Mostra “TRA LE MACERIE DELL’ANIMA”

Oggi in Museo civico d’Arte è stata presentata la mostra “Tra le macerie dell’anima” di Luigi Sacilotto allestita nelle sale al piano terra di Palazzo Ricchieri. “E un piacere ospitare questa esposizione – ha introdotto l’assessore alla cultura Pietro Tropeano – perché è particolarmente significativo che l’arte contamini il vivere quotidiano ed è altrettanto importante che l’arte, profonda espressione della vita, sia intesa anche come “strumento” per superare la sofferenza di cui è testimone l’artista Luigi Sacilotto-
L’artista, ha ringraziato per aver messo a disposizione un luogo pubblico, per la presentazione del curatore e per il sostegno ricevuto e ha detto che le opere sono il frutto dello scavare e della riscoperta di ferite. E come riportato da Antonio Loperfido e Margherita Gobbi nella presentazione della brochure. “ Le opere di Luigi Sacilotto, sono finestre che invitano chi le osserva a intravedere la sua anima e a riflettere sulla propria. Sono un invito a guardarsi dentro senza ipocrisia, senza paura di affrontare il dolore, la disperazione, la rabbia, il vuoto, i ricordi, la solitudine”.
L’artista – ha commentato il curatore della mostra Fulvio Dell’Agnese – ha approcci diversi, uniti dal dramma vissuto ed esplorato; dai quadri esposti emerge l’idea di un dolore che l’artista vive e che cerca di elaborare e dalle altre opere si percepisce che il dolore e il disagio devono metaforicamente irrompere dai contenitori e librarsi”. Anche per Maria Conte dall’Hospice. Il Gabbiano che organizza la mostra va lasciato lenire il dolore per superare le macerie del corpo e della psiche.
Il direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASS Friuli Occidentale Fulvio Tesolin ha rimarcato che la collaborazione all’iniziativa si coniuga con le finalità del dipartimento stesso, la lettura della sofferenza e del disagio. E su questi temi sarà focalizzato l’evento collaterale della mostra: venerdì 19 ottobre nella sala Rossa del Municipio si terrà il convegno “Il vivere e il morire: etica, antropologia e diritto” organizzato dall’Azienda sanitaria, con l’Associazione Il Gabbiano Amici dall’Hospice, l’ AIAF Associazione Italiana Avvocati per la Famiglia e per i Minori, in collaborazione con il Comune di Pordenone e con il patrocinio dell’Ordine Avvocati di Pordenone.
La mostra sarà inaugurata venerdì 12 ottobre alle 18 ed aperta fino al 28 ottobre dal mercoledì alla domenica dalle 15 alle 19.
Pordenone 10.10.2018




BergamoScienza: inaugurata la XVI edizione

Dopo il successo di pubblico della scorsa edizione con 153.141 presenze, il festival di divulgazione scientifica BergamoScienza inaugurerà la sua XVI edizione sabato 6ottobre e proseguirà, per 16 giornate, fino al 21 ottobre.

Ideata e organizzata dall’Associazione BergamoScienza, la rassegna propone anche quest’anno conferenze, laboratori interattivi, spettacoli, mostre – più di 160 incontri tutti gratuiti – con scienziati di fama internazionale, tra cui il Premio Nobel per la Medicina 2006 Craig Cameron Mello.

Protagonista assoluta la scienza, affrontata come sempre con un linguaggio accessibile a tutti, in tutte le sue diverse componenti: dalla fisica, alla chimica, dalla tecnologia alle neuroscienze, dalla medicina alla biologia, ma anche musica, teatro e letteratura. Grandi scoperte, incontri ed emozioni creeranno un intreccio di sapere e spettacolo per promuovere e diffondere la cultura scientifica in un pubblico ampio.


«Attraverso le attività del festival – dichiara Raffaella Ravasio, nuovo presidente dell’Associazione BergamoScienza – intendiamo trasmettere la consapevolezza di quanto sia importante che il sapere scientifico possa svilupparsi liberamente e le sue applicazioni essere usate per costruire per tutti una vita dignitosa. Il festival è costruito insieme alla città, alle istituzioni e alla gente; in qualche modo, per un paio di settimane, si vibra all’unisono: pubblico adulto, ragazzi, volontari. BergamoScienza esiste solo grazie a chi, istituzioni e soprattutto aziende, ci aiuta materialmente e grazie ai volontari che lavorano per organizzare il festival in modo assolutamente gratuito. La ricompensa è la gioia di fare insieme qualcosa di bello e utile per crescere come persone e come territorio. La cifra di BergamoScienza – conclude Raffaella Ravasio – è il coinvolgimento di tutti e la tensione alla qualità per tutti. Perché la scienza è un gioco molto serio».

