Ultimo appuntamento di New Echoes con la performance pop delle Eclecta • 12 aprile, ore 21, Palazzo Trevisan degli Ulivi

La rassegna di nuova musica svizzera a Venezia, giunge a chiusura venerdì 12 aprile con l’imperdibile e coloratissimo concerto delle Eclecta, duo di multi strumentiste che, per la prima volta a Venezia, farà danzare il pubblico di Palazzo Trevisan degli Ulivi con il suo oscillare tra i generi musicali e la sua attitudine performativa.
L’ingresso al concerto è come di consueto liberto e gratuito, fino a esaurimento posti.

Venerdì 12 aprile 2019, ore 21:00

Palazzo Trevisan degli Ulivi – Venezia

New Echoes – Rassegna di Nuova Musica Svizzera a Venezia

Eclecta

Marena Whitcher (voce, piano, chitarra, percussioni)

Andrina Bollinger (voce, piano, chitarra, percussioni)

Sperimentali, dinamiche e sfacciate: sono le Eclecta:

Venerdì 12 aprile, alle ore 21:00, il duo formato dalle multistrumentiste Marena Whitcher e Andrina Bollinger presenta per la prima volta al pubblico veneziano il suo irresistibile caleidoscopio di suoni: un connubio di musica e performance, un rituale performativo dall’indimenticabile impatto teatrale che animerà il salone di Palazzo Trevisan degli Ulivi in quello che è anche l’evento di chiusura della terza edizione di New Echoes, la rassegna curata da Enrico Bettinello che da anni – con il supporto del Consolato Generale di Svizzera a Milano e della Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia – porta in laguna il meglio della nuova produzione musicale elvetica.

La sperimentazione costante, la ricerca di nuove sonorità e la dinamica performatività delle esibizioni dal vivo sono ingredienti fondamentali del dirompente mondo delle Eclecta, un duo scoppiettante come fuochi d’artificio: con chitarre, pianoforti, percussioni, synth e glockenspiel, creano sul palco un magico mix di stili, melodie dissonanti, pop graffiante e poesia musicale.

Marena Whitcher e Andrina Bollinger si danno alla musica con energia apparentemente illimitata, con gioia e autenticità, che si riflettono anche in un’estetica coloratissima e scintillante di lustrini.

Le Eclecta sanno essere dolci e rabbiose, acustiche ed elettriche, irruente e ironiche. Le loro sonorità si nutrono e insieme oltrepassano le influenze più disparate, oscillano tra jazz, pop e rock con autentica e sfacciata libertà, e trascinano il pubblico in un viaggio onirico, in un gioco di illusioni, in mondi surreali.

NEW ECHOES | Rassegna di Nuova Musica Svizzera a Venezia, giunta alla terza edizione, è realizzata con il sostegno del Consolato generale di Svizzera a Milano e della Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia, in collaborazione con Palazzo Grassi Punta della Dogana, IED Venezia, JAM – Jazz Area Metropolitana e nusica.org.

Palazzo Trevisan degli Ulivi
Campo S. Agnese – Dorsoduro 810
30123 Venezia
palazzotrevisan.wordpress.com
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Presentato oggi LA TERZA EDIZIONE DEL Brescia Photo Festival (2-5 maggio)

La terza edizione del Brescia Photo Festival, rassegna internazionale di fotografia con la direzione artistica di Renato Corsini, si terrà a Brescia da giovedì 2 a domenica 5 maggio 2019 (www.bresciaphotofestival.it).

Promosso da Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei e Ma.Co.f. – Centro della fotografia italiana, esplorerà per quattro giornate molteplici aspetti del vastissimo universo femminile affiancando allo sguardo di grandi artisti della fotografia dall’Ottocento a oggi – da Man Ray a Robert Mapplethorpe, da Vanessa Beecroft a Francesca Woodman, da Julia Margaret Cameron a Mihaela Noroc ed Elisabetta Catalano – riflessioni e progetti inediti che indagano la complessità del femminile nella società contemporanea.

10 sedi – per un totale di 4.000mq espositivi – nel centro storico di Brescia e in provincia ospiteranno 19 esposizioni – tra mostre tematiche, monografiche e one-off, in gran parte produzioni originali – che valicheranno i confini temporali del festival e proseguiranno fino all’estate; talk con gli artisti; workshop; concerti; proiezioni cinematografiche e visite guidate. Saranno coinvolte anche le gallerie d’arte di Brescia, le librerie e le biblioteche con progetti sul tema: il festival vuole infatti essere anche un momento di festa per esplorare lo straordinario patrimonio artistico e architettonico del capoluogo lombardo e il suo territorio.

«Fondazione Brescia Musei rinnova, con la terza edizione, il format del Photo Festival realizzando una vera e propria invasione fotografica cittadina di grande qualità e in linea con le idee al centro del dibattito dell’agenda internazionale, dell’opinione pubblica e dei media – dichiara Stefano Karadjov, nuovo direttore di Fondazione Brescia Musei – un’avventura di Festival da non perdere concentrata in un weekend di eventi e feste ma che proseguirà, fino a settembre inoltrato, con la tenuta delle mostre per una estate a tutta immagine».

La rassegna fotografica sarà un’importante occasione per valorizzare il patrimonio museale di Brescia. Pertanto il biglietto d’ingresso alle mostre allestite al Museo di Santa Giulia permetterà di accedere anche al complesso museale; viceversa il pubblico del museo, con una minima integrazione del biglietto, avrà la possibilità di visitare le 9 mostre.

GLI EVENTI DEL FESTIVAL

Giovedì 2 maggio alle 18 il concerto per pianoforte di Alessandro Taverna, offerto dal Festival Pianistico Internazionale, inaugura il Brescia Photo Festival. Il giovane pianista veneziano, insignito del Premio Presidente delle Repubblica 2012, si esibisce al Museo di Santa Giulia per una straordinaria preview delle 9 mostre del festival allestite nel museo. L’ingresso è libero (max 100 posti, prenotazione obbligatoria).

Sarà inoltre indagato il rapporto tra donne e musica con due eventi in programma domenica 5 maggio alle ore 18.30 al Salone delle Danze del Ma.Co.f.: la presentazione del libro Riot Not Quiet di Laura Pescatori e lo spettacolo L’altra metà del cielo. Le donne nelle copertine dei dischi di Paolo Mazzuchelli.

Un’occasione di incontro e dialogo con grandi esponenti della fotografia italiana saranno i Talking heads on photography, al Museo di Santa Giulia, al Ma.Co.f. e all’Università Cattolica di Brescia.

Letizia Battaglia, Monica Bulay, Maurizio Galimberti, Giovanni Gastel, Uliano Lucas, Donata Pizzi e altri interpreti parleranno al pubblico di arte, fotogiornalismo e ricerca fotografica. Nell’ultimo giorno del festival, domenica 5 maggio alle ore 11, le fotografe, le cui opere sono esposte nelle numerose mostre allestite in città, saranno protagoniste di una tavola rotonda.

I fotografi esordienti avranno inoltre la possibilità di mostrare i loro lavori a fotografi professionisti e, per i più giovani di loro, in calendario un progetto di street photography, per raccontare il festival, le inaugurazioni, i talk con gli autori. I loro lavori saranno raccolti nella mostra I Giorni del Festival, che sarà successivamente allestita presso lo spazio Bunker (produzione Brescia Photo Festival).

Le donne saranno raccontate anche attraverso una rassegna cinematografica e documentaristica, al Cinema Nuovo Eden. Si inizia giovedì 2 maggio alle ore 21 con The Connection, lungometraggio d’esordio di Shirley Clarke, una delle filmmaker più influenti del New American Cinema. Si prosegue venerdì 3 maggio alle ore 21.15 con l’ultimo lavoro di Laetitia Carton Le grand Bal, un inno senza tempo alla magia del ballo e all’armonia di anime e corpi nella diversità. Si conclude domenica 5 maggio alle ore 21 con Franca. Chaos and creation di Francesco Carrozzini, un ritratto intimo di Franca Sozzani, madre del regista e leggendaria direttrice di Vogue Italia. Un’icona che ha dettato lo stile degli ultimi venticinque anni da sempre impegnata nell’esplorare tematiche off-limits al fine di scuotere lo status quo e ridefinire il concetto di bellezza.

E infine per le famiglie con bambini saranno organizzati laboratori al Museo di Santa Giulia per conoscere grandi fotografi, scoprendone il linguaggio, il lavoro, l’estetica e la grammatica attraverso immagini intense che restituiscono una visione della donna da molteplici punti di vista.

