DAVIDE VAN DE SFROOS 23 marzo  – Teatro Sociale – Mantova

Prosegue con successo il TOUR DE NOCC, il nuovo tour teatrale del cantautore e scrittore DAVIDE VAN DE SFROOS che farà tappa sabato 23 marzo al Teatro Sociale di Mantova e che vedrà in scaletta, oltre ai brani più famosi del suo repertorio in veste totalmente rivisitata, alcune ballate inedite mai eseguite prima. Biglietti disponibili sul circuito ufficiale Ticketone.

L’artista presenta uno spettacolo unico in grado di ricreare una suggestiva atmosfera teatrale notturna con sfumature swing e jazz. Per l’occasione, Davide Van De Sfroos è accompagnato sul palco dai musicisti Angapiemage Galliano Persico (violino, tamburello, cori), Riccardo Luppi (sax tenore e soprano, flauto traverso), Paolo Cazzaniga (chitarra elettrica e acustica, cori) e Francesco D’Auria(batteria, percussioni, tamburi a cornice, hang)

«Voglio celebrare il mio passato nascosto proponendo delle ballate dimenticate sotto i lampioni e dare uno sguardo al futuro – racconta Davide Van De Sfroos – un viaggio notturno alla ricerca dei brani nei cassetti dimenticati. Una musica che cercherà di rintracciare ombre familiari con tinte nuove».

DAVIDE VAN DE SFROOS
23 marzo   Teatro Sociale – Mantova
Biglietti: Platea  € 35,00 – Palchi € 30,00
Loggia € 25,00 – Loggione € 23,00



TEHO TEARDO Nuovo album in uscita il 22 marzo Grief Is The Thing With Feathers

“Grief Is The Thing With Feathers” è il nuovo atteso album di Teho Teardo, in uscita il 22 marzo 2019 per la Specula Records. In copertina, l’attore Cillian Murphy.

 La musica di quest’album, nella cui copertina è ritratto dell’attore Cillian Murphy, è stata composta da Teho a maggio del 2017, immediatamente dopo la lettura dell’omonimo libro di Max Porter (Il dolore è una cosa con le piume, edito in Italia da Guanda). Un mese dopo, il regista e scrittore irlandese Enda Walsh (già noto per aver scritto con David Bowie “Lazarus” ma anche il film “Hunger” di Steve Mc Queen), con cui Teho collabora ormai da anni, gli confida il desiderio di voler mettere in scena uno spettacolo ispirato proprio a questo romanzo. Sarà l’affinità elettiva o la straordinaria intesa tra i due, ma nel giro di poco tempo “Grief Is The Thing With Feathers” è diventato non solo un disco ma anche un’opera teatrale in cui Cillian Murphy, straordinario protagonista in Peaky Blinders, regala una performance impressionante. Un racconto straziante sulla perdita, sull’amore e sul vivere, in scena al Barbarican di Londra ad aprile (già sold out).

 Enda ed io – afferma Teho Teardo – non crediamo nelle coincidenze, preferiamo pensare che ci sia una via segreta alle cose, o come dice molto efficacemente Max Porter “dovevamo solo incontrarci”. Enda mi ha incoraggiato a proseguire nello scrivere la musica per questo progetto ed ho composto di fila tutti i brani presenti nell’album che poi sono stati impiegati nello spettacolo. Ancora prima dell’inizio delle prove, senza che né lui né io avessimo idea di cosa sarebbe diventato. Questo album era già tale quando sono arrivato alla seconda pagina del libro di Max.

 Dopo Ballyturk nel 2015 e Arlington nel 2016, per Teho Teardo si tratta ormai della terza collaborazione con il regista e scrittore irlandese con il quale sta già preparando dei nuovi progetti. Grief è la storia di un corvo, due bambini senza la madre ed il loro padre. Quest’uomo è sconvolto dai ricordi, sia da quelli tristi che quelli divertenti. Il corvo vuole prendersi cura di loro e non se ne andrà finché non staranno tutti meglio. La musica ha un ruolo determinante nello spettacolo, evoca la moglie scomparsa, è una sorta di membrana che ci consente di attraversare il tempo, la vita per restituirci attimi del passato, sia tragici che comici per portarci in uno stato di commozione.  Il suono, come un sonar, misura perdita e dolore.

 La musica di “Grief Is The Thing Withe Feathers” – continua Teho Teardo – mi ricorda la mia infanzia. Suona come la perdita di un genitore. Suona come giocare con mio fratello. Suona come quando ascoltavamo le conversazioni degli adulti. Suona come crescere, fare errori, scrivere delle cose e farle saltare in aria, fare degli sbagli, riprovare ed innamorarsi.

 In A Bit About Ghosts, prima traccia dell’album, il muro di suono dei violoncelli che apre l’album è un continuo dialogo tra archi ed elettronica, chitarre slide e percussioni. Brano dopo brano, Teho continua a indagare il rapporto tra elettronica ed archi, nella costante dipendenza che lega l’uno all’altro, come l’onda con la riva.

