PRESENTAZIONE GIRO D’ITALIA 2019: LE IMMAGINI E LE DICHIARAZIONI

All’evento hanno partecipato tanti Campioni del pedale oltre personaggi dello sport, dello spettacolo, tante cariche istituzionali, i rappresentanti dei Comitati di Tappa, sponsor e media: tra i corridori Froome, Viviani e Moscon.

Milano, 31 ottobre 2018 – La Presentazione del Giro d’Italia 102, tenutasi oggi a Milano. A dare il benvenuto a tutti gli ospiti il Presidente e Amministratore Delegato di RCS MediaGroup, Urbano Cairo.

DICHIARAZIONI
Il vincitore dell’ultimo Giro d’Italia, Chris Froome, ha detto: “La vittoria del Giro la porterò sempre nel mio cuore per tutta la vita perché non ho mai vinto una gara così, con un’azione d’altri tempi, e perché il calore che mi hanno fatto sentire i tifosi di ciclismo in Italia è stato incredibile. Questo Giro mi piace molto, lo può vincere solo un corridore completo, è una corsa equilibrata tra cronometro e montagne. Ci vorrà anche una squadra molto organizzata. La tappa con Gavia e Mortirolo è bestiale, anche perché viene dopo il giorno di riposo e in quella frazione verranno fuori i campioni”.

Il Campione Italiano di ciclismo su strada e vincitore della Maglia Ciclamino all’ultimo Giro d’Italia, Elia Viviani, ha detto: “Le mie prime impressioni sul Giro d’Italia sono buone. Sono in Maglia Tricolore, la Corsa Rosa finisce a Verona, sembra quasi il Giro dei sogni. Pensiamo alle volate: sulla carta sembrano esserci sei occasioni, poi andremo a fare le ricognizioni e capiremo il percorso in dettaglio. Sono un buon numero per il Giro d’Italia, nella scorsa edizione ad esempio ne avevamo vinte quattro e sfiorate altre due. L’ultima settimana sarà infernale per noi velocisti ma guardo al Giro con fiducia e voglia di arrivare nella bellissima Verona, la mia città. Ho già programmato il mio inizio stagione e non ho ancora deciso gli obiettivi in dettaglio, come ad esempio ripetermi in Maglia Ciclamino, ma voglio certamente fare bene, anche se sarà difficile migliorare il mio fantastico Giro d’Italia di quest’anno”.

Urbano Cairo, Presidente ed Amministratore Delegato di RCS MediaGroup, ha dichiarato: “Per il nostro Gruppo lo sport è un asset fondamentale che continuiamo a sostenere e alimentare attraverso La Gazzetta dello Sport e RCS Sport. Il Giro d’Italia è uno dei pilastri su cui poggiano le nostre certezze e che negli ultimi anni è cresciuto moltissimo. Questo Giro tutto italiano permetterà di far conoscere le eccellenze del nostro Paese al Mondo, grazie alle immagini televisive e ai mezzi di comunicazione che verranno messi in campo. Sono certo che, anche nel 2019, la nostra corsa sarà un evento all’altezza della sua storia e della sua tradizione”.

Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con Delega allo Sport, ha dichiarato“Il Giro d’Italia è un patrimonio non solo sportivo ma anche culturale del nostro Paese e come tale vogliamo tutelarlo al meglio. Il ciclismo è una disciplina unica che arriva sulle strade e nelle case degli italiani come nessun altro sport sa fare. Un fenomeno di costume che ha fatto la storia dell’Italia e che mi fa particolare piacere sostenere vista anche la mia passione sin da ragazzino per la bicicletta e per la Corsa Rosa”.

Paolo Bellino, Direttore Generale e Amministratore Delegato RCS Sport, ha sottolineato come: “Abbiamo ancora nella mente la grande impresa di Froome che lo scorso anno ci ha proiettati, con ancora più forza, in una dimensione internazionale di primissimo livello. Nel 2019 vogliamo continuare su questa strada e tenere sempre alta l’attenzione anche fuori dai nostri confini. Anche il prossimo anno avremo quasi 200 televisioni collegate nei 5 continenti che ci permetteranno di raggiungere una audience potenziale di oltre 800 milioni di persone.  Avremo, inoltre, tanti eventi che faranno da corollario alla corsa con tre iniziative molto importanti di responsabilità sociale ai quali teniamo particolarmente: Biciscuola, Giro E e Ride Green. Il primo permetterà di coinvolgere oltre 50.000 ragazzi delle scuole di tutta Italia facendo conoscere il Giro anche ai più giovani; il Giro E, che ha visto il suo numero zero nel 2018, sarà un format a emissione zero di CO2. Auto, moto e bici saranno tutte elettriche e anticiperanno il percorso dei professionisti. Sarà un’opportunità unica per tutti di parteciparvi. Il progetto Ride Green consentirà invece di fare una raccolta differenziata mirata nei comuni che toccheremo con le tappe. Siamo certi che, grazie anche al supporto di tutti i nostri partner siano essi istituzioni, sponsor o media, il prossimo sarà un Giro da non perdere”.

Mauro Vegni, Direttore del Giro d’Italia ha detto: “Sarà uno dei Giri più duri degli ultimi anni con oltre 46.500 metri di dislivello complessivo e tre cronometro molto difficili da interpretare. Un percorso che sarà tecnicamente molto impegnativo e pieno di insidie sin dalle prime tappe con due prove contro il tempo a Bologna sul San Luca e quella più lunga e che farà maggiori distacchi a San Marino. Tra le Alpi e le Dolomiti poi incontreremo tappe di montagna con salite e arrivi che hanno fatto la storia di questo sport. Sarà un Giro aperto a tante soluzioni e quindi a tanti campioni con diverse caratteristiche. L’ultima cronometro di Verona potrebbe ancora cambiare le carte in tavola ed essere il giudice finale. Dopo l’esperienza del 2018 – con la storica partenza da Israele – racconteremo una storia praticamente tutta italiana tranne per lo sconfinamento nella Repubblica di San Marino. In questo viaggio attraverso il nostro meraviglioso Paese vogliamo mostrare non solo la sfida sportiva, ma anche il patrimonio culturale e turistico dell’Italia: Leonardo Da Vinci, Gioacchino Rossini, l’Arena di Verona, gli scenari unici delle nostre montagne dalle Alpi alle Dolomiti, l’arrivo a L’Aquila a 10 anni dal terremoto saranno parte integrante di questo Giro d’Italia”.

GIRO 2019: IL RACCONTO DI UNO STILE ITALIANO

La prossima edizione della Corsa Rosa sarà praticamente tutta italiana, con unico sconfinamento nella Repubblica di San Marino. 3 cronometro, 6 tappe di bassa difficoltà adatte ai velocisti, 7 di media difficoltà e 5 di alta difficoltà caratterizzeranno il percorso. Saranno 7 gli arrivi in salita, comprese le 2 cronometro di Bologna e San Marino.

Partenza dal capoluogo dell’Emilia-Romagna e chiusura a Verona con passerella finale nell’Arena, entrambe cronometro individuali. La Cima Coppi sarà il Passo Gavia con i suoi 2.618 metri, la Montagna Pantani il Mortirolo e la tappa Bartali la Bologna-Fucecchio. Omaggio a Coppi nel centenario della nascita con l’arrivo a Novi Ligure e la Cuneo-Pinerolo.

