Teatro Miela giovedì 28 febbraio 2019 – ore 20:30 venerdì 01 marzo 2019 – ore 20:30 PAOLO ROSSI

ROBA MINIMA incontro con persone più o meno straordinarie

Giovedì 28 febbraio e venerdì 1 marzo va in scena al Teatro Miela lo spettacolo“ROBA MINIMA incontro con persone più o meno straordinarie” di e con Paolo Rossi.

Il monfalconese “Paolino Little King Rossi” torna a Trieste per un viaggio di affabulazione teatrale sulla sua carriera, sui segreti del lavoro d’attore e di comico sempre “on the road” e sugli incontri umani e artistici della sua carriera.

“La cosa più importante che mi sia capitata nella mia carriera di attore è stata quella di avere avuto la fortuna di incontrare dei grandi maestri. Parlo di Dario Fo, Giorgio Gaber, Carlo Cecchi, Enzo Jannacci e altri che mi hanno aiutato e guidato agli inizi. In questo mestiere gli incontri sono fondamentali”, dice Rossi, attore, autore e regista da ormai quarant’anni sulle scene e che ha saputo spaziare da Shakespeare al cabaret, da Moliere allo stand-up nei  night club.

Racconti di arte e di vita in cui anche la biografia diviene occasione di elaborazione artistica e drammaturgica, soprattutto se si è sempre vissuto di pane e teatro come lui. Fino dalle estati monfalconesi in cui un Rossi bambino assiste alle rappresentazioni delle compagnie itineranti di teatro popolare, per poi arrivare agli esordi sul palcoscenico con Dario Fo (“Histoire du soldat”, 1978) e anche con lo Stabile del Friuli Venezia Giulia nel Karl Valentin di Pressburger con Vittorio Caprioli (che gli fa i complimenti e ‘gli ruberà’ un’improvvisazione riuscita, dandogli una delle prime lezioni di vita teatrale). Altre tappe fondamentali gli incontri con la follia surreale di Enzo Jannacci e con l’ironia e il genio del più metodico e rigoroso Giorgio Gaber, di cui Rossi proverà a fare un mix nel suo personale metodo da ‘delirio organizzato’. Un metodo, una prassi teatrale, che prova da sempre a tramandare nei suoi lavori (in cui ha fatto sempre esordire comici e attori di talento e sconosciuti ai più) e più recentemente anche in lezioni e seminari (come quello sull’improvvisazione che terrà al Miela il 2, 3 e 4 marzo).

“L’improvvisazione sarà fondamentale anche nello spettacolo al Miela” dice Rossi. “Aprirò e chiuderò finestre di improvvisazione coinvolgendo il pubblico nel racconto, nel momento che si svilupperà a teatro in un incontro tra me e il pubblico e in uno spettacolo che cambia ogni sera e non è mai uguale”.

Sono aperte le c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00 e su vivaticket.

Andrea Forliano




Iapodes – Il popolo misterioso degli altopiani dell’Europa centrale” circa 8.000 visitatori alla mostra che si è chiusa domenica scorsa

Diventerà il primo evento di una trilogia sui popoli degli Istri e dei Liburni
nell’ambito del progetto internazionale per il Cammino intitolato “Illiria. Mito e storia”



In soli tre mesi di apertura, la mostra “Iapodes – Il popolo misterioso degli altopiani dell’Europa centrale”, esposta dal 15 novembre 2018 nelle sale del Civico Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann”, co-organizzata dal Comune di Trieste e dalla Comunità Croata di Trieste, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, è stata apprezzata da circa 8.000 persone. Richiamati dai ricchi reperti provenienti dal Museo Archeologico di Zagabria, i visitatori hanno avuto modo di apprendere molto sulla cultura materiale degli Iapodes, abitanti dell’area montana della Croazia e della Bosnia nord-occidentale tra la fine dell’età del bronzo (fine del X secolo a.C.) e la conquista romana del 35 a.C.

