ICGEB PRESENTA “SCIENCE & THE CITY_4”

Ritorna a Trieste il ciclo di incontri di divulgazione scientifica Science&theCity, ideato da ICGEB, Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie, che opera dal 1987 in Area di Ricerca (sede della Direzione Generale), oltre che a New Delhi e Cape Town, sotto la direzione generale di Mauro Giacca.

L’iniziativa Science&theCity_4 – realizzata con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, il patrocinio del Comune di Trieste, le media-partnership di RAI e del quotidiano Il Piccolo – porterà ancora una volta la scienza in città, nuovamente con una formula di quattro incontri, quest’anno organizzati al Teatro Miela (mercoledì 3, mercoledì 10, mercoledì 17, mercoledì 24 ottobre), sempre con inizio alle 18.00 ad ingresso libero.

Protagonisti alcuni tra i massimi esperti italiani e internazionali della ricerca bio-medica che si confronteranno su tematiche di grande attualità, come la Genetica di frontiera, i Cuori in provetta, l’Evoluzione Umana e i Geni come farmaci.

Tutti gli appuntamenti di Science & the City_4 (che coinvolgeranno scienziati, ricercatori, esperti e docenti universitari) saranno moderati dal Direttore Generale di ICGEB Mauro Giacca e saranno ripresi in audio e in video da Rai Cultura e da Rai Friuli Venezia Giulia per la successiva messa in onda integrale sul canale tematico nazionale Rai Scuola e successivamente su Rai 3 a diffusione regionale.

Questa quarta edizione – che include anche un appuntamento pubblico alla sala Ajace di Udine il prossimo 23 ottobre – sarà illustrata alla stampa martedì 2 ottobre alle 11.30 presso il Grand Hotel Duchi d’Aosta di Trieste.




Daniela Pes vince il ‘Premio dei premi’, la Champions League dei nuovi cantautori

È la sarda Daniela Pes la vincitrice del “Premio dei Premi” 2018, il contest che riunisce i vincitori dei concorsi italiani di canzone d’autore e world music intitolati ad artisti scomparsi.

L’evento si è tenuto sabato nell’ambito del Mei di Faenza ed ha visto un podio tutto al femminile. Infatti dietro la vincitrice, che rappresentava il Premio Andrea Parodi di Cagliari, si sono piazzate, a pari merito, Federica Morrone (in lizza il Premio Bianca d’Aponte di Aversa) e Agnese Valle (per il Premio Mario Panseri di Cairo Montenotte).

La serata è stata una occasione unica per vedere, tutti insieme, i migliori cantautori emergenti del nostro Paese, in quella che è stato definita la “Champions League” della nuova canzone d’autore.

Daniela Pes

Daniela P.

Alla vincitrice numerosi bonus: un “immediate video” della propria canzone, realizzato da Marco Billeci, videomaker e giornalista di Gedi Digital, che sarà pubblicato su su repubblica.it; uno speciale su JamTV e una corposa intervista per il bimestrale “Vinile”. Ma per Daniela Pes ci sarà anche la possibilità di partecipare come ospite a “EdicolAcustica” di Grosseto e al Festival Internazionale della Sardegna Città di Uta.

A Federica Morrone invece è andato il premio speciale dell’Officina della Musica e delle Parole di Milano, consistente nella possibilità di partecipare a un corso della stessa Officina del valore di euro 1500.

Nel Premio dei Premi, ideato e diretto da Enrico Deregibus e Giordano Sangiorgi, si sono fronteggiati anche Salvario in rappresentanza del Premio Pierangelo Bertoli, Lisbona per il Premio Bindi, i Yosh Whale per il Premio Buscaglione, La Quadrilla per il Premio Alberto Cesa/Folkest, Luchi per il Premio Ciampi, i Mislead per il Premio Augusto Daolio, Giulio Wilson per il Premio Bruno Lauzi e gli Helena per il Premio Manente.