Gli archi non sono mai impiegati in arrangiamenti ma concorrono a determinare la scrittura di un album compatto, dal corpo unico dove non c’è nulla che necessiti di esser decorato, non c’è lo spazio per abbellimenti. Quando la musica evoca la madre morta, lo fa attraverso una voce distante che pare provenire dall’altra parte della membrana, una voce piena di detriti sonori sospesi nella materia oscura di cui ignoriamo i confini.  Questo è sicuramente l’opera più scura di Teho, ma tutti gli elementi sonori di questo disco sono in attesa di esser finalmente ammessi nella sfera della luce.

 Ma è lo stesso scrittore Max Porter ad esprimere le parole più significative sulla musica di Teho TeardoÈ difficile ascoltare la musica di Teho senza sentirsi tristi, ma anche pieni di speranza. E questo va benissimo, ah se va bene! È il suo dono per noi tutti. Suona come territori immaginari che coincidono con quelli reali.

A me suona anche come il graffio della mia penna sulla carta. Come il ticchettio dell’osso sul legno, come un corvo immaginario che cammina e attraversa un palcoscenico. Come un uccello. Suona come dei bambini che parlano nel sonno.

Ma la musica di Teho non suona come tutte queste cose, la sua musica è tutte quelle cose! È una parte di me ed è una parte di te. Teho capisce: ha letto il libro, mi ha guardato negli occhi, ha osservato il regista e l’attore che si sussurravano delle cose, consultandosi sulla tattica mentre sognavano come un brano di letteratura potesse trasformarsi in un pezzo di teatro senza tradire la sua natura. 

Lui l’ha capito immediatamente.

Come se potesse già sentirlo.

L’ha sempre sentito. Dovevamo solo incontrarci.

 In “Grief Is The Thing With Feathers” hanno suonato anche Laura Bisceglia e Giovanna Famulari al violoncello, Ambra Chiara Michelangeli alla viola e violino, Vanessa Creamaschi ed Elena De Stabile ai violini, Susanna Buffa alle voci, Elena Somarè come solista di fischio melodico, Gabriele Coenai clarinetti e Joe Lally al basso.

 È atteso, invece, per dopo l’estate un altro lavoro discografico di Teho Teardo, prodotto dalla Fondazione Feltrinelli e ispirato agli spartiti musicali contenuti contenuto dentro le pagine dell’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert, la cui copia originale è custodita nell’archivio della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

 Sitowww.tehoteardo.com

Link digitali https://orcd.co/teardo-grief




DOMANI! 15 marzo QUESTA VOLTA METTI IN SCENA… a Casa Cavazzini atto finale, con presentazione catalogo

Venerdì 15 marzo alle ore 11.00 Udine

Casa Cavazzini – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea

presentazione del catalogo e proiezione del video filmato

della 14a edizione di

QUESTA VOLTA METTI IN SCENA… PINOCCHIO

Metafora della vita con svelamenti in arte e natura

Venerdì 15 marzo alle ore 11.00 a Casa Cavazzini, sede del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine, andrà in scena l’atto conclusivo della 14a edizione di “Questa Volta metti in scena…” quest’anno dedicata a Pinocchio, progetto che ha preso in considerazione in modo artistico e scientifico le infinite metafore del libro di Collodi.

Dopo il primo appuntamento a Zurigo al Liceo artistico Freudenberg, si sono susseguite mostre, conferenze e una ricca attività didattica rivolta alle scuole superiori in regione e all’estero. Quella di Udine è la tappa conclusiva in cui si presenterà il corposo catalogo, edito in inglese, sloveno e italiano, che comprende i vari momenti ed eventi dell’articolato progetto.

Nella stessa giornata si proietterà il filmato con le testimonianze dei protagonisti – studenti, artisti, relatori – che hanno animato l’edizione, con nuovi punti di vista su ciò che possiamo ritrovare della favola di Pinocchio nel nostro quotidiano.

Un secondo momento video sarà dedicato anche ai piccoli studenti della scuola primaria di Premariacco “Ippolito Nievo” coordinati dall’insegnante Giuliana Fedele, che hanno interpretato in un sorprendente video artistico la bugia – una delle metafore del libro – vista al microscopio.

Questa volta metti in scena…” è un progetto consolidato e unico nel suo genere che, per tematiche e modalità di svolgimento, interessa istituzioni pubbliche ed enti privati in una stretta collaborazione. Coinvolge, inoltre, un nutrito pubblico diversificato per fasce d’età e pone l’accento al territorio e allo sviluppo del pensiero creativo in relazione ad altre realtà all’estero.

Ideato e diretto da Lorena Matic e promosso dall’Associazione culturale Opera Viva, si realizza grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, affiancata dalle preziose collaborazioni dei Comuni di Trieste, Monfalcone, Udine e Capodistria, unitamente alla Fondazione Casali, alle Obalne Galerije Piran, Ponti d’Europa, ZKB, l’Accademia di Belle Arti Tiepolo di Udine e l’OGS di Trieste.

