Buona la prima di Tudor Udinese 2 – Genoa 0

Meglio non poteva iniziare, dopo solo tre minuti di gioco l’Udinese presentata da Igor Tudor  è già in vantaggio con un Genoa, tramortito e spaesato. Qualcosa di nuovo si vede durante tutto il primo tempo, almeno la testa sembra aver avuto uno scossone più della tecnica. La squadra risponde alle sollecitazioni dell’allenatore e la curva Nord sembra ritrovare un pò di calore per le proprie zebrette. Il coronamento della giornata è lo splendido gol di Mandragora che suggella una prestazione di tutto rispetto per la formazione friulana così mal messa in classifica. Un piccolo barlume di speranza si può intravedere per il proseguimento del cammino . Ora due grossi ostacoli attendono i friulani: martedì a Milano la squadra di Gattuso che non fa sconti a nessuno e poi il fine settimana un altro incontro importantissimo  per la permanenza in serie A con lo scontro diretto con l’Empoli. Per oggi almeno tifosi e allenatore possono godersi una domenica senza patemi.

UDINESE-GENOA 2-0

4′ Okaka, 61′ Mandragora

UDINESE (4-3-3): Musso; Larsen, Ekong, De Maio, Zeegelaar; Fofana (85′ Badu), Sandro (63′ Behrami), Mandragora; De Paul, Okaka (74′ Lasagna), Pussetto. All. Tudor

GENOA (4-4-1-1): Radu; Pereira, Romero, Zukanovic, Criscito; Lazovic (45′ Bessa), Rolon (45′ Pandev), Radovanovic, Lerager; Sturaro (70′ Lapadula); Kouamé. All. Prandelli 

Ammoniti: Rolon (G), Stryger Larsen (U), Sandro (U), Zeegelaar (U), Criscito (G), Bessa (G), Pereira (G)

La redazione sportiva




Otello del Balletto di Roma in prima regionale 2 aprile TEATRO COMUNALE DI CORMONS