Nel workshop Un reportage sensazionale si potrà scoprire come l’osservazione attenta di una fotografia permette di immergerci in essa; i partecipanti del laboratorio Espansioni arriveranno ad agire sulle foto “pittoricamente” e il fotomontaggio, tecnica artistica facile da utilizzare che spalanca le porte all’immaginazione, sarà il protagonista di Uno, dieci, cento scatti per divertirsi a smontare le fotografie esposte e crearne di nuove attraverso sovrapposizioni, ritagli, interventi pittorici.

LE MOSTRE

MUSEO DI SANTA GIULIA

Il Museo della città, un antico monastero femminile di origine longobarda, accoglie Da Man Ray a Vanessa Beecroft, un percorso di 9 mostre: un trittico tematico dedicato al rapporto tra donne e obiettivo fotografico; 3 monografiche dedicate al ritratto dal XIX al XXI secolo; un’installazione che ripercorre la vita e la carriera di oltre trenta fotografe italiane, dall’inizio del secolo ad oggi e due progetti one-off, omaggio a grandi artisti contemporanei.

Il trittico

Donne davanti l’obiettivo, a cura di Mario Trevisan, racconta il nudo femminile con 110 straordinari scatti di artisti di fama internazionale dagli albori della fotografia a oggi, passando dagli anni ’20 e dalla Parigi del periodo surrealista all’America Latina degli inizi del ‘900, non dimenticando il Giappone e la sua cultura. Tra i fotografi in mostra: Marina Abramovic, Vanessa Beecroft, E.J. Bellocq, Bill Brant, Robert Mapplethorpe, Elmut Newton, Man Ray, Peter Witkin, Francesca Woodman (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

Dietro l’obiettivo. Fotografe italiane 1965-2018, dalla collezione Donata Pizzi, a cura di Alessandra Capodacqua, conta 100 immagini di 70 tra le più importanti fotografe italiane appartenenti a generazioni e ambiti espressivi diversi, tra cui: Paola Agosti, Marina Ballo Charmet, Letizia Battaglia, Silvia Camporesi, Lisetta Carmi, Gea Casolaro, Anna Di Prospero, Adelita Husni-Bey, Allegra Martini, Paola Mattioli, Marialba Russo, Alba Zari. Attraverso le opere in mostra – da quelle di reportage a quelle più spiccatamente sperimentali – affiorano i mutamenti concettuali, estetici e tecnologici che hanno caratterizzato la fotografia italiana dell’ultimo cinquantennio.

Autoritratto al femminile, a cura di Donata Pizzi e Mario Trevisan, chiude idealmente il trittico e ammicca alla cultura del selfie con 50 opere che non si fermano alla semplice e formale produzione del ritratto ma sono caratterizzate da una forte ricerca nella rappresentazione intimista del soggetto/oggetto. In mostra, tra gli altri, scatti di Marcella Campagnano, Paola De Pietri, Florence Henry e Carolee Schneemann (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

Le monografiche

Due le esposizioni dalla collezione di Massimo Minini, entrambe per la prima volta in Italia: Julia Margaret Cameron, con 25 fotografie vintage della storica fotografa inglese, la più importante ritrattista di epoca vittoriana, ed Elisabetta Catalano. Ritratti dell’arte: 30 scatti di una delle più importanti fotografe italiane che, attraverso i ritratti di grandi personaggi del Novecento, si è fatta testimone della storia d’Italia dagli anni Settanta ai giorni nostri.

Un’altra eccezionale prima per il nostro Paese: Mihaela Noroc. The Atlas of Beauty, a cura di Roberta D’Adda e Katharina Mouratidi, con la collaborazione della galleria berlinese f3 – freiraum für fotografie. La fotografa romena – che dal 2013 viaggia in tutti gli angoli del pianeta per catturare, con i suoi scatti, la varietà del nostro mondo, attraverso ritratti di donne – espone a Brescia 44 opere. Il suo Atlante della bellezza è un progetto aperto che, a oggi, conta oltre 2.000 ritratti da più di 50 paesi e che, attraverso volti e storie, testimonia come la bellezza non abbia etnia né confini geografici ridefinendo il concetto di bellezza multiculturale.

L’installazione

Parlando con voi, ideata dal fotografo Giovanni Gastel, ripercorre, attraverso un suggestivo approccio multimediale, la vita e la carriera di oltre 30 fotografe italiane, dall’inizio del secolo ad oggi. Composta da trenta schermi nei quali scorrono interviste esclusive e sequenze di opere e pubblicazioni, l’installazione consente al visitatore di scoprire e approfondire l’esistenza delle artiste coinvolte e la loro esperienza di donne originali e coraggiose. È promossa da AFIP International (Associazione Fotografi Professionisti) e CNA Professioni (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola Impresa) in collaborazione con Superstudio Group e Metamorphosi Editrice.

I progetti One-Off

A completare questo percorso artistico-culturale due progetti speciali, con altrettante opere uniche poste in dialogo immateriale con il patrimonio museale e i suoi modelli senza tempo.

L’esposizione Dea. La Vittoria alata dalle immagini d’archivio a Galimberti è dedicata alla straordinaria statua di bronzo, simbolo della città di Brescia, temporaneamente in restauro. Nella sezione romana del Museo di Santa Giulia a immagini dell’Archivio fotografico dei Musei Civici, che ripercorreranno la storia della Vittoria alata, si affiancano tre opere inedite di Maurizio Galimberti, realizzate con la tecnica del fotocollage (produzione Brescia Photo Festival).

In VBSS.002, Vanessa Beecroft ritrae se stessa come una Madonna che allatta due gemelli neri anziché un bambino bianco. Si tratta di un simbolo da una parte di colonizzazione, violenza etnica e predominanza, dall’altra emblema di un amore puro e istintivo come quello materno e di congiunzione tra tutti i popoli. La foto è eccezionalmente collocata nella Basilica di San Salvatore, dal 2011 Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, grazie alla collaborazione con la Fondazione San Patrignano.

PINACOTECA TOSIO MARTINENGO

Un ulteriore progetto one-off, che si può ammirare nella Pinacoteca Tosio Martinengo, da poco riaperta dopo un lungo restauro, è Ma-donne. Un meraviglioso scatto di Tazio Secchiaroli con Sophia Loren nell’inedita veste di una Madonna, icona per eccellenza della femminilità, si inserisce in un dialogo senza tempo con le opere della collezione permanente di pittura raffiguranti la Madonna, in un percorso trasversale a epoche e stili. Ai dipinti del percorso museale si aggiunge, in occasione della mostra, la Vergine consolatrice di Francesco Hayez, opera dipinta negli anni 1851-1853 su commissione del Comune di Brescia e ispirata alla grande tradizione del Rinascimento (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

Tutte le mostre al Museo di Santa Giulia e alla Pinacoteca Tosio Martinengo inaugurano in occasione del Brescia Photo Festival e saranno aperte al pubblico fino all’ 8 settembre 2019.

Ma.Co.f. – CENTRO DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA

Al Ma.co.f. – Centro della fotografia italiana, situato nel barocco Palazzo Martinengo Colleoni, 4 mostre indagano il ruolo della donna nella società e nel mondo del lavoro negli ultimi 70 anni, in Italia e all’estero.

Happy Years. Sorrisi e malizie nel mito di Betty Page e nel mondo delle pin up, a cura di Renato Corsini e Francesco Fredi, espone una trentina di fotografie vintage degli anni ’50: immagini di Betty Page scattate da Paula Claw, insieme a un inedito reportage realizzato da Nicola Sansone sull’America di quel periodo e pubblicazioni e documenti originali d’epoca che parlano dell’affermazione dei diritti femminili e del ruolo della donna nell’America postbellica (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

Una, nessuna, centomila, a cura del Collettivo Donne Fotoreporter, racconta l’esperienza di 10 fotografe italiane, tra cui Kitti Bolognesi, Marcella Campagnano e Giovanna Calvenzi, che nel 1976 indagarono la relazione fra donna e fotografia, giocando con ruoli e stereotipi propri dell’immaginario femminile e ironizzando sui luoghi comuni legati al mestiere di fotografo.