Ognuno di loro ha eseguito un brano proprio ed una cover di un protagonista della musica italiana, in una sorta di passaggio di testimone. Ad esempio Daniela Pes ha proposto “Carne”, di un personaggio di rilievo della scena indipendente degli ultimi anni come Iosonouncane, mentre Federica Morrone ha cantato “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco e Agnese Valle “Un paese di gente bambina” di Mario Panseri. Ma si sono ascoltate anche canzoni di Niccolò Fabi, Fabrizio De André, CCCP, Francesco De Gregori, Piero Ciampi, Mina, Pierangelo Bertoli, Fred Buscaglione.

A presentare lo stesso Deregibus insieme alla cantautrice Roberta Giallo, che era stata la vincitrice della scorsa edizione e che si è anche esibita in chiusura di serata. A salire sul palco in veste di ospiti ci sono stati anche Mauro Ermanno Giovanardi (a cui è andato un premio speciale del Mei) e il duo composto da Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo che ha presentato un omaggio a Nick Drake. Ad inizio serata spazio anche per la giovane band Il generatore di tensione, presentata dalla Fondazione Lucio DallaIl “Premio dei Premi” era dedicato ai 40 anni del disco “Pigro” di Ivan Graziani, omaggiato dal cantautore triestino Cortellino.

Media-partner dell’evento, insieme a JamTV e Vinile, è Radio Popolare, che trasmetterà la serata nelle prossime settimane.

A decidere il vincitore è stata una folta giuria composta da:

Gio Alajmo (spettakolo.it)

Maria Amato (Assoc. Indipendenti Australia)

Marco Bisconti (MBM management)

Andrea Bolognini (Osteria delle dame)

Francesco Bommartini (Arena di Verona)

David Bonato (Davvero comunicazione)

Chiara Callegari (Ciao Radio)

Alessandra Cappellacci (Vinile)

Federica Carlino (NoiseSymphony)

Luca D’Ambrosio (Musicletter)

Guido de Beden (Rete dei Festival)

Chiara Ferrari (Patria indipendente)

Luca Fornari (ATCL)

Walter Giacovelli (Musplan)

Jonathan Giustini (Cartadamusica)

Paolo Gresta (Parallel Vision)

Tommaso Grotto (Kopjra)

Luca Guidobaldi (LL.M. Managing)

Paolo Masini (Mibact e Casa del cantautore)

Marco Mori (Producer)

Stefano Negrin (La Cupula Music)

Mattia Pace (manager)

Nello Pappalardo (Globus)

Alex Pierro (JamTv)

Paolo Prato (RadioinBlu)

Adila Salah (NoiseSymphony)

Michele Scuffiotti (EdicolAcustica)

Daniele Sidonio (Recensito)

Tino Silvestri (Officina della Musica e delle Parole)

Paolo Talanca (fatto quotidiano)

Barbara Urizzi (Radio Capodistria)

Giulia Zichella (L’Isola che non c’era)

 




Sabato 6 e domenica 7 ottobre, a Tricesimo Al via il festival “Ottoni ad Oriente”