LO SPETTACOLO ANDRà POI AL TEATRO MASCHERINI DI AZZANO DECIMO

Una delle produzioni di maggiore successo del Balletto di Roma a firma di uno dei migliori autori italiani di danza contemporanea, ‘Otello’, torna in scena nella versione originale della compagnia romana: il teatro Comunale di Cormons ne ospiterà la prima regionale, martedì 2 aprile, alle 21 (mercoledì 3 aprile, alle 1, sarà al Teatro Mascherini di Azzano Decimo). In scena Vincenzo Carpino, Roberta De Simone, Riccardo Ciarpella, Paolo Barbonaglia, Azzurra Schena. Nel 2019 Fabrizio Monteverde riallestisce per la compagnia del Balletto di Roma l’Otello su musiche di Antonin Dvořák. In questa versione, il coreografo rivisita il testo shakespeariano lavorando sugli snodi psicologici che determinano la dinamica dell’ambiguo e complesso intreccio tra i protagonisti Otello, Desdemona e Cassio. Nell’immaginario comune la figura di Otello è indissolubilmente legata alla gelosia, all’estremizzazione di un sentimento malsano, a quel tipo di gelosia che può culminare in tragedia. A questa visione il coreografo Fabrizio Monteverde si accosta non solo rinunciando all’utilizzo del movente principale dell’azione, cioè la parola, ma moltiplicando esponenzialmente l’azione stessa fino a far diventare il destino del singolo una pena generale. Come nella tragedia di William Shakespeare (1604), anche nella coreografia di Fabrizio Monteverde, è il personaggio di Iago ad insinuare il dubbio fatale del tradimento di Desdemona nei confronti del Moro e ad architettare la trama che condurrà quest’ultimo al folle atto finale. Attraverso la musica di Antonín Dvořák, Fabrizio Monteverde scava nella psicologia dei personaggi shakespeariani e fa dirigere l’azione, oltre che al sentimento principale della gelosia, alle peculiarità singole che ricava da quegli stessi personaggi. In questo modo, Desdemona si carica di quel potere seduttivo che nell’opera originale rimane presente esclusivamente nelle parole di Iago e lo stesso scenario, realizzato sempre dal coreografo,  cambia connotazioni e ruolo: non si sa più se la scena si svolga a Venezia o sul litorale dell’isola di Cipro, i personaggi di Monteverde sono trasportati in un ‘altrove’ in cui ognuno può essere ‘chiunque’ e dove, soprattutto, il ‘diverso’ non esiste. Così Otello perde, oltre che la parola, anche una delle connotazioni che lo caratterizzano maggiormente: il suo destino non è più solo il suo, ma coinvolge le coppie presenti sulla scena, attraverso l’uso frequente del canone nel quale il male, seppur in maniera slittata, colpisce tutti. Il tema dello straniero lascia posto ad una violenza generale che pone l’accento sulle dinamiche relazionali dello scontro e del confronto fra uomo e donna, una riflessione sul perenne conflitto dei sessi nel quale, in questo caso, la donna resta sempre succube. I sentimenti contrastanti che animano la mente del protagonista vengono esaustivamente resi nell’ultimo pas des deux con la sua amata Desdemona, riprendendo alcuni  dei passi che i due coniugi mostravano nella parte iniziale dello spettacolo ma esprimendo un risentimento ed un ribrezzo che Otello non riesce più a controllare: la gelosia sta per prendere il sopravvento. Il dubbio del tradimento lo acceca a tal punto da non riuscire più a toccare la sua amata, non trova più in lei il luogo in cui può risiedere la fiducia del suo cuore. Decaduta la fiducia, Desdemona è spogliata di ogni sua certezza, spogliata anche nelle vesti e condannata ad un destino del quale non fu autrice: Otello uccide la sua amata e, dopo aver ceduto alla disperazione sul corpo privo di vita, ripropone da solo la sequenza danzata con lei. Il mare, ancora vivo sullo sfondo, immagine delle passioni dirompenti che hanno animato tutto lo spettacolo, rimane simbolo dell’impossibilità di questi uomini di arrestare il caos che governa le loro passioni: un contrasto senza soluzione e senza fine.

Prevendite lunedì  dalle 17 alle 19.




Successo ieri, 29 marzo, per l’edizione primaverile LA 50a EDIZIONE DEL CEGHEDACCIO

«Un’edizione così partecipata, festosa e allegra non ce la ricordavamo da anni. Siamo rimasti letteralmente sorpresi da così tanto spontaneo affetto nei nostri confronti. Non ci sono altre parole che un sentito grazie a tutti». A fari spenti e con un filo di commozione, Carlo e Renato Pontoni, anime della manifestazione, commentano così la 50a edizione del Ceghedaccio, il grande evento dedicato agli appassionati di musica anni ’70, ’80 e ’90 che si ripete due volte l’anno, in autunno e in primavera, e che ogni volta richiama migliaia di persone provenienti non solo da tutta la regione, ma anche dal Veneto e dalla Slovenia.

E così è stato anche ieri sera, quando tra parrucche, pantaloni a zampa di elefante, zeppe e camicie dai colletti enormi e sgargianti, di appassionati se ne sono visti tantissimi. Un pubblico colorato, composto soprattutto dai molti che hanno sperimentato ieri per la prima volta l’energia del Ceghedaccio, si è accalcato ai cancelli d’ingresso, non sapendo che per evitare le code è preferibile acquistare il biglietto in prevendita. Così come al banco dove si potevano compilare i moduli per la Ceghedaccio Card, una carta fedeltà che consente una riduzione del costo del biglietto d’ingresso e altre promozioni dedicate alla community. «La prossima volta – commenta Giovanni, che con la moglie Franca è arrivato per la prima volta al padiglione 6 dell’Ente Fiera da Portogruaro – acquisteremo i biglietti in prevendita. Non ci aspettavamo così tanta gente e abbiamo dovuto stare in coda un bel po’ prima di entrare».