Il volume, ricco di immagini delle mostre e dei vari momenti del progetto, sarà disponibile per partecipanti e presenti.




Sapori di Irlanda e Sapori di Mare alla Fiera di Pordenone

Il St. Patrick’s Day si festeggia alla Fiera di Pordenone

Sarà il culmine di una 3 giorni dedicata alle tradizioni, al cibo e alla musica Irlandese

Sapori d’Irlanda Festival arriva per la prima volta alla Fiera di Pordenone il 15, 16 e 17 marzo prossimi. Saranno 3 giorni interamente dedicati alle tradizioni, al cibo e alla musica irlandese, che culmineranno domenica 17 marzo con il St. Patrick’s Day, la grande festa del patrono d’Irlanda.

Nel padiglione 1 tutto è organizzato per trasportare per un weekend i visitatori nel cuore dell’Irlanda. L’offerta gastronomica prevede un menù a base di fish and chips, stinco alla Guinness, Irish stew , cottage pie, calcannon e coleslow, tutti  piatti della tradizione  irlandesi  accompagnati da ottime birre  anche queste esclusivamente Irlandesi. 

Il programma musicale vedrà alternarsi sul palco le più importanti band della scena folk, rock irish che accompagneranno balli ed esibizioni di gruppi folkloristici.

Uno spazio sarà dedicato anche ai bambini che potranno visitare il villaggio celtico e scoprire un fantastico mondo popolato da maghi e druidi. Farà la sua comparsa anche il maghetto Harry Potter!

Sapori d’Irlanda Fiera di Pordenone 15, 16, 17 marzo

Ingresso e parcheggio gratuiti entrata sud

Orari tutti i giorni dalle 18.00 alle ore 01.00

La cucina è operativa dalle 18.30 mentre gli spettacoli di animazione accompagneranno la cena dalle ore 19.30, i concerti inizieranno alle ore 21.30

Informazioni:

www.mareadentro.it/sapori-dirlanda-irish-event/
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PFM canta De André, domani a Udine il concerto che celebra i 40 anni dallo storico sodalizio

In occasione del quarantennale dei live “Fabrizio De André e PFM in concerto” e a vent’anni dalla scomparsa del poeta, la PFM – Premiata Forneria Marconi, torna straordinariamente sui palchi di tutta Italia con “PFM canta De André – Anniversary”, uno strepitoso tour per celebrare lo storico sodalizio con il cantautore genovese e riproporre una serie di concerti dedicati a quell’evento. Per rinnovare l’abbraccio tra il rock e la poesia, alla scaletta originale saranno aggiunti anche brani tratti da “La buona Novella”. In Friuli Venezia Giulia l’unico appuntamento con la Pfm è in programma domani, venerdì 15 marzo 2019 (inizio alle 21.00) al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, per l’organizzazione di Zenit srl, in collaborazione con Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Comune di Udine e Teatro stesso. Per info www.azalea.it .

PFM canta De André – Anniversary” arriva dopo l’intenso tour mondiale che ha riscosso un travolgente successo dal Giappone alle Americhe, passando per il Regno Unito, per poi fare tappa nel nostro paese durante tutta l’estate. Durante i concerti, oltre ai più grandi successi del suo vastissimo repertorio, PFM ha presentato anche brani tratti dal nuovo album “Emotional Tattoos” (uscito in tutto il mondo lo scorso 27 ottobre, per InsideOutMusic/SonyMusic). Il 13 settembre PFM è stata premiata a Londra come “Miglior artista internazionale dell’anno” ai Prog Music Awards UK 2018. Del 19 ottobre è invece l’uscita di “The Very Best”, la raccolta completa della PFM – Premiata Forneria Marconi, un Hardcoverbook contenente quattro cd ricchi di musica, storie e immagini inedite. PFM Premiata Forneria Marconi è un gruppo musicale molto eclettico ed esuberante, con uno stile distintivo che combina la potenza espressiva della musica rock, progressive e classica in un’unica entità affascinante. Nata discograficamente nel 1971, la band ha guadagnato rapidamente un posto di rilievo sulla scena internazionale, entrando nel 1973 nella classifica di Billboard (per “Photos Of Ghosts”) e vincendo un disco d’oro in Giappone. Continua fino ad oggi a rappresentare un punto di riferimento. Recentemente PFM è stata premiata con la posizione n. 50 nella “Royal Rock Hall of Fame” di 100 artisti più importanti del mondo.

Dario Furlan




LE ANTICIPAZIONI AL CARTELLONE 2019 DI FOLKEST.

Provengono da ogni parte del globo gli artisti che, come ogni estate ininterrottamente dal 1979, animeranno i numerosi palchi di Folkest, sempre firmato dalla direzione artistica di Andrea Del Favero, quest’anno in programma dal 20 giugno al 22 luglio prossimi, con una serie di concerti, incontri, presentazioni editoriali che toccheranno oltre una ventina di Comuni, tra gli altri Udine, Spilimbergo, San Daniele del Friuli, Duino, Udine, ma anche Capodistria nella vicina Slovenia.