A seguire alcuni eventi di spicco. Il programmacompleto è consultabile sul sito del festival.

Weekend inaugurale

L’apertura della XVI edizione del festival, sabato 6 ottobrealle ore 17 nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Bergamo, sarà affidata a due personaggi d’eccezione: lo scrittore e sceneggiatore inglese Ian Russell McEwan e il neuroscienziato Ray Dolan. McEwan è autore di romanzi di successo nei quali emerge una mirabile capacità di indagare la mente umana. Dolan, graditissimo ritorno al festival, guida il gruppo di ricerca sul rapporto tra cognizione, emozioni e disturbi psichiatrici all’University College di Londra. Insieme saranno protagonisti di Le emozioni tra scienza, cervello e letteratura, un dialogo lungo il confine netto, eppure incredibilmente poroso tra scienza e letteratura.

Jurassic Park e le sue rappresentazioni cinematografichehanno plasmato il nostro modo di vedere i dinosauri e l’ideache abbiamo sul loro aspetto, sulle loro abitudini e sul loro comportamento. Cosa c’è di esatto e cosa di sbagliato in quella rappresentazione? Ne parlerà domenica 7 ottobre alle ore 16 nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Bergamo in Riscoprire i dinosauri il paleontologo statunitense Jack Horner, uno dei massimi esperti di dinosauri. A Horner è ispirato il personaggio di Alan Grant, paleontologo interpretato da Sam Neil in Jurassic Park di Spielberg, di cui fu anche consulente scientifico. Alla luce delle sue ricerche spiegherà quali fossero gli errori in quel film e come nelle successive versioni, ad esempio inJurassic World, siano stati corretti e cosa invece di sbagliato è rimasto per soddisfare i criteri di spettacolarità.




Riccardo Errani e Elia Molon al Rallylegend (San Marino ) sulla Delta 16v gr A

Riccardo Errani torna a gareggiare alla ormai storica kermesse sammarinese; lo scorso anno per l’occasione si era ricomposto l’equipaggio Errani-Casadio, fra i più conosciuti del periodo 99/2010 per risultati e partecipazioni iridate.

Purtroppo un serio problema cardiaco – per fortuna risolto – terrà lontano Stefano Casadio dalla Delta 16v non consentendogli quindi di dettare le note a Riccardo Errani. Per l’occasione Errani avrà quest’anno al suo fianco Elia Molon, navigatore veneto di Schio con buona esperienza nei rally nazionali .

Dario Furlan




CIÒ CHE NON CAPIMMO al Teatro San Giovanni TRIESTE Sabato 13 e domenica 1 4 ottobre

Riflessione sulla Shoah al Teatro San Giovanni
Sabato 13 ottobre, alle ore 20.30, e domenica 14, alle 17.00, prende il via ufficialmente la nuova Stagione del Teatro San Giovanni
con uno spettacolo che siamo particolarmente felici di

Vanessa Bukavec

ospitare: Ciò che non capimmo, una lettura interpretativa con Sergio Jannitti e Vanessa Bukavec.
Una strana fotografia, fatta da un internato polacco ad Auschwitz a un’ausiliaria nazista suicida, costituisce il fatto storico reale su cui si basa un immaginario incontro dei due personaggi di Ciò che non capimmo.
Il colloquio memoriale è l’espediente che permette all’autore, Fabrizio Stefanini, di ricostruire alcune vicende dello sterminio nei lager, inquadrandole in una cornice umana e storico-critica.
Testo: Fabrizio Stefanini Assistenza tecnica: Claudio Motica Produzione: Petit Soleil
Ingresso a offerta libera.
Per qualsiasi informazione, non esitate a scrivere a: info.teatrosangiovanni@gmail.com,




Biella Festival Music Video 2018 E il videoclip approda in sala

13 ottobre 2018: il Biella Jazz Club, celebre centro di arte e di cultura del capoluogo piemontese, torna ad ospitare il Biella Festival Music Video 2018quest’anno giunto alla sua terza edizione. Un appuntamento oramai stabile e, soprattutto, una costola sempre più importante del Biella Festival che, questo 2018, festeggia i suoi Vent’anni di vita. E che quest’anno avrà un’importantissima novità: il vincitore verrà inserito in un circuito di distribuzione in sala sul territorio piemontese, ma forse non solo.