Un brindisi al Ceghedaccio

Dietro alla consolle, con una produzione scenografica da grande concerto, c’era, come sempre, Renato Pontoni. A lui il compito di far suonare i dischi, rigorosamente in vinile, facendo ballare il pubblico sulle note dei più grandi successi di sempre. Sul palco anche la Live Band degli Stereolive,che ha letteralmente travolto la platea prima dell’immancabile momento dedicato ai lenti cantati a squarciagola dai presenti e che, come tradizione, anticipa l’esplosivo gran finale. Rigorosissimi, infatti, gli orari d’inizio e fine serata che, come ormai sanno tutti i fedelissimi, non rappresenta semplicemente un’occasione per ballare, ma anche per un sano divertimento in compagnia e, soprattutto, in assoluta sicurezza. Iniziata alle 20 con il buffet e musica live, la festa è proseguita fino all’1.30 di notte. Il tutto condito come sempre da strabilianti effetti “sparati” sulla folla. Dalla pioggia di coriandoli alle decine di mega palloni colorati che ottomila mani si sono passati lanciandoli da ogni parte del dance floor. Per non parlare degli schermi su cui venivano proiettate le immagini in diretta della festa.

Non resta, dunque, che aspettare la prossima edizione autunnale per un evento diventato ormai un vero e proprio fenomeno di costume e che in oltre 25 anni di onorata carriera ha visto oltre 200 mila persone calcare le piste da ballo su cui si sono consumate le suole di migliaia e migliaia di fan.




FOCUS ASIA e TIES THAT BIND le opere selezionate per il 21 Far East Film Festival

Sono 15 i titoli selezionati da Focus Asia, il Project Market del Far East Film Festival dedicato ai “film di domani” con un forte potenziale di coproduzione e cofinanziamento in Europa o in Asia, che verranno presentati dal 30 aprile al 2 maggio durante il FEFF 21 a oltre 200 professionisti del settore all’interno di un ricco programma composto da panel, one to one meeting, proiezioni e momenti di networking.

Il comitato di selezione ha esaminato 95 progetti complessivi (giunti a Udine da 31 paesi) ed è composto da 4 rappresentanti di alcuni dei più importanti festival di cinema di genere: Thomas Jongsuk Nam del NAFF – Bucheon International Fantastic Film Festival (Bucheon, South Korea), Sten-Kristian Saluveer del Black Nights Film Festival – Industry@Tallinn & Baltic Event (Tallinn, Estonia), Mike Hostench del Sitges International Fantastic Film Festival of Catalonia (Sitges, Spain) e Valeria Richter del Nordic Factory / Nordic Genre Boost (Oslo, Norway).

Quest’anno il project market prevede la nuova sezione Chinese Focus che include 6 progetti di lingua cinese e rientra nel China Coproduction Day, evento interamente dedicato alle possibilità di cooperazione tra Cina ed Europa (è organizzato in collaborazione con Katherine Lee, produttrice della My Favourite Films – HK).

Grazie alla nuova collaborazione tra Far East Film Festival e HAF – Hong Kong inoltre, il vincitore del Focus Asia Award assegnato ad Hong Kong (il filippino The Grandstand di Mikhail Red) avrà la possibilità di partecipare all’evento udinese.

Focus Asia da quest’anno ha inaugurato un’ulteriore partnership internazionale con Golden Horse Film Project Promotion di Taiwan.

Il Project Market – ricordiamo – è organizzato dal Centro Espressioni Cinematografiche/Far East Film Festival di Udine con la collaborazione del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, con la Direzione Generale per il Cinema – MiBACT.