Oltre a quello sportivo, tanti saranno i temi socio-culturali che si svilupperanno lungo i 3.518,5 km del tracciato. L’arrivo a L’Aquila – a 10 anni dal terremoto che la colpì al cuore alle 3:32 del 6 aprile 2009 – sarà uno dei momenti più emozionanti del Giro. La Corsa Rosa ricorderà anche personaggi e luoghi che hanno fatto la storia passata e recente del Paese Italia come il “genio” di Leonardo da Vinci a 500 anni dalla morte o Indro Montanelli, giornalista saggista e storico a 110 anni dalla nascita a Fucecchio. L’arrivo a Pesaro ricorderà il grande compositore Gioacchino Rossini.

Milano, 31 ottobre 2018 – Sarà un Giro d’Italia “Italian Style”, eccezion fatta per lo sconfinamento nella Repubblica di San Marino nella nona tappa, quello che vedrà la sua 102a edizione – organizzata da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport – partire da Bologna l’11 maggio e chiudersi a Verona il 2 giugno. 3.518,5 sono i chilometri totali di questa edizione che prevede 46.500 metri di dislivello, uno dei percorsi più duri degli ultimi anni.

GRANDE PARTENZA E PRIMA SETTIMANA
Sarà la Regione Emilia-Romagna a lanciare il Giro d’Italia 2019. Prima tappa con una cronometro breve ma intensa, con i primi 6 km piatti e i successivi 2 km in fortissima ascesa. Si percorrono strade cittadine ampie nel centro di Bologna fino ai piedi della salita di San Luca: 2,1 km al 9,7% di media e con lunghi tratti oltre il 10/12% fino al picco del 16% in corrispondenza dell’ultimo chilometro. Si riparte da Bologna con una tappa mossa fin dal via che attraversa l’Appennino per scendere a Prato e affrontare le colline del circondario Empolese prima dell’arrivo di Fucecchio. Questa sarà la “Tappa Bartali” dove il Giro ricorderà anche il grande giornalista Indro Montanelli a 110 anni dalla nascita proprio a Fucecchio.

In onore del genio di Leonardo da Vinci e in occasione del cinquecentenario dalla morte (2 maggio 1519) la Corsa partirà dalla sua città natale per dirigersi a Orbetello dove sarà posto l’arrivo (prima occasione per le ruote veloci del gruppo) e da dove il giorno seguente verrà data la partenza della 4° tappa. Dalla Toscana, attraverso la Maremma, si giunge nel Lazio, a Frascati (arrivo in leggera ascesa adatto ai finisseur). Da Frascati a Terracina, 5a tappa, altra grande occasione per i velocisti prima delle tappe ondulate dell’Appennino Centro Meridionale. Giovedì 16 maggio si va da Cassino (proprio nei giorni della liberazione dopo l’Operazione Diadem, 11-19 maggio 1944, 75 anni fa) fino a San Giovanni Rotondo nel Parco Nazionale del Gargano (dove si trovano le spoglie di San Pio da Pietrelcina).

Partenza dal Mar Adriatico, a Vasto, per la settima tappa che avrà un significato particolare visto l’arrivo a L’Aquila, 10 anni dopo il terribile terremoto che nel 2009 devastò quelle terre. Sabato 18 si va dall’Abruzzo alle Marche dove, dopo la partenza da Tortoreto Lido, si arriva a Pesaro, città natale del compositore Gioacchino Rossini. Una frazione lunga (235 km) e molto insidiosa nel finale. Da Riccione a San Marino (unico sconfinamento del Giro d’Italia 2019) si corre una cronometro individuale molto difficile suddivisa in due parti: la prima, ondulata, fino all’ingresso nel territorio della Repubblica di San Marino e la seconda, in salita, fino all’arrivo. Questa sarà anche la Wine Stage della Corsa Rosa dedicata quest’anno al Sangiovese. Lunedì 20 primo giorno di riposo del Giro in Romagna.

SECONDA SETTIMANA
Si riparte martedì 21 con una tappa completamente piatta attraverso la Pianura Padana: da Ravenna a Modena, con probabilissimo finale in volata, attraverso strade che ripercorrono parte delle zone terremotate nel 2012. L’11a tappa muoverà da Carpi per raggiungere Novi Ligure. Il traguardo sarà posto vicino alla casa dove il Campionissimo Fausto Coppi visse con Giulia Occhini (la Dama Bianca), che morì dopo un incidente stradale proprio davanti a casa Coppi nel 1993. La Cuneo-Pinerolo del giorno seguente riporta alla mente l’impresa del Campionissimo al Giro d’Italia 1949 quando, da solo in fuga, Coppi inflisse oltre 11 minuti a Gino Bartali. Il percorso sarà totalmente diverso da quello di 70 anni fa; tappa corta ma intensa con il doppio passaggio in cima al Muro di via dei Principi di Acaja (pendenze fino al 20%) e la scalata di Montoso, primo GPM di prima categoria incontrato al Giro 2019.

Si continua a salire nella 13a tappa che porterà il gruppo da Pinerolo a Ceresole Reale (Lago Serrù) situato in Alta Valle Orco in provincia di Torino con 3 GPM duri. Per primo il Colle del Lys dalla Val Susa e quindi la salita di Pian del Lupo (Santa Elisabetta) sopra Cuorgné/Castellamonte e l’ascesa finale del Colle del Nivolet fino al Lago Serrù. Si percorre la “vecchia strada” rinnovata che presenta pendenze importanti fino al 14/15%.

Altra tappa a “5 stelle” di difficoltà quella di sabato 25, che parte da Saint-Vincent e arriva a Courmayeur. Tappa molto corta (131 km) con 5 GPM e un dislivello elevato (4.000 m) in rapporto alla brevità della tappa. Si scalano Verrayes, Verrogne, Truc d’Arbe (Combes) e Colle San Carlo, prima dell’arrivo in salita di Courmayeur dove nel 1959 Charly Gaul vinse la tappa e indossò la Maglia Rosa per poi vincere quel Giro d’Italia. Si tratta di salite lunghe e di pendenze elevate concatenate senza tratti di respiro. Il giorno dopo, da Ivrea a Como, la tappa più lunga del Giro (237 km) con il finale “classico” degli ultimi Lombardia: Madonna del Ghisallo, la Colma di Sormano (senza Muro), Civiglio e San Fermo prima dell’arrivo sul Lungo Lago. Lunedì 27 maggio secondo e ultimo giorno di riposo della Corsa Rosa a Como.

TERZA E ULTIMA SETTIMANA
L’ultima settimana si apre subito coi fuochi d’artificio, martedì 28 maggio, nella tappa che porterà il gruppo da Lovere a Ponte di Legno. Tappone alpino di 226 km e 5.700 m di dislivello. Si scalano il Passo della Presolana, la Croce di Salven, il Passo Gavia (Cima Coppi) e il Passo Mortirolo (Montagna Pantani) dal versante “mitico” di Mazzo di Valtellina. Una tappa durissima che potrebbe spaccare in due il Giro d’Italia.

Da Commezzadura muoverà la 17a tappa che prevede subito leggera discesa lungo la Val di Sole, fino all’ascesa verso il Passo della Mendola. Dopo la discesa su Bolzano si risale la Valle dell’Isarco e, dopo Bressanone, la Val Pusteria. Si scalano le salite di Naz e Terento prima della lunga ascesa finale fino a Anterselva (Stadio del Biathlon), dove nel 2020 si svolgeranno i Campionati del Mondo di specialità. Il giorno dopo da Valdaora a Santa Maria di Sala una tappa praticamente tutta in discesa e pianeggiante che, attraverso Cortina d’Ampezzo, Longarone, Alpago, Vittorio Veneto, Conegliano e Noale, porterà alla probabile volata finale.