L’importante risultato è emerso in occasione del finissage della mostra, domenica scorsa, durante il quale è stata lanciata la proposta che questa esposizine sugli Iapodes costituisca il primo evento di una trilogia che nei prossimi anni preveda la presentazione, sempre al Museo Winckelmann, dei popoli degli Istri, con reperti dal Museo di Pola, e dei Liburni, con il coinvolgimento del Museo di Zara. La trilogia darà quindi voce alle principali popolazioni che vissero nell’attuale territorio della Croazia e che furono sempre in contatto commerciale e culturale con le genti che si affacciavano sull’Adriatico.

Dopo i ringraziamenti per gli eccellenti risultati ottenuti da parte del Museo Archeologico di Zagabria (Arheološki muzej u Zagrebu AMZ), rappresentato da una delle curatrici della mostra, Lidija Bakarić, il presidente della Comunità Croata di Trieste, Damir Murkovic, e la direttrice del Servizio Musei e biblioteche del Comune di Trieste, Laura Carlini Fanfogna, hanno sottolineato il successo e l’importanza dei contatti internazionali che, grazie all’archeologia, superano i confini moderni in un comune intento di obiettivi. Una serie di relazioni importanti che si svilupperanno ulteriormente con l’avvio del progetto intitolato “Illiria. Mito e storia” all’interno del quale nasce un nuovo Percorso Culturale Europeo, denominato “llyria Route”, che vede la partecipazione di numerose istituzioni pubbliche e private di vari paesi per sviluppare l’attuazione e la gestione di una nuova rotta culturale europea: dal Friuli-Venezia Giulia, attraversando Slovenia, Croazia, Bosnia, Erzegovina e Montenegro, per toccare tutti i siti archeologici e culturali dell’areale di stanziamento dell’antica cultura degli Illiri. L’iniziativa intende cavalcare il successo che lo slow tourism sta ottenendo in fasce sempre più vaste della popolazione europea, soprattutto in quelle giovanili, proponendo un’offerta paesaggistica, culturale, gastronomica e di divertimento unica nel suo genere in Europa. Da ultimo, ma non certo meno importante, l’iniziativa mira anche a creare nuovi legami tra le popolazioni delle zone attraversate dell’Itinerario troppo spesso divise dalle guerre nel secolo passato.

In occasione del finissage è stata proposta una visita guidata da Paolo Paronuzzi e organizzato un brindisi festoso, anche per ricordare gli otto eventi collaterali “IAPODES e noi”, che hanno arricchito l’offerta espositiva con seguitissimeconferenze di approfondimento tenute da docenti italiani, sloveni e croati, esperti nei settori specifici inerenti il periodo storico e la cultura materiale del tempo. Una serie di incontri tematici ideati per mettere a confronto le aggiornate conoscenze non solo sugli Iapodes, bensì anche sui loro vicini, che vissero in Istria e nei territori della Slovenia e della Venezia Giulia, accanto a inquadramenti sul periodo delle origini neolitiche e sulle fonti storiche e epigrafiche tramandateci dagli autori antichi. Gli eventi hanno catturato l’attenzione di appassionati della materia ed esperti archeologi del mondo accademico e museale dell’area.

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lunedì 25 febbraio ore 20.33 Teatro Miela PUPKIN KABARETT SHOW

Proseguono i lunedì di cabaret al teatro Miela, i comici più strampalati del Nord Est sono pronti a stupirvi con una serata indimenticabile preparata ad hoc dedicata alle imitazioni di personaggi  conosciuti e sconosciuti al pubblico.

Un momento particolare sarà dedicato alla satira politica su casi veri e su fatti mai avvenuti, possibili incursioni del sindaco che potrebbe relazionare sullo stato avanzamento lavori del litorale di Barcola.

Monologhi stralunati, sogni premonitori, influencer influenzabili, cinesine ben integrate in borgo teresiano, e il grande ritorno dell’esorcista di San Dorligo.

La Niente Band  accompagnerà la serata con musiche create su scale musicali inesistenti, ma molto riconoscibili dal pubblico. Gran finale  pirotecnico con giostra di cavalli lipizani invisibili.

