Il Giro d’Italia 2020 partirà dall’Ungheria

Prima tappa da Budapest e altre due sul territorio magiaro. Sarà la quattordicesima Grande Partenza dall’estero per la Corsa Rosa.

 

Budapest, 15 aprile 2019 – L’Ungheria ospiterà la Grande Partenza del Giro d’Italia 2020. Questo pomeriggio a Budapest, presso l’Istituto Italiano di Cultura – alla presenza del Commissario Governativo per l’Ungheria Attiva, Máriusz Révész; del Vice Sindaco di Budapest, Alexandra Szalay-Bobrovniczky;del Ministro dello Sport,Tünde Szabó;del Ministro agli Affari Esteri, Tamás Menczer;dell’Amministratore Delegato di RCS, Sport Paolo Bellino edel Direttore del Giro d’Italia, Mauro Vegni – è stata data l’ufficializzazione.

La partenza sarà data dalla Capitale, Budapest, e sarà il preludio per altre due tappe che si svilupperanno sul territorio ungherese. I dettagli del percorso saranno svelati in una conferenza stampa dedicata che si terrà nei prossimi mesi.

Parole e foto dalla Conferenza Stampa di annuncio della Grande Partenza del Giro d’Italia 103, tenutasi oggi a Budapest:


Il Commissario Governativo per l’Ungheria Attiva, Máriusz Révész: “Oggi si è realizzato un sogno, quello che nessuno osava sperare. Avere un evento di rilevanza internazionale come il Giro d’Italia che partirà da Budapest è un orgoglio per il nostro paese. Il Giro non è solo un evento sportivo ma anche una grande promozione per il territorio“.


Il Vice Sindaco di Budapest, Alexandra Szalay-Bobrovniczky: “È un grande orgoglio per la nostra città organizzare la Grande Partenza del Giro d’Italia. Budapest ha già dimostrato di saper organizzare eventi sportivi di altissimo livello ma il Giro è qualcosa di speciale. Il 2020 per noi sarà un anno pieno di sport e vogliamo che Budapest diventi la capitale dello sport“.


Il Ministro dello Sport,Tünde Szabó: “Questo evento di fama mondiale, unico per l’Ungheria, sono certa che attirerà migliaia di turisti e tifosi perché il Giro è un evento mediatico che permetterà alla nostra realtà di sviluppare un progetto a lungo termine. La nostra è una nazione molto sportiva e vogliamo che anche il ciclismo, che già abbiamo iniziato a sviluppare in questi anni, ne diventi parte integrante“.


Il Ministro agli Affari Esteri, Tamás Menczer: “Lo sport è un luogo comune di incontro e di appartenenza per tutti. Abbiamo voluto fortemente questo Giro e oggi lo abbiamo annunciato. Vogliamo mettere in mostra tutti i valori del nostro paese, oltre alle bellezze storico-culturali che l’Ungheria può offrire. Grazie alle televisioni collegate in tutto il mondo potremo far vedere la nostra Ungheria e vogliamo che la gente venga a visitarci. Siamo tutti coinvolti come istituzioni e vogliamo che questo progetto venga definito come la miglior Grande Partenza di sempre del Giro d’Italia“.


L’Amministratore Delegato di RCS, Sport Paolo Bellino: “È una grande soddisfazione aver chiuso questo accordo con l’Ungheria, nazione che ama lo Sport e che di certo saprà apprezzare il Giro d’Italia. Siamo molto contenti di poter lavorare con tutte le Istituzioni Ungheresi con un anno di anticipo rispetto alla Grande Partenza. La loro lungimiranza permetterà di sviluppare un progetto che farà risaltare le eccellenze dell’Ungheria e quelle del Giro“.


Il Direttore del Giro d’Italia, Mauro Vegni: “Annunciare oggi, qui a Budapest, questa grande partenza dall’Ungheria è davvero speciale. Sarà la quattordicesima volta che il Giro d’Italia scatterà dall’estero e la prima da questa parte d’Europa. Sul suolo ungherese ci saranno tre tappe; la prima partirà dalla capitale. Presto sveleremo anche i percorsi delle altre due. Sono certo che l’Ungheria accoglierà la Corsa Rosa nel modo migliore e Il Giro d’Italia, come sempre, con la sua passione, abbraccerà tutta la nazione“.

Da sinistra: Tamás Menczer, Mauro Vegni, Alexandra Szalay-Bobrovniczky, Paolo Bellino, Tünde Szabó, Máriusz Révész e Zsigmond Nagy, Direttore Esecutivo dell’Agenzia Nazionale Ungherese dello Sport

Giro d’Italia, le 13 precedenti partenze dall’estero

  • 1965    San Marino (REPUBBLICA DI  SAN MARINO)
  • 1966    Montecarlo (PRINCIPATO DI MONACO)
  • 1973    Verviers (BELGIO)
  • 1974    Città del Vaticano
  • 1996    Atene (GRECIA)
  • 1998    Nizza (FRANCIA)
  • 2002    Groningen (OLANDA)
  • 2006    Seraing (BELGIO)
  • 2010    Amsterdam (OLANDA)
  • 2012    Herning (DANIMARCA)
  • 2014    Belfast (IRLANDA DEL NORD)
  • 2016    Apeldoorn (OLANDA)
  • 2018    Gerusalemme (ISRAELE)

#Giro

Foto Credit: Lounge Design

Press Giro d’Italia




Romeo & Giulietta con Sergei Polunin ARENA DI VERONA Prima Mondiale 26 ago.2019

Festival della Bellezza

Romeo & Giulietta

 

Coreografia

Johan Kobborg

Musica

Sergei Prokofiev

Scene

David Umemoto

Cast ruoli principali

Romeo: Sergei Polunin

Giulietta: Alina Cojocaru

Tebaldo: Johan Kobborg

 

Polunin ink e Show Bees in collaborazione con ATER (Associazione Teatrale Emilia-Romagna) e con il Festival della Bellezzapresentano in prima mondiale Sergei Polunin in Romeo & Giuliettacoreografiedi Johan KobborgArena di Verona, 26 agosto 2019, ore 21.