La rivoluzione silenziosa. Donne e lavoro nell’Italia che cambia, a cura di Tatiana Agliani, è un racconto fotografico corale della storia del lavoro delle donne in Italia e dei cambiamenti che ha portato nella condizione femminile, in un paese in trasformazione. Un centinaio di immagini, dai maestri del neorealismo agli autori contemporanei come Paola Agosti, Federico Garolla, Uliano Lucas, Giorgio Lotti, Paola Mattioli, Nino Migliori, Carlo Orsi, Ferdinando Scianna, delineano aspirazioni e desideri che mutano, limiti e condizionamenti sociali, concezioni di sé e del proprio ruolo nella società, nuove possibilità, orizzonti culturali e prospettive di vita di quattro generazioni di donne (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

A chiusura una monografica, a cura di Carolina Zani, che omaggia il fotografo bresciano Gian Butturini. Donne, lo sguardo, le storie: 35 fotografie in bianco e nero raccolte tra quelle dei suoi numerosi reportage, raccontano la sua visione dell’universo femminile. Le protagoniste di questa mostra sono donne rappresentate dall’artista nella loro tenerezza e sensibilità, forza e passione, senza pose o rigorosi canoni estetici, ma attraverso semplici gesti e sguardi. Un universo femminile che combatte, soffre, manifesta, lavora, testimone di storie, emozioni, sentimenti che si mescolano tra loro.

Tutte le mostre al Ma.Co.f. inaugurano in occasione del Brescia Photo Festival e saranno aperte al pubblico fino al 31 luglio 2019.

LA METROPOLITANA, LE PIAZZE DELLA CITTÀ e SPAZIO CONTEMPORANEA

Belle dentro. Racconti di libertà sospesa dal carcere femminile di Verziano è un portfolio inedito di Renato Corsini con testi di Carlo Alberto Romano realizzato all’interno della Casa di reclusione femminile di Verziano, frazione di Brescia, che offre al pubblico l’occasione di riflettere sulla condizione carceraria. Il progetto ha dato ad alcune detenute la possibilità di essere “straordinarie” davanti all’obiettivo di un fotografo, dopo essere state preparate al set da truccatori e parrucchieri. Ritratti che si contrappongono a quelli segnaletici che hanno formalizzato il loro ingresso in cella: un’occasione per vivere un’esperienza fuori dall’ordinaria e frustrante quotidianità della vita carceraria. 15 di questi ritratti, a partire dal 3 maggio, saranno esposti, grazie al contributo di Brescia Mobilità, nelle principali stazioni della metropolitana di Brescia, in una sorta di mostra diffusa nella quale i volti di queste donne prendono il posto della comunicazione pubblicitaria.

L’intero reportage di Belle dentro. Racconti di libertà sospesa dal carcere femminile di Verziano, che conta oltre 150 ritratti della vita di detenute, sarà poi esposto allo Spazio Contemporanea, dall’11 maggio al 14 luglio (produzione Brescia Photo Festival).

Nelle stesse date, lo Spazio ospita anche un secondo concept, un progetto di comunità di grande valenza sociale sulle nuove cittadinanze realizzato in collaborazione con Fondazione ASM – Gruppo A2A: Plurale al femminile, un lavoro originale di street photography a cura di Laura Bergami e Anna Peroni realizzato nei giorni del festival che fotografa donne delle diverse nazionalità – 140 quelle registrate – che fanno di Brescia una città multietnica e cosmopolita. Le principali piazze e le sedi museali della città diventano eccezionalmente il teatro di posa di Claudio Amadei (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

Le mostre Belle dentro. Racconti di libertà sospesa dal carcere femminile di Verziano e Plurale al femminile saranno aperte al pubblico dall’11 maggio al 14 luglio 2019.

Il Brescia Photo Festival esce dai confini della città:

MUSEO LECHI (Montichiari)

La mostra Hollywood versus Cinecittà, a cura di Renato Corsini e Margherita Magnino, mette a confronto le fotografie dei paparazzi della Roma della Dolce Vita con quelle della stampa hollywoodiana dell’America degli anni ’30. Due modi diversi di rappresentare il divismo: quello patinato e celebrativo made in USA e quello curioso e scandalistico dei paparazzi italiani nelle immagini delle attrici più note dell’epoca e delle firme più prestigiose della fotografia da rotocalco, tra cui Tazio Secchiaroli, Giuseppe Palmas e i fotografi dell’agenzia Dufoto (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

La mostra sarà aperta al pubblico dall’11 maggio al 15 settembre 2019.

GALLERIA CIVICA PALAZZO TODESCHINI (Desenzano del Garda)

Miss Italia. Miti e leggende dell’era delle Miss, a cura di Renato Corsini, racconta i miti e le leggende del celebre concorso, oltre all’evoluzione dell’estetica femminile, attraverso gli scatti di due grandi maestri della fotografia italiana, Federico Patellani e Gianni Berengo Gardin. La rappresentazione fotografica del concorso è sempre stata quella ufficiale, con gli scatti in posa destinati ai rotocalchi o alle dirette televisive, questa mostra vuole invece indagare dietro le quinte scoprendo i retroscena del concorso (inedita, produzione Brescia Photo Festival).

La mostra sarà aperta al pubblico dall’11 maggio al 28 luglio 2019.

Informazioni su: www.bresciaphotofestival.it

 




Cinematica: la colonna sonora. Come si ascolta un film? Incontro con Marco Testoni a Grande Come una Città

Lunedì 15 aprile presso l’aula magna dell’Istituto Magistrale Giordano Bruno (sede di Via delle Isole Curzolane, 71 – dalle ore 18:00 alle ore 20:00) – ROMA

proseguono le Lezioni – Incontro organizzate dal Gruppo Musica di Grande come una Città in collaborazione con il Liceo Musicale Giordano Bruno di Roma. Dopo Mozart alla Bufalotta con Bietti, appuntamento con il compositore Marco Testoni per parlare di Cinematica: la colonna sonora. Come si ascolta un film? Un viaggio intorno all’ascolto della “musica per immagini” da Chaplin a Gomorra. L’unica espressione invisibile di quell’arte del visibile che è il cinema. Com’è cambiato il nostro modo di ascoltare musica? Oggi, a novant’anni circa dall’invenzione del cinema sonoro e in piena era digitale, la colonna sonora ha compiuto una velocissima evoluzione sia artistica che tecnologica. La consuetudine radicata di ascoltare musica accompagnata da un video ha infatti portato a una nuova definizione del gusto e dell’estetica. Il linguaggio musicale, mescolato a quello visuale, è ormai definitivamente l’esperanto del web e dei nuovi media. Il rapporto tra musica e immagini è quindi talmente indissolubile che ha cambiato il nostro modo di ascoltare musica trasformandola in un’esperienza immersiva che si potrebbe definire meglio come “ascolto visualizzato”. Marco Testoni ci conduce in un viaggio che ripercorre la storia della colonna sonora: dalla musica onomatopeica dei cartoni animati di Scott Bradley, ai principali esponenti della musica tematica per immagini (Hermann, Morricone, Williams, Vangelis, Nyman, Zimmer ecc…) per arrivare agli odierni compositori-sound designer come Jóhann Jóhannsson, Apparat e Mokadelic.
Ospiti dell’incontro il regista Giovanni Bufalini e il musicista Stefano Profeta che presenteranno il corto Torno Presto e Linda Pezzano regista del corto Basta poco con musiche originali di Marco Testoni

Marco Testoni compositore, music supervisor e consulente musicale con una filmografiia di oltre 50 titoli tra cinema e serie tv (Paolo Genovese, Marco Bellocchio, Luca Miniero, Matteo Rovere, Silvio Muccino, ecc…). Ha realizzato numerosi progetti musicali e multimediali collaborando con artisti di diversi ambiti creativi (arti digitali, fotografia, videoarte). Nel 2014 ha vinto il Premio Colonne Sonore con il brano Io credo io penso io spero, interpretato da Antonella Ruggiero nel film BlackOut. Nel 2015 è stato premiato come Compositore dell’anno al Premio Roma Videoclip. Nel 2017 sue performance multimediali e musicali sono state presentate al Louvre di Parigi e al Macro di Roma. Tiene regolarmente incontri e conferenze sulla musica e visual media presso scuole e accademie di cinema. Come didatta ha diretto nel 2014 il primo corso in Italia di Music Supervisor patrocinato dalla Regione Lazio. Nel 2016 fa parte del dipartimento musicale di Perfetti Sconosciuti e Lo Chiamavano Jeeg Robot ambedue nella shortlist dei film candidati a rappresentare l’Italia agli Oscar 2017. Ha pubblicato per Audino Editore il libro Musica e visual media (2016) e Musica e multimedia (2019).