I biglietti sono acquistabili in prevendita c/o biglietteria del teatro Miela  tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00. o su vivaticket.it. e vi ricordiamo che sono disponibili in cassa del teatro i pacchetti smart, consigliati a tutti quelli che non vogliono fare la fila per vedere il nostro stralunato cabaret (Mini Pupkin  – 4 spettacoli € 32,00).

Andrea Forliano




Da venerdì 12 a domenica 14 aprileriparte infatti In viaggio con pordenonelegge

Nel mese di febbraio lo sguardo corre già al tepore della primavera che ci aspetta fra poco più di un mese: l’occasione per festeggiarla con un’escursione fra paesaggio, arte e suggestioni di montagna arriva da Fondazione Pordenonelegge.it che propone una nuova, intensa ed emozionante escursione con full immersion nella città diTrento, ma anche alla scoperta della vicinaRovereto.  Da venerdì 12 a domenica 14 aprileriparte infatti In viaggio con pordenonelegge, il format di escursioni d’autore che attraversal’“anima segreta” dei luoghi attraverso la voce, le esperienze e lo sguardo di guide d’eccellenza. In questo caso i viaggiatori potranno incontrare e conoscere due protagonisti della narrazione del nostro tempo, lo scrittore Premio Campiello Carmine Abate e lo storyteller Lorenzo Carpanè, giurato del prestigioso Premio Itas per i racconti dedicati alla montagna.

Si parte venerdì 12 aprile, e la prima tappa sarà in Borgo Valsugana ad Arte Sella, The contemporany mountain, il progetto internazionale di arte contemporanea che si snoda nei boschi della Val di Sella e richiama ogni anno migliaia di visitatori, inserito in network quali ELAN (Euro­pean Land Art Network), Dancing Museums e Grandi Giardini Italiani. Sarà in questa suggestiva location che il pubblico potrà incontrare lo scrittore Carmine Abate, Premio Campiello 2012: l’epica profonda dei suoi romanzi conferisce una cifra stilistica inconfondibile al suo stile narrativo.Calabrese di famiglia arbëreshë, laureato in Lettere all’Università di Bari e poi emigrato ad Amburgo con la sua famiglia, Carmine Abate è stato protagonista in varie occasioni di pordenonelegge. In Germania ha iniziato a insegnare in una scuola per figli di emigranti e a scrivere i primi racconti. Succes­sivamente, ritornato in Italia, si è stabilito proprio nel Trentino, a Besenello, dove prosegue la sua attività di scrittore e insegnante sui temi forti delle origini, dallo spaesamento alla migrazione, alla salvaguardia della terra. Per il pubblico, quindi, una straordinaria opportunità di incontrare l’autore de La collina del vento,Mondadori (Pre­mio Campiello); Il bacio del pane, Mondadori, 2013; La felicità dell’attesa, Mondadori, 2015; Le rughe del sorriso, Mondadori, 2018. Nel pomeriggio si arriva a Trento, una città sorprendente per chi ancora conservasse lo stereotipo dell’austero centro sull’Adige, impermeabile a evoluzioni e impulsi del nostro tempo. A conoscerla meglio, la città sorprende per la qualità e quantità delle innovazioni, per la vocazione impren­ditoriale, per l’attitudine a sperimentare. Si possono incontrare le più moderne imprese e le più innovative proposte culturali tra le rocce e le acque che richiamano alla solitudine delle vette, alle fatiche del passato, al recupero delle tradizioni.  Quello che dà senso condiviso a questa pluriforme real­tà è la narrazione, nelle sue diverse pronunce, ovvero il romanzo, la memoria, la ricerca, il paesaggio, la storia.Ecco che le storie di montagna del Premio Itas scandiranno la visita a Trento nel racconto diLorenzo Carpanè, Giurato del Premio ITAS del libro di Montagna e noto consulente e formatore aziendale per lo storytelling e la scrittura professio­nale, autore del romanzoDue ragazzi per strada, 2012. Le storie di montagna si fonderanno   alle tappe irrinunciabili con l’arte: quella futurista di Fortunato Depe­ro nella casa dell’artista, e quella ai due ‘templi’ culturali del comprensorio, il MUSE – Museo della Scienza di Trento, e il MART – Museo dell’Arte Moder­na e Contemporanea di Rovereto. Due poli di eccellenza internazionale per cogliere l’atmosfera in continuo fermento delle città che sembrano scolpite nella maestosità delle Alpi, e si rivelano invece duttili e sorprendenti per la capacità di lasciarsi permeare dal proprio tempo.