Un’iniziativa resa possibile da Arrigo Tomelleri Presidente Anec Piemonte e Valle d’Aosta e vicepresidente sezione cinema Agis Piemonte e Valle d’Aosta che, per l’occasione, ha spiegato ”Ci sembra che sia arrivato il moneto che le sale cinematografiche si aprano alla fruizione anche di altri prodotti dell’audiovideo e, fra questi, senz’altro il videoclip è fra i più significativi. Non siamo i soli a pensarla così, tant’è che credo coinvolgeremo in questa iniziativa anche altre sale e regioni”.




Alla Barcolana torna lo stand del Palmanova Outlet Village

 Torna, anche nel 2018, allaBarcolana, uno degli appuntamenti più importanti in regione per il suo respiro internazionale, lo stand del Palmanova Outlet. Il Village, anche quest’anno, sarà presente, a partire da mercoledì 10e fino a domenica 14 ottobre, alla 50esima edizione della Barcolana, la regata più grande al mondo, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste. Una manifestazione che coinvolge a 360 gradi non soltanto la città di Trieste ma l’intera regione e richiama pubblico dall’intera Alpe Adria. Lo stand dell’outlet sarà collocato al Villaggio Barcolana. Rivolgendosi alle hostess sarà possibile sottoscrivere gratuitamente la “Village Card”, la carta fedeltà valida nei 5 outlet “Land of Fashion”, che consente di ottenere particolari sconti per gli acquisti, usufruire di agevolazioni “dentro e fuori” dal Village e aderire a private sales dedicate. A chi sottoscriverà la Village Card sarà donato un originale gift omaggio. Allo stand, oltre a ricevere informazioni su convenzioni, servizi e brand presenti all’outlet, da quest’anno sarà possibilericevere anche informazioni in merito a Palmanova. Saranno distribuiti, infatti, leaflet informativi e turistici della città stellata, patrimonio Unesco, che dista solo pochi chilometri dal Village.«Per noi – commenta Giada Marangone, marketing manager del Palmanova Outlet Village – è un pregio essere presenti con il nostro stand a Trieste, una delle più belle e vivaci città del Belpaese, per la 50esima edizione della Barcolana. La manifestazione è un modo per vivere e scoprire a 360 gradi Trieste, con le sue bellezze e suoi luoghi davvero unici La città, negli anni, ha affascinato decine d’artisti e intellettuali, tra cui James Joyce, Italo Svevo, Umberto Saba e continua a farlo grazie a eventi e manifestazioni di grande respiro internazionale». Il Palmanova Outlet Village, dunque, continua a puntare sul turismo e sugli eventi di qualità. Quello della Barcolana è solo uno degli appuntamenti di respiro turistico in programma nel mese di ottobre. Assieme agli altri Village della Land of Fashion, infatti, il Palmanova Outlet è anche presente, in questi giorni, al TTG di Rimini, la più importante fiera del settore turistico in Italia, e, alla fine del mese (26-27 ottobre 2018), appuntamento a Pavia alla Borsa internazionale del Turismo culturale di Mirabilia, la rete di 17 siti Unesco o candidati Unesco aggregata dalle locali Camere di Commercio e da Unioncamere. «Il nostro Village – continua Marangone – si trova a pochi chilometri da tre perle Unesco: Palmanova, Aquileia e Cividale del Friuli. Promuovere questi gioielli e contribuire proattivamente all’incremento dei flussi turistici da e verso queste destinazioni è per noi di importanza fondamentale. Le recenti attività messe in campo con il Comune di Palmanova e la collaborazione che continua da oltre un biennio con Aquileia sono la conferma che le sinergie con le eccellenze del territorio regionale mirano a migliorare ed estendere l’offerta turistica e culturale regionale».




TABARELLI LASCIA IL SEGNO AL RALLY CITTÀ DI PISTOIA

Il portacolori di Pintarally Motorsport, nonostante il lungo periodo di forzata inattività, porta la sempreverde Mitsubishi Lancer Evo IX R4 al settimo posto assoluto.