Treviso-San Martino di Castrozza sarà la frazione numero 19. Tappa breve con arrivo in salita. La prima parte è mossa ma non durissima con le salite del Montello e del Passo San Boldo prima dell’ascesa finale: arrivo in salita di pendenza non elevata adatto a passisti scalatori. Sabato 1 giugno ultime fatiche in montagna con una frazione molto impegnativa e ultimo arrivo in salita del Giro: tappone dolomitico di oltre 5.000 m di dislivello con le salite di Cima Campo, Passo Manghen, Passo Rolle e la salita finale di Croce d’Aune-Monte Avena.

FINALE A VERONA
Cronometro finale a Verona di 15,6 km (sul Circuito delle Torricelle). Prima parte del percorso su vialoni rettilinei, seguiti dalla salita delle Torricelle (4,5 km al 5% con alcuni “scalini”). Discesa di 4 chilometri fino a Piazza Bra e all’Arena, dove verrà incoronato il vincitore del Giro d’Italia 2019.

PILLOLE STATISTICHE

  • Per la seconda volta nella storia, il Giro prende il via daBologna dopo il 22 maggio 1994. All’epoca si partì con una semitappa in linea vinta da Endrio Leoni, seguita da una cronometro vinta dal francese Armand de las Cuevas. Bologna fece la sua apparizione nella prima giornata del primo Giro, nel 1909, quando fu sede d’arrivo della Milano-Bologna di 397 km (il vincitore fu Dario Beni).
  • Per la quarta volta il Giro d’Italia si conclude aVerona con una cronometro individuale. Questi i precedenti:
    • 1981, Soave-Verona: tappa a Knut Knudsen, Prim guadagna solo due secondi alla Maglia Rosa Giovanni Battaglin, che vince il Giro con 38” sullo svedese.
    • 1984, Soave-Verona: tappa a Francesco Moser e cambio di Maglia Rosa definitivo da Laurent Fignon a Moser. Il trentino vince a 50,977 km/h di media, rimontando in 42 km uno svantaggio di 1’21” sul francese.
    • 2010, Verona-Verona: tappa a Gustav Erik Larsson, Ivan Basso non viene insidiato per la vittoria finale.
  • Cima Coppi – Passo Gavia – Il Gavia sarà per l’ottava volta la Cima Coppi del Giro d’Italia. Nelle precedenti occasioni (1996, 1999, 2004, 2006, 2008 e 2010) fu disputata mentre solo una volta non venne assegnata – annullata per maltempo nel 1989 – e sostituita dalle Tre Cime di Lavaredo.
  • Località di tappa inedite nella storia del Giro: Fucecchio, Vinci, Cassino, San Giovanni Rotondo, Ceresole Reale, Lovere, Commezzadura, Anterselva, Valdaora, Santa Maria di Sala, Passo Croce d’Aune.
  • L’Emilia Romagna è la regione con più città di tappa, 7 (5 partenze e 2 arrivi), seguita dal Piemonte e dal Veneto a quota 6 (3 partenze e 3 arrivi sia per il Piemonte che per il Veneto).

#Giro

Press Giro d’Italia




Musica, musica e ancora musica: al via Arezzo Classica

Musica, musica e ancora musica: con novembre prende il via “Arezzo Classica” la stagione concertistica 2018-2019, dedicata alla musica sinfonica e da cameraIl cartellone, voluto da Comune di Arezzo insieme alla Fondazione Guido d’Arezzo e realizzato in collaborazione con CaMu Casa della Musica di Arezzo (un progetto della Scuola della Musica di Fiesole), propone 7 spettacoli che da novembre 2018 a aprile 2019porteranno nella città toscana alcuni dei più acclarati interpreti per un viaggio all’insegna delle emozioni. “L’eccellenza del panorama musicale nazionale ed internazionale – commenta Alessandro Ghinelli, sindaco di Arezzo e presidente della Fondazione Guido d’Arezzo – sceglie Arezzo come proprio palcoscenico e di questo la città non può che essere orgogliosa. La stagione concertistica che sta per cominciare conferma il lavoro prezioso svolto dall’ufficio cultura del Comune prima e dalla Fondazione Guido d’Arezzo adesso, che negli ultimi due anni ha portato nel nostro teatro Petrarca e, open air, nel nostro anfiteatro romano, eventi davvero prestigiosi, sanciti tutti da un grande successo”. Il sipario su Arezzo Classica si alzerà venerdì 16 novembre alle ore 21 al Teatro Petrarca con un appuntamento che si preannuncia imperdibile.  L’Orchestra Sinfonica di Sanremo, sotto la direzione di Massimiliano Piccioli, propone al Teatro Petrarca (16 novembre, ore 21) il Concerto in re minore per due violini e orchestra BWV 1043 di Johann Sebastian Bach e la versione per orchestra d’archi del Quartetto in do maggiore op. 19 di Ferruccio Busoni. Solisti per il concerto bachiano saranno Cristiano Rossi, violinista dalla prestigiosa attività sui palcoscenici internazionali e Marco Bigarelli, primo violino del complesso ligure.  Nel secondo concerto (Teatro Petrarca, 2 dicembre, ore 19) la magia della scrittura musicale per il cinema si offre all’ascolto dal vivo grazie a Gli Archi di Santa Cecilia, all’oboista Paolo Pollastri ed al violoncellista e direttore Luigi Piovano. Tutti insieme saranno interpreti del Concerto per archi di Nino Rota, della versione per violoncello ed orchestra d’archi della colonna sonora che Ennio Morricone scrisse per il celebre sceneggiato televisivo Mosè (1974); sempre di Morricone ascolteremo anche lo struggente tema Gabriel’s oboe dal film Mission (1986); non poteva mancare la musica di Nicola Piovani, che in Buongiorno Principessa da La vita è bella (1997) ha colto uno dei successi più smaglianti della sua intensa attività compositiva per il cinema. Il 27 gennaio (Teatro Petrarca, ore 17) avremo l’onore di ritrovare Bruno Canino, inarrivabile camerista al fianco dei più grandi interpreti da oltre mezzo secolo, stavolta insieme ai giovani musicisti del Quartetto Adorno, complesso nato nel 2015 ma già ben inserito nel circuito dei concerti grazie all’affermazione in importanti competizioni internazionali; alle intime sonorità del Quartetto in sol minore op. 10 di Debussy seguirà l’imponente costruzione brahmsiana del Quintetto in fa minore per pianoforte e archi op. 34aSempre al Teatro Petrarca (11 febbraio, ore 21) saranno di scena gli smaglianti strumentisti che compongono l’ensemble I Virtuosi del Teatro alla Scala, impegnati insieme alla spalla dei violoncelli Sandro Laffranchini in un programma di aurea classicità che accosta Haydn, Mozart e Boccherini. L’appuntamento successivo è per domenica 24 febbraio alle 18 nell’intimità della Casa della Musica (Palazzo della Fraternita dei Laici, piazza Grande), con le Sonate di Brahms per violino e pianoforte, cimento esecutivo di due cameristi di grande esperienza quali il violinista Christophe Giovaninetti ed il pianista Tiziano MealliSarà ancora la Casa della Musica ad ospitare il concerto del 22 marzo (ore 21), nel quale il Quartetto Felix, giovane ed interessante ensemble di archi e pianoforte, propone due lavori del pieno romanticismo strumentale: il Quartetto in mi bemolle maggiore op. 47 di Robert Schumann ed il Quartetto in sol minore op. 25 di Johannes Brahms. Per l’ultimo concerto (17 aprile, ore 21) il Teatro Petrarca accoglie la violinista Isabelle Faust, la cui celebrata attività internazionale non necessita certo di presentazioni: la musicista tedesca propone al pubblico aretino la sua esegesi interpretativa della scrittura bachiana, con l’esecuzione integrale delle Sonate e Partite per violino solo.