La quota di partecipazione e i dettagli sono consultabili sul sito www.pordenonelegge.it Info e prenotazioni entro l’8 marzo e fino a esaurimento posti disponibili. Fondazione Pordenonelegge.it – Palazzo Badini, Via Mazzini, 2 – Pordenone – 0434.1573200 Antonietti Viaggi di Robintur Spa – Via Montereale, 91 – Pordenone 0434.546354.




Francesco Di Napoli de “La paranza dei bambini” è il Premio Prospettiva 2019 a ShorTS International Film Festival

ShorTS International Film Festival, in programma a Trieste dal 28 giugno al 7 luglio, annuncia il Premio Prospettiva 2019. Il prestigioso riconoscimento della 20° edizione del Festival triestino verrà assegnato a Francesco Di Napoli, giovane e talentuoso protagonista del film “La paranza dei bambini” di Claudio Giovannesi, tratto dal romanzo di Roberto Saviano. Presentato con successo alla 69° edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, dove è stato insignito dell’Orso d’argento per la migliore sceneggiatura, il film “La paranza dei bambini” è prodotto da Palomar con Vision Distribution, in collaborazione con Sky Cinema e TIMVISION, ed è distribuito nelle sale a partire dal 13 febbraio da Vision Distribution.

 

Alla sua prima esperienza davanti a una macchina da presa, il giovane partenopeo, scelto fra 4.000 coetanei durante un lungo e articolato processo di street casting, ha conquistato critica e pubblico con la folgorante interpretazione di Nicola, personaggio principale del film di Giovannesi: un quindicenne che, insieme al suo gruppo di amici, cerca di conquistare con violenza il potere nel Rione Sanità di Napoli, perso nell’illusione di portare giustizia nel quartiere attraverso il male. Nell’incoscienza della loro età vivono in guerra e questa vita criminale porterà il gruppo ad una scelta irreversibile: il sacrificio dell’amore e dell’amicizia.

 

“Siamo rimasti folgorati dall’energia febbrile di Francesco Di Napoli” – ha dichiarato la giornalista e critica cinematografica Beatrice Fiorentino, curatrice della sezione “Nuove Impronte” di ShorTS, dedicata alle opere del cinema italiano emergente -“un talento cristallino che si è manifestato, con prepotente evidenza, fin dall’esordio nel film di Claudio Giovannesi “La paranza dei bambini”. Il volto angelico, al tempo stesso innocente e spigoloso, occhi intensi che bucano lo schermo, un corpo ancora a metà tra l’essere bambino e giovane uomo, ci hanno travolti al primo sguardo. Il suo magnetismo di fuoco e l’aurorale candore ci hanno convinti che fosse imprescindibile scommettere su di lui senza indugio, certi che lo vedremo crescere ancora in una carriera che non può non anticiparsi luminosa.”

 

“L’età dell’innocenza trova incarnazione psicodinamica ed espressiva in un fresco maggiorenne di Napoli nella realtà di mestiere barista/pasticcere, ora attore neofita quanto convincente” – aggiunge il giornalista e co-direttore di ShorTS Maurizio di Rienzo – “Nomen omen -in qualche modo Francescano e Di Napoli in toto- il ragazzo visto in ‘Prospettiva’ già dal sapiente Giovannesi, è il timone emotivo bene/male di una Paranza in balia di nuove onde criminali quanto di luminosa purezza drammaturgica. Nel controverso nostro Sud, certi bambini nascono cresciuti.”