ZOPPOLA: venerdì12 aprile GIOVANNI VERNIA chiude la stagione teatrale

Ultimo appuntamento in Friuli per il comico, cantante e imitatore Giovanni Vernia. Vernia o non Vernia: questo è il problema, dopo il debutto a TeatrOrsaria in dicembre e la data di Lignano in marzo, sarà ospite venerdì 12 aprile alle 20.45 dell’Auditorium di Zoppola dove chiuderà il cartellone 2018/2019 firmato da Circuito ERT e Comune. Sul palco con l’artista ligure ci sarà anche il M° Marco Sabiu, autore delle musiche dello show.  Sono passati oltre dieci anni dalle grottesche e divertente maschere televisive ideate per Zelig; questo nuovo show rappresenta la maturità di Giovanni Vernia, divenuto ormai showman a tuttotondo in grado di ballare, cantare, recitare e reggere il palco con grande maestria, grazie a un lavoro sui testi che non risultano mai banali, nè legati a mode o tormentoni.
Vernia o non Vernia è un esercizio di leggerezza, dove il racconto della storia personale dell’artista – passato dal lavoro meno comico del mondo, l’ingegnere, al mestiere di comico di professione – si sovrappone a un acuto viaggio attraverso i luoghi comuni del tempo che stiamo vivendo.

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it e chiamando la Biblioteca di Zoppola (0434 979947).




FAR EAST FILM FESTIVAL 21: presentata oggi la line-up. Ecco tutti i film!

Sabrina Baracetti, presidente del Far Est Film Festival di Udine, e il Festival coordinator Thomas Bertacche hanno presentato oggi la line-up della ventunesima edizione, che si aprirà venerdì 26 aprile con l’anteprima mondiale del dramma coreano Birthday e si chiuderà sabato 4 maggio.

76 i titoli in programma, di cui 51 in concorso, provenienti da 12 cinematografie. 3 le anteprime mondiali e 14 le opere prime. Ospiti d’onore la super diva cinese Yao Chen e il super divo hongkonghese Anthony Wong, che ritirerà il Gelso d’Oro alla Carriera.

Alla conferenza stampa sono intervenuti Paolo Vidali, presidente del Fondo per L’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, Fabrizio Cigolot, assessore alla Cultura del Comune di Udine, Maurizio Franz, assessore al Turismo del Comune di Udine, Francesca Laudicina, assessore al Bilancio del Comune di Udine, e il critico Giorgio Placereani.

 

M.L.




LUDOVICO EINAUDI giovedì 11 aprile in concerto a Trieste con il progetto musicale più ambizioso della sua carriera

LUDOVICO EINAUDI

“SEVEN DAYS WALKING”

 

IL 15 MARZO È USCITO IL PRIMO DI SETTE DISCHI CHE VERRANNO PUBBLICATI NELL’ARCO DI 7 MESI CONSECUTIVI

IL NUOVO TOUR MONDIALE PARTITO DALL’ITALIA

L’11 APRILE FARÀ TAPPA A TRIESTE, GIÀ SOLDOUT DA MESI

GIOVEDÌ 11 APRILE 2019, ore 21:00

TRIESTE, POLITEAMA ROSSETTI

CONCERTO SOLDOUT DA MESI

È il pianista compositore italiano più amato e acclamato nel mondo, ha suonato nei principali teatri e sale da concerti del globo (da La Scala di Milano alla Royal Albert Hall di Londra, passando naturalmente per l’Arenadi Verona, le Terme di Caracalla, la Sydney Opera House, l’Olympia di Parigi, la Radio City Music Hall a New York e tantissime altre), è stato insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e di Cavaliere dell’Ordine Des Arts et Lettres dal Ministero della Cultura Francese.

Stiamo ovviamente parlando di Ludovico Einaudi che, a tre anni e mezzo dall’ultimo lavoro “Elements”, venerdì 15 marzo ha pubblicato il primo disco di “Seven days walking”, il suo progetto musicale più ambizioso e visionario finora realizzato: sette dischi che verranno pubblicati nell’arco di sette mesi consecutivi.

In contemporanea all’uscita del primo disco della serie, Ludovico Einaudi presenta dal vivo “Seven Days Walking” in un tour che nel corso del 2019 toccherà le principali città d’Europa e Stati Uniti. Partito con una serie di teatri italiani che registrano il tutto esaurito già da diversi mesi, per poi approdare in alcune tra le più importanti città europee (Lisbona, Bruxelles, Londra, Monaco, Lucerna, Berlino, Vienna, Parigi) e statunitensi (Washington, Philadelphia, New York, Chicago, San Francisco, San Diego, Los Angeles, etc.), per poi tornare in Italia in estate negli anfiteatri e nel resto d’Europa. L’unica tappa nel Triveneto, di questa prima tranche di concerti, si terrà domani, giovedì 11 aprile al Politeama Rossetti di Trieste, organizzata dall’agenzia VignaPR srl in collaborazione il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Anche il concerto di Trieste è soldout da mesi e non ci saranno pertanto biglietti in vendita alle casse.

Cosa abbia portato il compositore classico più ascoltato di tutti i tempi nello streaming e nelle classifiche alla concezione di questa nuova impresa, ve lo raccontiamo con le sue parole. L’ispirazione nasce in montagna:

“Nel gennaio dell’anno scorso facevo lunghe passeggiate in mezzo alla neve, seguendo più o meno sempre lo stesso percorso. Nevicava molto e coi pensieri mi perdevo dentro quello stato di tormenta in cui le forme, spogliate dal freddo, avevano perso i loro contorni e colori. Forse quella sensazione di essenza estrema è all’origine di questo album.”

Il disco è stato registrato in autunno a Schloss Elmau in Germania e negli Air Studios di Londra. Con Einaudi al pianoforte, Federico Mecozzi al violino e Redi Hasa al violoncello. Riascoltando la registrazione delle prime prove, l’idea si precisa ulteriormente:

“Ogni versione mi sembrava avere un carattere proprio, con sfumature distinte. Associavo il tutto al camminare, all’esperienza di fare e rifare gli stessi percorsi, scoprendo ogni volta nuovi dettagli. E così alla fine ho deciso di inserire tutte le versioni in un percorso di ascolto labirintico, per entrare nei meandri del processo creativo e per capire come un’idea musicale si possa sviluppare in tante direzioni, cambiare ogni volta che viene eseguita e cambiare nuovamente quando viene ascoltata.”

“Seven days walking” è dunque suddiviso in sette episodi, ognuno dei quali è focalizzato su alcuni temi principali, sette variazioni intorno a uno stesso percorso immaginario o sette momenti diversi dello stesso itinerario. Sette album dal Day One al Day Seven che, dopo l’uscita del Day One il 15 marzo, verranno pubblicati in digitale a scadenza mensile fino a essere riuniti in cofanetto nell’autunno 2019.

LUDOVICO EINAUDI

11 APRILE 2019, ore 21:00

TRIESTE, Politeama Rossetti

Prezzi dei biglietti:

Platea A                    € 69,00 + dp

Platea B                    € 65,00 + dp

Platea C                    € 58,00 + dp

Prima galleria           € 52,00 + dp

Seconda galleria     € 43,00 + dp

Loggione                  € 30,00 + dp

CONCERTO SOLDOUT (biglietti esauriti da mesi!)

PER INFORMAZIONI SUL CONCERTO DI TRIESTE:

VignaPR – www.vignapr.it – info@vignapr.it

VignaPR – Luigi Vignando – tel. (+39) 340 3731626 – luigi.vignando@gmail.com

ilRossetti – tel. (+39) 040 3593511 – www.ilrossetti.it – info@ilrossetti.it

 LUDOVICO EINAUDI / BIOGRAFIA

Il pianista e compositore Ludovico Einaudi nasce a Torino il 23 novembre 1955. Deve forse a sua madre, pianista amatoriale, il primo impulso alla musica e a quella che sarebbe diventata una carriera illustre. Inizia gli studi musicali al Conservatorio di Torino e si diploma al Conservatorio di Milano con Azio Corghi, perfezionandosi poi con Luciano Berio, di cui diventa assistente, e con Karlheinz Stockhausen. Nel 1982 vince una borsa di studio per il Tanglewood Music Festival, dove entra in contatto con le nuove tendenze del minimalismo americano. Negli anni seguenti compone musiche per balletto, cinema e teatro, come “Sul filo d’Orfeo” (1984), “Time out” (1988), “The wild man” (1991), “Salgari” (1995) e diversi lavori per orchestra e ensemble che vengono eseguiti alla Scala di Milano, all’Ircam di Parigi, al Lincoln Center di New York. Con l’album “Stanze” del 1992, che raccoglie sedici composizioni per l’arpa di Cecilia Chailly, inizia “un viaggio verso l’essenziale, alla ricerca della massima intensità con il minimo indispensabile”. Ma è con “Le Onde”, primo album in solo e ispirato ai racconti di Virginia Woolf, che nel 1996 cattura l’attenzione internazionale, ulteriormente accresciuta dai successivi “Eden Roc” (1999), in cui ospita un quintetto d’archi e il duduk di Djavan Gasparyan, e da “I giorni” (2001), un ciclo di ballate per piano ispirate da un viaggio in Mali. In Africa torna due anni dopo, su invito del Festival au Desert. Da quell’esperienza incide “Diario Mali” insieme al maestro della kora Ballaké Sissoko. La musiche che scrive nel 2002 per il remake del “Doctor Zhivago” trionfano al New York Film Festival, confermando il crescente prestigio di cui godono le sue colonne sonore, da “Fuori dal mondo” (2000), “Luce dei miei occhi” (2001), “Sotto falso nome” (2004), “This is England”, film (2004) e serie tv (2010), fino a “Intouchables” (2011), “Samba” (2014), “Mommy” (2014, “The water diviner” (2015) e “The third murder” (2017). I teatri in cui suona diventano sempre più significativi. I concerti alla Scala di Milano, incisi anche su disco, all’Hangar Bicocca e alla Royal Albert Hall contrassegnano una raggiunta pienezza artistica. Nel nuovo album in studio “Una mattina” del 2004, la musica di Einaudi si fa più concentrata e introspettiva, mentre nel successivo “Divenire” si espande nelle sonorità della Royal Liverpool Philharmonic Orchestra. Entrambi i dischi, che già primeggiano le chart di musica classica, irrompono per la prima volta in quelle pop. Sarà l’unico musicista classico a suonare nel primo festival iTunes. Nel lungo tour mondiale che segue, scrive costantemente musica nuova. Nel 2009 escono “Cloudland” con Robert e Ronald Lippok, e “Nightbook”, lavoro notturno, interiore, che “proietta il pianoforte come un’ombra, in tutte le direzioni”. Il concerto culmine delle tournée in Europa e Usa è ancora una volta alla Royal Albert Hall, da cui viene tratto un disco doppio e un dvd. Per due estati consecutive dirige l’Orchestra della Notte della Taranta, producendosi in una visionaria prova di regia musicale che lascia il segno nella musica tradizionale della “terra nera della tarantola”. Nel 2013 esce “In a time lapse”, una riflessione sul tempo, che viene registrato in un monastero e “concepito come una suite o i capitoli di un unico romanzo”, in cui convergono intorno al pianoforte archi, percussioni ed elettronica. Molti sono i concerti memorabili del tour mondiale che segue, quelli alla Sidney Opera House e all’Arena di Verona su tutti, ma anche lo speciale concerto “Piano Africain”, per sei pianoforti e altrettanti balafon e marimbe con cui apre Piano City Milano del 2014. Il nuovo “Elements” scaturisce nel 2015 “dal desiderio di rincominciare da capo, di provare strade diverse”. Tre mesi di registrazioni nello studio di casa nelle Langhe “mentre fuori esplodeva la primavera” e l’album diventa “una mappa di pensieri e sentimenti, punti, linee, forme e frammenti di un solo flusso interiore tra mito, Euclide, la tavola periodica, gli scritti di Kandinsky”. Nei tre anni successivi le tournée di “Elements” riempiono i teatri e le grandi arene del pop nel mondo. Suona la sua “Elegy for the Arctic”, commissionata da Greenpeace, su una piattaforma galleggiante tra i ghiacci del Mar Glaciale Artico. Sempre nel 2016 comincia l’appuntamento annuale con le “Dieci Notti” al Teatro Dal Verme di Milano: dieci concerti consecutivi con ospiti ed eventi speciali “per restituire qualcosa a una città che mi ha dato tanto”.




“STREET WINE”, A CAORLE IL PRIMO FESTIVAL DEI VINI E SAPORI DELLA TRADIZIONE

Il 27 e 28 aprile vie e piazze di Caorle si trasformano in una grande cantina a cielo aperto con la prima edizione di “Street Wine”, il festival dei vini e dei sapori della tradizione, co-organizzato da Associazione Culturale Hostaria Verona e Comune di Caorle.

Un percorso ordinato e vivace di degustazioni e intrattenimento attraverserà il centro storico con

–          Gli stand delle cantine delle DOC di Veneto e Friuli;

–          La birra artigianale dell’Oasi Naturale la Brussa;

–        L’olio EVO (Olio Extra Vergine di Oliva di qualità) proveniente dal Veneto, ingrediente principe della dieta mediterranea, proposto da aziende del Garda Orientale, della           Valpolicella, dei Colli Berici ed Euganei;

–          Street food e cucina classica con le “sbecolerie” e gli stand con i piatti tipici della tradizione;

–          Momenti artistici, con musica dal vivo e concerti, performance itineranti, laboratori didattici per adulti e bambini sull’olio EVO e degustazioni guidate;

–          Conferenze pubbliche sui temi alimentazione e sport e arte;

Tra gli ospiti, Sara Simeoni, ex primatista mondiale e campionessa olimpica di salto in alto, l’ex campione di lancio del disco, e ora nutrizionista, Diego Fortuna, il cabarettista, musicista e scrittore Flavio Oreglio.

“Street Wine Caorle” è un grande evento tra sole e mare, storia e arte. Un’esperienza enogastronomica e culturale completa, con il meglio delle produzioni del territorio, all’insegna del “bere consapevole” e dello “stare assieme” in un’atmosfera rilassata e conviviale.

Si inserisce nelle celebrazioni dell’Anno della Dieta Mediterranea (dichiarata Patrimonio Immateriale dell’Unesco), nasce come evento legato alle famose “Strade del vino” che percorrono il Veneto colmandolo di profumi e sapori e al suo spirito diffuso che ha luogo nelle strade e nelle piazze. Non una semplice festa del vino ma un progetto che valorizza  il Made in Italy e il Made in Veneto.

 

STREET WINE CAORLE – Come funziona

Il percorso sarà indicato in una mappa in cui verranno segnalate tutte le cantine e gli stand gastronomici partecipanti all’evento, oltre al programma degli spettacoli e dei workshop.

Presso le casse situate agli estremi del percorso sarà possibile acquistare il biglietto di partecipazione, con il quale vengono forniti i da usare per gli assaggi agli stand, e il bicchiere con cui degustare i vini scelti.

I partecipanti potranno muoversi liberamente all’interno della manifestazione, godendo di tutte le

attività organizzate. L’accesso al percorso rimarrà libero e gratuito, gli assaggi dei vini saranno a pagamento.

“Tutti gli eventi che organizziamo, come ad esempio il Festival Hostaria a Verona, sono focalizzati sul bere consapevole e su un approccio completo alla conoscenza del vino e delle produzioni enogarstronomiche da sempre fiore all’occhiello del nostro territorio – spiega il presidente dell’Associazione Culturale Hostaria Alessandro Medici -. I nostri festival seguono una formula precisa che punta innanzitutto ad uno spirito popolare. Mi fa piacere constatare come ormai vino e olio siano intesi come cibo vero e proprio, parte integrante di un’alimentazione equilibrata, riscoperti anche nelle diete sportive per i loro benefici nutrizionali”.

“Abbiamo scelto di promuovere Street Wine a Caorle – prosegue Medici – perché si tratta di una città da sempre recettiva a manifestazioni pubbliche educative e di approfondimento culturale. A fine aprile il nostro evento raggiungerà anche i turisti già presenti in città. Ringraziamo l’Amministrazione Comunale per la grande collaborazione e per aver sostenuto e condiviso il nostro progetto”.

“Street Wine Caorle” è organizzato dall’Associazione Hostaria e gode del patrocinio della Regione del Veneto e del Comune di Caorle – Assessorati allo Sport, alla Cultura, all’Istruzione, al Commercio e al Turismo.

Info

www.associazionehostaria.it – 800.684448

 

PROGRAMMA EVENTI E CONFERENZE

 

Sabato 27 aprile – Dalle 16.00 alle 22.00

Ore16,00 – Inizio manifestazione

dalle 16,00 alle 22,00 – “Musica nell’aria” con Giuseppe Lo Pizzo e Simone Bortolami

ore 18,00 – Inaugurazione e brindisi

ore 19,00 – Conferenza pubblica con Sara Simeoni “L’estate del 1978 – Storia di un primato mondiale”.