Al via “Ottoni ad Oriente“, festival unico nel suo genere in Friuli Venezia Giulia, essendo dedicato in via esclusiva ai gruppi di ottoni. Ideato e promosso dall’associazione Brassevonde e sostenuto economicamente dal Comune di Tricesimo e dalla Fondazione Friuli, l’evento è in calendario per sabato 6 e domenica 7 ottobre, nelle location del teatro Garzoni e di piazza Ellero, a Tricesimo. Protagonisti di “Ottoni ad Oriente” saranno musicisti di primo livello, noti su scala internazionale: brilleranno, in particolare, le stelle di Loris Antiga, cornista del teatro La Fenice di Venezia, e di Thomas Gansch, trombettista dei Mnozil Brass. Intenso il programma della due giorni, che si aprirà alle 16 di sabato (al teatro Garzoni) con una conferenza sul “Brass Ensemble” del maestro Simon Hogg. Seguirà, alle 18, l’esibizione dell’ensemble Brassevonde, con la partecipazione di Loris Antiga: lo spettacolo si terrà in piazza Ellero, salvo maltempo; nel caso ci si sposterà in sala consiliare. In serata, poi (dalle 20.45), ulteriore appuntamento in teatro, dove suoneranno gli Slide & Friends, diretti dal maestro Hogg. Ingresso al costo di 5 euro. Domenica 7 ottobre, gran finale con la performance di Thomas Gansch, sempre in teatro, a partire dalle 20.45. Il celebre trombettista si esibirà insieme al Baretè Quartet. Per la prenotazione è possibile inviare una mail all’indirizzo mail  info@brassevonde.it. Nel foyer del Garzoni, nei pomeriggi di entrambe le giornate del festival, si potrà ammirare anche un’esposizione di trombe e tromboni Schagerl. Nell’ambito del festival, inoltre, Loris Antiga, terzo corno della Fenice di Venezia, terrà una masterclass dedicata al repertorio orchestrale per corno. Le lezioni, individuali, si svolgeranno nella sede della Banda cittadina di Tricesimo, sabato 6 ottobre dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17 e domenica 7 dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17. Vengono garantite due sessioni per partecipante. Il festival Ottoni ad Oriente è stato sostenuto nell’ambito del bando Arti Sceniche, con cui la Fondazione Friuli contribuisce a valorizzare la produzione artistica locale nei settori del teatro, della danza e della musica.

BRASSEVONDE. L’ensemble di ottoni “Brassevonde” si è costituito nel 2001, ispirandosi alla consolidata tradizione dei più affermati gruppi diffusi in ogni parte del mondo. Il nome gioca sul doppio significato di “brass”, in lingua inglese “ottoni”, in friulano “bravi”. Considerando che “vonde” in friulano vuol dire “basta”, si può interpretare l’unione dei due termini come “bravi e basta” oppure “ottoni e basta”. Da subito la struttura del gruppo, formato da 10 elementi di base, è stata volutamente aperta, richiamando esecutori regionali di diversa preparazione musicale ma animati dal comune desiderio di fare buona musica e divulgare con divertito ma massimo impegno lo splendido repertorio per ottoni. Quest’ultimo è costituito da un’ampia letteratura (trascrizione/elaborazione di composizioni di musica rinascimentale e barocca, composizioni classiche del ‘700, repertorio ottocentesco, musica folk, jazz e composizioni espressamente create per i brass ensemble). Alcuni dei componenti sono tra i più promettenti esecutori della terra friulana. La prima tromba di qualche anno fa, Ottaviano Cristofoli, ora è prima tromba Principal alla Japan Philarmonic Orchestra di Tokyo. Attualmente il gruppo può contare sulla collaborazione di diversi giovani diplomati, impegnati in un’intensa attività concertistica a livello internazionale. Il gruppo si è esibito in numerosi concerti, in svariate località. Gran parte degli arrangiamenti, delle trascrizioni e dei pezzi originali sono di Marco Maiero. La formazione di base è attualmente formata da Andrea Picogna, Enrico Tavano, Gianni Dordolo, Massimo Degano (trombe), Alessandra Rodaro, Nicola Fattori (Corni), Gianpietro Zanini, Marco Maiero, Federico Marazzi (tromboni), Aldo Martinuzzi e Massimo Tomadini (tube).

LORIS ANTIGA. Loris Antiga è uno dei cornisti più rappresentativi d’Italia: ha suonato con la London Symphony Orchestra, la Chamber Orchestra of Europe ed è stato scelto dal maestro Claudio Abbado per il progetto Orchestra Mozart. Dopo aver terminato gli studi in Italia con il maestro Guido Corti, si è perfezionato a Chicago con Dale Clavenger e Arnold Jacobs. Ha suonato in qualità di primo corno al Teatro alla Scala di Milano e alla Filarmonica della Scala, al Maggio Musicale Fiorentino e con l’Ensemble Modern Francoforte, l’orchestra della radio svizzera italiana, Malaysian Philharmonic Orchestra; ha inoltre collaborato con le principali istituzioni liriche e sinfoniche italiane. Dal 2001 suona stabilmente al Gran Teatro La Fenice. Ha suonato sotto la direzione di Muti, Bychkov, Pappano, Gergiev, Gardiner, Thielamann , Luisi, Mehta, Barenboim, Haitink. E’ membro fondatore del Brassoper, con il quale ha inciso per l’etichetta Sommit Records. Molto attratto dalla musica da camera, è stato invitato a numerosi festival, fra i quali Lione, Pisa, Stresa, Lugano, Ravello. Tiene masterclass in tutto il mondo, in Giappone, Brasile, Stati Uniti, Cina e Spagna, e viene regolarmente invitato a esibirsi come solista negli Usa.