 

Il Premio Prospettiva di ShorTS International Film Festival rappresenta, infatti, una vera e propria scommessa sul futuro dei giovani talenti che ogni anno la manifestazione del capoluogo giuliano individua: attraverso questo riconoscimento, anche nel 2019 ShorTS accende i riflettori su una giovane promessa del cinema italiano, un’intuizione che, nel corso del tempo, è stata spesso confermata dalla carriera degli artisti premiati.

 

Numerosi, infatti, i giovani interpreti insigniti di questo riconoscimento nel corso delle varie edizioni del Festival, tra i quali si annoverano Alba Rohrwacher, Luca Marinelli, Michele Riondino, Matilda De Angelis e Daphne Scoccia, indimenticabile protagonista di “Fiore”, suo esordio sul grande schermo e terzo film di Claudio Giovannesi, grazie al quale il regista vinse il Premio Speciale ai Nastri d’Argento nel 2016.

Andrea Forliano




Da venerdì 22 febbraio al teatro Sannazaro di NAPOLI : un ragazzo di campagna regia Luigi De Filippo

Al teatro Sannazaro per la linea “Tradizione la nostra” da venerdì 22 a domenica 24 febbraio va in scena “Un ragazzo di campagna” commedia in due parti di Peppino De Filippo per la regia di Luigi De Filippo ripresa da Rosario Giglio.

Un ragazzo di campagna è una farsa in due parti rappresentata per la prima volta al Teatro Nuovo di Napoli nel 1931. La trama ruota intorno alle nozze di Pasqualino e Lucia, organizzate dal fratellastro di lui, Giorgio. Questi, per guadagnare una consistente somma di denaro, si accorda con il padre della ragazza che vuole far sposare la figlia, che ha sempre rifiutato qualsiasi pretendente. A nozze avvenute si scopre che la ragazza è segretamente innamorata di Enrico con il quale fuggirà dopo che costui avrà malmenato Giorgio.

“Rappresentata per la prima volta al Teatro Nuovo di Napoli fu uno dei primi successi dei fratelli De Filippo, Eduardo, Peppino e Titina. La propongo al pubblico oggi con la mia regia e interpretazione assieme ad una Compagnia di validi e giovani attori. In questa commedia vi sono i personaggi comici e grotteschi della Napoli dei De Filippo. Una comicità festosa e amara che, sotto l’apparenza della buffoneria, nasconde una sostanza fatta di dolore e sofferenza.

Siamo negli anni intorno al 1930, in un paesino di campagna nei

Luigi De Filippo

dintorni di Napoli. Giorgio oppresso dai debiti e con una moglie ex ballerina di varietà, capricciosa ed amante della bella vita, vuol cambiare un matrimonio d’interesse tra il fratellastro Pasqualino e la bella Lucia, figlia di un ricco possidente del paese. E, una volta celebrate le nozze, la situazione precipita. La sera stessa del matrimonio, l’antico fidanzato di Lucia, un giovane violento, torna a riprendersi di prepotenza la sua donna, e così il povero Pasqualino resterà solo e disperato senza moglie e senza la ricca dote sulla quale aveva messo gli occhi il fratellastro Giorgio.

La vicenda, nella quale si disegnano comicamente tipi e caratteri della campagna napoletana del 1930, profuma di semplici ma sinceri sentimenti di un mondo perduto che appartiene al paese dell’anima che è quello della memoria, c’è il gusto di parlare dell’uomo all’uomo affascinandolo con una “favola campagnola” amara e grottesca, nella quale può trovare in caricatura una parte di se stesso, Il Teatro inteso come un gioco, una finestra aperta su una piccola provincia vista con ironia, dove di vero e sincero ci sono la spontaneità e la violenza dei sentimenti che accompagnano la nostra esistenza nel bene e nel male.

In questa commedia si riconoscono i primi segni di quello che poi con il tempo caratterizzerà il Teatro di noi De Filippo e cioè la capacità di portare alla ribalta in modo leggero temi importanti. Il pubblico si diverte, ma la sua risata non è di semplice evasione ma di apprendimento e riflessione”.

Luigi De Filippo