 Nave San Rocco (Tn), 09 Ottobre 2018 – Rientro in grande stile, con lo smalto dei tempi migliori, per Daniele Tabarelli, il quale chiude il suo esordio al Rally Città di Pistoia con una settima posizione assoluta che ha il sapore di una vittoria.

Era oltre un anno che il pilota trentino non si calava nell’abitacolo della Mitsubishi Lancer Evo IX, in versione R4, che tante gioie ha saputo regalargli nel corso degli ultimi anni.

Un periodo di inattività lungo che, combinato alla difficoltà del contesto di gara ed all’indubbio gap tecnico con le vetture di ultima generazione, sembrava alzare l’asticella ad un livello difficilmente oltrepassabile.

Invece il portacolori di Pintarally Motorsport ha siglato un’altra prestazione spettacolare, chiudendo al settimo posto assoluto, primo in solitaria nella classe R4, regalando tanto spettacolo al numeroso pubblico presente a bordo strada.

Affiancato, per la prima volta, dal locale Simone Vellini il pilota della trazione integrale, curata da G. Car Sport, affrontava i primi chilometri cauto, per tornare ad oliare tutti i meccanismi.

La ripetizione delle speciali di “Sarripoli” e “San Baronto”, disputate alla luce delle fanalerie supplementari, vedeva Tabarelli attestarsi ai margini della top ten, con un passo accorto.

“Il Sabato è stato un po’ un laboratorio” – racconta Tabarelli – “perchè abbiamo utilizzato, per la prima volta, le nuove coperture della Pirelli, le Cinturato. Tra il fango della prima ed il diluvio della seconda non possiamo dire di aver avuto un avvio agevole. Nella ripetizione la prova di apertura era praticamente diventata sterrata. Abbiamo chiuso la giornata di Sabato undicesimi assoluti, molto soddisfatti del passo perchè sapevamo di avere molto margine da sfruttare.”

Si riparte la Domenica, in tarda mattinata, e sulla prova più lunga, quella di “Casore”, Tabarelli torna prepotentemente nei piani alti della classifica generale: sua la settima prestazione assoluta, preceduto e seguito unicamente da vetture di classe R5.

Con due prove speciali ancora da disputare il trentino, ritrovato il feeling con l’intramontabile Lancer, stacca il sesto tempo a “Montevettolini” e sulla ripetizione della lunga “Casore”, chiudendo sulla pedana di arrivo con una settima piazza assoluta che non può che essere considerata una vittoria, dato che il termine di paragone oggi sono le regine della R5.

“Dopo aver ripreso le misure e tolto un po’ di ruggine” – aggiunge Tabarelli – “abbiamo iniziato a spingere ed il cronometro ci dava ampiamente ragione. Abbiamo migliorato notevolmente, dal primo al secondo passaggio della Domenica, nonostante le condizioni fossero molto insidiose, per via dell’umido. Per essere stata la prima volta in questa gara, che era a coefficiente 1,5, in mezzo a tanti locali, tutti con il coltello tra i denti, non possiamo che essere felici e soddisfatti. Abbiamo dato tanto spettacolo e ricevere i complimenti da tanti appassionati ci ha gratificato molto. Grazie di cuore a G. Car Sport per l’ottimo lavoro svolto e a Pintarally Motorsport, sempre presente. Un grazie di cuore a Simone, il quale si è comportato egregiamente alla nostra prima uscita in gara. Emozioni fortissime quelle vissute, rimarranno sempre con me.”

Daniele Tabarelli – Ufficio Stampa




MONTERIGGIONI (SI) PRIMA DEL CASTELLO Da sabato 13 ottobre mostra ad Abbadia Isola sulla comunità etrusca in Valdelsa

Riscoprire e rivivere la storia più antica di Monteriggioni, dall’età del Ferro al tardo ellenismo, con un viaggio di oltre mille anni attraverso oltre 250 reperti locali, ricostruzioni in 3D e focus dedicati alla lingua etrusca e al collezionismo antiquario. È quanto proporrà il percorso espositivo “Monteriggioni prima del Castello. Una comunità etrusca in Valdelsa”, in programma dal 13 ottobre al 23 aprile nel Complesso monumentale di Abbadia Isola, alle porte di Monteriggioni.