Incontro con la primatista mondiale e campionessa olimpica di salto in alto Sara Simeoni per raccontare la storia del suo record mondiale rivivendo i momenti sociali, sportivi e culturali che hanno caratterizzato quella specifica stagione della storia italiana.

 

Domenica 28 aprile – Dalle 11.00 alle 21.00

Ore 11,00 – Conferenza pubblica “L’Olio EVO: un elisir di vita sana e attiva” con Diego Fortuna e la partecipazione di Sara Simeoni

Dalle ore 12,00 alle 15,00 – “Sfilata musicale” della Si Fa Marching Band

Dalle ore 12,00 alle 18,00 – “Musica nell’aria” con Giuseppe Lo Pizzo e Simone Bortolami

Ore 16.00 – “Versi anche per me? Grazie!” Reading del Gruppo Colonna In-Fame

Ore 17,00 – Spettacolo comico con Flavio Oreglio “La storia degli idropatici”

Un racconto divertente e affascinante per raccontare la nascita del cabaret e di come la mescita del vino sia sempre stata occasione felice di aggregazione sociale.

Sabato 27 aprile ore 16,30

Domenica 28 aprile ore 12,00 – 15,00 – 19,00

Laboratori didattici gratuiti “Sai riconoscere un buon olio extravergine?”

(posti limitati – si consiglia prenotazione in loco – adatto ai bambini – in italiano e inglese)

Nel corso delle giornate – “Sorsi di moda” a cura di Moda Diamante – S. Oliver – Passepartout Bigiotteria

Carlo Liotti




DOMENICA 14 APRILE L’EUYO DIRETTA DA VASILY PETRENKO AL TEATRONUOVO GIOVANNI DA UDINE

Il “Guardian” ha definito le sue interpretazioni «avvincenti, inebrianti, coinvolgenti, energiche, capaci di una precisissima messa a fuoco musicale, pieni di audacia collettiva e di un’abilità tecnica straordinaria»: domenica 14 aprile 2019 alle 20.45 il Teatro Nuovo Giovanni da Udine accoglie l’European Union Youth Orchestra (EUYO), uno dei più eminenti ensemble sinfonici internazionali, per l’unico concerto previsto per il Nordest.

Creata da Claudio Abbado quarantatré anni fa, guidata dai migliori direttori del nostro secolo – oltre al suo fondatore ricordiamo Daniel Barenboim, Leonard Bernstein, Sir Colin Davis, Herbert von Karajan, Svlatislav Rostropovich e Vladimir Ashkenazy – l’EUYO è stata ed è tuttora per generazioni di eccellenti musicisti europei un ponte illuminato verso il mondo musicale professionistico. 

Attualmente residente a Ferrara, l’orchestra diretta dalla sapiente bacchetta di Vasily Petrenkoaffronterà un programma completamente incentrato sulla cultura russa e impreziosito dalla splendida voce del soprano Natalya Pavlova, ospite abituale del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo. Sul leggio dei giovani professori d’orchestra la splendida Ouverturedell’opera liricaRuslan e Ljudmiladi Mikhail Glinka (1842); la struggente Zdes′ khoroshoda 12 Liriche op. 21, n. 7 di Sergej Rachmaninov (1900 – 1901) edue brani tratti dall’Evgenij Onegin di Pëtr Il’ič Čajkovskij (1877-78): la celebre Polacca e la commovente Scena della lettera. Concluderà il concerto l’esecuzione della Sinfonia n. 10 op. 93 in mi minore di Dmitrij Šostakovič (1953), grandioso monumento sinfonico che, dopo la morte di Stalin, aprì un nuovo corso nella cultura musicale russa.

In occasione del terzultimo appuntamento della stagione di musica del Teatro Nuovo Giovanni da Udine firmata dal direttore artistico Marco Feruglio, il concerto in programma – realizzato grazie anche al sostegno della Fondazione Friuli – sarà preceduto da una conferenza ad ingresso libero ospitata nel foyer del Teatro, dal titolo “La Maschera e il volto”. Durante l’incontro il compositore e conduttore di Rai Radio 3 e di Rai 5 Francesco Antonioni presenterà la parte conclusiva del programma, la Sinfonia n. 10 op. 93 in mi minore di Dmitrij Šostakovič.

Biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine aperta dalle 16.00 alle 19.00 (domenica 14 aprile biglietti del concerto acquistabili dalle ore 19.15.). L’acquisto dei biglietti è possibile anche online su www.teatroudine.it e www.vivaticket.it, nei punti vivaticket e, il mercoledì dalle 10 alle 13.00, al punto vendita alla Libreria Feltrinelli di Udine (Galleria Bardelli). Per info: tel. 0432 248418 e biglietteria@teatroudine.it. Previste speciali riduzioni per i possessori della G-Teatrocard.

Nato nel 1976, Vasily Petrenko ha ricevuto la prima educazione musicale al Conservatorio di San Pietroburgo. Successivamente ha studiato con Ilya Musin, Mariss Jansons e Yuri Temirkanov. Dopo aver ottenuto diversi riconoscimenti in concorsi internazionali di direzione d’orchestra (Concorso Dmitrij Šostakovič nel 1997, Concorso Sergej Prokof’ev nel 2003 e Concorso di Cadaqués in Spagna) è stato direttore principale della State Academic Symphony Orchestra di San Pietroburgo dal 2004 al 2007. È direttore principale della Oslo Philharmonic, della Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, dell’European Union Youth Orchestra e direttore ospite principale della State Academic Symphony Orchestra russa; inoltre è stato direttore principale della National Youth Orchestra della Gran Bretagna e direttore principale ospite del Teatro Michajlovskij. Nel settembre 2017 è stato Artista dell’anno ai Gramophone Awards ed è il secondo ad aver ricevuto il dottorato honoris causa sia dall’Università di Liverpool sia dalla Liverpool Hope (nel 2009) e una borsa di studio d’onore dalla John Moores University di Liverpool (nel 2012). Petrenko ha collaborato con London Symphony, London Philharmonic, Seoul Philharmonic, Philharmonia, Russian National Orchestra, Orchestre National de France, Czech Philharmonic, Finnish Radio Symphony, NHK Symphony, Sydney Symphony, Philadelphia Orchestra, Los Angeles Philharmonic e le orchestre sinfoniche di San Francisco, Boston, Chicago, Montreal e St Louis. Ha diretto ai festival di Edimburgo, Grafenegg, Aspen e Ravinia e ha partecipato più volte ai BBC Proms. Nella stagione 2016/2017 ha diretto le sinfonie di Beethoven sia a Liverpool sia a Oslo e ha lavorato con Orchestre de la Suisse Romande, Danish National Symphony Orchestra, WDR Sinfonieorchester di Colonia, Baltimore Symphony, Minnesota Orchestra, Pittsburgh Symphony e Altrettanto a suo agio nel teatro d’opera, e con oltre trenta titoli in repertorio, Petrenko ha debuttato nel 2010 al Glyndebourne Festival Opera e all’Opéra di Parigi; nelle ultime stagioni ha diretto La dama di picche, Boris Godunov, Evgenij Onegin, La Bohème, Carmen, Tosca, Parsifal, Der fliegende Holländer, Lady Macbeth del distretto di Mcsensk e Falstaff. Petrenko ha ottenuto altissimi risultati discografici: le sinfonie di Šostakovič con la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra hanno ottenuto consensi in tutto il mondo, così come i lavori orchestrali di Rachmaninov e le sinfonie di Čajkovskij. Con la Oslo Philharmonic ha pubblicato i concerti per violoncello di Šostakovič, i concerti per violino di Szymanowski, Romeo e Giulietta di Prokof’ev, le sinfonie di Skrjabin e i poemi sinfonici di Richard Strauss.