Un cast di 20 ballerini tra cui stelle di fama mondiale come Alina Cojocaru e Sergei Polunin, diretti dal pluri-premiato coreografo e ballerino Johan Kobborg(anche lui nel cast) racconterà, attraverso la danza, una delle più belle, tragiche e romantiche opere di William Shakespeare:Romeo & Giulietta.

È meraviglioso essere nella città di Verona– ha spiegato in conferenza stampa Sergei Polunin – è la mia terza volta qui. Il mio sogno è di portare avanti la danza e il lavoro delle compagnie, ci lavoro da 8 anni, ma per questo occorrono fondi e investimenti di tempo. Adoro l’Arena e realizzo un grande obiettivo attraverso questo spettacolo, che spero di portare in giro in tutto il mondo. Ha delle scenografie strabilianti e delle bellissime idee per i costumi. Sono davvero grato di avere questa opportunità, e di poter lavorare assieme ad Alina Cojocaru. Non ho mai ballato prima Romeo e Giulietta e non pensavo di riuscire a farlo. Ma… eccoci qua.

Dal punto di vista coreografico, musicale e visivo, la creazione resta fedele alla tradizione del balletto classico e alla partitura musicale originale. Tuttavia, pur basandosi sul linguaggio della danza classica, il balletto avrà un aspetto vivace e contemporaneo incorporando una gestualità più moderna.

Nello straordinario scenario offerto dall’Arena di Verona, e nella città simbolo del capolavoro shakespeariano, di forte impatto saranno anche le scenografie firmate dall’artista canadese David Umemoto, scultore e visual artist.

Grazie ad un cast di eccezionali danzatori e ad uno staff creativo di prim’ordine,Romeo & Giulietta riporta in vita la tragedia shakespeariana musicata da Sergei Prokofiev, con l’intenzione di raggiungere il cuore, non solo degli appassionati di balletto, ma anche di un pubblico meno esperto in materia.

L’evento si tiene in collaborazione con la VI edizione del Festival della Bellezza di Verona – I Maestri dello spirito, manifestazione ispirata proprio a Dante,Mozart e Shakespeare, punto di riferimento per riflessioni sulla bellezza espressa nell’opera di straordinari artisti, in scenari storici di grande suggestione architettonica e artistica.

 

È un grande passo avanti per noi: l’obiettivo che ho sempre voluto raggiungere, cioè di produrre il balletto classico lontano dalle compagnie di balletto stabili; qui seguiamo le nostre regole e le nostre idee; nel perseguire questo obiettivo voglio lavorare con Johan Kobborg. In lui vedo il coreografo che può rinnovare l’immagine e il futuro del balletto, pur mantenendolo classico, perché unisce in sé l’approccio moderno al rispetto per la tradizione. 

Essere qui all’Arena di Verona è fantastico! L’idea di essere all’aperto, sentirsi parte della natura, non esiste un posto altrettanto perfetto per esibirsi e comunicare con il pubblico. Verona è anche la città, la casa di Romeo e Giulietta e non vedo l’ora di danzare sulla partitura drammatica di Prokofiev, per la prima volta qui a Verona.
Sergei Polunin

 

Il 26 agosto sarà l’apice di mesi di pura gioia creativa per me e per la squadra che mi affiancherà in questa nuova produzione di un solo atto di Romeo e Giulietta.

Lavorare con artisti fenomenali quali Alina Cojocaru e Sergei Polunin ora al massimo delle loro potenzialità, in questo luogo iconico spettacolare e maestoso, l’Arena di Verona, è molto di più di una notte speciale: è l’opportunità di una vita e uno di quei momenti che noi come artisti spesso sogniamo che possano arrivare prima o poi.

Mi sento fortunato di poter lavorare a fianco di David Umemoto, un artista che da tempo ammiro da lontano. Vedere che una sua creazione verrà alla luce qui all’Arena sarà di per sé un avvenimento prezioso.

Collaborare da vicino con questo gruppo di artisti incredibili per portare in vita questa storia d’amore cruciale in una versione ad atto unico, come l’originale, sarà un’occasione unica per tutti noi e spero in uno spettacolo che commuoverà, toccherà da vicino e se necessario ricorderà al pubblico l’incredibile forza e bellezza di questa forma d’arte che è il balletto.
Johan Kobborg

Quando avevo 19 anni ho incontrato per la prima volta Giulietta e ho trovato il mio Romeo. Un balletto molto speciale per me! Ora dopo alcuni anni e dopo avere interpretato quel ruolo in 5 diverse produzioni sono entusiasta di ritornare da lei ancora una volta. E in questa occasione nel modo più affascinante per un artista: una nuova creazione. Non vedo l’ora di lavorare e ballare di nuovo con Sergei e abbracciare tutte le scoperte e le novità a cui ci porterà la visione di Johan e il nostro lavoro insieme a lui.
Avere l’Arena di Verona come prima casa per il debutto di questa produzione aumenta ancora di più la magia di questo momento.
Sono felicissima di tornare in Italia e interpretare la più grande delle storie d’amore in questo luogo meraviglioso.
Alina Cojocaru




25 aprile alla scoperta delle piante mangerecce del Friuli

Giovedì 25 aprile 2019 dalle 8.45

Scoprire le piante mangerecce: a spasso per sentieri e prati del Friuli

UDINE – Ài salvadi, urtiĉons, spargs, lidrìchese, cudumarele sono solo alcune delle erbe che da sempre ricoprono un ruolo fondamentale nella cucina popolare della regione. L’associazione Flor de Vida di Udine propone per giovedì 25 aprile (dalle 8.45 alle 13) una piccola escursione alla scoperta delle piante spontanee che vengono consumate nella cucina popolare del territorio friulano, dando anche attenzione al ruolo ecologico che queste specie hanno nel loro ambiente naturale. Camminando per sentieri e prati sarà possibile imparare quali specie raccogliere, come riconoscerle, come chiamarle, come curarle e come cucinarle.