Il percorso di visita sarà articolato in quattro sezioni tematiche. L’esposizione seguirà un ordine cronologico e ripercorrerà la storia locale dall’età del Ferro (IX secolo a.C.) al tardo ellenismo (II-I secolo a.C.) attraverso le prime ricerche dell’archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli, gli sviluppi successivi, i ritrovamenti tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, le peripezie legate alla vendita a musei italiani e stranieri dei corredi rinvenuti nelle tombe del Casone e alcune ricostruzioni dei contesti in mostra.

Gli oltre 250 reperti in mostra provengono dai musei di Firenze, Volterra e Colle di Val d’Elsa e saranno affiancati da alcune restituzioni 3D dei materiali conservati all’Antikensammlung di Berlino. L’esposizione comprenderà anche pezzi eccezionali, tra cui alcune fra le urne cinerarie più belle della tomba dei Calisna Śepu – appartenente a una ricca famiglia aristocratica e rinvenuta intatta nel 1893 con oltre cento deposizioni a incinerazione e relativi corredi – e materiali inediti mai esposti prima d’ora, tra cui il corredo di una tomba a camera recentemente scavata in Pian del Casone. I visitatori, inoltre, saranno accompagnati nel viaggio indietro nel tempo da restituzioni multimedialirealizzate da ACAS srl in collaborazione con gli esperti dell’Università degli Studi di Siena e da ricostruzioni delle principali sepolture.

In particolare, sarà possibile visitare virtualmente una riproduzione in scala della grande tomba dei Calisna Sepu, scavata nella roccia con banchine su tre lati e tramezzo centrale, e, probabilmente, la più importante sepoltura ellenistica dell’Etruria settentrionale. A renderla nota sono state anche le vicissitudini legate alla dispersione sul mercato antiquario del prezioso corredo, costituito da 36 urne cinerarie, 4 delle quali in alabastro; vasi di ceramica con alcuni pregevoli crateri sovradipinti; vasellame e specchi in bronzo; strumenti in osso; armi; monete; oreficerie e altro. Con queste caratteristiche, il sepolcro rappresenta la tomba familiare dei Calisni, ricca famiglia etrusca di Monteriggioni per circa trecento anni, dalla seconda metà del IV secolo a.C. fino al I secolo a.C.

Tra le ultime scoperte sul territorio, inoltre, compare la tomba ipogea recentemente indagata nel podere Milanese, uno dei contesti più importanti tra quelli in mostra, che ha restituito un notevole corredo risalente al VI secolo a.C., costituito da vasi di bucchero, ceramica dal caratteristico colore nero prodotta in Etruria; vasi di ceramica etrusco-corinzia, tra cui una serie di aryballoi; vasi da unguenti profumati, finemente decorati; fuseruole, ovvero strumenti per la filatura, una delle attività predilette e identificative del ruolo della donna etrusca; oggetti in bronzo, tra cui alcune fibule, una sorta di spille utilizzate per fermare le vesti e altri oggetti che forniscono un quadro completo degli usi e dei costumi locali del periodo.

Il percorso espositivo “Monteriggioni prima del Castello. Una comunità etrusca in Valdelsa” si inserisce in un programma di valorizzazione del patrimonio culturale del Comune di Monteriggioni basato su un protocollo d’intesa sottoscritto con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo (SABAP-SI) e il “ritorno” a Monteriggioni dei reperti della tomba dei Calisna Śepu e di altri reperti contribuirà a dare una coloritura romantica a un progetto che si distingue per l’alto profilo scientifico degli studiosi e delle istituzioni coinvolte. L’evento ospitato ad Abbadia Isola, infatti, sarà soltanto il primo passo verso la riscoperta delle eccellenze archeologiche, storiche e artistiche del territorio insieme a partner quali l’Università degli Studi di Siena, il Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli” di Colle di Val d’Elsa, il Polo Museale della Toscana e l’Antikensammlung di Berlino.

L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo che permetterà agli appassionati e alla comunità scientifica di approfondire le conoscenze sulla Monteriggioni più antica attraverso un nuovo sguardo d’insieme, a distanza di quasi un secolo dalle pioneristiche ricerche di Ranuccio Bianchi Bandinelli. Già alla fine dell’VIII secolo a.C., infatti, l’area attorno alla collina che oggi ospita il Castello era costellata di necropoli e insediamenti etruschi, come confermarono le attività dell’archeologo alla fine degli anni Trenta seguite, poi, da poche e sporadiche pubblicazioni sulla Monteriggioni etrusca, superata dalla grande attrattiva legata al periodo di sviluppo medievale e alla sua cinta muraria.