Biglietti

Costo da 30.00 a 5.00 euro.

Abbonamenti
Costo da 120.00 a 50.00 euro.

Vendita biglietti e abbonamenti

Officine della Cultura via Trasimeno 16; nel luogo del concerto per l’intera giornata in cui si svolge lo spettacolo
Online: TicketOne

Info biglietti e abbonamenti: Officine della Cultura 0575 27961

Info sulla stagione: 0575 356203; direttore@fondazioneguidodarezzo.com

Pagina Facebook: Arezzo Cultura




DOMANI INCONTRI DI FUTUROLOGIA | UMBERTO GUIDONI | ore 10 al Café Rossetti | TS+FF

Sarà l’astronauta Umberto Guidoni ad aprire l’edizione 2018 degli Incontri di Futurologia.

Pioniere dello spazio – dopo il primo volo spaziale nel 1996 a bordo dello Space Shuttle Columbia, è stato il primo europeo nel 2001 a salire a bordo della Stazione Spaziale Internazionale – l’astronauta italiano incontrerà il pubblico del Trieste Science+Fiction Festivalmercoledì 31 ottobre alle 10 al Café Rossetti

viaggi interplanetari – che nel nuovo romanzo di Wu Ming Proletkult si intrecciano a storie di genitori scomparsi e figli che riappaiono, rapine, trasfusioni di sangue, partite a scacchi… – torneranno poi venerdì 2 novembre al centro degli Incontri di Futurologia, portandoci sulle tracce di vite aliene, nel cosmo e sulla Terra, e alla ricerca di pianeti abitati o abitabili da un’umanità che in futuro (forse) dovrà raggiungere nuovi mondi per sopravvivere. Il nostro pianeta è infatti minacciato dai cambiamenti climatici e dall’aumento delle temperature e il monito della comunità scientifica è chiaro: i rischi sono enormi e non c’è più tempo da perdere. Il clima da catastrofe sarà al centro del dibattito domenica 4 novembre.

Ancora una volta, le conversazioni mattutine esploreranno il confine tra scienza, letteratura e fantascienza, facendoci riflettere sul cortocircuito che sempre più si innesca tra fiction e realtà e sulle innumerevoli connessioni tra science fiction e ricerca scientifica.

Emblematico il caso della robotica e dell’intelligenza artificiale che aprirà gli incontri di sabato 3 novembre. Se un tempo robot e macchine intelligenti erano i protagonisti di libri e film di fantascienza, oggi invece sono tra noi: nelle fabbriche, nelle case, negli ospedali. E in futuro ancora di più la quotidianità sarà contraddistinta dalla convivenza con i robot. Allora quali caratteristiche devono avere i robot per interagire sempre meglio con l’ambiente, con noi umani e tra loro?
Siamo nel pieno di una rivoluzione robotica. Ma non solo. Stiamo vivendo infatti anche una rivoluzione genetica che promette di farci vivere meglio e più a lungo, grazie alla possibilità di usare le cellule staminali per rigenerare organi o tessuti danneggiati, tecniche innovative per correggere difetti ereditari, l’uso di geni come veri e propri farmaci. Siamo dunque a un passo dal diventare immortali? Se ne discute giovedì 1 novembre.

Tra docs & talks, con il contributo di scrittori, esperti di fantascienza, scienziati e scienziate e in collaborazione con gli enti scientifici del Sistema Trieste, la sezione Futurologia del festival ci fa riflettere sul futuro della nostra specie, tema ricorrente nei film della selezione ufficiale al Trieste Science+Fiction Festival 2018.

Gli incontri, a ingresso gratuito, si svolgono al Cafè Rossetti in Largo Giorgio Gaber 2 | Viale XX Settembre.

31 ottobre

10:00
2001: ODISSEA NELLO SPAZIO. I PRIMI 50 ANNI
Con Umberto Guidoni (astronauta) Lorenzo Codelli (storico del cinema, critico), Giuseppe Lippi (scrittore, editore), Fabio Pagan (giornalista scientifico)

11.30
LA ZONA. ALLA RICERCA DELLA STANZA DEI DESIDERI
Con Lorenzo Acquaviva (regista, attore), Giovanni Boni (regista, attore), Lorenzo Zuffi (attore)
Modera: Massimiliano Spanu (DiSU – Università degli Studi di Trieste, DAMS Gorizia)

1 novembre

10:00
FRANKENSTEIN 200
Con Alfredo Castelli (fumettista, scrittore)
Modera: Fabio Pagan (giornalista scientifico)

11:00
IT’S ALIVE!!! ALLA RICERCA DEL SACRO GRAAL
Con Francesco Loffredo (International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology, Università degli Studi di Trieste)
Modera: Simona Regina (giornalista scientifica)

12:00
NOT – SGUARDI SUL CONTEMPORANEO PER ANTICIPARE IL FUTURO
Con Valerio Mattioli (scrittore e giornalista)
Modera: Loris Zecchin (La Cappella Underground)

2 novembre

10:00
MONDI DA ABITARE E VITE ALIENE
Con Massimo Ramella (Istituto Nazionale di Astrofisica – Osservatorio astronomico di Trieste), Jonathan Berman (regista del film CALLING ALL EARTHLINGS)
Modera: Fabio Pagan (giornalista scientifico)

11:00
PROLETKULT – LAVORATORI DI TUTTI I PIANETI, UNITEVI!
Con Wu Ming 2 (scrittore)
Moderano: Andrea Olivieri (storico), Simona Regina (giornalista scientifica)

12:00
FENOMENOLOGIA DEGLI ZOMBI
Con Carlo Modesti Pauer (RAI 4, Wonderland)

3 novembre

10:00
PIÙ UMANO DELL’UMANO. ROBOTICA E INTELLIGENZE ARTIFICIALI
Con Daniele Pucci (Istituto Italiano di Tecnologia)
Modera: Simona Regina (giornalista scientifica)

11:00
NUOVE ETEROTOPIE – I NUOVI LUOGHI DELLA FANTASCIENZA
Con Roberto Furlani (scrittore), Domenico Mastrapasqua (scrittore), Alex Tonelli (scrittore) e Bruce Sterling (scrittore)
Moderano: Jasmina Tešanović (scrittrice), Gigi Funcis (fantascienza.com)

12:00
TRIESTE E LA SCIENZA. UNA PROSPETTIVA CINEMATOGRAFICA
Con Davide Ludovisi (Sissa Medialab), Federica Sgorbissa (Sissa Medialab)
Modera: Fabio Pagan (giornalista scientifico)

