Attualità Sport — 17 gennaio 2012
AUGURI MUHAMMAD ALI’ PER I TUOI SETTANT’ANNI

Figlio di un pittore d’insegne e di una donna di religione cristiana, nato a Louisville Kentucky il 17 gennaio del 1942 : Muhammad Alì (Cassius Clay), considerato uno dei più grandi pugili di tutti i tempi, merita un posto nella leggenda, non solo per i meriti sportivi, ma anche per l’impegno nella lotta per la pace e i diritti civili. Una svolta importante nella sua vita fu la conversione alla fede mussulmana (1964) e da allora il suo nome non fu più Cassius Clay,  ma Muhammad Alì, scelta molto criticata dall’opinione pubblica americana che aveva cominciato ad amarlo.
Orgoglioso di essere “nero” frequenta il movimento dei Musulmani Neri sostenendo le teorie di Malcom X e di Martin Luther King, contro la segregazione razziale.,A 12 anni inizia a frequentare la palestra Columbia, dove mette in mostra il suo talento. Dopo una brillante carriera da dilettante si mise in luce alle Olimpiadi di Roma del 1960 conquistando l’oro nella categoria dei pesi mediomassimi. Nel 1961 passò al professionismo e batté Lamar Clark per KO e poi Doug Jones. Il 25 febbraio 1964 a Miami conquistò per la prima volta la corona di Campione del Mondo dei pesi massimi, battendo il campione in carica Sonny Liston per abbandono all’inizio dell’ ottava ripresa. La sua boxe basata sul movimento di gambe resta inimitabile per qualsiasi pugile di categoria “pesante”. Di lui si disse: “Vola come una farfalla e punge come un’ape”, per sottolineare la leggerezza dei suoi movimenti, coadiuvata da una tecnica sopraffina. Su 61 incontri ha un record di 56 vittorie, 37 delle quali per KO. Ha perso per KO una sola volta. Ritiratosi definitivamente dall’attività agonistica nel 1981, nel 1984 gli fu definitivamente diagnosticato il morbo di Parkinson e ha commosso e stupito il mondo apparendo come ultimo tedoforo alle Olimpiadi di Atlanta del 1996. La sua vita è la storia di un grande pugile ma anche di un uomo che ha cambiato lo stile di comunicazione di un evento sportivo trasformando un campione dello sport in un’icona, un mito di cui fanno parte, oltre alla straordinaria abilità tecnica, un istrionismo verbale che ha fatto sì che dopo Alì la boxe non sia più stata la stessa di prima. E’ per questo che oggi festeggiamo i suoi 70 anni per simboleggiare un uomo, che oltre ad essere stato un campione  può essere definito una leggenda dello sport e soprattutto un icona positiva della vita. Per  il suo modo di vivere e per le sue coraggiose scelte anche coloro ai quali del pugilato non hanno mai capito niente e mai lo hanno seguito, hanno conosciuto ed a hanno saputo Alì.

Enrico Liotti


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Informazioni sull'autore

Enrico Liotti
Enrico Liotti

Iscritto albo dei pubblicisti dal 1978, Impiegato di Banca, Laureato e padre di tre figli, impegnato nel sociale e nel giornalismo, collabora con riviste Piemontesi e Liguri da decenni.

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