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Presentati oggi alla stampa nella sede della Fondazione Friuli gli “highlights” di questa edizione, presenti con il direttore artistico Del Favero il Presidente della Fondazione Giuseppe Morandini e il vice Sindaco e Assessore alla Cultura di Spilimbergo Ester Filipuzzi

Ad aprire la stagione 2019 di Folkest un’attesa anteprima programmata già per questo sabato 16 marzo alle 21.00 quando sul palco del Teatro Miotto di Spilimbergo salirà la mitica band di rock progressivo degli anni Sessanta Le Orme in un appuntamento organizzato con il Comune di Spilimbergo e Folkgionale. Si tratta di una vera e propria “chicca” che porterà nella città friulana l’anteprima assoluta in esclusiva per il Nordest del nuovo tour della band con la presentazione del nuovo albumSulle ali di un sogno”.

Composto da 11 tracce il nuovo disco targato Sony Music – Legacy Recordings è in uscita da domani, 15 marzo, quindi un giorno prima del concerto di debutto a Spilimbergo. Sulle ali di un sogno” è un entusiasmante viaggio musicale attraverso alcune delle più belle canzoni della storica band, rivisitate e arricchite da importanti collaborazioni, tra cui quella con Francesca Michielin (voce in “Gioco di bimba”), l’ex King Crimson David Cross (che suona il violino in ben sei brani) e il tenore finlandese Eero Lasorla. All’interno dell’album, sono presenti anche due tracce inedite: “La danza di primaveraeUn altro cielo”.

Registrato nelle colline venete di Bassano Del Grappa, questo nuovo disco nasce dall’idea di celebrare musicalmente Michi Dei Rossi, batterista storico de Le Orme, che quest’anno festeggia il suo 70° compleanno e che ha selezionato le canzoni più rappresentative di una band che in più di 50 anni di carriera artistica ha fatto la storia del rock progressive italiano. Quello di sabato 16 marzo a Spilimbergo è un’occasione davvero unica per i vecchi fans per riascoltare il caratteristico sound de Le Orme e di assaporarlo per la prima volta per i più giovani che non li hanno mai sentiti dal vivo.

Importante tassello della programmazione estiva del festival è rappresentato dall’esibizione a Spilimbergo nel mese di luglio (5, 7 e 8 luglio) dei migliori gruppi che partecipano annualmente al Premio Folkest-Alberto Cesa: un contest che seleziona nuovi talenti in grado di esprimere con la loro proposta musicale il legame con una o più radici culturali di qualsiasi parte del mondo o con la canzone d’autore. Il Premio Folkest, che propone il progetto culturale del festival friulano in varie regioni d’Italia, esportando il modello Folkest al di fuori della regione, si è svolto quest’anno ad Arezzo, Loano (SV), Udine, San Pietro in Cariano (VR), Cervasca (CN), Coreno Ausonio (FR) e Succivo (CE). Novità di questa edizione del Premio è che i primi tre gruppi selezionati a Spilimbergo si esibiranno nella seconda serata del 7 luglio anche in un brano in lingua friulana. Finalissima in programma l’8 luglio con la conduzione della storica voce di Radio Rai Gianmaurizio Foderaro: come di consueto la serata sarà interamente ripresa da una troupe televisiva della sede Rai del Friuli Venezia Giulia che poi riproporrà l’intera serata al pubblico televisivo.

I gruppi selezionati per la finale sono i romani Archive Valley, il gruppo folk-swing dei Monsieur de Rien, il cantautore Alessandro Lepore, il gruppo formato da musicisti originari di diversi paesi del mondo Ensemble du Sud, la band di sole donne Madamè, il trio che esplora il repertorio partenopeo al ‘500/’600 fino ai nostri giorni Suonno d’ajere e il quartetto con la passione per le musiche tradizionali Brigan.

Shel Shapiro e Maurizio Vandelli

Accanto ai giovani talenti e numerosi artisti internazionali, anche quest’anno potremo salutare a Folkest alcuni dei più longevi e intramontabili artisti del panorama di casa nostra, o che comunque hanno fatto dell’Italia il loro palcoscenico privilegiato a cominciare dal duo Shapiro-Vandelli: i due artisti si sono “ritrovati”, dopo una vita di rivalità, distanze, marcate differenze di carattere, formazione e stili di vita, ma anche di rispetto reciproco e grande amore per la musica. Shel Shapiro e Maurizio Vandelli si esibiranno al Castello di Udine martedì 9 luglio nel loro “Peace and Love live tour” cantando ciascuno i brani dell’altro ed esibendosi in coppia su alcuni successi intramontabili.