SIMON HOGG.  Laureato alla National Youth Orchestra e alla Royal Academy of Music di Londra, Simon Hogg è membro fondatore del Brass Art Ensemble: al suo attivo duemila concerti, in oltre sessanta Paesi, e 150 registrazioni per la BBC radio e TV. Nel 1994 ha fondato Warwick Music, editrice di musica specialista. Ha insegnato al Royal College of Music, è stato giudice nel BBC Young Musician of the Year nonché Senior Examiner Estero presso l’Accademia Reale Scozzese di Musica & Dramma. Nel 2014 ha ricevuto un premio speciale della British Trombone Association. È stato recentemente nominato professore classico FM dell’anno. Hogg conduce la band di ottoni all’Università di Warwick e dal 2007 è direttore di musica alla scuola Warwick, che vanta oltre 60 ensemble.

BARETE’ QUARTET. Il Baretè Quartet è un progetto jazz che nasce dall’idea di quattro musicisti con background molto diversi (i goriziani Pierpaolo Gregorig, ai saxofoni, e Giampaolo Mrach, alla fisarmonica, e i friulani Alessandro Scolz e Mario Castenetto, rispettivamente pianista e percussionista), che uniscono le loro personalità per elaborare composizioni originali, in cui suoni arcaici incontrano ritmi moderni e popolari, fondendosi con le armonie del jazz contemporaneo. Di recente il Baretè Quartet ha partecipato al concorso internazionale PIF di Castelfidardo  e a novembre sarà ospite del festival Jazz&TheCity, a Salisburgo. Il suo lavoro svela una capacità d’espressione che trova nella vena del jazz nuova spinta e proposta.




Teatro Miela Trieste presentata la stagione 2018-2019

Al via un’altra stagione di suoni, visioni e suggestioni con gli occhi sempre bene aperti al mondo intorno a noi. Bonawentura presenta in queste pagine la prima parte della stagione del Miela, teatro da sempre orgogliosamente “instabile”, insolito, attento, curioso.

Una formidabile annata di proposte all’insegna della ricerca verso tutto ciò che di nuovo, importante e interessante ci regala il panorama artistico-culturale mondiale.

Imperdibili come sempre gli appuntamenti sul tema delle migrazioni del festival S/paesati, classico appuntamento autunnale del Miela, che da molti anni propone preziose occasioni di approfondimento e di riflessione – artistica ma non solo – su temi attuali.

Ormai pietra miliare del Miela la rassegna Miela Music-Live: concerti semprericercati e di gran pregio intonati su ‘altre’ note musicali che puntano lo sguardo sul mondo e sulle commistioni e contaminazioni tra generi e culture musicali.

In questo stuzzicante menù di proposte il pubblico troverà appuntamenti con l’arte, il teatro, la scienza e molto altro ancora e potrà riapprezzare gli immancabili appuntamenti con la scatenata satira del Pupkin Kabarett.

Dobet Gnaohorè

Insomma, il piccolo e instabile Teatro Miela riapre di nuovo i battenti e per l’occasione si fa ancora una volta grande, bello, luccicante, e a misura di mondo,  nessuno escluso.

La notte Blu dei Teatri  

Sottocoperta la capra campa

Variazioni sul mare in occasione della Notte Blu dei teatri triestini nel cinquantenario della Barcolana a cura di Bonawentura con la compagnia del Pupkin Kabarett.