L’APPUNTAMENTO – La giornata prevede l’iscrizione all’associazione e l’assicurazione giornaliera; metodologie di raccolta, pulitura, trattamento e cucina delle erbe; aspetti botanici e naturalistici delle specie e degli ambienti incontrati; l’introduzione all’utilizzo di una chiave di riconoscimento digitale, utile per identificare in completa autonomia le piante spontanee anche da casa; a fine escursione avremo modo di gustare qualche assaggio di piatti a base di alcune delle erbe che troveremo strada facendo. Verrà inoltre distribuita una dispensa riassuntiva sulle piante che incontreremo, comprensiva di metodi di raccolta, di pulitura e di alcune ricette tipiche;

GLI ACCOMPAGNATORI – Ad accompagnare i partecipanti saranno Cristina Barbiani (grande appassionata di erbe e di cucina tradizionale friulana; da generazioni nella sua famiglia si tramandano le conoscenze sulle piante eduli del territorio. Cristina mostrerà come raccogliere, curare e cucinare le piante spontanee della nostra regione) e Gabriele Pingitore (naturalista e conoscitore della flora regionale, introdurrà gli aspetti botanici ed ecologici delle specie).

RITROVO – L’evento si terrà esclusivamente con meteo favorevole, e con un numero minimo di 8 partecipanti e un massimo di 15. In caso di maltempo l’uscita sarà spostata a data da destinarsi. Ritrovo alle 8.45 al parcheggio dell’osteria Grill d’Oro di via Tricesimo, a Tarcento. L’escursione terminerà attorno alle 13 con degli stuzzichini a base di alcune delle piante commestibili trovate durante la camminata. Importante vestirsi con un abbigliamento comodo, con pantaloni lunghi e scarpe da trekking. E’ consigliato portare dell’acqua da bere e un quaderno per gli appunti.

INFO – Per maggiori informazioni e prenotazioni chiamare entro il 22 Aprile: associazione.flor.de.vida@gmail.com | 333.7992738 | 320.4180864 .




TRIESTE CALLING THE BOSS 2019 Ottava Edizione Dal 24 al 28 aprile Teatro Miela, Loft, TRIESTE

Trieste Calling the Boss celebra i suoi 8 anni con 5 giorni di musica.


In cartellone l’irlandese Mark Geary, il norvegese Terje Nordgarden, l’americana Vanessa Peters, da Milano Barbablues&Friends, da Rimini Bound For Glory, da Busto Arsizio Uncle Bard & The Dirty Bastards, da Livorno i Blood Brothers, da Torino Renato Tammi e Diego Alloj, da Padova The Fireplaces, da Udine Dario Sn e da Trieste Cousins & Sons, The Rideouts, Drunken Sailors, Jacopo Tommasini, Manlio Milazzi, Franco Toro, Mike Sponza, Roy Force One, Achtung!Piraten, Ivo Tull Trio, Powlean

Trieste Calling the Boss nasce nel 2012 per festeggiare il concerto di Bruce Springsteen a Trieste, da allora la manifestazione diventa un appuntamento fisso che convoglia ogni anno un afflusso di pubblico da città e fuori. La musica fa da collante e punta ad attrarre spettatori di tutte le età, come avviene ai concerti del Boss. Massima apertura anche sui generi musicali: protagonista il rock a 360 gradi, rock in tutte le sue declinazioni, dai momenti più cantautorali e raccolti alle esplosioni elettriche. Ogni anno c’è un filo conduttore: il titolo dell’edizione 2019 è «We made our home in the American land», verso tratto dalla canzone «American Land» contenuta nell’album di Springsteen «We Shall Overcome: The Seeger Sessions» del 2006, un lavoro dalla forte connotazione folk, country e bluegrass con venature irish cioè le radici della musica americana.

DAY 1

Mercoledì 24 Aprile 2019

«What is this land of America, so many travel there»

ore 20.30 Loft

Via Economo 12/1 Trieste

FREE ENTRY

L’ottava edizione del Trieste Calling The Boss partirà dal Loft di Via Economo, il live club di riferimento della scena triestina. La serata avrà un chiaro timbro folk con una forte impronta irish: come da tradizione del festival il primo set sarà dedicato a personali versioni delle canzoni di Bruce Springsteen da parte di alcuni artisti regionali; si passerà poi a un set dedicato al songwriting con un cantautore proveniente dall’Irlanda e la chiusura sempre su ritmi irlandesi sarà affidata ad un duo triestino molto attivo in città!

Primo set: Folk Boss – Tribute

DARIO SN (Udine)

Dario Snidaro canta per condividere storie e percorsi i cui protagonisti sono le persone comuni con le loro emozioni, vittorie e sconfitte. Durante l’infanzia e l’adolescenza non ha ricevuto alcuna educazione musicale o ascoltato musica significativa fino al momento in cui ha iniziato a scrivere e suonare la chitarra come fosse qualcosa sempre avuto dentro che aspettava solo di fiorire.