Dal 29 aprile al 3 maggio, sempre nel cuore del Far East Film Festival, si svolgerà anche la sessione italiana di Ties That Bind, il workshop di co-produzione Asia-Europa, quest’anno alla sua undicesima edizione, che riunisce professionisti asiatici ed europei nello sviluppo di progetti cinematografici (sotto la guida di esperti del settore altamente qualificati e provenienti da entrambi i continenti).

Tutti i progetti selezionati per il workshop costituiranno una sezione collaterale del mercato e potranno così incontrare i numerosi produttori, finanziatori e distributori presenti nelle giornate di Focus Asia.

Ties That Bind è organizzato dal Fondo per L’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, EAVE, Far East Film Festival di Udine e Southeast Asian Audio-Visual Association (SAAVA) con il supporto di Creative Europe – MEDIA sottoprogramma dell’Unione Europea, Silver Media Group e Aurora Media Holdings.

La seconda sessione si svolgerà il prossimo dicembre a Singapore, all’interno della quinta edizione del Southeast Asian Financing Forum.

FOCUS ASIA 2019 – I 15 progetti selezionati:

 Everybody Leaves, di Phyllis Grae Grande e prodotto da Alemberg Ang (The Philippines)

Hope Dies last, di Stephanie Leitl e prodotto da Hong Kai Sun Austria (China)

In Youth we Trusted, di Hoang Diep Nguyen e prodotto da Hoang Diep Nguyen e Thach Thao Vo (Vietnam)

Plan 75, di Chie Hayakawa e prodotto da Eiko Mizuno-Gray (Japan)

Rosamie, di Joon Goh e prodotto da Elise Shick (Malaysia)

The Convenience Store, di Satoshi Miki e prodotto da Emi Ueyama e Mark Schilling (Japan)

The Sleepless Girl, di François Chang e prodotto da Ke Ma (France, Taiwan, Canada)

Under Construction, di Nadim Tabet e prodotto da Georges Schoucair e Myriam Sassine (Lebanon)

 FOCUS ASIA Award all’HAF – Hong Kong:

The Grandstand, di Mikhail Red e prodotto da Pauline Zamora (The Philippines)

CHINESE FOCUS:

Faruk & Abdullah, di Tawfiq Nizamidin e prodotto da Stefano Centini e Chuti Chang (Taiwan, France, Netherlands)

Honey Badger, di Yan Zhou e prodotto da Yuan Li (China)

Lovers on the Volcano, di Yahan Lei e prodotto da Li Fang (China)

Money is Everything, di Mandrew Kwan e prodotto da Jacqueline Liu e Yuin Shan Ding (Hong Kong SAR China)

The Alaya : Mind Divers, di Chung LEE e prodotto da Sky T.H. Chao (Taiwan)

The Boy from Pluto, di Chuang Shiang-an e prodotto da Patrick Mao Huang (Taiwan)

 TIES THAT BIND 2019 – I 15 professionisti e i 10 progetti selezionati:

France
Dennes Nathalie, The Living

Greece
Drandaki  Maria, Homemade Films
Project: Titanic Ocean

Malaysia
Foo Fei Ling, Ghost Grrrl Pictures
Project: Tiger Stripes

South Korea
Han Sunhee, Plain Pictures
Project: The Final Print

Romania
Ionescu Anda, Alien Film
Project: Igor Cobileanski

China
Lin Chi-an, Coolie Films
Project: Uncharted

Indonesia
Raharja Siska, Elora Films
Project: Mayday

Norway
Renno Fernanda, Fidalgo Film

Belgium
Schoesetters Nancy, TM Media Productions

Romania
Stancu Mihalcea Radu, deFilm
Project: To the North

Poland
Tatko Joanna, Staron-film

Thailand
Thipsena Supatcha, Mobile Lab
Project: Babylon

The Netherlands
Van der Kaaij, Raymond Revolver
Project: Blood of Ghost

Slovenia
Virc Bostjan, Studio Virc

France
Zhou Xinyu, Alcatraz Films
Project: Children