Dopo essersi cimentati nelle passate edizioni, con Jack London e il naufragio di Ambrogio Fogar, la compagnia del Teatro Miela ritorna al cabaret musicale. L’ultimo approdo della Notte Blu dei teatri: un equipaggio collaudato e ben assortito composto da Laura Bussani, Stefano Dongetti, Alessandro Mizzi, accompagnati da Riccardo Morpurgo al pianoforte e Stefano Bembi alla fisarmonica. Sotto coperta è il luogo e la dimensione più adatta per chi di vela ne sa poco. Stare lì e non far danni, raccontandosi le cose, ascoltando della musica. Sul ponte c’è poco spazio, bisogna rendersi utili ma soprattutto si rischia di farsi male. Meglio sotto per poter comunque direc’eravamo anche noi.

Music Miela-Live 2018/19  La musica è di casa al Teatro Miela

Un Melting pot musicale e culturale che come sempre ci soddisfa ed appassiona. In questo inizio di stagione 2018/19 Bonawentura ospiterà artisti e gruppi musicali provenienti da: Italia, Belgio/Congo, Costa d’Avorio, Nuova Zelanda, Niger, UK/Arg/Congo.

Il Teatro Miela si ritrova ad essere uno dei pochi spazi a proporre una programmazione musicale trasversale, che abbraccia molte tendenze odierne e di qualità. Le scelte della programmazione di questa prima parte di stagionerivolgono lo sguardo alle musiche del mondo e alle commistioni e contaminazioni tra generi e culture musicali. Un viaggio attraverso la musica, le tradizioni e le sperimentazioni dei diversi luoghi del mondo, sempre aperti alle differenti culture che finiscono inevitabilmente per arricchire la nostra.

Nidi darancio

La linea di pianificazione musicale di Miela Music-Live ci vede collaborare anche a livello transfrontaliero con altre realtà con cui condividiamo gli intenti e le proposte artistiche come il festival Druga Godba della vicina Slovenia, tutte realtà che si impegnano a diffondere e circuitare il più possibile la musica del mondo nella sua diversità. 

Tutto sempre con un’attenzione particolare al livello e alla qualità dei musicisti nella dimensione live, alla sperimentazione e l’originalità della proposta, con una predilezione per quei progetti che, più di altri, sono capaci di sorprenderci per la capacità di non uniformarsi nelle solite categorie e tipologie musicali standardizzate.

Il primo appuntamento è con Nidi D’arac (Italia) i più forti e longevi  esponenti della world music italiana  raccontano, con lo splendido dialetto salentino, le storie scure del sud italiano e le fanno danzare sui ritmi popolari tra contaminazioni folk, rock ed elettroniche. Seguiranno: Baloji tra i musicisti più interessanti nell’ambito della “nuova” world music, quella prodotta in Europa da musicisti qui cresciuti, che guardano alle loro radici e se ne riappropriano con sguardi e linguaggi profondamente contemporanei.La cantante, danzatrice e percussionista della Costa d’Avorio, la nuova grande voce dell’Africa Dobet Gnahoré, le sue performance catturano l’attenzione fin dal primo istante. Orchestra of Spheres, un progetto (anche visivo) che arriva dalla Nuova Zelanda, inventori e promotori di un particolarissimo groove alieno, arrivando ad un alto livello di sperimentazione e originalità.Les Filles de Illighadad un gruppo di ragazze provenienti dal villaggio omonimo del Niger, fautrici di un nuovo genere di chitarra Tuareg che si mescola al folk tradizionale trasportando le canzoni rurali dei nomadi ai giorni nostri, nel XXI secolo, una testimonianza della ricchezza nella semplicità con delle composizioni costruite da pochi elementi: voci, battiti di mani e percussioni. Animanz & Juanita Euka (UK/Arg/Congo) un gruppo nato nel 2013 come un progetto aperto tra amici musicisti che in pochi anni ècresciuto accogliendo artisti ed ospiti provenienti da tutto il mondo e consentendo alla band di sviluppare il loro ritmo così variegato e travolgente.