«The Easy Way», il suo primo disco, anticipato dai singoli «The Easy Way» e «Confidence», uscirà il 16 maggio per l’etichetta Go Country. Il songwriter udinese si dice influenzato da Ryan Adams e Ray LaMontagne, il suo genere, un roots folk country può essere descritto con la parola “americana”.

COUSINS & SONS (Trieste)

Padri, figli, cugini… quattro musicisti legati dalla parentela e dalla musica di derivazione folk e irish… un esordio tutto scoprire!

THE RIDEOUTS (Trieste)

Si rifanno alle sonorità della musica anglo-americana degli anni ’60, dal pop al rock, dal blues al garage rock senza dimenticare un pizzico di psichedelia. The Beatles, Hendrix, Cream, Led Zeppelin sono le principali influenze. Tutto inizia nel 2000, quando Max Scherbi si trasferisce a Liverpool, per suonare nella città dei suoi idoli, i Beatles dove nasce nel 2003 il primo nucleo dei Rideouts. Rientrato in Italia il frontman porta avanti il progetto registrando nel 2009 l’album «The Storm After The Calm» e nel 2012 il secondo «All Day & All Night» seguito poi nel 2016 da «Heart and Soul», masterizzato al Mercury Mastering (California) da Blake La Grange (vincitore di vari Grammy, ha lavorato – tra gli altri – con Kanye West). Attualmente al lavoro sul nuovo album, si esibiranno in una chiave acustica in trio chitarra, cajon e voci.

Secondo set: Songwriter

MARK GEARY (Ireland)

Nativo di Dublino, più di vent’anni di carriera alle spalle, da buon artista irlandese è stato esule in quel di New York dove, fra tanti locali, bazzicava il Sin-é che tenne a battesimo, in quello stesso periodo, il compianto Jeff Buckley di cui divenne grande amico. Ha conquistato un suo pubblico canzone dopo canzone, concerto dopo concerto, influenzato da Van Morrison, John Lennon, Elliott Smith e Richard Thompson. È stato in tour con The Swell Season e con Glen Hansard, con Josh Ritter, Elvis Costello, Pretenders, Joe Strummer e pure i Coldplay.

I brani di Geary compaiono in diversi film e riempiono i cinque album che ha pubblicato fin qui. L’ultimo, «The fool» è uscito a fine 2017.

Terzo set: gran finale!

DRUNKEN SAILORS (Trieste)

I Drunken Sailors nascono nel 2010 a Trieste. Davide Fiorini e Roberto Budicin, chitarristi di formazione classica e moderna, che condividono una grande passione per la musica folk e, in particolare, per la musica celtica, si specializzano nel genere tradizionale irlandese e americano. Dopo aver concordato il nome del gruppo, i Drunken Sailors si rendono conto di dover tenere fede al significato impegnandosi a ricercare continuamente nuovi Sea Shanties (i canti che i marinai dell’epoca dei velieri intonavano per scandire il ritmo del lavoro a bordo). Pur rappresentando una fetta di musica quasi del tutto sconosciuta, queste melodie risultano essere molto orecchiabili e coinvolgenti, anche al primo ascolto.

La scelta degli arrangiamenti e degli strumenti stessi tende a conservare e a rispettare il senso originario di queste canzoni, sicuramente non adatte ad una batteria e a una chitarra elettrica.

DAY 2

Giovedì 25 Aprile 2019

«The hands that built the country we’re all trying to keep down»

ore 20.30 Loft

Via Economo 12/1 Trieste

FREE ENTRY

La seconda serata del festival è una specie di continuazione ed evoluzione della serata precedente: la venue resta la stessa e lo stile musicale vira dal folk e irish a ritmi più blues e rock’n’roll.

Si parte con personali versioni delle canzoni di Bruce Springsteen e gli artisti impegnati in questo set appartengono alla crème del blues triestino; si passerà poi a quella che è la peculiarità di questa edizione, il set dedicato al songwriting e l’ospite sarà un cantautore proveniente dalla Norvegia ma fortemente legato all’Italia.

La chiusura poi sarà a cura di una band rock’n’roll/rockabilly proveniente da Milano assieme a degli special guest provenienti da varie band italiane.

Primo set

BLUES BOSS – “tribute set”

– J TOMMASINI feat. MANLIO MILAZZI (Trieste)

Jacopo Tommasini, classe 1994, fin da giovanissimo partecipa alle jam session in città, ha militato in band come i Brazos e Ressel Brothers e oggi attivo in duo con Giovanni Vianelli, nella blues band Manlio & The Free Kings oltre che fondatore del progetto “The Enema Bandits play the music of Frank Zappa” di cui è cantante e chitarrista. Sarà coadiuvato da Manlio Milazzi all’armonica, strumento che inizia a suonare spinto dalla passione per il Chicago Blues e la scena blues americana degli anni ‘60 e ‘70, collaborando poi presto con numerose formazioni e creando una miscela unica che lo rende uno degli armonicisti più apprezzati sulla scena blues italiana ed europea.

– FRANCO TORO (Trieste)

Chitarrista e cantante triestino, al blues ha dedicato una vita. Alla ricerca di quel suono che, partendo dalle piantagioni del Mississippi è andato a nord passando per Memphis, Saint Louis e Chicago per poi attraversare l’Atlantico e arrivare in Inghilterra prima e nel resto dell’Europa dopo.

– MIKE SPONZA (Trieste)

Blues, soul e rock’n’roll sono le parole chiave per descrivere la musica di Mike Sponza, chitarrista, cantante e compositore, da oltre 4 lustri sulla scena live europea.

Negli ultimi anni Sponza si è affermato a livello europeo con i suoi progetti discografici e gli spettacoli della sua band, mostrando la forte vitalità del blues italiano in una nuova prospettiva.