4 novembre

10:00
CAMBIAMENTI CLIMATICI, CLONI E MAMMUTH
Incontro a cura di ARPA FVG LaREA
Con Barbara Stenni (Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica, Università Ca’ Foscari Venezia)
Modera: Sergio Sichenze (Responsabile LaREA)

11:00
UN CLIMA DA CATASTROFE. LA COMUNICAZIONE DEL RISCHIO AI TEMPI DEL RISCALDAMENTO GLOBALE
Con Giancarlo Sturloni (NatCom – Communicating nature, science & environment, Trento)
Moderano: Simona Regina (giornalista scientifica) e Paolo Fedrigo (ARPA FVG LaREA)

12:00
NUOVE ROTTE INTERPLANETARIE. PERCORSI FANTASCIENTIFICI ITALIANI
Con gli autori dei cortometraggi in programma nella sezione “Spazio Corto”
Modera: Luca Luisa (La Cappella Underground)

Andrea Forliano



Conversazioni atomiche | 4 novembre | Trieste Science+Fiction Festival

Sarà presentato domenica 4 novembre al Trieste Science+Fiction Festival Conversazioni atomiche, una commedia scientifica dichiaratamente divulgativa che accompagna gli spettatori dentro i laboratori di ricerca più all’avanguardia in Italia.Alle 17.30 al Teatro Miela con il regista Felice Farina.

«Conversazioni Atomiche è una dichiarazione d’amore accorata e leggera alla scienza italiana, proposta in un’inusuale forma che fonde la commedia con il documentario». Così il regista Felice Farina descrive il docu-film con cui esplora le nuove frontiere della fisica attraverso la voce di ricercatori e ricercatrici. «Il film – spiega –  è  una sorta di road movie nel quale mi affianca riluttante Nicholas Di Valerio nei panni del cine‐operatore-cavia di una sfida donchisciottesca: rendere comprensibili e affascinanti argomenti come la gravità einsteiniana e la meccanica quantistica anche a chi è convinto di non capirne un accidente o, peggio, di non averne alcun bisogno».
«Dopo – aggiunge Farina – il film, distribuito da Istituto Luce e Nina Film, sarà portato sugli schermi nazionali e coinvolgerà le platee di istituti scolastici e atenei».

Dall’acceleratore di particelle di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare al Laboratorio nazionale del Gran Sasso, dall’interferometro Virgo all’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore, Farina con la sua telecamera si addentra nei laboratori di ricerca per «raccontare la quotidianità di chi ha scelto di dedicare la propria vita a fare domande». 80 minuti in cui il regista romano compie un viaggio in lungo e in largo per l’Italia e, supportato da un contrappunto inedito di filmati scientifici dell’archivio Luce, ci fa riflettere su quella sfida, tipicamente umana, di andare oltre le colonne d’Ercole «per seguir virtute e canoscenza».

Le prime conversazioni atomiche si svolgono nell’anello di accumulazione dei Laboratori nazionali di Frascati, dove Catalina Curceanu e Andrea Ghigo illustrano il meticoloso lavoro quotidiano per farlo funzionare e le sfide conoscitive per ampliare e consolidare la nostra conoscenza delle strutture ultime della natura.
Prosegue sotto il Gran Sasso, nel più grande laboratorio sotterraneo al mondo dedicato allo studio delle astroparticelle, dove schermati da 3 chilometri di montagna vengono condotti esperimenti nel silenzio cosmico a caccia della materia oscura.

Ci si addentra poi nel mondo quantistico con Guglielmo Tino: dal suo laboratorio “Magia Advanced” dell’Università di Firenze, dove c’è l’orologio attualmente più preciso al mondo, lo scienziato illustra come con un interferometro atomico e una fontana di atomi si possa testare il principio di equivalenza alla base della teoria della relatività generale di Albert Einstein e misurare la gravità in un sistema quantistico.

E della gravità Felice Farina conversa con Adalberto Giazotto, scienziato tenace, visionario e lungimirante scomparso lo scorso anno, che ha dedicato la vita alla caccia delle onde gravitazionali e alla realizzazione del grande interferometro Virgo che, insieme a Ligo negli Stati Uniti, è stato protagonista della straordinaria scoperta dei segnali di onde gravitazionali. «Il grande rilevatore di onde gravitazionali si trova nella campagna pisana e lo giriamo in lungo e in largo assieme a Franco Frasconiche ci spiega la brillante idea di Giazotto: neutralizzare il rumore sismico, nemico di qualsiasi misura,  attraverso un semplice pendolo inverso» racconta Farina. Che con entusiasmo si confronta con Giovanni Amelino Camelia per fare il punto sia su uno dei problemi irrisolti della fisica contemporanea – come rendere conciliabili i due pilastri su cui si fonda, le due grandi teorie, la relatività generale con la meccanica quantistica – sia sulla sfida che lo vede impegnato, insieme a un pugno di pionieri in tutto il mondo: scoprire e descrivere la “gravità quantistica”, il Graal della fisica.

Dopo una notte trascorsa a 2200 metri di quota nell’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore (AQ) dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, assieme agli astronomi Andrea di Paola e Alessio Giunta, la conclusione del film è affidata alla conversazione con il neuroscienziato milanese Marcello Massimini sul tema della coscienza e come misurarla grazie all’approccio basato sulla teoria dell’Informazione Integrata di Giulio Tononi.

Conversazioni atomiche
Felice Farina
Italy, 2018, 84′, col., DCP

Sceneggiatura Nicholas Di Valerio, Felice Farina
Montaggio Fabrizio Campioni
Suono Marco Furlani
Musica Nicholas Di Valerio
Effetti visivi Felice Farina, Giuseppe Lombardi
Ricerche  d’archivio Nathalie Giacobino – Cecilia Spano
Produttore esecutivo Maura Cosenza
Prodotto da Istituto Luce Cinecittà
Distribuzione Istituto Luce – Nina Film

Qui il comunicato https://gallery.mailchimp.com/d7283d306cfed311b8026de89/files/466ffe08-c611-4b57-ba21-087796d455cb/Comunicato_stampa_Conversazioni_atomiche_Trieste_Science_Fiction_Festival_4_novembre.docx

Qui i protagonisti https://gallery.mailchimp.com/d7283d306cfed311b8026de89/files/7c14cacf-c273-499b-8840-6b965368d758/Conversazioni_atomiche_i_protagonisti_o.pdf

I protagonisti di Conversazioni atomiche:
Giovanni Amelino Camelia
Prof. ordinario di Fisica Teorica
Università Federico II, NapoliAndrea Ghigo
Responsabile visione acceleratori
Infn, Frascati

Catalina Oana Curceanu
Primo ricercatore
Infn, Frascati

Catia Milardi
Responsabile Scientifico del Complesso di Acceleratori DAFNE
Infn, Frascati

Marcello Messina
Commissioning Manager of the XENON1T experiment
Labortori del Gran Sasso, Infn

Antonella De Ninno
Ricercatore
Enea, Frascati

Guglielmo M. Tino
Prof. ordinario di Fisica Atomica
Dipartimento di Fisica e Astronomia, Università di FirenzeAlberto Giazotto
Dirigente della Ricerca
Infn, Pisa

Franco Frasconi
Primo Ricercatore
Infn, Pisa

Andrea Di Paola
Astronomo ricercatore
Inaf, Roma

Alessio Giunta
Astronomo

Marcello Massimini
Medico neurofisiologo
Università Statale, Milano

Felice Farina
Ha debuttato come regista cinematografico alla Mostra del Cinema di Venezia con Sembra morto… ma è solo svenuto (1986), a cui sono seguiti tra gli altri Condominio (1991), Bidoni (1997), La fisica dell’acqua (2010), Patria (2015). Ha diretto film per la tv e alcune serie Rai, tra cui Felipe ha gli occhi azzurri (1992) e Nebbia in Val Padana (2001). Ha prodotto e realizzato diversi documentari, e si è occupato a lungo di ricerca e realizzazioni in campo multimediale, artistico e degli effetti visivi.