Chi ama brucia

Pukin Kabarett Show

L’appuntamento classico – classicissimo ormai – dei lunedì del Miela con la musica e il cabaret e con la compagnia più strampalata che vi sia mai capitato di vedere su un palco.

Dal febbraio 2001 calcano continuativamente le scene, sempre accompagnati dalla musica della fedelissima Niente Band, riempendo le serate del primo giorno della settimana con sketch, satira politica e con pensieri e riflessioni che definire strampalati è dir poco.

Ma tutto ciò non gli bastava. Da anni scrivono e inscenano spettacoli e reading su svariati argomenti senza che nessuno li abbia ancora cacciati a male parole. Questo per Trieste è effettivamente molto strano.

Il loro segreto? Una dose di follia accompagnata da una adeguata sconsideratezza e da un congruo quantitativo di imprudenza. Le loro maggiori qualità morali? Disfattismo, negatività e improvvisi entusiasmi ingiustificati. Soprattutto hanno sempre ragionato male.

S/paesati  eventi sul tema delle migrazioni  XIX edizione 2018

Umanità in movimento

Oggi più che mai l’umanità è in cammino, si muove per fuggire dalle guerre e dalle emergenze ambientali, si muove per necessità economiche e realizzare la propria vita, come chi immigra nel nostro paese, ma anche come i giovani che emigrano in altri paesi europei o in altri continenti.
I fenomeni migratori sono complessi e dal 2000 il festival S/paesati cerca di analizzarli attraverso lo spettro della creazione artistica e gli incontri culturali. Un’attenzione particolare è riservata ai momenti di elaborazione teatrale in cui si lavora insieme tra gli artisti regionali e gli artisti immigrati, un modo per confrontarsi e generare insieme una nuova visione.
La maggior parte delle produzioni teatrali è nata con questo metodo di lavoro. Inoltre sempre attraverso la lente delle arti, il festival S/paesati prova a capire il mondo che ci circonda. Quest’anno infatti una parte sarà dedicata all’analisi e al racconto di alcune zone di guerra come la Siria e l’Iraq, riservando speciale considerazione alle vicende riguardanti i curdi, attraverso l’esperienza diretta di giornalisti come Domenico Chirico e Linda Dorigo, e artisti provenienti da tali paesi come  Leyla Toprak.  Durante la presentazione del libro di  Maria Cuffaro, Kajal. Le vite degli altri e la mia, presentato con igiornalisti Paolo Aleotti e Emily Menguzzato, si  riveleranno la disperazione della guerra, delle periferie più dure (Medio Oriente, l‘Asia, il Sud America, l’Africa) viste dagli occhi della giornalista. Le migrazioni e le vite dei migranti dipendono spesso dalla guerra e dalla pace, dimensioni che, storicamente in Europa sono ben note.
Due spettacoli relativi alla prima guerra mondiale sono presenti in questo senso all’inizio e alla fine della programmazione. Ritorna il giornalista Gabriele Del Grande nell’ incontro Fortress Europe in cui parlerà dei rifugiati e il destino dell’Europa, esaminandone gli scenari futuri. Al termine verràriproposto l’ormai celebre documentario  Io sto con la sposa.

Tre le produzioni Bonawentura proposte quest’anno: Diario dall’aldilà ….Da Sarajevo con amore di Puniša Kalezić e Diana Bosnjak  Monai, uno spettacolo multimediale, che raccoglie le memorie passate da nonno a nipote e ci riporta all’assedio di Sarajevo all’inizio degli anni Novanta, Lampedusa Beach, di Lina Prosa in collaborazione con il Teatro Stabile Sloveno, in cui Shauba, giovane africana, naufraga, inghiottita dal mare racconta il sogno di una vita migliore, e denuncia l’ingiustizia del mondo.

Una splendida giornata … da clandestino, di Giuseppe Nicodemo, ispirato a un reportage di Gianpaolo Sarti per il quotidiano “Il Piccolo di Trieste è  la storia di un giornalista che si finge profugo per un giorno.