«Un altro tassello – ha detto Stefano Ciuoffo, assessore al turismo della Regione Toscana – che va ad arricchire e impreziosire il cammino lungo la Via Francigena toscana. La fama di Monteriggioni, e il suo richiamo nei confronti dei tanti turisti che la visitano ogni anno, vanno attribuiti al Castello costruito in epoca medievale. E’ però interessante approfondire anche le origini di questo territorio e scavare in epoche più lontane fino agli Etruschi. Il percorso espositivo che aprirà a ottobre fornirà, così, un altro pretesto, se ce ne fosse bisogno, per visitare uno dei borghi toscani più affascinanti e suggestivi».

«Riportare indietro le lancette della storia – ha affermato Raffaella Senesi, sindaco di Monteriggioni – è solitamente una formula utilizzata con un’accezione negativa, ma questa volta guardarsi indietro è positivo e accompagnerà i visitatori in un viaggio nella storia etrusca di Monteriggioni, quella più antica, arricchendo l’immaginario collettivo che ci identifica come la città medievale cantata da Dante Alighieri. Il futuro si scrive soltanto se si ha la piena e forte consapevolezza del nostro passato e questo è quello che vogliamo fare con questa iniziativa. Ringrazio tutti i partner che accompagnano il Comune in questo progetto e la Regione Toscana, che ci ha coinvolto anche nella Giornata degli Etruschi celebrata pochi giorni fa attraverso il Consiglio regionale della Toscana».

fondazione musei Senesi




DOMANI LE MUSICHE DEL TARTINI ALLE GIORNATE DEL CINEMA MUTO. GIOVEDI’ 11 OTTOBRE AL TEATRO VERDI DI PORDENONE

Con una colonna sonora inedita, interamente composta dai migliori studenti della Scuola di Composizione e di quella Jazz, il Conservatorio Tartini incontra la 37^ edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone: appuntamento giovedì 11 ottobre alle 16.30 al Teatro Verdi di Pordenoneper la proiezione del film La Memoria dell’altro (1913), una delle prime pellicole “borghesi” affidata alla regia di Alberto Degli Abbati e interpretata dall’affascinante diva del muto, Lyda Borelli, affiancata da Mario Bonnard. «In una rinnovata ottica di progettazione multi-artistica, sia dal punto di vista formativo che sul piano dellaproduzione, il Conservatorio Tartini presenta la sua partitura inedita alle Giornate del Muto 2018 – spiega il direttore Roberto Turrin La scrittura musicale ha preso spunto dell’atmosfera espressionista che pervade l’intera pellicola, ma anche dal senso di decadentismo che prelude ai tragici fatti della prima guerra mondiale. Non mancano i riferimenti musicali alla città di Venezia, ispirati dalle danze e brani popolari tipici dell’epoca».Composta dagli studenti Davide Coppola, Silvio Bartoli, Lorenzo Visintin e Riccardo Pitacco per la supervisione del docente Matteo Alfonso, la partitura verrà eseguita dall’ “Ensemble del Conservatorio di musica “G.Tartini, composto da Snezana Acimovic e Gragana Gajic violino, Liubov Zuraeva viola, Kezia Andrejcsik violoncello, Sara Brumat flauto, Andrea Corazza clarinetto e Marco Risolino pianoforte. Dirigerà l’esecuzione lo  studente della Scuola di Direzione d’Orchestra del Tartini Biagio Micciulla, allievo della Prof. Elisabetta Maschio: «a coronamento – osserva ancora il Direttore Turrindi un progetto didattico-professionale che ha visto coinvolte in modo coordinato diverse Scuole del Conservatorio Tartini di Trieste, sia dal punto di vista creativo-progettuale che da quello esecutivo-performante, progetto volto a valorizzare i migliori talenti musicali della Regione Friuli-Venezia Giulia e delle aree transfrontaliere formati dal Conservatorio». Info www.conservatorio.trieste.it  

La memoria dell’altro, una produzione della Film Artistica Gloria di Mario Caserini, prosegue l’esperienza di successo avviata con “Ma l’amore mio non muore, nel segno della diva Lyda Borelli che risplende persensualità ma strizza anche l’occhio all’emancipazione, grazie alla magnifica scena di apertura del volo aereo, metafora di modernità. Ad aiutare il successo del film sono gli esterni veneziani tra gite in vaporetto e dellemagnifiche riprese di Piazza San Marco. Il film, restaurato dal CSC – Cineteca Nazionale, proviene da un duplicato negativo stampato nel 1977 da una copia nitrato d’epoca non più disponibile.




