fra questi mondi apparentemente distanti avviene organicamente grazie alla padronanza delle tecniche compositive, al funambolico virtuosismo sui loro strumenti ed alla complicità di due fratelli legati dal desiderio di mantenere in evoluzione la tradizione della propria terra d’origine. Simone Sims Longo è un compositore e performer interessato nel creare e processare suoni nel campo digitale, focalizzandosi sull’esplorazione timbrica. Concentra inoltre la sua attività sulla relazione tra audio e video in tempo reale, performando spettacoli di musica visuale con l’obiettivo di esplorare la percezione dei fenomeni audiovisual.
Questa fortunata collaborazione non si ferma con Biserta e altre storie: i tre artisti infatti sono già al lavoro su un nuovo spettacolo audiovisual basato su materiali d’archivio, realizzato con la regia dei videomakers Cosenude Media Projects. Lo spettacolo verrà presentato ad Altdorf (Svizzera) il 17 Agosto nell’ambito del festival Alpentoene, che ha commissionato l’opera.
Nato quindici anni fa come laboratorio permanente sulla musica folk, il Premio Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana è il massimo riconoscimento per le musiche popolari in Italia. La direzione artistica è a cura di Jacopo Tomatis, con la collaborazione di Ciro De Rosa, Enrico de Angelis e Annalisa Scarsellini, ed ha come obiettivo la promozione e la valorizzazione della produzione contemporanea di musica tradizionale di radice italiana, attraverso il coinvolgimento di artisti, etichette discografiche, giornalisti e operatori culturali. Gli altri premi dell’edizione 2019 sono stati assegnati a: Raffaello Simeoni per Orfeo incastastorie (Miglior Album 2018), Tre Martelli (Premio alla Carriera 2019), Finisterre (Premio Realtà Culturale 2019). L’omonimo festival si svolgerà dal 22 al 26 luglio a Loano (SV).
Biserta e altre storie è disponibile in formato fisico nei principali negozi e su Spotify per l’ascolto in streaming. Le date del tour di presentazione dell’album saranno presto disponibili sul sito www.duobottasso.com e sui canali Facebook e Instagram del Duo Bottasso e di Simone Sims Longo.




TRIESTE SWINGING STORIES di Arteffetto Danza 26 mag. ore 18:00 

TRIESTE SWINGING STORIES

Lo spettacolo swing per l’anniversario di Arteffetto Danza

domenica 26 maggio ore 18:00

Nel fitto calendario di iniziative che vogliono festeggiare i 30 anni dalla fondazione di Arteffetto, compagnia professionale di danza, e i 20 dall’inizio dell’attività di formazione con ArteffettoDanza, rientra anche uno spettacolo dedicato interamente allo Swing.

Domenica 26 maggio va in scena “Trieste Swinging Stories” con la partecipazione di Leonardo Zannier e Paolo Venier e uno Swing Quartet composto da Riccardo MorpurgoFlavio DavanzoFrancesco Cainero e Igor Checchini, scritto e diretto daFederica Marchesich con il patrocinio del Consolato degli Stati Uniti d’America a Milano.

“Trieste Swinging Stories” è un reading teatrale con musica e danze swing che ci riporta alla Trieste di fine anni ’40, mentre la città era sotto il controllo del Comando Alleato. La Trieste dei giovani Lelio  Luttazzi e Teddy Reno, quella dove per radio si ascoltava tantissimo jazz.

Proprio questo rapporto tra Trieste e il Jazz, lo swing jazz in particolare, è al centro dello spettacolo, ma si raccontano anche episodi poco conosciuti della vita cittadina di quegli anni che per larga parte sono stati rimossi.

Partecipano allo spettacolo una rappresentanza degli allievi e tutti i docenti della scuola: Federica Marchesich, Tine VerboleTanja FercejAleš KolarCassandra Hargrave e Guillaume Guida e anche gli allievi dell’associazione Artemusica.

Particolarità dello spettacolo è che anche il pubblico sarà invitato a prendere parte alle danze.

Lo spettacolo si terrà in Sala Vaganova, via Coroneo 15 a Trieste. Entrata libera.