Secondo set: SONGWRITING

– TERJE NORDGARDEN (Norvegia)

Considerato dalla stampa del suo paese “Il miglior nuovo cantautore norvegese” ha all’attivo sette album, l’ultimo dei quali “Changes” pubblicato nel 2017. Artista proveniente dal songwriting classico della vecchia scuola americana, con radici ben piantate nel folk, nel blues, nel gospel e nel rock, la ricerca di questo talentuoso musicista scandinavo è orientata verso belle canzoni melodicamente ispirate e che abbiano una storia da raccontare, che vengono eseguite dal vivo con una forte dose di coraggio e passione bruciante, nel solco della tradizione di figure imprescindibili come Bob Dylan, Bruce Springsteen e Neil Young, fino ad autori più recenti come Elliott Smith, Ryan Adams e Rufus Wainwright. È innamorato dell’Italia, dove ha vissuto per un lungo periodo e dove ha anche registrato un disco di cover di cantautori italiani che ha amato.

Terzo set: GRAN FINALE

BARBABLUES & FRIENDS (Milano)

Band capitanata da Carlo Ozzella, già protagonista in veste solista delle scorse edizioni del festival. Oltre quindici anni di concerti sulle spalle, appassionati da sempre di tutto ciò che gravita intorno al rock di stampo americano, sono la band perfetta per una serata tutta da ballare perché la carica e l’energia del rock&roll e del rhythm&blues vi impediranno di stare fermi. Alla band si aggiungeranno vari ospiti tra cui, da Torino: Renato Tammi alla chitarra e voce e Diego Alloj al sax, entrambi membri di vari progetti musicali tra cui la Springstreet Band cioè una delle principali tribute band di Bruce in Italia.

L’appuntamento di giovedì pomeriggio:

ore 17.30 EATALY,

Riva Gulli 1, Trieste

FREE ENTRY

SPRINGSTEEN ON BROADWAY – “tribute set”

RENATO TAMMI & DIEGO ALLOJ + special guests from Torino

Cantante e sax di The SpringStreet Band, una delle migliori tribute band di Springsteen in Italia e già presenti a varie edizioni di questo festival; saranno anche quest’anno protagonisti e lo faranno omaggiando la setlist dello spettacolo che Bruce ha tenuto per oltre un anno a Broadway. 

DAY 3

Venerdì 26 Aprile 2019

«And we’ll make our home in the American Land»

ore 20.30 Teatro Miela

Piazza Duca degli Abruzzi 3, Trieste

biglietti:

soci Trieste is rock: 8 euro

non soci: 12 euro

offerta speciale UNDER 26
per i nati dopo il 31.12.1992: 5 euro entro le ore 20.45 —> acquistabile solo in serata alle casse del Teatro

prevendite:

  • Sede Trieste is Rock, Via San Spiridione 1, Trieste

  • orario: lunedì e giovedì dalle 17 alle 19 – martedì dalle 11 alle 12

  • Ticketpoint, Corso Italia 6/c, Trieste

  • Radioattività, Via Campo Marzio 6 – Trieste

  • Biglietteria Teatro Miela, Piazza Duca degli Abruzzi 3, Trieste

  • In tutti i punti vendita Vivaticket d’Italia

online su www.vivaticket.it

La terza sera riunirà i temi delle prime due giornate ampliandone la portata visto che si alzeranno i volumi con delle fantastiche band che spareranno note folk, country, bluegrass, blues e anche un po’ di punk! In apertura il set dedicato al songwriting, che vedrà all’opera una cantautrice proveniente dal Texas.

Primo set: Songwriter

– VANESSA PETERS (Usa)

Artista libera che ama definirsi una “zingara errante”, porta con sé un folk genuino di altri tempi, arricchito di sonorità country, melodie indie e incursioni rock. La cantautrice affonda le sue radici nel profondo Texas, culla del country, dove è nata nel 1980 e al quale è rimasta sempre legata. Apprezzata ovunque per la sua ammaliante voce, è stata accostata di volta in volta a protagoniste della scena musicale come Lucinda Williams, Emmylou Harris, Patty Griffin, Suzanne Vega, Beth Orton e Aimee Mann.

Da alcuni anni è ormai conosciuta anche in Italia e stavolta arriva per la promozione dell’ultimo cd «Foxhole Prayers», il suo nuovo lavoro in cui il suo spirito indipendente e creativo l’ha portata a suonare oltre 1000 concerti in 11 paesi e ad essere candidata come “Best folk artist” dal Dallas Observer. Recentemente la sua crescita si è accentuata con le collaborazioni “on stage” con i 10.000 Maniacs, Griffin House e i Roosevelts. Vanessa non è solo un’ottima performer di musica americana, ma è anche un’artista di palese curiosità e voglia di sperimentare, legata alle radici ma estremamente duttile e aperta a nuovi orizzonti.

Secondo set: BACK TO THE ROOTS – “Traditional tribute set”

– BOUND FOR GLORY (Rimini)

Dodici musicisti, provenienti da diverse esperienze (rock, blues, country, folk), uniti nel rendere omaggio al disco “We shall overcome: the Seeger Sessions” di Bruce Springsteen e alla musica tradizionale americana.

Lo spettacolo “Bound for glory” (tratto dall’omonimo brano di Woody Guthrie) si traduce in un viaggio nelle radici della musica folk, dixieland, blues, country, spiritual, bluegrass, soul americana con una formazione che prevede batteria, contrabbasso, banjo, chitarre, piano, fisarmonica, sezione fiati, violino e voci.