Pordenone Music Festival sessione autunnale dal 12 ott.

Recital di Francesco Granata:

venerdì 12 ottobre, Valvasone-Arzene, Sala Roma, ore 21.00
sabato 13 ottobre, Maniago, Sala Bian-Biblioteca Comunale, ore 21.00
domenica 14 ottobre, Sesto al Reghena, Auditorium Burovich, ore 18.00

Sessione autunnale con i giovani talenti per il Pordenone Music Festival di Farandola, che per due fine settimana dedicherà un calendario di concerti diffusi sul territorio a due giovani eccellenze italiane, il pianista milanese Francesco Granata, 19 anni, e la chitarrista campobassana Sara Celardo, 18 anni, entrambi plurivincitori di concorsi nazionali e internazionali. A entrambi sono stati affidati due brevi cicli di concerti, tre per ciascuno, per aiutarli a confrontarsi con la dinamica delle tournée, ovvero le trasferte musicali che segnano il calendario dei professionisti e che richiedono grande preparazione tecnica e un collaudato equilibrio psicofisico.
“Il Pordenone Music Festival – sottolinea il direttore artistico Filippo Michelangeli – costituirà dunque per loro una preziosa “palestra” musicale e una rara opportunità per gli abitanti del territorio di poter ascoltare, anche in piccoli centri, una qualità artistica di livello internazionale. Granata e Celardo, a tournée friulana conclusa, potranno capitalizzare nei loro curricula un’esperienza professionale qualificante”. Protagonista del primo settimana sarà Francesco Granata, che proporrà il suo recital venerdì 12 ottobre alle 21.00 nella Sala Roma di Valvasone-Arzene, sabato 13 ottobre alle 21.00 nella Sala Bian della Biblioteca Comunale a Maniago, e domenica 14 ottobre, alle 18.00 nell’ Auditorium Burovich di Sesto al Reghena. In programma Ballata n.4 in Fa minore op. 52 di Chopin, Châsse-neige in Sib minore di Liszt, Quattro Preludi dal Primo Libro di Debussy, Quadri di un’esposizione di Musorgsky.
Francesco Granata è nato a Milano nel 1998. Si è diplomato in pianoforte al Conservatorio “Verdi” nel 2016 con il massimo dei voti, lode e menzione speciale sotto la guida di Alfonso Chielli.
Si è perfezionato frequentando numerose masterclass in Italia e al Mozarteum di Salisburgo con Andrea Lucchesini. Attualmente frequenta il corso di alto perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma sotto la guida di Benedetto Lupo. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti risultando primo assoluto nei concorsi di Tavella, Premio Crescendo di Firenze, Concorso Società Umanitaria, Concorso Bramanti e nell’ottobre 2017 ha vinto la 24ma edizione del Premio Venezia.
Ha debuttato in pubblico a soli 8 anni. Da allora si è più volte esibito come solista in tutta Italia (Agimus, Gioventù Musicale d’Italia, Società Umanitaria, Società del Quartetto) e in Francia (Musee Debussy e festival di Chateauroux).
Accanto al repertorio solistico alterna l’attività di camerista, suonando in Italia e all’estero. Con la violinista Margherita Miramonti ha suonato per la Società dei Concerti di Milano e per il festival MiTo.
A soli 13 anni ha esordito come solista suonando il Concerto KV 595 di Mozart con l’orchestra sinfonica del Conservatorio; nel settembre 2014 ha suonato il Concerto n. 3 di Beethoven con l’orchestra dei Pomeriggi Musicali e ha inoltre registrato lo stesso concerto su dvd negli Limenmusic studios nella versione per pianoforte e quintetto d’archi di Lachner. Nella scorsa stagione, sempre con l’orchestra del Conservatorio, è stato pianoforte solista del Triplo concerto e nel Concerto n.4 per pianoforte e orchestra di Beethoven.