«Sono da sempre ammalato di scienza, e credo nell’importanza della divulgazione scientifica, perché è importante che si conoscano le domande che la scienza pone alla natura. Non amo quei documentari in cui gli scienziati appaiono in fredde interviste dal linguaggio forzatamente semplificato, e dove mirabili apparecchiature rimangono nel mistero del troppo complicato. Allora ho pensato a questo piccolo esperimento, in cui come dice il titolo si conversa, più che teorizzare; e dove si cerca di seguire un metodo per così dire “galileiano”, cioè si osserva e si traggono conclusioni. Ho cercato di fare in modo che chiunque lo finisca di guardare si ritrovi a intuire, almeno nei concetti essenziali, due dei fondamenti della fisica contemporanea che credo oggi debbano essere parte integrante del sapere, non foss’altro perché determinano uno sguardo diverso e assai più profondo sulla natura, e cioè la gravità einsteiniana e la meccanica quantistica, il cui disaccordo è tuttora irrisolto e centrale. Come guarnizione di un corpo dal contenuto indubbiamente spesso, ho scelto uno stile a me familiare, ma del tutto insolito per un documentario scientifico. Spero di essere riuscito a dire abbastanza, consapevole che non si può dire tutto».
Felice Farina

Andrea Forliano




Science+Fiction Ancora mercoledì 31 ottobre, giovedi 1, sabato 2 e domenica 3 novembre alla Kleine Berlin di via Fabio Severo, andrà in scena “La Zona”

Una produzione targata “Festival Approdi” con la collaborazione de La Cappella Undergroung funge quest’anno da ideale prologo alla manifestazione
. Ancora
 mercoledì 31 ottobre ore 20,  giovedi 1 novembre ore 17,30 sabato 2 novembre ore 20 e domenica 3 novembre ore 17,30 presso la Kleine Berlin, via Fabio Severo, andrà in scena “La Zona”, testo liberamente ispirato al film ‘Stalker’ del grande regista russo Andrej Tarkovskij, riallestimento di un fortunato spettacolo del 2001 presentato proprio nell’ ambito di Science plus Fiction.

 “La Zona è la vita. Attraversandola l’ uomo si spezza o resiste. Se l’uomo resisterà dipende dal sentimento della propria dignità, dalla sua capacità di distinguere il fondamentale dal passeggero”, scriveva Tarkovskij. Dopo 17 anni quello spettacolo torna in scena in un inedito riallestimento con due dei protagonisti di allora, gli attori Giovanni Boni, nei panni dello Scrittore, e Lorenzo Acquaviva in quelli dello Stalker, che ne firmano anche la regia, e Lorenzo Zuffi nel ruolo dello Scienziato.

Lo spettacolo troverà nuova vita nelle gallerie della Kleine Berlin di via Fabio Severo, i rifugi antiaerei scavati dai tedeschi e dagli italiani nella II Guerra Mondiale: una location scelta per amplificare la suggestione del testo e rendere lo spettacolo immersivo e itinerante, consentendo al pubblico di compiere un vero e proprio viaggio, sia fisico che mentale.

Vi sono dei luoghi sulla terra, accuratamente sorvegliati dai governi, dove forme di vita aliena hanno soggiornato. In questi posti, tra i vari reperti lasciati dagli extraterrestri, quasi come in un picnic cosmico, vi è una sfera d’ oro, che sembra possa esaudire i desideri umani. Gli stalker, sono degli uomini‘ speciali’ che hanno come missione quella di individuare le persone meritevoli di essere portate, di nascosto, e con gravi rischi, nella Zona, proprio per avere l’opportunità di realizzare i propri desideri…. Nel nostro caso sono uno scrittore, scettico ma non privo di una profonda sensibilità, e uno scienziato, lucido tutore del genere umano. Durante questo cammino lo spettatore sarà sempre accanto a loro per condividerne le emozioni e le paure. Meta del viaggio una stanza miracolosa dove giace il prezioso reperto e “si avvera ciò che incarna la nostra natura, la nostra essenza”. Ma per raggiungere la stanza dei desideri la strada diretta è la meno sicura, occorre trovare altre vie, perché nella Zona le cose non sono come appaiono. La Zona è quello che siamo noi in quel momento, ciò che succede nella Zona dipende da noi.

Spettacolo che incrocia il linguaggio teatrale a quello cinematografico, conterrà una sorpresa iniziale, per la quale si chiede di venire forniti di smartphone. La regia della parte audiovisiva è a cura di Diego Cenetiempo.

Lo spettacolo è su prenotazione per massimo 45 persone. Per info e prenotazioni:biglietti@approdifestival.it
Per acquisto biglietti: https://billetto.it/it/e/la-zona-biglietti-312614
Interi € 15
Ridotti € 12 (riservati agli under 26 – over 65 e alle persone che possiedono il badge di accredito o un biglietto per una delle proiezioni del Trieste Science+Fiction Festival)
-diritti di prevendita esclusi-
www.approdifestival.it

Si segnala che la temperatura interna alle gallerie è di  14 gradi costanti, si consiglia quindi un abbigliamento adeguato.

Andrea Forliano




Premio Andrea Parodi 2018: a Daniele Cossellu il Premio Albo d’Oro

Andrà a Daniele Cossellu, storico fondatore dei Tenores di Bitti “Remunnu ‘e Locu”, il Premio Albo d’oro 2018, il riconoscimento assegnato ogni anno nell’ambito del Premio Andrea Parodi di Cagliari ad una figura di rilievo del mondo culturale e artistico italiano.

Cossellu ha avuto il merito di diffondere tra i giovani e nel mondo la cultura ancestrale del Canto a tenore della Sardegna, suscitando anche l’attenzione di un personaggio come Peter Gabriel che nel 1996 ha voluto produrre l’album “S’amore ‘e mama” della formazione di Bitti con la Real World, la sua casa discografica. Il premio sarà un oggetto d’artigianato artistico realizzato ad hoc da Roberto Ziranu.

Un ulteriore tassello si aggiunge così alla ricca programmazione della undicesima edizione del “Parodi”, in programma dall’8 al 10 novembre a Cagliari al Teatro Auditorium Comunale.

Come da tradizione, il contest dedicato ad artisti emergenti di world music (l’unico in Italia) verrà arricchito dalla presenza di importanti ospiti provenienti da tutto il mondo. Il tutto con la direzione artistica di Elena Ledda.

A contendersi la vittoria saranno Aniello Misto con “Aumm aumm” (cantata in napoletano); Ararat Ensemble Orchestra con “Nietaan” (in wolof); Dindùn con “L’amur” (in piemontese); Giuseppe Di Bella con “Ncucciarisi” (in siciliano); Feral Cor con “La Sajetana” (in genovese); Kor con “Albore” (in logudorese); La Maschera con “Te vengo a cerca’ “, (in napoletano e wolof); Monsieur Doumani con “Gongs” (in cipriota); Terrasonora con “Padre vostro” (in napoletano e swahili). I finalisti sono frutto di una approfondita delezione fra ben 220 iscritti.