Da storie di fuorilegge, schiavi, immigrati nascono le canzoni del concerto: «Jessie James» è una ballata dedicata al famoso bandito, la trascinante «O’ Mary, Don’t You Weep» con accompagnamento Dixieland, oppure la giga irlandese di «American Land».

Bellissime, struggenti e suggestive «Erie Canal», tipica ballata americana, e «We shall overcome», classico brano della folk music americana.

Ascoltando «Jacob’s Ladder» o «Eyes on the Prize», sembra invece di entrare in un saloon, dove una piccola orchestrina locale sia in grado di creare un’atmosfera travolgente inducendo tutti i presenti a unirsi al coro.

Il concerto è una coinvolgente ed emozionante cavalcata attraverso le canzoni di Pete Seeger, Woody Guthrie, Bruce Springsteen, The Band, Bob Dylan, una storia che racconta ed unisce le strade polverose di Jack Kerouac, John Steinbeck, John Fante, le visioni di Louis Armstrong, la protesta di Pete Seeger. Un ensemble davvero originale e non comune per queste latitudini!

Terzo set: GRAN FINALE

– UNCLE BARD & THE DIRTY BASTARDS (Busto Arsizio)

Con oltre dieci anni di attività e tour in tutta Europa, i “Bastards” si sono imposti nel panorama Irish folk-rock grazie alle loro trascinanti esibizioni live, ma anche alla profonda conoscenza della musica tradizionale, così come della cultura e della società irlandese.

Solo negli ultimi tre anni la band ha suonato oltre 400 concerti in tutta Europa, tra cui Oranjerock (Netherlands), Shamrock Festival (Germany), Aymon Folk Festival (France), Fairylands, Celtica e Bustofolk (Italia) e date assieme ad artisti del calibro di Dropkick Murphys, Flogging Molly, Skerryvore, Dublin Legends, Frank Turner, Paul McKenna Band e molti altri ancora.

L’ultimo album “Handmade” (2017) è un ulteriore passo in avanti sulla strada scritta giorno per giorno con passione e dedizione in questi dieci anni di attività. Un disco “fatto a mano”, composto, arrangiato e prodotto dalla band stessa; un disco che vuole prendere ancor più le distanze dagli stereotipi e dai cliché del genere, un disco che vuole farvi cantare, danzare ma anche commuovere e gioire sulle note senza tempo di un reel o di un’aria lenta.

Come riportava una recensione del precedente “Get The Folk Out!” (2014), Uncle Bard & The Dirty Bastards “non pretendono di essere irlandesi, bensì rendono omaggio con il massimo rispetto a musica e cultura irlandesi. Come fossero dei figli adottati di Irlanda, sono riusciti a portare una vera ventata di freschezza nella scena Celtic Rock europea” (Celtic FolkPunk ‘zine).

L’appuntamento di venerdì pomeriggio:

SEMINARIO

ore 16.30 Sala Bazlen c/o Palazzo Gopcevich

Via Rossini 4, Trieste

INGRESSO LIBERO

DR. FEELGOOD (Virgin Radio) “Rock’n’roll school” 

Non solo celebre voce di Virgin Radio ma, soprattutto, grande amante e conoscitore della musica americana. Questo è, per chi ancora non lo conosce, Maurizio Faulisi, noto come Dr. Feelgood. Una vita e una carriera legata a filo doppio con la musica a stelle e strisce della quale è un vero esperto. La sua passione viene quotidianamente trasmessa ai tanti seguaci che lo seguono, sempre pronti a farsi contagiare da questa grande e meravigliosa malattia per la musica, dall’Old-Time al Bluegrass e via via verso Rockabilly, Western Swing, Rhythm’n’Blues e – ovviamente – Rock’n’Roll. 

Primo incontro “Crossroads”

Una panoramica che aiuterà a comprendere come l’incontro e la convivenza di diverse etnie provenienti da più parti del mondo, in particolare Europa e Africa, abbiano dato vita a una serie di nuovi generi musicali nati da contaminazioni e fusioni di tradizioni molto diverse. Il seminario è l’estrema sintesi di una evoluzione iniziata con i primi coloni, durante la quale saranno illustrate le linee principali che hanno disegnato l’albero genealogico dell’American Music. Un affascinante viaggio che permetterà di capire i fattori storico-musicali e socio-culturali che determinarono la nascita e lo sviluppo del Rock and Roll. 

DAY 4

Sabato 27 Aprile 2019

«There’s treasure for the taking, for any hard working man»

ore 20.30 Teatro Miela

Piazza Duca degli Abruzzi 3, Trieste

biglietti:

soci Trieste is rock: 8 euro

non soci: 12 euro

offerta speciale UNDER 26
per i nati dopo il 31.12.1992: 5 euro entro le ore 20.45 —> acquistabile solo in serata alle casse del teatro

prevendite:

  • Sede Trieste is Rock, Via San Spiridione 1, Trieste

  • orario: lunedì e giovedì dalle 17 alle 19 – martedì dalle 11 alle 12

  • Ticketpoint, Corso Italia 6/c, Trieste

  • Radioattività, Via campo Marzio 6 – Trieste

  • Biglietteria Teatro Miela, Piazza Duca degli Abruzzi 3, Trieste

  • In tutti i punti vendita Vivaticket d’Italia

online su www.vivaticket.it


L’ultima sera è tutta dedicata alla musica di Bruce Springsteen partendo dalle personali versioni delle canzoni del Boss di tre band triestine fino ad arrivare al gran finale della serata ma anche del festival: arriverà infatti al Teatro Miela quella che probabilmente è a livello europeo la più attiva e quotata tribute band di Bruce Springsteen: i Blood Brothers da Livorno. La setlist sarà scelta dal pubblico sui social votando alcuni blocchi di brani tratti dai 7 concerti eseguiti da Bruce allo Stadio San Siro tra il 1985 e il 2016… insomma una serata assolutamente da non perdere!