Natalya Pavlova è una stella nascente del Teatro Mariinsky. Ha lavorato sotto la guida di musicisti come Valery Gergiev, Esa-Pekka Salonen, Vladimir Spivakov, Teodor Currentzis, Gennady Rozhdestvensky, Fuat Mansurov, Ennio Morricone, Ion Marin, Evan Rogister e Yuri Bashmet.
Il suo repertorio comprende i ruoli di Violetta ne La Traviata, Mimi ne La Boheme, Marguerite in Faust, Michaela in Carmen, Rusalka, Tatiana in Eugene Onegin, Tamara in Demon, Marfa in The Tsra’s Bride, Donna Anna in Don Giovanni, Iolanta e Nastasia Filippovna in Idiot .
Natalya Pavlova si esibisce regolarmente in versioni concertanti di opere sovietiche, tra cui The Gadfly(Gemma) di Spadavekkia, Dawns here are quite (Lisa Brichkina) di Molchanov, Into the Storm (Natalia) di Khrennikov, Not only Love (Natasha) di Shchedrin e Orango (Suzanne) di Shostakovich. Il resto del repertorio include i ruoli principali delle seguenti opere: Letter from an Unknown Woman (Unknown Woman) di Spadavecchia, Anna Akhmatova (Anna) di L. Klinchev and The Diary of Anne Frank (Anna) di G. Frid. Natalya Pavlova è stata in tournée negli Stati Uniti, Corea del Nord, Polonia, Germania, Italia, Inghilterra, Spagna e Francia. Nel 2010 ha registrato l’album “The Front Roads Songs” (arrangiamento di Dmitry Shostakovich) pubblicato dalla Toccata Classics.
Nell’aprile 2016 Natalia ha partecipato come Tatiana in Eugene Onegin al Teatro nazionale bulgaro di Opera e Balletto. Nel maggio 2016 è diventata membro del progetto concertistico di Esa-Pekka Salonen Stravinsky: Myths & Rituals esibendosi in Mavra di Stravinsky alla Royal Festival Hall di Londra. Nel maggio 2016 si è esibita con Anna Netrebko, Ildar Abdrazakov e altri solisti dell’opera mondiale al concerto festivo “Classics on Palace Square” a San Pietroburgo. Nel novembre 2016, ha interpretato di Schostakowitsch From Jewish Folk Poetry e nel novembre 2017 il Requiem di Dvořák sotto la direzione di Ioan Marin al Laeiszhalle di Amburgo. Nel maggio 2017 ha debuttato al Festival Spoleto USA come Tatyana in una nuova produzione di Eugene Onegin diretta da Evan Rogister per la regia di Chen Shi-Zheng. Nel novembre 2017 ha debuttato alla Elbphilharmonie di Amburgo come Anna nell’opera omonima di G. Frid. Nel gennaio 2018 ha fatto il suo debutto come Liu in Turandot al Teatro Regio di Torino diretta da Gianandrea Noseda. Si è diplomata con il massimo dei voti al Kazan Music College e al Conservatorio statale di Mosca come direttore di coro. È stata premiata al concorso April Spring International Competition nel 2003 e nel 2005 e al Concorso internazionale Competition Opera without Borders nel 2015.

EUROPEAN UNION YOUTH ORCHESTRA

Fondata come “European Community Youth Orchestra” l’8 marzo 1976 a seguito di una risoluzione votata all’unanimità dal Parlamento Europeo, nel 1978 intraprende sotto la guida del suo direttore musicale Claudio Abbado il tour inaugurale ad Amsterdam, Bonn, Parigi, Lussemburgo, Bruxelles, Milano e Roma. Negli anni successivi l’Orchestra è diretta da Herbert von Karajan, Daniel Barenboim, Leonard Bernstein e Zubin Mehta e intraprende ogni anno tour in vari stati, tra cui Messico, Cina, Hong Kong, Giappone, USA, India, Russia, Brasile e Argentina, oltre che nei vari paesi europei.

Con la trasformazione della Comunità Europea in Unione Europea, l’Orchestra cambia nome in European Union Youth Orchestra (EUYO). Nel 2018, grazie alla collaborazione tra la RAI, il Comune di Ferrara e il Ministero della Cultura, l’Orchestra trasferisce la propria sede legale a Roma e la sede operativa a Ferrara, presso il Teatro intitolato al suo primo direttore musicale, Claudio Abbado.

Definita dal presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker come “il miglior ambasciatore culturale dell’Unione Europea”, l’Orchestra è composta da giovani dai 16 ai 26 anni, selezionati ogni anno attraverso audizioni in tutti i 28 paesi membri dell’UE tra migliaia di candidati.

E.L.

 




ROBERTO VECCHIONI 11 aprile UDINE, Teatro Nuovo Giovanni da Udine

ROBERTO VECCHIONI

IL PROFESSORE DELLA MUSICA ITALIANA DOMANI IN CONCERTO AL TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE

IL CANTAUTORE HA PUBBLICATO “L’INFINITO”, LAVORO CHE CONTIENE “TI INSEGNERÒ A VOLARE”, UN ECCEZIONALE DUETTO CON FRANCESCO GUCCINI

A distanza di cinque anni dall’ultimo lavoro discografico (“Io non appartengo più” del 2013), il grande Roberto Vecchioni, il professore della musica italiana, è tornato con un nuovo album dal titolo “L’infinito”, pubblicato lo scorso 9 novembre, lavoro che ha ottenuto da subito il favore di pubblico e critica. Un nuovo traguardo per una delle figure più autorevoli della musica italiana, a cui ne è seguito un altro, perché Vecchioni sta portando questo nuovo lavoro in tour nei teatri d’Italia. Dopo il concerto tenuto a Gorizia, in Friuli Venezia Giulia l’appuntamento live con Roberto Vecchioni si rinnova domani, 11 aprile (inizio alle 21.00) al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, per l’organizzazione di Zenit srl e Scoppio Spettacoli, in collaborazione con Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Comune di Udine e Teatro stesso. I biglietti sono ancora disponibili sul circuito Ticketone e alle biglietterie del teatro. Info e punti vendita su www.azalea.it .

“L’infinito”, contiene l’eccezionale ritorno sulla scena musicale di Francesco Guccini che, per la prima volta, duetta con Roberto Vecchioni nel singolo “Ti insegnerò a volare”, ispirato al grande Alex Zanardi, in rotazione radiofonica dal 6 novembre. Due padri della canzone d’autore si rivolgono alle nuove generazioni, in un periodo in cui tutto si dissolve nella liquidità e nella precarietà culturale, invitandole a sfidare l’impossibile. La storia del campione è la metafora della “passione per la vita che è più forte del destino”. “Questo brano – racconta Vecchioni – si specchia direttamente in quella che è stata chiamata la “canzone d’autore” e che non c’è, non esiste più dagli anni ’70. In realtà l’intero disco è immerso in quell’atmosfera perché là è nato e successo tutto. Là tutto è stato come doveva essere, cioè immaginato, scritto e cantato alla luce della cultura, semplice ed elementare oppure sottile e sofisticata, ma comunque cultura. Forse per questo Francesco Guccini (che ho fortemente voluto nel mio disco per quello che rappresenta, e lo ringrazio ancora di esserci stato), ha scelto di cantare con me”.

Un passaggio di testimone per una nuova “resistenza” che sceglie mezzi analogici: solo cd e vinile senza piattaforme streaming e download, una scelta coerente al progetto discografico che indica la volontà di non trattare la musica come prodotto di consumo veloce, scaricabile con un click, di non decontestualizzare l’ascolto del singolo brano, parte integrante della narrazione che tiene insieme ritratti diversi, da Alex Zanardi a Giulio Regeni, dalla guerrigliera curda Ayse a Leopardi, che l’autore accomuna nell’amore per la vita. Un album manifesto, “non 12 brani – come spiega ancora Vecchioni – ma un’unica canzone divisa in 12 momenti”,  in una dimensione temporale verticale che rinvia al tema dalle suggestioni letterarie: la necessità di trovare l’infinito al di qua della siepe, dentro noi stessi. L’album è il frutto della collaborazione di un team d’eccezione, Lucio Fabbri (produzione artistica): pianoforte, piano elettrico, organo Hammond, violino, viola, fisarmonica, basso elettrico e chitarra elettrica; Massimo Germini: chitarra classica e acustica, chitarra 12 corde, mandolino, bouzouki, ukulele, liuto cantabile; Marco Mangelli: basso fretless; Roberto Gualdi: batteria e percussioni.