Verrà riproposto Come diventare africani in una notte, di Mohamed Ba, Stefano Dongetti e Alessandro Mizzi, uno spettacolo dove la cultura europea e quella africana si incontrano e dialogano apertamente.

Per maggiori info e programmi dettagliati consultare i siti www.miela.it e www.spaesati.org




NUOVE PREVENDITE AL VIA DAL 2 OTTOBRE. E DIRTY DANCING FA POKER

Partirà martedì 2 ottobre una nuova tornata di prevendite per gli spettacoli della ventiduesima stagione del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.  Quindici in totale gli appuntamenti interessati, di cui 10 per la prosa e 5 per la musica.

Per quanto riguarda la prima, apre la serie il travolgente e romanticissimo SHAKESPEARE IN LOVE con Lucia Lavia, spettacolo inaugurale della stagione di prosa in programma dal 12 al 14 ottobre: una produzione in grande stile, colorata e gioiosa diretta dal vulcanico Giampiero Solari, firma di innumerevoli successi per il teatro, il cinema e la televisione. Seguono l’ironicoVIKTOR UND VIKTORIA (dal 26 al 28 ottobre) dove spicca il fascino ambiguo e sensuale della sempre frizzante Veronica Pivetti; il labirintico THE DEEP BLUE SEA (dal 18 al 20 dicembre)diretto da Luca Zingaretti con protagonista la splendida Luisa Ranieri, per la prima volta al Teatro Nuovo; la dolceamara CENA DELLE BELVE (dal 22 al 24 gennaio 2019); l’irresistibileCONTE TACCHIA (dal 7 al 9 febbraio) diretto e interpretato dal mattatore Enrico Montesano; gli intriganti  PICCOLI CRIMINI CONIUGALI (dal 16 al 18 aprile) diretto e interpretato da Michele Placido in scena con Anna Bonaiuto.

Novità importante per l’attesissimo musical DIRTY DANCING, in scena dall’8 al 10 novembre: lo spettacolo campione d’incassi in Italia e all’estero passa infatti da tre a quattro repliche aggiungendo uno spettacolo pomeridiano sabato 10 novembre: i biglietti per tutti gli appuntamenti saranno in vendita  sempre dal 2 ottobre.

Per quanto riguarda i grandi classici, rivisitati in chiave moderna e sempre con uno sguardo rivolto al presente, acquistabili i ticket per la meravigliosa sinfonia umana dei MISERABILI (dal 20 al 22 novembre) – pièce tratta dal capolavoro di Victor Hugo, diretta da Franco Però e coprodotta dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con il camaleontico Franco Branciaroli – per il dannatissimo e attualissimo DON GIOVANNI di Molière (dal 26 al 28 febbraio 2019) con la dissacrante regia di Valerio Binasco e per il dramma ibseniano IL COSTRUTTORE SOLNESS (dal 19 al 21 marzo) che segna il ritorno di un leone della scena come Umberto Orsini.

Per quanto riguarda la musica, invece, realizzata grazie anche al sostegno della Fondazione Friuli, sarà possibile aggiudicarsi i posti ancora disponibili per gli appuntamenti con cinque dei migliori complessi sinfonici internazionali. Apre la serie Les Siècles diretta da Franҫois-Xavier Roth, che mercoledì 17 ottobre ci condurrà all’ascolto di Camille Saint-Saëns e Maurice Ravel. A seguire, la Seoul Philharmonic Orchestra (martedì 27 novembre) espressione fra le più luminose nel panorama asiatico; la Budapest Festival Orchestra (venerdì 15 febbraio), consacrata fra le dieci migliori del mondo, che con il Cantemus Kórus si esibirà in un programma tutto dedicato a Igor Stravinskij; la European Union Youth Orchestra diretta da Vasily Petrenko (domenica 14 aprile) con brani di Rachmaninov, Čajkovskij e Šostakovič.Chiude la tornata di appuntamenti in prevendita la leggendaria Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov. (domenica 12 maggio 2019) impegnata in un concerto interamente incentrato su Čajkovskij.