Sempre a luglio, questa volta in piazza Carpaccio a Capodistria sabato 20, sarà ancora la volta di un nome storico della nostra musica: la PFM – Premiata Forneria Marconi salirà sul palco di Folkest 2019 per una tappa del TVB-The Very Best TOUR – organizzata con la Comunità Italiana e l’Aias Capodistria – che raccoglie i più grandi successi del loro vastissimo repertorio. Il nuovo tour parte dopo l’intensa tournée internazionale che ha toccato il Giappone e le Americhe passando per il Regno Unito e dopo la “Cruise to the edge”, il più grande festival Prog Rock del mondo dove è stata invitata per la terza volta, unica presenza italiana sul palco che ha ospitato anche gli YES.

A suggellare questa edizione sarà una presenza davvero d’eccezione: con un nuovo album di inediti pubblicato quest’anno, dal titolo Lost Souls (Quinlan Road, 2018), torna in Italia la cantautrice e polistrumentista canadese di fama mondiale, icona della musica celtica, Loreena McKennitt, con un tour estivo di sei date lungo tutta la nostra

Loreena McKennitt

penisola. Oltre a Firenze, Milano, Roma, Macerata e Bari, lunedì 22 luglio sarà per Folkest al Castello di Udine (biglietti già disponibili a partire sul circuito Ticketone, così come sul sito di Folkest (www.folkest.com) e all’Angolo della Musica di via Aquleia a Udine).

A circa dieci anni di distanza dalla pubblicazione del suo ultimo album di inediti, Loreena McKennitt è tornata nel maggio di quest’anno con un nuovo lavoro ed è pronta a presentarlo in giro per l’Europa, con un totale di 25 concerti attraverso dieci paesi tra cui Spagna, Germania e, appunto, Italia. La cantautrice ha origini irlandesi e scozzesi e sono state queste ad aver influenzato la sua musica, che trae ispirazione dalle canzoni celtiche popolari a cui lei aggiunge un tocco internazionale, con un risultato sorprendente ed apprezzato in tutto il mondo. L’artista ha macinato cifre importanti: 14 milioni di album venduti con dischi d’oro, di platino e multi-platino. Nominata due volte ai Grammy Awards, ha vinto due Juno e il premio alla carriera della Billboard International. Sul palco la cantautrice sarà accompagnata dai musicisti Brian Hughes (chitarra, oud e bouzouki celtico), Caroline Lavelle (violoncello), Hugh Marsh (violino), Dudley Philips (contrabasso) e Robert Brian (batteria).

e.l.




LUDOVICO EINAUDI il 15 marzo esce “SEVEN DAYS WALKING” il progetto musicale più ambizioso della sua carriera

Tre anni e mezzo anni e mezzo dopo “Elements”, venerdì 15 marzo esce il primo disco di “Seven days walking”, il progetto musicale più ambizioso e visionario che Ludovico Einaudi abbia finora realizzato: sette dischi che verranno pubblicati nell’arco di sette mesi consecutivi.

In contemporanea all’uscita del primo disco della serie, Ludovico Einaudi presenta dal vivo “Seven Days Walking” in un tour che nel corso del 2019 toccherà le principali città d’Europa e Stati Uniti. Parte con una serie di teatri italiani che registrano il tutto esaurito già da diversi mesi, per poi approdare in alcune tra le più importanti città europee (Lisbona, Bruxelles, Londra, Monaco, Lucerna, Berlino, Vienna, Parigi) e statunitensi (Washington, Philadelphia, New York, Chicago, San Francisco, San Diego, Los Angeles, etc.), per poi tornare in Italia in estate negli anfiteatri e nel resto d’Europa. L’unica tappa nel Triveneto, di questa prima tranche di concerti, si terrà il prossimo 11 aprile al Politeama Rossetti di Trieste, organizzata dall’agenzia VignaPR srl in collaborazione il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Cosa abbia portato il compositore classico più ascoltato di tutti i tempi nello streaming e nelle classifiche alla concezione di questa nuova impresa, ve lo raccontiamo con le sue parole. L’ispirazione nasce in montagna:

Nel gennaio dell’anno scorso facevo lunghe passeggiate in mezzo alla neve, seguendo più o meno sempre lo stesso percorso. Nevicava molto e coi pensieri mi perdevo dentro quello stato di tormenta in cui le forme, spogliate dal freddo, avevano perso i loro contorni e colori. Forse quella sensazione di essenza estrema è all’origine di questo album.”

Il disco è stato registrato in autunno a Schloss Elmau in Germania e negli Air Studios di Londra. Con Einaudi al pianoforte, Federico Mecozzi al violino e Redi Hasa al violoncello. Riascoltando la registrazione delle prime prove, l’idea si precisa ulteriormente:

Ogni versione mi sembrava avere un carattere proprio, con sfumature distinte. Associavo il tutto al camminare, all’esperienza di fare e rifare gli stessi percorsi, scoprendo ogni volta nuovi dettagli. E così alla fine ho deciso di inserire tutte le versioni in un percorso di ascolto labirintico, per entrare nei meandri del processo creativo e per capire come un’idea musicale si possa sviluppare in tante direzioni, cambiare ogni volta che viene eseguita e cambiare nuovamente quando viene ascoltata.”