Primo set: VOICES FROM MY HOMETOWN – BOSS TRIBUTE SET 

ROY FORCE ONE (Trieste)

Band nata nel 2011 su impulso di Roy Maffezzoli, giovane chitarrista e cantante triestino; la band nel 2013 pubblica l’EP «Somewhere In The North-East» e si mette poi al lavoro su nuovo materiale prima però di decidere un momento di pausa del gruppo. Pausa eccezionalmente finita per partecipare a questa edizione del Trieste Calling the Boss, festival che spesso li ha visti coinvolti!

ACHTUNG! PIRATEN (Trieste)

Rock band attiva dal 2009. Giulio Debelli voce e chitarra, Gianluca “Jounny” Angelini chitarra, Lonnie Vidi basso, Stefano Bencich batteria. La band propone un rock inglese aggressivo con sonorità tipiche degli anni novanta, fa riferimento ad artisti come David Bowie, Muse, Suede, Willy de Ville, Rolling Stones. I singoli membri del gruppo provengono da realtà molto diverse fra loro e insieme danno vita a un sound sporco che spazia dal rock classico al punk rock con deviazioni psichedeliche.

IVO TULL TRIO (Trieste)

Il gruppo formatosi nel 2014, vede Giulio Roselli alla batteria, Alessandro Leonzini al basso e Ivo Tull alle chitarre e voce, quest’ultimo anche in veste di autore, propone una sua visione di Blues transfrontaliero con testi in sloveno. Musica intensa, sfacciata ma anche delicata e poetica, suonata con chitarre artigianali costruite da Ivo con una teglia di alluminio e legno di riciclo, “cigar box guitars” e padelle per dare a questa musica sonorità di altri tempi.

Secondo set: GRAN FINALE

BLOOD BROTHERS: THE BRUCE SPRINGSTEEN SHOW (Livorno)

I Blood Brothers nascono da un’idea di Francesco Zerbino (voce e chitarra), che dopo essersi diplomato al conservatorio in Percussioni e aver girato il mondo come batterista, decide di dare inizio a un progetto che va oltre la riproduzione precisa di suoni e movenze tipiche di una tribute band, un progetto che oltre alla ricerca dei suoni e allo studio accurato dei testi, trasmetta forza, sentimenti e passione che gli spettatori possano ricordare a lungo. Inizia così un percorso speciale, che porta questi otto ragazzi a vivere una sinergia unica che trasforma ogni gesto in un momento magico da condividere con il pubblico che diventa puntualmente “uno di loro”, proprio come accade ai concerti del Boss. La band in poco tempo è infatti diventata una delle più attive e quotate nell’intero panorama europeo!

Il repertorio propone i classici senza tempo tratti dagli album che hanno scritto la storia del Rock come Born To Run, Born In The Usa, Nebraska, The River, Darkness on The Edge of Town, senza tralasciare i più moderni The Rising o Wrecking Ball.

I brani sono eseguiti a ripetizione, carichi come se ogni concerto fosse il primo e l’ultimo con attenzione ai particolari come strumentazione e disposizione scenica per vivere una vera e propria Springsteen Night.

Questa è la musica che ci fa stare bene” è il messaggio dei Blood Brothers “e se rimarrete con noi fino alla fine, capirete il perché!”.

Il motivo lo si intuisce subito, lo show è coinvolgente e si rimane con loro ben oltre la fine del concerto, consapevoli di aver condiviso un’esperienza unica. Un’esperienza che fa stare bene.

L’appuntamento di sabato pomeriggio:

SEMINARIO

ore 16.30 Auditorium Casa della Musica

Via dei Capitelli 3, Trieste

FREE ENTRY

DR. FEELGOOD (Virgin Radio) “Rock ’n’ roll school” 

Non solo celebre voce di Virgin Radio ma, soprattutto, grande amante e conoscitore della musica americana. Questo è, per chi ancora non lo conosce, Maurizio Faulisi, noto come Dr. Feelgood. Una vita e una carriera legata a filo doppio con la musica a stelle e strisce della quale possiamo considerarlo un vero esperto. La sua passione viene quotidianamente trasmessa ai tanti seguaci che lo seguono, sempre pronti a farsi contagiare da questa grande e meravigliosa malattia per la musica, dall’Old-Time al Bluegrass e via via verso Rockabilly, Western Swing, Rhythm’n’Blues e – ovviamente – Rock’n’Roll. 

Secondo incontro “Good Rockin’ tonight”

Sono trascorsi oltre sessant’anni dalla sua presunta data di nascita, ma ancora oggi le ragioni che ne determinarono la gestazione sono poco conosciute alla massa. Anche tra gli appassionati, non tutti sanno che la musica denominata ‘Rock’n’Roll’ dal noto DJ Alan Freed nel 1955, veniva già eseguita da almeno una decina di anni, si chiamava Rhythm’n’Blues quella degli afro-americani e Hillbilly-Boogie quella dei bianchi.

È vero, le maggiori responsabilità della nascita del Rock’n’Roll vanno attribuite al blues, ma che non si sottovaluti l’apporto dato dalla musica popolare di estrazione bianca. In Italia, per ragioni culturali di cui si parlerà, il contributo della musica country è sempre stato sottovalutato, spesso anche dai più autorevoli esperti. Durante l’incontro si ascolteranno storie e canzoni dei grandi del periodo pre-Rock’n’Roll, quando si sentivano ancora in maniera importante le radici bianche e nere del genere musicale che ruppe definitivamente le barriere razziali. 