Dario Furlan




Presentata a Udine, la “Rassegna Biennale di Architettura – Premio Marcello D’Olivo”,

Torna, nell’ex chiesa di San Francesco, a Udine, la “Rassegna Biennale di Architettura – Premio Marcello D’Olivo”, selezione di opere realizzate nel territorio regionale sui temi dell’edilizia pubblica, dell’abitazione, dell’arredo urbano e dell’architettura degli interni. La nona edizione dell’iniziativa, organizzata dall’Associazione “Architetti del Friuli Venezia Giulia – Arte&Architettura” (in collaborazione con la Federazione degli Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori del Friuli Venezia Giulia, Comune e Udine Musei e Gallerie del progetto, con lo sponsor, Derve decor store e Laminam), sarà inaugurata il 12 aprile (alle 17.30) e resterà aperta al pubblico fino al 5 maggio 2019 (giovedì, venerdì, 15-19. Sabato, domenica, 9.30-12.30 e 15-19). La presentazione si è tenuta mercoledì 10 aprile a palazzo Morpurgo alla presenza del presidente dell’Associazione Arte&Architettura, Giovanni Vragnaz, del presidente dell’Ordine degli Architetti di Udine, Paolo Bon, e dell’assessore comunale alla Cultura del capoluogo friulano, Fabrizio Cigolot che ha ricordato come “gli spazi nei quali viviamo, sia a livello intimo che pubblico, ricevono un’impronta unica dal nostro modo di essere individui e comunità e allo stesso tempo condizionano il nostro modo di vivere e di organizzare lo spazio e il tempo. L’uomo ha infatti da sempre un rapporto dialettico con l’ambiente che lo circonda ed è per questo che i luoghi diventano elementi fondamentali nella definizione della qualità della nostra vita. Per questo l’architettura, ovvero l’arte che in tutte le sue declinazioni si è incaricata di tradurre in bellezza, funzionalità e armonia la necessità primaria di abitare, merita un’attenzione particolare da parte della politica e delle istituzioni. Questo è il mio impegno come assessore alla cultura e il mio augurio a questa importante realtà è di continuare a crescere fino a diventare un punto di riferimento internazionale nel settore”.

PREMIO MARCELLO D’OLIVO – Come già avvenuto in passato, nell’ambito della Biennale, ci sarà l’assegnazione del “Premio Marcello D’Olivo”, giunto alla sesta edizione, che verrà attribuito da una giuria internazionale al progetto ritenuto più meritevole. A giudicare i lavori saranno gli architetti Jacques Lucan (Parigi), Odile Seyler (Parigi) Moira Morsut (Udine), Miha Desman (Lubiana), Marco Contini (Parma) e Sergio Pascolo (Venezia). “I dieci progetti menzionati e il vincitore dell’edizione 2019 – come ha ricordato il presidente di A+A, Giovanni Vragnaz – saranno esposti nella ex chiesa di San Francesco assieme ai quasi cento lavori realizzati negli ultimi anni in Fvg. La consegna ufficiale del premio è in programma, nella stessa location, il 3 maggio, alle 17.30“.

RASSEGNA E OBIETTIVI – Lo scopo della rassegna, accolta negli spazi dell’ex chiesa di San Francesco è duplice: da un lato gli organizzatori intendono segnalare i migliori progetti realizzati in Fvg, dall’altro promuovere una riflessione sull’arte del costruire insieme ai principali portatori di interesse (le scuole di architettura, i produttori, le amministrazioni pubbliche). Lo scorso anno sono pervenuti all’associazione Arte&Architettura 86 progetti a firma di 60 studi professionali, con un coinvolgimento complessivo di più di 150 progettisti-architetti, alcuni dei quali di fama internazionale, che hanno realizzato opere in tutto il territorio regionale.

UNA MOSTRA ITINERANTE – Tutte le opere saranno esposte in una mostra itinerante che, accompagnata da un catalogo a diffusione nazionale, nel corso del 2019 e del 2020, toccherà i quattro capoluoghi della regione, mentre le dieci opere selezionate saranno ospitate in esposizioni alla galleria Dessa di Lubiana e Napoleon Stadel di Klagenfurt. Dal 12 aprile al 5 maggio sono anche previsti una serie di eventi e mostre collaterali organizzati dall’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Udine assieme all’associazione Arte&Architettura. Come ricordato da Paolo Bon, per la 9^ Biennale, “alle Gallerie del Progetto (palazzo Morpurgo) inaugureranno anche altre due esposizioni curate dall’Ordine degli Architetti della provincia di Udine – ‘TTT–Tradizione Traduzione Tradimento’ (il 13 aprile) e ‘Architettura Alpina Slovena 2008⁄2018’ (il 15 aprile)”, mentre a “maggio l’Associazione Arte&Architettura avrà il piacere di portare sempre a Palazzo Morpurgo una mostra con i disegni e le immagini inedite, di due importati opere che Marcello D’Olivo realizzò a Lignano“, ha concluso Vragnaz.

NOVITÀ – Tra le novità di questa edizione della Biennale, la scelta dell’associazione Arte&Architettura di istituire un ulteriore riconoscimento per la ‘Conservazione dell’architettura moderna’. «Per i settant’anni e più di vita di un’opera – si legge nella motivazione dell’iniziativa -, che spesso è già largamente riconosciuta come capolavoro dalla comunità degli ‘addetti ai lavori’ e degli storici, l’unico argine a manomissioni, trasformazioni più o meno distruttive è costituito dalla sensibilità culturale e dalla consapevolezza dei proprietari. Il premio si rivolge quindi a proprietari di edifici ancora privi di tutela ufficiale, in cui la cura dell’architettura è semplice ‘fatto privato’, scelta dipendente dalla sensibilità e dalla consapevolezza culturale di ‘singoli’, che non operano sottostando a obblighi stabiliti da istituzioni preposte alla conservazione del patrimonio».

PROGRAMMA

Dal 12 aprile, al 5 maggio | Chiesa di San Francesco (inaugurazione il 12 aprile alle 17.30)

9^ Rassegna Biennale di Architettura

Giovedì, venerdì – 15, 19. Sabato, domenica – 9.30, 12.30 e 15 – 19.

Dal 13 aprile al 5 maggio | Palazzo Morpurgo

TTT–Tradizione Traduzione Tradimento

Giovedì, venerdì – 15, 19. Sabato, domenica – 9.30, 12.30 e 15 – 19.

La conferenza inaugurale è in programma il 13 aprile alle 17.30. Interverranno gli architetti Giovanni Corbellini, Davide Tommaso Ferrando, Federico Mentil, Marco Ragonese, Pietro Valle.

Modera Tommaso Michieli.

Il 14 aprile alle 18 | Chiesa di San Francesco

Visioni di Città–The Architecture Public Sessions. Maratona di Video dedicata al tema della città contemporanea, accompagnata da Marco Brizzi. Tavola rotonda con Marco Brizzi (direttore di The Architecture Player), Piero Zucchi (Architetto) Stefano Graziani (Fotografo) e Thomas Marcuzzi (Regista).

Dal 15 aprile al 5 maggio | Palazzo Morpurgo

Architettura Alpina Slovena 2008 ⁄ 2018

Giovedì, venerdì – 15, 19. Sabato, domenica – 9.30, 12.30 e 15 – 19.

La conferenza inaugurale è in programma il 15 aprile alle 17.30. Presenti Ivo Buzzi (Architetto), Maja Ivanic, Špela Nardoni Kovač (Curatrici della mostra) e Giovanni Vragnaz (Presidente dell’Associazione Arte&Architettura).

Il 16 aprile alle 17.30 | Chiesa di San Francesco

Assemblea annuale degli iscritti dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Udine.

Ingresso riservato agli iscritti.

Il 26 aprile alle 17.30 | Chiesa di San Francesco

Mobilità urbana e rigenerazione dello spazio pubblico: criteri e buone pratiche. Saluto istituzionale Loris Michelin (Assessore alla mobilità, lavori pubblici e edilizia scolastica). Interverranno Matteo Dondé (Architetto), Jurij Kobe (Architetto). Modera Marilena Motta (Architetto).

Il 28 aprile alle 18 | Chiesa di San Francesco

Racconti di architetture – Proiezione del film Moriyama-San. Maratona di Video dedicata al tema dell’architettura contemporanea. Proiezione del film Moriyama-San di Ila Beka e Louise Lemoine dedicato alla straordinaria vita ordinaria del signor Moriyama, un’amante giapponese d’arte, architettura e musica che vive in una delle più famose architetture contemporanee, la casa Moriyama, costruita a Tokyo nel 2005 dal vincitore del premio Pritzker Ryue Nishizawa (SANAA). Tavola rotonda con Ivan Gergolet (Regista) e Pietro Valle (Architetto) in conversazione con Marco Brizzi.

Il 2 maggio alle 17.30 | Chiesa di San Francesco

Incontro dal titolo ‘Genesi del monumento alla resistenza. Nelle parole di Gino Valle architetto in Udine’. Interverrà il prof. Enrico Folisi che intervistò l’architetto Valle nell’estate del 1989 e che ha curato la pubblicazione di Gaspari Editore (presentazione durante l’incontro).

Il 3 maggio alle 17.30 | Chiesa di San Francesco

Proclamazione e premiazione 6° Premio Marcello D’Olivo.

Info: https://www.arte-architettura.it/