Sul versante degli ospiti, a salire sul palco del Teatro Auditorium saranno, nella serata finale, i peruviani Jorge Pardo & Francisco Rey Soto (che si esibiranno anche il 7 novembre al Jazzino in una anteprima del Premio), il macedone Stracho Temelkovski e, dal Veneto, il Duo D’Altrocanto. Un importante spazio andrà poi alla trionfatrice del Premio Parodi 2007, Daniela Pes, sul palco venerdì 9 novembre. Per lei ci sarà un intero concerto il 31 ottobre, proprio in qualità di vincitrice del Parodi 2017, all’Exma di Cagliari nell’ambito dell’European Jazz Expo.

A condurre l’edizione 2018 sarà Ottavio Nieddu con la collaborazione e gli interventi di Gianmaurizio Foderaro.

L’ingresso agli spettacoli è libero e gratuito, previa prenotazione presso il Boxoffice Tickets di Cagliari.

Il festival nasce per omaggiare un grande artista sardo come Andrea Parodi, che dal pop d’autore dei Tazenda era arrivato come solista ai vertici della musica d’impronta etnica. Durante le giornate del festival sue canzoni (insieme a quelle degli ex vincitori del concorso) saranno diffuse nelle attività commerciali del centro storico di Cagliari, mentre nella seconda serata del Premio tutti i finalisti proporranno un suo brano.

Nel corso della manifestazione verrà ricordato anche durante gli appuntamenti pomeridiani, con la presentazione del brano “Il sogno”, contenuto in “Quando sarò più giovane”, il nuovo album di Gigi Marras, e scritto e cantato proprio con Andrea Parodi. Ci sarà inoltre la proiezione del video di “Pitzinnos in sa gherra” cantata da Patrizia Cirulli. La canzone, scritta da Fabrizio De André e Gino Marielli, era stata originariamente interpretata da Parodi con i Tazenda nel 1992 a Sanremo.

Molti altri sono gli appuntamenti previsti nelle mattine e nei pomeriggi. Attualmente in via di definizione, saranno comunicati prossimamente.

Molti i premi e i bonus per il vincitore del “Parodi”: avrà l’opportunità di esibirsi alle edizioni 2019 di alcuni festival partner: l’“European Jazz Expo” in Sardegna, Folkest in Friuli, il Negro Festival di Pertosa (Salerno). Ed inoltre al Premio dei Premi al Mei di Faenza, allo stesso Premio Parodi e in vari altri eventi e serate che saranno man mano annunciati. Oltre a questo, avrà diritto a una borsa di studio per la propria crescita artistica di 2.500 euro.

In palio ci sarà poi un tour di otto concerti, realizzato grazie a NuovoImaie (progetto finanziato con i fondi dell’art.7 L. 93/92).

Partner della manifestazione sono anche Mare e Miniere, Premio Città di Loano per la musica tradizionale italiana, Labimus (Laboratorio Interdisciplinare sulla Musica dell’Università degli Studi di Cagliari, Dipartimento di Storia, Beni culturali e Territorio), Fondazione Barumini – Sistema Cultura, Dal Maso Musica, Consorzio Cagliari Centro Storico, BoxOffice Sardegna. Media partner sono Radio Rai, Rai Sardegna, Radio Popolare, Radio Super Sound, Unica Radio, Sardegna 1 Tv, Eja TV, Tiscali, Il Giornale della musica, Blogfoolk, Sardegna Eventi 24, Mundofonias (Spagna), Doruzka (Rep. Ceca), Concertzender (Olanda).

Il Premio Andrea Parodi è realizzato dall’omonima Fondazione grazie a: Regione autonoma della Sardegna (Fondatore), Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e Assessorato del turismo, artigianato e commercio; Fondazione di Sardegna, Comune di Cagliari (patrocinio e contributo), NUOVOIMAIE, SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, Federazione degli Autori.

È possibile sostenere la Fondazione Andrea Parodi attraverso la destinazione del 5×1000 e attraverso contribuzioni in denaro. Sul sito della Fondazione si possono trovare tutte le informazioni.




Enrico Rava e Joe Lovano, Esclusiva regionale sabato a Sacile,reunion dopo 20 anni il 3 nov.

Dopo le anteprime e i concerti per piano solo, prende il via sabato 3 novembre, alle 21, nel Teatro Zancanaro di Sacile, la 14.edizione della rassegna “Il volo del jazz” organizzata da Circolo Controtempo. Su il sipario con due pezzi da novanta: ENRICO RAVA E JOE LOVANO, fra le più straordinarie espressioni del jazz mondiale, che dopo più di venti anni ritornano insieme per dirigere un quintetto d’eccezione in cui confluiscono jazzisti di grande valore (con loro, sul palco, ci saranno Giovanni Guidi al pianoforte, da tempo uno degli artisti italiani più interessanti come tanti allievi cresciuti nelle band di Rava, Dezron Douglas al contrabbasso e Gerald Cleaver alla batteria) provenienti dagli Stati Uniti e dall’Italia. La musica originale di questo nuovo progetto è principalmente scritta da Rava, con l’inserimento di qualche standard, per dare vita a un jazz moderno, lirico, coinvolgente ed emozionante come non capita spesso di ascoltare. Una vera e propria illuminazione delle voci individuali di ciascuno di questi musicisti straordinari.

Enrico Rava, da sempre impegnato nelle esperienze più diverse e più stimolanti, è apparso sulla scena jazzistica a metà degli anni Sessanta, imponendosi rapidamente come uno dei più convincenti solisti del jazz europeo. La sua schiettezza umana e artistica lo pone al di fuori di ogni schema e ne fa un musicista rigoroso ma incurante delle convenzioni. La sua poetica immediatamente riconoscibile, la sonorità lirica e struggente della sua tromba sempre sorretta da una stupefacente freschezza d’ispirazione, risaltano fortemente in tutte le sue avventure musicali. Leader indomito, Rava non pare certo intenzionato ad adagiarsi su cliché né sulla ripetizione di repertori e formazioni di routine. Atteggiamento quanto mai apprezzabile da parte di un musicista che nella sua carriera ha accumulato collaborazioni, riconoscimenti ed esperienze tra le più gratificanti che un artista possa desiderare.

Joe Lovano di cui non finiremo mai di ammirare il virtuosismo e la maestosità espressiva, compositore, strumentista e organizzatore, è cresciuto a Cleveland e si è svezzato nell’orchestra di Thad Jones e Mel Lewis; trasferitosi a New York è stato ben presto riconosciuto da pubblico e critica come uno dei più importanti e originali musicisti ad emergere dalla scena musicale jazz degli anni ‘80 e ‘90. Il suono inimitabile del suo sax, così moderno e così debitore ai grandi del passato da Coleman Hawkins  a John Coltrane è un grande piacere per tutti gli ascoltatori.

Dezron Douglas e Gerald Cleaver costituiscono una delle ritmiche più creative e affidabili del panorama internazionali. Le loro collaborazioni sono innumerevoli: tra le tante, Douglas con Ravi Coltrane, Louis Hayes, Eric Reed, Cyrus Chestnut, Cleaver con Roscoe Mitchell, Miroslav Vitous, Charles Lloyd, Craig Taborn, William Parker.Il più giovane del quintetto è il pianista di 33 anni Giovanni Guidi, già compagno di tante avventure con Rava da quando aveva 19 anni e titolare di propri gruppi con cui ha inciso già quattro album a suo nome in casa Ecm- È uno dei musicisti più apprezzati della sua generazione, sempre alla ricerca di soluzioni non banali come improvvisatore, compositore e bandleader.