Seven days walking” è dunque suddiviso in sette episodi, ognuno dei quali è focalizzato su alcuni temi principali, sette variazioni intorno a uno stesso percorso immaginario o sette momenti diversi dello stesso itinerario. Sette album dal Day One al Day Seven che, dopo l’uscita del Day One il 15 marzo, verranno pubblicati in digitale a scadenza mensile fino a essere riuniti in cofanetto nell’autunno 2019.

LUDOVICO EINAUDI

11 APRILE 2019, ore 21:00

TRIESTE, Politeama Rossetti

Prezzi dei biglietti:

Platea A € 69,00 + dp

Platea B € 65,00 + dp

Platea C € 58,00 + dp

Prima galleria € 52,00 + dp

Seconda galleria € 43,00 + dp

Loggione € 30,00 + dp

CONCERTO SOLDOUT (biglietti esauriti da mesi!)

PER INFORMAZIONI SUL CONCERTO DI TRIESTE:

VignaPR – www.vignapr.itinfo@vignapr.it

VignaPR – Luigi Vignando tel. (+39) 340 3731626 – luigi.vignando@gmail.com

ilRossetti – tel. (+39) 040 3593511 – www.ilrossetti.itinfo@ilrossetti.it

Queste le date del tour in Europa e Stati Uniti:

14 marzo ALBA, TEATRO SOCIALE sold out

15 marzo ALBA, TEATRO SOCIALE sold out

17 marzo ROMA, AUDITORIUM sold out

18 marzo ROMA, AUDITORIUM sold out

20 marzo TORINO, LINGOTTO sold out

21 marzo GENOVA, CARLO FELICE sold out

23 marzo LISBOA, COLISEUM sold out

25 marzo BRUXELLES, ROYAL CIRCUS sold out

28 marzo LONDON, UNION CHAPEL sold out

29 marzo LONDON, UNION CHAPEL sold out

01 aprile MONACO, PHILHARMONIE sold out

02 aprile LUCERNA, KKL sold out

05 aprile BERLINO, PHILHARMONIE sold out

07 aprile VIENNA, NEUJAHRKONZERT sold out

10 aprile PARMA, TEATRO REGIO sold out

11 aprile TRIESTE, IL ROSSETTI sold out

14 aprile PARIS, SALLE PLEYEL sold out

15 aprile PARIS, SALLE PLEYEL sold out

16 aprile BRUXELLES, ROYAL CIRCUS sold out

31 maggio WASHINGTON, KENNEDY CENTER

01 giugno PHILADELPHIA, KIMMEL CENTER

04 giugno NEW YORK, CARNEGIE HALL

06 giugno CHICAGO, CADILLAC THEATER

08 giugno DENVER, ELLIE CAULKINGS OPERA HOUSE

11 giugno SAN FRANCISCO, DAVIES SYMPHONY HALL

13 giugno BEVERLY HILLS, LIVING ROOM

14 giugno SAN DIEGO, COPLEY SYMPHONIC HALL

16 giugno LOS ANGELES, WALT DISNEY HALL

18 giugno SEATTLE, MCCAW HALL

19 giugno VANCOUVER, ORPHEUM THEATER

20 luglio VIENNE, JAZZ A VIENNE

22 luglio VERONA, TEATRO ROMANO

23 luglio FIESOLE, TEATRO ROMANO

25 luglio SIRACUSA, TEATRO GRECO

27 luglio NAPOLI, ARENA FLEGREA

29 luglio ROMA, CARACALLA

31 luglio LONDON, BARBICAN

01 agosto LONDON, BARBICAN

02 agosto LONDON, BARBICAN

03 agosto LONDON, BARBICAN

04 agosto LONDON, BARBICAN

06 agosto LONDON, BARBICAN

07 agosto LONDON, BARBICAN

12 ottobre BIRMINGHAM, SYMPHONY HALL

13 ottobre BRIGHTON, DOME

15 ottobre DRESDEN, KULTURPALAST sold out

16 ottobre FRANKFURT, ALTE OPER sold out

17 ottobre STUTTGART, LIEDERHALLE sold out

18 ottobre DUSSELDORF, TONHALLE sold out

28 ottobre LIVERPOOL, PHILHARMONIC HALL

29 ottobre EDIMBURG, USHER HALL

30 ottobre GLASGOW, ARMADILLO

02 novembre NOTTINGHAM, ROYAL CONCERT HALL

04 novembre SAN SEBASTIAN, KURSAAL

05 novembre MADRID, TEATRO REAL

13 novembre HAMBURG, ELBPHILHARMONIE sold out

14 novembre HAMBURG, ELBPHILHARMONIE sold out

15 novembre MONACO, PHILHARMONIE sold out

16 novembre NURBERG, MEISTERSINGERHALLE

LUDOVICO EINAUDI / BIOGRAFIA

Il pianista e compositore Ludovico Einaudi nasce a Torino il 23 novembre 1955. Deve forse a sua madre, pianista amatoriale, il primo impulso alla musica e a quella che sarebbe diventata una carriera illustre. Inizia gli studi musicali al Conservatorio di Torino e si diploma al Conservatorio di Milano con Azio Corghi, perfezionandosi poi con Luciano Berio, di cui diventa assistente, e con Karlheinz Stockhausen. Nel 1982 vince una borsa di studio per il Tanglewood Music Festival, dove entra in contatto con le nuove tendenze del minimalismo americano. Negli anni seguenti compone musiche per balletto, cinema e teatro, come “Sul filo d’Orfeo” (1984), “Time out” (1988), “The wild man” (1991), “Salgari” (1995) e diversi lavori per orchestra e ensemble che vengono eseguiti alla Scala di Milano, all’Ircam di Parigi, al Lincoln Center di New York. Con l’album “Stanze” del 1992, che raccoglie sedici composizioni per l’arpa di Cecilia Chailly, inizia “un viaggio verso l’essenziale, alla ricerca della massima intensità con il minimo indispensabile”. Ma è con “Le Onde”, primo album in solo e ispirato ai racconti di Virginia Woolf, che nel 1996 cattura l’attenzione internazionale, ulteriormente accresciuta dai successivi “Eden Roc” (1999), in cui ospita un quintetto d’archi e il duduk di Djavan Gasparyan, e da “I giorni” (2001), un ciclo di ballate per piano ispirate da un viaggio in Mali. In Africa torna due anni dopo, su invito del Festival au Desert. Da quell’esperienza incide “Diario Mali” insieme al maestro della kora Ballaké Sissoko. La musiche che scrive nel 2002 per il remake del “Doctor Zhivago” trionfano al New York Film Festival, confermando il crescente prestigio di cui godono le sue colonne sonore, da “Fuori dal mondo” (2000), “Luce dei miei occhi” (2001), “Sotto falso nome” (2004), “This is England”, film (2004) e serie tv (2010), fino a “Intouchables” (2011), “Samba” (2014), “Mommy” (2014, “The water diviner” (2015) e “The third murder” (2017). I teatri in cui suona diventano sempre più significativi. I concerti alla Scala di Milano, incisi anche su disco, all’Hangar Bicocca e alla Royal Albert Hall contrassegnano una raggiunta pienezza artistica. Nel nuovo album in studio “Una mattina” del 2004, la musica di Einaudi si fa più concentrata e introspettiva, mentre nel successivo “Divenire” si espande nelle sonorità della Royal Liverpool Philharmonic Orchestra. Entrambi i dischi, che già primeggiano le chart di musica classica, irrompono per la prima volta in quelle pop. Sarà l’unico musicista classico a suonare nel primo festival iTunes. Nel lungo tour mondiale che segue, scrive costantemente musica nuova. Nel 2009 escono “Cloudland” con Robert e Ronald Lippok, e “Nightbook”, lavoro notturno, interiore, che “proietta il pianoforte come un’ombra, in tutte le direzioni”. Il concerto culmine delle tournée in Europa e Usa è ancora una volta alla Royal Albert Hall, da cui viene tratto un disco doppio e un dvd. Per due estati consecutive dirige l’Orchestra della Notte della Taranta, producendosi in una visionaria prova di regia musicale che lascia il segno nella musica tradizionale della “terra nera della tarantola”. Nel 2013 esce “In a time lapse”, una riflessione sul tempo, che viene registrato in un monastero e “concepito come una suite o i capitoli di un unico romanzo”, in cui convergono intorno al pianoforte archi, percussioni ed elettronica. Molti sono i concerti memorabili del tour mondiale che segue, quelli alla Sidney Opera House e all’Arena di Verona su tutti, ma anche lo speciale concerto “Piano Africain”, per sei pianoforti e altrettanti balafon e marimbe con cui apre Piano City Milano del 2014. Il nuovo “Elements” scaturisce nel 2015 “dal desiderio di rincominciare da capo, di provare strade diverse”. Tre mesi di registrazioni nello studio di casa nelle Langhe “mentre fuori esplodeva la primavera” e l’album diventa “una mappa di pensieri e sentimenti, punti, linee, forme e frammenti di un solo flusso interiore tra mito, Euclide, la tavola periodica, gli scritti di Kandinsky”. Nei tre anni successivi le tournée di “Elements” riempiono i teatri e le grandi arene del pop nel mondo. Suona la sua “Elegy for the Arctic”, commissionata da Greenpeace, su una piattaforma galleggiante tra i ghiacci del Mar Glaciale Artico. Sempre nel 2016 comincia l’appuntamento annuale con le “Dieci Notti” al Teatro Dal Verme di Milano: dieci concerti consecutivi con ospiti ed eventi speciali “per restituire qualcosa a una città che mi ha dato tanto”.