Gli sportelli della biglietteria di via Trento 4 saranno aperti solo martedì 2 ottobre con orario 9.30 – 12.30 e 16.00 – 19.00. Nei giorni successivi sarà invece attivo l’orario pomeridiano, dalle 16.00 alle 19.00 (chiuso la domenica, il lunedì e i giorni festivi). L’acquisto dei biglietti è possibile anche online su www.teatroudine.it e www.vivaticket.it,  nei punti vivaticket e, ogni mercoledì, al Temporary Ticket Store del Teatro attivo in centro a Udine al Caffè Contarena (Via Cavour) con orario 10.00-13.00 e 13.30 -18.00.

 

Per info: tel. 0432 248418 e biglietteria@teatroudine.it). Previste speciali riduzioni per i possessori della G-Teatrocard e per i giovani fino a 26 anni.

 




Il 20 e 21 ottobre 2018 torna ai Castelli di Strassoldo (Ud) “In Autunno: Frutti, Acque e Castelli”

Incastonato nel cuore della pianura friulana, tra corsi d’acqua di risorgiva, il suggestivo borgo medievale di Strassoldo è uno scrigno di storia che racchiude due castelli ben distinti: il castello di Sopra ed il castello di Sotto, tra i più antichi e significativi del Nord est d’Italia.  È qui che, dal 1998, le proprietarie aprono i battenti dei due manieri due volte l’anno ad un pubblico (ormai affezionato) alla ricerca di atmosfere ed oggetti raffinati ed insoliti, permettendo di scoprire, attraverso la presentazione delle nuove opere di artigiani, artisti ed antiquari selezionati e rari, anche la bellezza e i décor degli interni e il fascino dei parchi antichi dagli alberi secolari in cui sono immersi.

L’appuntamento autunnale con Castelli aperti a Strassoldo, dal titolo In Autunno: Frutti, Acque e Castelliva in scena il 20 e il 21 ottobre, dalle 9.00 alle 19.00, e suggerisce un incantevole viaggio fra saloni arredati con quadri d’antenati, alberi genealogici e mobili antichi, nei quali fanno bella mostra di sé maestri antiquari, maestri artigiani con preziosi manufatti in oro, argento, vetro, pietre e stoffe preziosi, lana, carta, cashmere, fildiferro, pelle, legno e terracotta. Non mancano prelibatezze artigianali come cremini, torte alla glassa, aceti balsamici, cioccolate, liquerizie, salse, conserve e vin brulé con mela e cannella.

All’esterno, nel verde brolo delimitato dalla scorrere di lente acque di risorgiva, prestigiosi vivaisti espongono bellissime collezioni di piante insolite, rare, antiche ed abili artigiani oggetti ed arredi per la casa ed il giardino in uno stile country di alta gamma. Nella corte del Castello di Sopra, un raffinatocatering presenta piatti di stagione, per una pausa di gusto e relax. Visite guidate conducono alla scoperta del borgo castrense e di Santa Maria in Vineis, con la sua bella chiesetta affrescata del Trecento.

Saranno due giornate colorate e animate, arricchite dal fascino della musica antica ispirata all’autunno, che farà da sottofondo nella cappella di San Marco e in altri punti dei castelli. Un’occasione imperdibile per assaporare dolci e raffinate atmosfere autunnali, in un’aura magica d’altri tempi.

Orario: dalle 9 alle 19 orario continuato.

L’entrata alla manifestazione è a pagamento (si tratta, infatti, di un’iniziativa di fundraising):

Biglietto unico per adulti: € 12 (da acquistare alle casse) per entrare negli interni del Foladôr, del castello di Sotto, della Pileria del riso, della Cancelleria, del castello di Sopra, nel suo brolo e nel suo parco (il parco del castello di Sotto non è compreso).

Biglietto unico per gruppi di almeno 20 persone: € 10.

Biglietto unico per bimbi dai 6 ai 12 anni: € 6.

Entrata gratuita: bimbi fino ai 6 anni compiuti. Gli invalidi muniti di apposita tessera INPS, con 1 accompagnatore

Enrico Liotti