Giovedì8 novembre, alle 21, a Palazzo Ragazzoni, sempre a Sacile, primo degli eventi collaterali alla rassegna, organizzato in collaborazione conUte Sacile e Associazione culturale Imaginario. La serata, a ingresso libero, si intitola IMMAGINARE IL JAZZ e vedrà protagonista Luca d’Agostino, fotografo di jazz e del mondo della cultura dalla decennale esperienza, che racconterà al pubblico cosa significhi fotografare il jazz.

Biglietti su vivaticket.it e nelle rivendite abituali, info: 3474421717 ticket@controtempo. Acquistabili anche la sera stessa dei concerti dalle 18.30

IL PROGRAMMA COMPLETO DE IL VOLO DEL JAZZ È SU CONTROTEMPO.ORG




Toutes le femmes en moi apre la stagione di Codroipo 2 nov.

Conto alla rovescia per la stagione teatrale di Codroipo. Come da consolidata tradizione, l’apertura del cartellone è affidata allo spettacolo vincitore del Palio Teatrale Studentesco Città di Codroipo 2018, svoltosi nel teatro cittadino in tarda primavera. Venerdì 2 febbraio alle 20.45 il gruppo Avidi Lumi della scuola paritaria Bertoni di Udine porterà sul palco del Teatro Benois-De Cecco Toutes le femmes en moi, uno spettacolo diretto da Daniela Zorzini e interpretato da Ester Bortolussi, Giorgia Rampino, Maria Sofia Rizzi e Tosca Vantaggiato.

 

Toutes le femmes en moi prende spunto da una domanda: “C’è qualcosa che ti sta a cuore?”. La risposta delle ragazze è stata unanime: raccontare vite di donne che hanno lottato per i loro diritti a tal punto da lasciare un segno indelebile nella società. Attingendo a fonti storiche, scientifiche, poetiche, le giovani interpreti si sono appassionate ad alcune storie in particolare e hanno creato un copione originale. Contemporaneamente hanno partecipato al laboratorio di drammaturgia pensato per i giovani paliensi da Matearium e dalla compianta Angela Felice. Il testo dello spettacolo è il frutto di una accurata ricerca di cui le ragazze si sono fatte carico e che nel laboratorio di teatro è poi diventata corpo e parola e ha ridato vita e voce alla prima ominide Lucy, alla poetessa Marina Cvetaeva, alla danzatrice Jane Avril, alla stilista Coco Chanel, alla cantante Billie Holiday, alla fotografa di guerra Gerda Taro e al gruppo delle scatenate Pussy Riot.
Il canto dal vivo curato dalla maestra Annalisa Masutti ha aggiunto un’ulterirore elemento artistico al lavoro che ha meritatamente vinto il Palio codroipese.

 

Lo spettacolo fa parte del carnet di abbonamento alla stagione, il biglietto di ingresso per i non abbonati è di 5 euro. La stagione del Benois-De Cecco proseguirà giovedì 15 novembre con Coast to coast, il nuovo spettacolo di Rocco Papaleo. Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it e chiamando il Teatro Benois De Cecco di Codroipo (0432 908467).




Mauro Corona. Lunedì 19 novembre 2018 il celebre scrittore friulano fa tappa a Bergamo

Grande ritorno a Bergamo per Mauro Corona, lunedì 19 novembre alle ore 20.45 al Teatro degli Storti di Alzano Lombardo, il celebre scrittore e artista friulano presenta al pubblico Nel muro (Mondadori 2018).

Dopo anni di attesa, il nuovo grande romanzo di Mauro Corona. Un libro gotico, meraviglioso, intenso sulla maestosità della natura e la cattiveria degli uomini, denso di immagini indimenticabili e di momenti di straordinario lirismo. A moderare l’incontro, nell’ex Auditorium Caduti di Nassiriya, il giornalista e reporter bergamasco Giorgio Fornoni. Per sfuggire alla crudeltà del mondo un uomo si ritira nei boschi, ristrutturando una vecchia baita che era appartenuta ai suoi antenati. Ma un colpo di piccone nel muro cambierà per sempre la sua vita. Dietro la calce trova i corpi mummificati di tre donne. Sulla loro pelle sono incisi dei segni, quasi lettere di una lingua misteriosa e sconosciuta. Qual è la storia delle tre donne? Chi ha nascosto là i loro corpi? Qual è il terribile messaggio che quelle incisioni vogliono comunicare? Ed è possibile che la cerva dagli occhi buoni che sbuca ogni sera dal bosco voglia davvero rivelare qualcosa al protagonista?Mentre le tre mummie cominciano a infestare i sogni dell’uomo, trasformandoli in incubi e allucinazioni, lui intraprende una ricerca di conoscenza, destinata a portarlo alla perdizione definitiva o alla salvezza. Mauro Corona è nato a Erto (Pordenone) nel 1950. Per Mondadori ha scritto, tra gli altri, Il volo della martora, Le voci del bosco, Nel legno e nella pietra, L’ombra del bastone, Storia di Neve, La fine del mondo storto (premio Bancarella 2011), La voce degli uomini freddi (finalista Campiello 2014), I misteri della montagna, La via del Sole. Ha pubblicato inoltre La casa dei sette ponti (Feltrinelli 2012), Confessioni ultime (Chiarelettere 2013) e con Luigi Maieron Quasi niente (Chiarelettere 2017).

L’evento, ad ingresso libero, è organizzato dalla Fiera dei Librai Bergamo, espressione delle librerie indipendenti aderenti a Li.Ber – Associazione Librai Bergamaschi: Libreria Arnoldi, Cartolibreria Nani, Libreria Palomar, Il Parnaso libri & natura, Punto a capo libri,  in collaborazione con il Comune e la Biblioteca Comunale di Alzano Lombardo.




Novara: LA CANONICA”: QUARANT’ANNI DI VALORIZZAZIONE DELL’ARTE DEL TERRITORIO

Il sindaco Alessandro Canelli e l’assessore alla Cultura Emilio Iodice evidenziano <<il merito che il Centro culturale d’arte “La Canonica” ha avuto in questi quarant’anni: mettendo a disposizione i propri spazi espositivi, questa preziosa realtà novarese ha contribuito alla valorizzazione dell’arte del nostro territorio. Gli artisti che hanno “vissuto” il Centro culturale, come fondatori o anche come semplici amici e sostenitori, hanno trovato in questa sede un modo per farsi conoscere e per far conoscere la vivacità creativa della nostra città ed è proprio per questo che l’Amministrazione ha voluto patrocinare e collaborare alla mostra legata all’importante ricorrenza. L’esposizione celebrativa dei quarant’anni vedrà, nel salone dell’Arego del Broletto, la presenza di circa settanta opere tra pittura, scultura, installazioni e fotografie, opere di quanti hanno transitato negli spazi de “La Canonica”, contribuendo a renderla un’importante interlocutore per la nostra città, ruolo che auguriamo possa mantenere anche per il futuro, continuando a “fare” cultura e a essere veicolo di crescita per  Novara>>.