DAY 5

Domenica 28 Aprile 2019

«Dear I hear that beer flows through the faucets all night long»

ore 12.30 Camping Pian del Grisa

Salita di Contovello 226, Trieste

Il festival vivrà la sua giornata conclusiva nel suo stile: cibo e musica, questa volta nel Carso triestino… vi porteremo infatti nell’accogliente struttura del Camping Pian del Grisa per una grigliata accompagnata dalla musica che metterà i titoli di coda a questa edizione. 

Il menù prevede: carne mista alla griglia, contorni, una bibita e… tanta buona musica e compagnia!

(disponibile anche un menù vegetariano)

COSTO A PERSONA 25 euro

> per prenotare il tuo posto per mangiare scrivere a associazione.tsrock@gmail.com o chiamare 334/6478456 (prenotazione consigliata per avere la certezza del posto)

Primo set: AMERICAN ROCK – TRIBUTE SET 

POWLEAN (Trieste)

Nato a Trieste nel 1973, cresciuto ascoltando quasi esclusivamente interpreti americani, da Neil Young a Springsteen a Johnny Cash. A 20 anni attraversa l’America in bus da costa a costa. Rientrato in Italia, inizia ad esibirsi nel sottopassaggio della stazione con chitarra e armonica riscuotendo grandi apprezzamenti e riuscendo a guadagnare abbastanza per comprare una chitarra e un impianto. Un percorso fatto di viaggi oltreoceano e grandi riconoscimenti anche in Italia dal ’98 ad oggi con un lungo intermezzo a Fuerteventura dove ha vissuto e suonato per lunghi anni prima di trasferirsi in Croazia dove continua a suonare.

Secondo set GRAN FINALE

THE FIREPLACES (Padova)

La band The Fireplaces, che si è formata nel 2009 nel padovano grazie ad Andrea Scarso (alias Caterino Riccardi) e Carlo Marchiori, ha i propri riferimenti musicali nella grande musica delle radici, americana e non, in artisti come Neil Young, Bob Dylan, Rolling Stones, Beatles, The Band, Bruce Springsteen, CCR, Tom Petty, e trae ispirazione anche da alcuni grandi del blues come Mississippi Fred McDowell, Mississippi John Hurt e Sister Rosetta Tharpe. 

L’artista più conosciuto della band è certamente Caterino Riccardi che deve la sua notorietà anche al fatto di essere stato sul palco a cantare e suonare il suo washboard durante un concerto di Bruce Springsteen e di recente aver diviso il palco con Glen Hansard, straordinario cantautore irlandese

RIEPILOGO EVENTI

Mercoledì 24 Aprile

h 20.30 Loft Via Economo 12/1, Trieste

Dario Sn

Cousins&Sons

The Rideouts

Mark Geary

Drunken Sailors

Giovedì 25 Aprile

h 17.30 Eataly, Riva Gulli 1, Trieste

Renato Tammi&Diego Alloj

h 20.30 Loft, Via Economo 12/1, Trieste

J Tommasini feat Manlio Milazzi

Franco Toro

Mike Sponza

Terje Nordgarden

Barbablues&Friends

Venerdì 26 Aprile

h 16.30 Sala Bazlen, Palazzo Gopcevich, Via Rossini 4, Trieste

Dr. Feelgood (Virgin Radio)

h 20.30 Teatro Miela, Piazza Duca degli Abruzzi 3, Trieste

Vanessa Peters

Bound For Glory

Uncle Bard & The Dirty Bastards

Sabato 27 Aprile

h 16.30 Casa della Musica, Via dei Capitelli, Trieste

Dr Feelgood Virgin Radio

h 20.30 Teatro Miela, Piazza Duca degli Abruzzi 3, Trieste

Roy Force One

Achtung!Piraten

Ivo Tull Trio

Blood Brothers

Domenica 28 Aprile

h 12.30 Camping Pian del Grisa, Salita di Contovello 226, Trieste

Powlean

The Fireplaces

LINK E CONTATTI

Trieste is Rock,

Via San Spiridione 1, Trieste

+39 040 260 6882 (lunedì e giovedì dalle 17 alle 19 – martedì dalle 11 alle 12)

https://www.callingtheboss.it/

facebook.com/tscallingtheboss

associazione.tsrock@gmail.com

press@triesteisrock.it




Tango glaciale reloaded 17 apr. Teatro Contatto Teatro Palamostre UDINE

“Tango Glaciale – come spiega Mario Martone in un’intervista – racconta l’attraversamento di una casa da parte dei suoi tre abitanti; dal salotto alla cucina, dal tetto al giardino, dalla piscina al bagno: un’avventura domestica che si trasforma continuamente proiettandosi nel tempo e nello spazio. La meccanica visiva dello spettacolo e composta da un sistema di architetture di luce realizzato grazie al montaggio di filmati e diapositive, e permette allo spettacolo di svolgersi in dodici ambienti per dodici diverse scenografie, durante un’ora, alla media di un cambio di scena ogni cinque minuti. In questa griglia spaziale velocissima si svolge il lavoro degli attori”.

Nel 1982 al Teatro Nuovo di Napoli debutta Tango Glaciale. La regia e di Mario Martone e in scena ci sono Andrea Renzi, Tomas Arana e Licia Maglietta, tutti esponenti di Falso Movimento, il collettivo di artisti che in quegli anni cambiava la storia della sperimentazione teatrale italiana. 35 anni dopo il debutto di quello spettacolo di culto, Mario Martone riallestisce lo spettacolo in un’operazione – nell’ambito del Progetto RIC.CI Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni Ottanta/Novanta ideato da Marinella Guatterini – che conferma il carattere assolutamente rivoluzionario della creazione.

MTR