Martedì 19 marzo apre la nuova Biblioteca di Design “Bruno Munari” dell’ISIA di Faenza

Martedì 19 marzo 2019, alle ore 17.30, in occasione delle celebrazioni internazionali dell’Italian Design Day apre al pubblico la nuova Biblioteca di Design “Bruno Munari” dell’ISIA di Faenza, la prima in Emilia-Romagna a essere dedicata specificamente a questa materia.

 

Oltre 3.500 volumi tra design, architettura, arte, scienze umane, letteratura che trovano spazio negli antichi ambienti del monumentale Palazzo Mazzolani, nel cuore di Faenza, appositamente ristrutturati per accogliere la nuova biblioteca.

 

Oggi le biblioteche sono nuove piazze del sapere, amate e frequentate dai giovani, e questo evento è un investimento importante e simbolico per un’istituzione di formazione universitaria quale ISIA Faenza.
L’Associazione Bruno Munari ha aderito con entusiasmo all’iniziativa di intitolare la biblioteca al grande Maestro, ideatore del progetto didattico dell’ISIA e massimo esponente del Novecento nel dialogo tra arti e design, per una creatività fondata sulla continua sperimentazione.

 

Alla cerimonia inaugurale interverranno, oltre al Presidente Giovanna Cassese e al Direttore Marinella Paderni:
Massimo Mezzetti
Assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna

 

Giovanni Malpezzi
Sindaco del Comune di Faenza

 

Massimo Isola
Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Faenza

 

Claudio Leombroni
Responsabile del servizio Biblioteche, archivi, musei e beni culturali dell’IBC

 

Beppe Finessi
Direttore della rivista Inventario

 

Giuseppe Furlanis
Presidente della Conferenza Presidenti e Direttori degli ISIA 

 

Anty Pansera
Storica del design

 

Silvana Sperati
Presidente dell’Associazione Bruno Munari

 

La Biblioteca si sta ampliando con centinaia di nuovi volumi grazie a una campagna di nuove acquisizioni e donazioni. Sta avendo infatti successo l’iniziativa dal titolo “Dona un tuo libro all’ISIA di Faenza”, rivolta a designer, artisti, galleristi, curatori, studiosi, collezionisti, editori, istituzioni universitarie, accademiche e musei, che sono indicati, in qualità di donatori, nella scheda informatizzata di ogni volume.

 

La Biblioteca “Bruno Munari” compare nell’OPAC SBN Nazionale – Catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale e nella rete delle biblioteche della Romagna. La campagna acquisizioni continuerà nei prossimi anni, anche grazie agli investimenti ad hoc programmati dall’ISIA.

 

“Modernizzare e aprire il nostro patrimonio librario, depositato nei decenni, agli studenti dell’ISIA, agli appassionati, ai bibliofili e, in generale, a tutto il pubblico interessato, è fonte di orgoglio istituzionale e d’impegno sociale nei confronti della comunità” dichiara il direttore di ISIA Faenza Marinella Paderni. “Il progetto è nato dalla volontà della nostra Presidente, prof.ssa Giovanna Cassese, a cui ho risposto con lo stesso entusiasmo e passione credendo fermamente nell’azione formativa dei saperi librari nella formazione accademica degli studenti e nella vita delle persone”.
Conclude il presidente di ISIA Faenza, Giovanna Cassese: “È una gioia e un onore inaugurare – in concomitanza con la giornata del Ministero Affari esteri che celebra l’eccellenza del Made in Italy nel mondo –  la nuova Biblioteca di design “Bruno Munari” dell’Isia di Faenza, frutto di un progetto pluriennale, articolato e complesso, che seguo in prima persona dall’inizio del mio mandato qui all’Isia, convinta  da sempre della centralità di biblioteche moderne, attrezzate, aggiornate e accoglienti nelle istituzioni di formazione universitaria. Assolutamente in controtendenza, l’Isia di Faenza ha puntato tanto su questo ambizioso  obiettivo, portando a termine il restauro e la ristrutturazione  degli antichi spazi di Palazzo Mazzolani, mettendo in rete il patrimonio esistente, acquisendo tramite acquisti e donazioni nuovo e prezioso materiale bibliografico, con il coinvolgimento di personale specializzato e dei tanti donatori, a cui va tutta la nostra gratitudine. Così tra stucchi e affreschi un moderno arredamento con pezzi di design accoglierà quotidianamente studenti, docenti e studiosi non solo per leggere ma anche per dialogare su design e arte. È una scelta  di politica culturale chiara, che include investimenti significativi anche laddove non ci sono purtroppo fondi ad hoc, una scelta  che punta sulla centralità della ricerca nelle istituzione di Alta Formazione Artistica e sulla salvaguardia e valorizzazione del loro ricchi e preziosi patrimoni materiali e immateriali”.

 

La Biblioteca ospiterà anche una prestigiosa selezione di opere di design ceramico ideate da Andrea Anastasio e prodotte presso la bottega d’arte Ceramica Gatti di Faenza.