sabato , 22 novembre 2014
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Chi è colpevole paghi

Chi è colpevole paghi

Ragioniamo per periodi ipotetici, facciamo della fanta-cronaca. Facciamo finta di essere in Italia e facciamo finta che due pescatori italiani siano appena stati uccisi in modo accidentale da alcuni soldati della marina indiana, perché scambiati per pericolosi pirati. I giornali nel giorno seguente al tragico evento riempirebbero le prime pagine con titoloni inerenti la giustizia, condanna unilaterale verso l’aggressione, carcere per i soldati subito. Il governo si mobiliterebbe affinché fosse fatta chiarezza sull’accaduto e pretenderebbe un processo ai colpevoli in territorio italico, ma lo stato Indiano rifiuterebbe e proteggerebbe i suoi soldati, in quanto organi dello stato e quindi aventi l’immunità dalla giurisdizione rispetto agli Stati stranieri. Ora torniamo alla realtà. Mi piace considerare la giustizia un’idea universale, che quindi non ha legami con tempo, luogo o persona, ma è sempre valida in ogni circostanza. Non è chiaro cosa sia veramente accaduto il 15 febbraio, però una cosa è sicura due persone sono morte in circostanze strane e il minimo che si possa fare è dare delle risposte. Mi piacerebbe che lo stato italiano, prima di difendere a spada tratta i suoi uomini verifichi cosa sia accaduto, perchè è giusto tutelare i propri compatrioti, ma è altrettanto giusto condannare un’eventuale atto scorretto da parte degli stessi. Non ho letto su nessun giornale nazionale delle frasi di cordoglio alle famiglie dei due indiani uccisi, da parte degli organi di governo, solo parole di conforto ai due soldati arrestati. Le due vite che si sono spente non sono certo meno importanti della vita dei nostri marinai che attendono la loro sorte nei carceri indiani. Il governo sta facendo tutto il possibile per riportare i suoi soldati in Italia, e poi? Chiudiamo un occhio sull’accaduto e fine della storia? Quello che voglio sapere è avere la divisa rende appunto immuni da giustizia? Io credo in tutte le forze armate italiane, nella loro buona fede, ma come in ogni altro settore sono composte da uomini e gli uomini commettono errori. Se i due fucilieri italiani hanno sbagliato devono pagare a prescindere che siano organi dello stato o semplici uomini liberi. Non sono discorsi che rinnegano il paese in cui vivo o infamano le forze armate, sono discorsi di uguaglianza universale.

Carlo Liotti
carlo.liotti@ildiscorso.it

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About Carlo Liotti

Carlo Liotti
Pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti da Aprile 2013 Diplomato a Imperia presso il Liceo Scientifico Viesseux è attualmente iscritto al corso di Scienze e Tecnologie Alimentari nella Facoltà di Agraria dell'Università di Udine. Appassionato di fotografia e di viaggi nei luoghi storici e naturali, co-fondatore della Fedarmax, promotore del giornale on-line Il Discorso, di cui è capo redattore.

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